Convenzioni per la stesura del codice



Pubblicato il 21/7/2014 alle 13:02 - Autore: Emanuele Calì

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Per una buona leggibilità e manutenibilità del codice dei propri progetti, è estremamente importante stabilire e rispettare delle convenzioni per la stesura del codice. I programmatori esperti, abituati a utilizzare Framework MVC, sanno bene di cosa parlo. Per quelli più inesperti, questo, è un articolo che vale la pena leggere emawebdesign

Per portare avanti lo sviluppo di un progetto è importante avere metodo di lavoro e una buona organizzazione. Il modo in cui si scrive il codice è un fattore fondamentale non solo in fase di sviluppo ma, anche, per future implementazioni: riaprire i file di un vecchio progetto può portare rapidamente al suicidio in caso di spaghetti code emawebdesign

Se il codice è stato ben scritto, in modo pulito e organizzato, non si avrà alcuna difficoltà a rimetterci mano. Per questo, stabilite delle convenzioni e rispettatele. Sempre.

Ecco quelle che seguo io, ispirate dal framework che uso, quasi sempre, per lo sviluppo in PHP.

01) Indentazione

L’indentazione è importante per facilitare la lettura così come un tab lungo 4 spazi per separare diversi blocchi di codice.

02) Commenti

Per documentare il lavoro utilizzo la sintassi di phpDocumentor.

03) Nomi dei file

I nomi dei file li scrivo in minuscolo e separo le parole con un underscore: mio_file.php

04) Nomi delle variabili

I nomi delle variabili (così come delle classi o dei controller in caso di utilizzo di un framework) li scrivo in camelCase: $miaVariabile = 1;

05) Nomi delle tabelle del database

I nomi delle tabelle del database li scrivo in minuscolo e separo le parole con l’underscore, come per i file. Ma, qui, scrivo l’entità al plurale (ad esempio, la tabella degli utenti la chiamerò users). In caso di relazioni tra tabelle, la chiave esterna, la scrivo specificando il nome della tabella al singolare più “_id”: user_id

Si possono stabilire altre convenzioni. Queste che ho elencato sono quelle, per me, fondamentali. Quando progetti lo sviluppo di un’applicazione, adotta un pattern architetturale, serviti di un buon framework e stabilisci e rispetta delle convenzioni. Dici no allo spaghetti code e, forse, ti vorrò bene. Forse eh emawebdesign

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CakePHP – SQLite: guida all’uso

Pubblicato il 27/6/2014 alle 00:11 - Autore: Emanuele Calì

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Per un’esigenza lavorativa ho utilizzato il mio framework MVC preferito, CakePHP, con il database SQLite. L’ORM integrato in CakePHP è basato su PDO, quindi, oltre all’immancabile MySQL, permette l’interazione anche con altri database tra i quali SQLite. Vediamo come procedere.

Per prima cosa, nel file app/Config/database.php, specifichiamo come datasource “SQLite” nel seguente modo:

public $default = array(
    'datasource' => 'Database/Sqlite',
    'persistent' => false,
    'database' => 'database.sqlite',
    'prefix' => 'prefix_',
    'encoding' => 'utf8',
);

Bene, e poi?

Basta così! Fatto.

Non devi modificare neanche una linea di codice nella tua applicazione se, quest’ultima, era già esistente e memorizzava dati in MySQL. Un grande vantaggio nell’utilizzo di un framework è proprio questo: un livello di astrazione che permette al codice di essere indipendente da qualsiasi motore di archiviazione dati o schema relazionale.

Per un accesso diretto al database puoi utilizzare Adminer.

Non dimenticare che, tra MySQL e SQLite, ci sono comunque delle differenze, anche nel tipo di dati e nella sintassi SQL. Nel caso sei proprio obbligato a dover scrivere delle query SQL, ricorda che il seguente codice SQL per MySQL:

CREATE TABLE IF NOT EXISTS `table` (
`id` INT(11) NOT NULL AUTO_INCREMENT,
`name` VARCHAR(255) COLLATE utf8_unicode_ci DEFAULT NULL,
PRIMARY KEY  (`id`)
) ENGINE=MYISAM DEFAULT CHARSET=utf8 COLLATE=utf8_unicode_ci AUTO_INCREMENT=1;

diventa così per SQLite:

CREATE TABLE `table` (
"id" INTEGER NOT NULL PRIMARY KEY AUTOINCREMENT,
"name" text NULL
);

In ogni caso, per qualsiasi cosa, fai riferimento alla documentazione ufficiale. Come sempre emawebdesign

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Associare più animazioni a un singolo elemento con Animate.css e jQuery

Pubblicato il 27/12/2013 alle 00:14 - Autore: Emanuele Calì

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Per un progetto a cui sto lavorando ho avuto la necessità di associare molteplici animazioni CSS3 per un singolo elemento HTML. Come ogni volta che ho una simile esigenza, ho scelto di utilizzare l’ottimo Animate.css di Daniel Eden.

Per utilizzare Animate.css è sufficiente includere il file:

<link rel="stylesheet" href="animate.min.css">

e associare l’animazione all’elemento tramite jQuery:

$('#element').addClass('animated bounceOutLeft');

Nel caso di voler associare all’elemento più animazioni, il codice, diventa inevitabilmente più lungo e complesso:

$('#image').addClass('animated fadeInUpBig');
$('#image').on('animationend webkitAnimationEnd oAnimationEnd MSAnimationEnd', function(event) {
 
     event.stopPropagation();
 
     $('#txt').removeClass('animated fadeInUpBig').off().addClass('animated pulse');
 
});

Per “snellire” il codice ho scritto un plugin jQuery che condivido, si chiama Many4One Animations. Permette di associare molteplici animazioni a un elemento richiamando il plugin e passando come parametro un array contenente i nomi delle animazioni che si vuole applicare:

$("#image").many4oneAnimations({  
    animations: ['bounce','flash','flipOutX','flipInX','flipOutY','flipInY','fadeOutUpBig','slideInLeft'] 
});

Qui una demo: http://www.emawebdesign.com/demo/many4one-animations/demo.html

Il plugin è rilasciato sotto licenza MIT, richiede Animate.css e jQuery 1.9.1 (o superiore), lo potete scaricare qui sotto e lo trovate anche sul mio profilo Github.

Spero ti possa tornare utile emawebdesign

Se scarichi e utilizzi il plugin significa che hai letto e dato il tuo assenso alle seguenti condizioni:

- EmaWebDesign non si assume alcuna responsabilità, implicita od esplicita, su eventuali danni provocati dall’uso proprio o improprio di questo script.
- chi utilizza questo script lo utilizza completamente a suo rischio e pericolo assumendosene tutte le responsabilità.

emawebdesign download: Many4One Animations (56.87KB)
added: 26/12/2013
clicks: 246
description: Many animations for one element with Animate.css and jQuery. Version: 1.0

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Cerchiamo sempre di avere un pensiero critico

Pubblicato il 8/11/2013 alle 18:48 - Autore: Emanuele Calì

Oggi, il mio YouTuber preferito ShooterHatesYou (a cui faccio spudoratamente pubblicità anche se non ne ha assolutamente bisogno), ha pubblicato sul suo canale di Breaking Italy (che vi consiglio di seguire se non lo seguite già) una riflessione che condivido e sulla quale voglio dire alcune cose. Se vuoi vedere il suo video e non te ne frega nulla di quello che ho scritto, vai pure alla fine del post a cliccare play ma ricordati che non sarai mai un Jedi emawebdesign

Shooter sottolinea come, in rete, le persone discutono soltanto con l’obiettivo di “avere ragione” e, leggendo le discussioni online, è fin troppo evidente dal tono e dal contenuto degli interventi, un pò ovunque, che ognuno ha la propria opinione ma, soprattutto, che ognuno “ha ragione” e che, quindi, ha il diritto di dare addosso a chi la pensa diversamente. A volte con modi accettabili, molte altre volte con modi inaccettabili.

Forse stai pensando: dov’è la novità?

Il problema è insito nella natura umana, tutti vogliono sentirsi i possessori della verità, tutti vogliono sempre avere ragione senza preoccuparsi del fatto che la abbiano o meno perchè l’obiettivo non è quello di portare avanti una discussione costruttiva ma, semplicemente, imporre la propria idea giusta o sbagliata che sia. Una palese prova di stupidità. Si potrebbe dire: “il caso è chiuso“.

Il caso “non è chiuso”, invece, quando questo comportamento viene portato avanti da persone intelligenti che avrebbero tutte le capacità per avere un pensiero critico. Io ne ho conosciute molte e mi tornano alla mente molti esempi relativi al nostro settore, quello dello sviluppo web:

01) Lo sviluppatore che realizza dei nauseanti spaghetti code e che critica quelli che utilizzano un CMS o un Framework MVC giustificando la cosa con degli improbabili:

- “Quel framework è troppo pesante” (vero, mangia troppo e troppe schifezze)
- “Sei legato alle dinamiche di quel CMS, non sei libero di lavorare” (vero, ti mette una palla al piede e col cazzo che ti liberi)
- “Naaaa come lavoro io si fa prima e ci si differenzia” (perchè io valgo! Usi l’Orèal no?)

Lo sviluppatore in questione, purtroppo, non si sognerebbe mai di dire: “non so cosa sia un pattern architetturale, non ho sufficiente esperienza per utilizzare un framework come Zend, Symphony o CakePHP ma sto studiando per migliorare e arrivare a realizzare applicazioni qualitativamente superiori”. E, soprattutto, non accetterebbe mai consigli per migliorare da chi ha palesemente più competenza ed esperienza. Perchè dico io? Nella mia vita ho amato quelle persone in gamba che mi hanno saputo dare un buon consiglio e i giusti stimoli per migliorare professionalmente.

02) Lo sviluppatore che realizza database senza sapere cosa siano:

- Perchè hai realizzato decine e decine di tabelle inutili e le relazioni quali sarebbero poi? “Eh, tutte quelle tabelle servono a fare delle cose, ogni tabella mi serve per salvare qualcosa…evito troppe variabili nel codice” emawebdesign
- “Un ID univoco per ogni tabella? Che lo metto a fare? Se, casomai, ce ne fosse bisogno forse, si vedrà” emawebdesign
- “Faccio una sola tabella e in questo campo ci salvo tutto così il DB è più leggero” (si, questa è fantastica…dovresti conoscere l’idiota che l’ha detta, qui sono andato off-topic, idiozia pura emawebdesign )

03) Lo sviluppatore LAMP vs quello .NET

Qui è guerra. Nessuno ammette di sposare una filosofia/tecnologia/azienda piuttosto che un’altra per uno o più motivi, di prediligere degli strumenti piuttosto che altri, nessuno che si preoccupa di avere spirito critico verso la tecnologia che ama…conta solo sparare sull’avversario. E’ una questione di appartenenza. Niente spirito critico. La tecnologia che amo è la migliore. Punto emawebdesign

04) Apple vs Android

Anche qui è guerra. Discutere in modo costruttivo su pregi e difetti dei prodotti Apple piuttosto che di quelli Android è solo tempo perso. Meglio urlare che i prodotti Apple sono fantastici e che, Android, è solo una zuppa di codice piena di Maleware e zozzerie, anzi no. Cosa potranno mai capire gli utenti Android della magia di Apple? Voi non capite un cazzo eh? emawebdesign
Oppure far capire agli utenti Apple che non sono liberi di modificare i prodotti, di personalizzare i loro dispositivi, quelli sono solo dei fanboy che sbavano negli store su prodotti che hanno prezzi spropositati perchè non capiscono niente, sono capre, noi nerd che amiamo Android siamo superiori e non ci facciamo fregare i soldi da nessuno (neanche dai produttori di smartphone Android?)! emawebdesign

05) La ricerca del Like a colpi di sarcasmo

Entra in un qualsiasi gruppo su Facebook e noterai che, in qualsiasi discussione, l’obiettivo è solo uno: sparare il commento che si accaparrerà il maggior numero di Like. Anche la più costruttiva delle discussioni prima o poi degenererà in una “Royal Rumble” dove l’unico intento è quello di schernire l’interlocutore e ricevere il maggior numero di Like per vincere la guerra (dei poveri) del sarcasmo. I commenti ai video di YouTube, invece, meglio non andare proprio a leggerli emawebdesign

Si possono fare tantissimi altri esempi ma la questione è chiara. Personalmente, ho già risolto il problema da molto. Non discuto con chi non è in grado di portare avanti una discussione costruttiva. Non amo perdere tempo. Attirarmi in un flame è missione impossibile. Ma amo discutere con persone intelligenti che hanno spirito critico. Persone come ShooterHatesYou. O amici come Max, Sasà ed altri con cui è sempre bello discutere. Per migliorare e per arrivare a vedere le cose dalla giusta prospettiva. E’ questa la cosa giusta e non è importante se ci arriviamo da soli o se beneficiamo di un parere altrui.

Sono iper critico soprattutto verso me stesso. Non sono mai contento neanche quando realizzo qualcosa di buono e/o ottengo un buon risultato. Cerco sempre di migliorare e imparare nuove cose. E ho anche cambiato idea tantissime volte nella mia vita. Ho cambiato idea su questioni di lavoro, ho cambiato idee politiche, ho cambiato idee calcistiche, insomma, ho sempre cercato di avere spirito critico verso ogni cosa, anche verso le cose che amo e che non difendo mai a prescindere. Sforziamoci di portare avanti discussioni costruttive online e cerchiamo sempre di avere un pensiero critico. Nessuno di noi è il possessore della verità e nessuno è infallibile emawebdesign

p.s su una cosa voglio essere chiaro: tra Batman e Superman non c’è storia. Batman è il migliore e non voglio sentire ragioni emawebdesign

Sotto il video di Shooter

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#vLog 4: ho trovato il sostituto di Google Reader

Pubblicato il 28/6/2013 alle 11:40 - Autore: Emanuele Calì

Il primo luglio, Google, chiuderà il servizio GoogleReader con cui, da sempre, abbiamo “divorato” tonnellate di RSS. La scelta ha scontentato, ovviamente, tutti noi che amavamo il feed reader di bigG. Ci siamo subito messi in cerca di un’alternativa. C’è chi ha scelto Flipboard, chi Pulse, chi Reeder e via dicendo ma, la stragrande maggioranza, ha scelto Feedly. Anche io l’avevo scelto semplicemente perchè mi sembrava il “meno peggio”.

Nel seguente vLog, invece, ti presento quello che ho scelto come “erede” di Google Reader: AOL Reader.

Fatemi sapere cosa ne pensate e, vi ricordo, che sta per arrivare anche il fantomatico Reader di Facebook oltre a quello di Digg.

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Tag Title: ottimizzarlo al meglio in chiave SEO

Pubblicato il 2/5/2013 alle 10:01 - Autore: Emanuele Calì

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Un aspetto assolutamente fondamentale e decisivo dell’ottimizzazione “onsite” è quello dell’ottimizzazione del tag title. Un tag title non curato al meglio può compromettere l’ottimizzazione onsite e l’intera strategia SEO che abbiamo elaborato per portare traffico ad un determinato contenuto. Vediamo alcuni importanti aspetti che non dobbiamo mai dimenticare quando ci occupiamo dell’ottimizzazione di questo decisivo fattore.

Lunghezza

Il tag title non deve essere eccessivamente lungo, una lunghezza orientativa di 65 caratteri può andare bene. All’interno dobbiamo prevedere un massimo di 3/4 keywords. Non ripetere più volte una keyword al suo interno, il rischio penalizzazione è dietro l’angolo.

Posizione

Per quanto riguarda la posizione delle keywords nel testo del title ricordiamo che, le keywords, vanno posizionate in una parte più “a sinistra” possibile. Prendi come esempio proprio questo post: la keyphrase “tag title” si trova proprio all’inizio del title, nella sua parte più importante agli occhi dei motori di ricerca. Mantenere, poi, un ordinamento delle parole chiave per importanza decrescente (prima la più importante e la meno importante per ultima).

Prossimità

In fase di analisi, valutare con attenzione la prossimità delle parole chiave. I motori di ricerca tengono in considerazione la distanza tra le keywords. Più le parole chiave sono vicine, migliore sarà stata l’ottimizzazione. Un esempio:

- corsi per seo specialist a napoli

- corsi seo napoli: corsi professionali per diventare uno specialista dei motori di ricerca (migliore ottimizzazione senza aver trascurato l’aspetto descrittivo)

Informare e persuadere

Non dimenticare mai che un buon tag title deve essere ben descrittivo. Deve fornire agli utenti l’informazione che può risultare loro più utile. Inoltre, deve avere la capacità di persuadere l’utente a cliccare sul link ed accedere al contenuto. Il CTR è un fattore tenuto in considerazione dai motori di ricerca. Una volta che l’utente ha posizionato il suo sguardo sul nostro title, dobbiamo convincerlo a cliccare emawebdesign

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Rilasciata la versione 1.2 di phpGotoMySQL2

Pubblicato il 25/4/2013 alle 19:17 - Autore: Emanuele Calì

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Ho rilasciato la versione 1.2 di phpGotoMySQL2, una classe per l’interazione php/mysql che permette di eseguire operazioni CRUD e offre comodi metodi per l’accesso ai dati e per gestire comodamente, attraverso la sola configurazione di opportuni parametri, paginazioni di dati e relazioni tra tabelle (relazioni di tipo uno-a-molti e molti-a-molti).

In questa nuova versione è stato risolto un bug nella paginazione dei dati di una query. In pratica, in presenza della clausola WHERE, il numero di pagine non era corretto.

Ringrazio Angelo Portalupi per aver segnalato il bug.

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PHP PDF: ruotare testi e immagini con un add-on per FPDF

Pubblicato il 1/4/2013 alle 00:08 - Autore: Emanuele Calì

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Per generare file PDF da PHP esiste una classe piuttosto nota e apprezzata: FPDF. Anche io sono solito utilizzarla quando ho esigenza, in una web application, di generare file PDF. Ultimamente mi sono trovato nella circostanza di dover visualizzare, in un file PDF, testi e immagini ruotati.

Googlando un pò ho subito trovato un add-on per FPDF, decisamente comodo e utile allo scopo. Il suo utilizzo è estremamente semplice. Si tratta di una classe PDF_Rotate che estende la classe FPDF. La includiamo nel nostro progetto e predisponiamo la seguente classe PDF che mette a disposizione i metodi RotatedText e RotatedImage:

 
<?php
 
require('rotation.php');
 
class PDF extends PDF_Rotate
{
function RotatedText($x, $y, $txt, $angle)
{
    //Text rotated around its origin
    $this->Rotate($angle, $x, $y);
    $this->Text($x, $y, $txt);
    $this->Rotate(0);
}
 
function RotatedImage($file, $x, $y, $w, $h, $angle)
{
    //Image rotated around its upper-left corner
    $this->Rotate($angle, $x, $y);
    $this->Image($file, $x, $y, $w, $h);
    $this->Rotate(0);
}
}
 
$pdf=new PDF();
$pdf->AddPage();
$pdf->SetFont('Arial', '', 20);
$pdf->RotatedImage('circle.png', 85, 60, 40, 16, 45);
$pdf->RotatedText(100, 60, 'Hello!', 45);
$pdf->Output();
 
?>

Trovate (e potete scaricare) qui l’add-on.

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Volunia, istella, Quag e gli inutili tentativi di realizzare un motore di ricerca italiano

Pubblicato il 22/3/2013 alle 19:51 - Autore: Emanuele Calì

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Oggi ti voglio parlare di motori di ricerca, argomento che mi sta particolarmente a cuore. E, in particolare, ti dirò la mia sui recentissimi lanci di due motori di ricerca (made in italy): istella e Quag. Ma, soprattutto, cercherò di spiegare perchè è inutile tentare di competere con Google nel search…e che, molto probabilmente, il nuovo Google è stato già realizzato ma non da italiani (peccato!).

Inutile parlare dell’ormai “vecchio” Volunia. Un progetto iniziato male e finito peggio. Vediamo l’ultimo arrivato, Quag, un motore di ricerca che si propone come un motore di ricerca “italiano e sociale”. Il progetto ha beneficiato di un finanziamento di 1,2 milioni di euro da parte di Mariano Pireddu già investitore di Volunia. Che uno quasi vorrebbe dirgli: “di questi tempi ti sembra il caso di buttare soldi?”. Contento lui. Tornando a Quag possiamo anche convenire che, da un punto di vista tecnico e grafico, il progetto non sembra malaccio. Ma cosa fa esattamente? Integra Google e Bing per generare le SERP aggiungendo, come valore aggiunto (chiamiamolo così), la componente sociale. In pratica, il motore, non ti lascia “solo” durante le tue ricerche e ti connette con le persone che hanno effettuato ricerche simili permettendoti di fare loro una domanda. L’immancabile video simpatico ti spiega tutto.

Inutile parlare delle SERP che sono di Google e Bing (corriere.it dice “interessante osservare che Quag integra al suo interno i motori più usati nel web, Google e Bing” ignorando che questa “integrazione” non è operazione particolarmente complicata), parliamo di questa “componente sociale”. Se un individuo effettua una ricerca sul web si aspetta di ottenere una risposta: immediata e soddisfacente. Cosa che riesce ad ottenere, quasi nella totalità dei casi, grazie a Google. Ti pare che uno effettua una ricerca e, poi, sente il bisogno di fare una domanda? E a chi poi? Se proprio ho delle domande vado a farle su Twitter e Facebook dove so di avere amici/contatti affidabili e, magari, competenti in materia. Possiamo apprezzare il lavoro svolto, possiamo apprezzare la buona volontà. Ma, l’obiettivo, è irraggiungibile perchè il prodotto non offre nulla di valore e/o innovativo. Purtroppo o per fortuna l’abbiamo capito un pò tutti:

integrare una “componente sociale” non vuol dire per forza fare innovazione.

A mio avviso, nel search, non ha alcun senso inserire alcun tipo di componente sociale (a parte la questione authorship). Per me (dimmi anche tu come la vedi), il search, vuol dire: faccio una domanda (query) ad una e una sola entità che mi restituisce una risposta soddisfacente. Fine della storia. Se, poi, ho voglia di “social” ho l’imbarazzo della scelta: siamo nell’era dei social media o no? emawebdesign

Parliamo ora di istella, motore di ricerca “partorito” da Renato Soru (amministratore delegato di Tiscali) che, da tempo, aveva annunciato il progetto (come ci ricorda il Tagliaerbe) che, dopo qualche ritardo, è stato presentato questa settimana. Se non avete visto la presentazione potete vederla qui. Ti consiglio di vederla, ti permetterà di capire tutto sul progetto e su chi c’è dietro. Durante la visione ho alternato momenti di piacevole divertimento ad altri di puro sgomento emawebdesign

Analizziamo il progetto da un punto di vista tecnico.

Da quello che si può capire, istella, sembra un’accozzaglia di idee “prese in prestito” da altri progetti:

- L’interfaccia del primo Bing
- L’interfaccia delle librerie e istella clip praticamente copiata da Pinterest. Nel video della presentazione, Riccardo Luna, non ha potuto fare a meno di chiedere “assomiglia un pò a Pinterest?“. Ignorate questa cosa se siete deboli di cuore o ascoltate la risposta di Soru per rabbrividire emawebdesign
- La libreria digitale in cui si possono caricare file in stile DropBox. Nella presentazione, Soru, dice “abbiamo guardato più o meno all’esperienza di DropBox“. Fin qui ci può anche stare. Ma, la dichiarazione che arriva subito dopo, perdonate il cinismo, è da scompiscio: “…solo che, questo qui, non solo te li carica ma l’indicizza…te li organizza, li indicizza…“. Vabbè.

In pratica, anche qui, il motore di ricerca si presenta come un “contenitore” dove gli utenti possono contribuire condividendo quelli che Soru chiama “archivi storici“. Effettivamente è geniale, nel 2013, proporre un motore di ricerca con contenuti UGC. O no? emawebdesign

Che, poi, non era difficile chiedere a Soru per quale motivo, gli utenti, dovrebbero condividere i loro contenuti e/o file su istella. Forse condividere su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram ecc. non è fico perchè riempiamo datacenter che non parlano la nostra lingua? Perchè è giusto farlo per la salvaguardia della cultura italiana? Beh, come per ogni startup, in bocca al lupo per l’acquisizione utenti.

Tuttavia, in favore di istella, posso dire che il mio lato nerd apprezza le mappe che possono essere visualizzate anche andando indietro nel tempo fino a 50 anni. Belle. Magari possono tornare utili in ambito accademico/ricerca ma non possiamo certo pensarle come una killer feature. Ci mancherebbe. Se vogliamo, infine, parlare della qualità delle SERP…tocchiamo il tasto più dolente. I risultati sono decisamente scadenti anche se ho notato un leggero miglioramento rispetto a ieri (lo stanno aggiornando man mano?). Sempre il Tagliaerbe ci mostra qualche esempio. Anche l’amico Riccardo ci segnala la scadente qualità delle SERP e qualche “magagna” tecnica.

Insomma, Mission poco chiara, valore del prodotto non pervenuto. Soru ha fatto capire chiaramente che l’obiettivo, pardon, il sogno è prendere quote di mercato nel search. Se questo è il progetto, la mission, appare quantomai impossible. Eppure, il progetto, ha ricevuto grande copertura mediatica. Da questo punto di vista, condivido l’opinione di Antonio Lupetti. Certo giornalismo manca di spirito critico oltre che di competenza. Non c’è interesse nel segnalare/parlare di startup di valore (che in Italia non mancano assolutamente). Ma solo di propinare la solita storiella notiziabile dell’anti-Google, del nuovo Google e di tutti i titoloni poco opportuni se non addirittura comici che potete trovare su qualsiasi testata giornalistica o magazine online che ha presentato i nuovi motori di ricerca made in Italy. Levatevelo tutti dalla testa. A Google non gli potete fare manco il solletico. Solo Microsoft c’è riuscita con Bing. A fare il solletico a Google intendo.

Ok ma, all’inizio del post, avevi detto che il nuovo Google è stato già realizzato?

Concludo questo post lasciandoti uno spunto di riflessione. Ci sono due simpatici giovanotti che hanno fatto innovazione e che continuano a farla. Si chiamano Sergey Brin e Larry Page. Sono sicuro che li conosci. Negli ultimi tempi abbiamo un pò tutti sposato l’idea che, il nuovo Google, sarà un motore di ricerca semantico in grado di fornire la risposta giusta per qualsiasi domanda posta in linguaggio naturale. Ora, immagina di indossare un paio di occhiali tecnologici…in qualsiasi momento puoi fare loro una domanda utilizzando la voce e ottenere una risposta soddisfacente. Che sia Google ad aver “individuato” il nuovo Google? Magari semplicemente trovandolo in una nuova forma di se stesso? Da un pò di tempo a questa parte ho questa visione. Tu come la “vedi”?

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Beppe Grillo SWG4 e Zip War Airganon: ecco come scaricare il misterioso software (forse)

Pubblicato il 20/3/2013 alle 19:20 - Autore: Emanuele Calì

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Il software Zip War Airganon (basato sul sofisticato algoritmo SWG4) è stato scritto interamente dal noto programmatore (ex dipendente di Google, Microsoft, Apple, Amazon, Skype e Volunia) Michael Knight, il quale, ha annunciato sul suo blog che è gia pronta la nuova versione nome in codice “KITT“.

Per scaricare il software (presentato da Beppe Grillo nel video che ha “animato” la rete in questi giorni) è sufficiente collegarsi al blog del leader del Movimento 5 stelle e cliccare su “Accedi all’area supersegreta“. Inserire “administrator” come username e “hop hop gadget elicottero” come password.

A questo punto si può scaricare la versione gratuita o quella a pagamento che è ottimizzata per i motori di ricerca (Volunia e istella compresi).

Ovviamente hai capito che sto scherzando e che ho scritto un bel pò di minchiate. Vero? emawebdesign

Eppure, ancora oggi, leggo online di persone che non si sono rese conto che, il video di Grillo, è una palese trollata. Ma andiamo con ordine. Lunedì, Francesco Lanza, pubblica sul suo blog un post con cui riporta alla luce un video di Grillo del 13 aprile 2012. Per farvi un’idea precisa e/o se non avete visto il video, lo trovate alla fine di questo post.

Nel video, Grillo, parla di un software con cui sarà possibile scovare i politici evasori e, quindi, sequestrarne i beni. Un discorso surreale farcito da paroloni più o meno informatici come:

- SWG4
- Zip War airganon
- algoritmo di out e crowd sourcing
- crownd outsourcing
- cross checking

Per non parlare del fatto che, il software in questione, sarebbe in grado di accedere liberamente a tutti i dati bancari mondiali senza alcuna autorizzazione ne rispetto per la privacy. Grillo dice che hanno un “check meraviglioso”…ma può essere meraviglioso a tal punto? emawebdesign

Insomma, Grillo si è divertito a prendere in giro la rete anche se non si è capito bene per quale motivo. A maggiore conferma della trollata, al minuto 2:22, si vede chiaramente che il comico genovese trattiene a fatica una risata. Oddio, ovviamente c’è chi ha immediatamente capito la trollata. Ma molti invece no. Alcuni sono addirittura partiti in lunghe discussioni (avvistate su facebook o nei commenti al video stesso) con le solite starnazzate politiche. Una cosa alla fine è certa: oggi con gli impegni che ha, Grillo, non può più permettersi di perdere tempo a trollare su YouTube. E, soprattutto, che il leader del movimento 5 stelle ha tutte le carte in regola per vendere videocorsi su come realizzare video virali emawebdesign

Ecco il video

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