Tag Title: ottimizzarlo al meglio in chiave SEO



Pubblicato il 2/5/2013 alle 10:01

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Un aspetto assolutamente fondamentale e decisivo dell’ottimizzazione “onsite” è quello dell’ottimizzazione del tag title. Un tag title non curato al meglio può compromettere l’ottimizzazione onsite e l’intera strategia SEO che abbiamo elaborato per portare traffico ad un determinato contenuto. Vediamo alcuni importanti aspetti che non dobbiamo mai dimenticare quando ci occupiamo dell’ottimizzazione di questo decisivo fattore.

Lunghezza

Il tag title non deve essere eccessivamente lungo, una lunghezza orientativa di 65 caratteri può andare bene. All’interno dobbiamo prevedere un massimo di 3/4 keywords. Non ripetere più volte una keyword al suo interno, il rischio penalizzazione è dietro l’angolo.

Posizione

Per quanto riguarda la posizione delle keywords nel testo del title ricordiamo che, le keywords, vanno posizionate in una parte più “a sinistra” possibile. Prendi come esempio proprio questo post: la keyphrase “tag title” si trova proprio all’inizio del title, nella sua parte più importante agli occhi dei motori di ricerca. Mantenere, poi, un ordinamento delle parole chiave per importanza decrescente (prima la più importante e la meno importante per ultima).

Prossimità

In fase di analisi, valutare con attenzione la prossimità delle parole chiave. I motori di ricerca tengono in considerazione la distanza tra le keywords. Più le parole chiave sono vicine, migliore sarà stata l’ottimizzazione. Un esempio:

- corsi per seo specialist a napoli

- corsi seo napoli: corsi professionali per diventare uno specialista dei motori di ricerca (migliore ottimizzazione senza aver trascurato l’aspetto descrittivo)

Informare e persuadere

Non dimenticare mai che un buon tag title deve essere ben descrittivo. Deve fornire agli utenti l’informazione che può risultare loro più utile. Inoltre, deve avere la capacità di persuadere l’utente a cliccare sul link ed accedere al contenuto. Il CTR è un fattore tenuto in considerazione dai motori di ricerca. Una volta che l’utente ha posizionato il suo sguardo sul nostro title, dobbiamo convincerlo a cliccare emawebdesign

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Rilasciata la versione 1.2 di phpGotoMySQL2

Pubblicato il 25/4/2013 alle 19:17

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Ho rilasciato la versione 1.2 di phpGotoMySQL2, una classe per l’interazione php/mysql che permette di eseguire operazioni CRUD e offre comodi metodi per l’accesso ai dati e per gestire comodamente, attraverso la sola configurazione di opportuni parametri, paginazioni di dati e relazioni tra tabelle (relazioni di tipo uno-a-molti e molti-a-molti).

In questa nuova versione è stato risolto un bug nella paginazione dei dati di una query. In pratica, in presenza della clausola WHERE, il numero di pagine non era corretto.

Ringrazio Angelo Portalupi per aver segnalato il bug.

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PHP PDF: ruotare testi e immagini con un add-on per FPDF

Pubblicato il 1/4/2013 alle 00:08

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Per generare file PDF da PHP esiste una classe piuttosto nota e apprezzata: FPDF. Anche io sono solito utilizzarla quando ho esigenza, in una web application, di generare file PDF. Ultimamente mi sono trovato nella circostanza di dover visualizzare, in un file PDF, testi e immagini ruotati.

Googlando un pò ho subito trovato un add-on per FPDF, decisamente comodo e utile allo scopo. Il suo utilizzo è estremamente semplice. Si tratta di una classe PDF_Rotate che estende la classe FPDF. La includiamo nel nostro progetto e predisponiamo la seguente classe PDF che mette a disposizione i metodi RotatedText e RotatedImage:

 
<?php
 
require('rotation.php');
 
class PDF extends PDF_Rotate
{
function RotatedText($x, $y, $txt, $angle)
{
    //Text rotated around its origin
    $this->Rotate($angle, $x, $y);
    $this->Text($x, $y, $txt);
    $this->Rotate(0);
}
 
function RotatedImage($file, $x, $y, $w, $h, $angle)
{
    //Image rotated around its upper-left corner
    $this->Rotate($angle, $x, $y);
    $this->Image($file, $x, $y, $w, $h);
    $this->Rotate(0);
}
}
 
$pdf=new PDF();
$pdf->AddPage();
$pdf->SetFont('Arial', '', 20);
$pdf->RotatedImage('circle.png', 85, 60, 40, 16, 45);
$pdf->RotatedText(100, 60, 'Hello!', 45);
$pdf->Output();
 
?>

Trovate (e potete scaricare) qui l’add-on.

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Volunia, istella, Quag e gli inutili tentativi di realizzare un motore di ricerca italiano

Pubblicato il 22/3/2013 alle 19:51

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Oggi ti voglio parlare di motori di ricerca, argomento che mi sta particolarmente a cuore. E, in particolare, ti dirò la mia sui recentissimi lanci di due motori di ricerca (made in italy): istella e Quag. Ma, soprattutto, cercherò di spiegare perchè è inutile tentare di competere con Google nel search…e che, molto probabilmente, il nuovo Google è stato già realizzato ma non da italiani (peccato!).

Inutile parlare dell’ormai “vecchio” Volunia. Un progetto iniziato male e finito peggio. Vediamo l’ultimo arrivato, Quag, un motore di ricerca che si propone come un motore di ricerca “italiano e sociale”. Il progetto ha beneficiato di un finanziamento di 1,2 milioni di euro da parte di Mariano Pireddu già investitore di Volunia. Che uno quasi vorrebbe dirgli: “di questi tempi ti sembra il caso di buttare soldi?”. Contento lui. Tornando a Quag possiamo anche convenire che, da un punto di vista tecnico e grafico, il progetto non sembra malaccio. Ma cosa fa esattamente? Integra Google e Bing per generare le SERP aggiungendo, come valore aggiunto (chiamiamolo così), la componente sociale. In pratica, il motore, non ti lascia “solo” durante le tue ricerche e ti connette con le persone che hanno effettuato ricerche simili permettendoti di fare loro una domanda. L’immancabile video simpatico ti spiega tutto.

Inutile parlare delle SERP che sono di Google e Bing (corriere.it dice “interessante osservare che Quag integra al suo interno i motori più usati nel web, Google e Bing” ignorando che questa “integrazione” non è operazione particolarmente complicata), parliamo di questa “componente sociale”. Se un individuo effettua una ricerca sul web si aspetta di ottenere una risposta: immediata e soddisfacente. Cosa che riesce ad ottenere, quasi nella totalità dei casi, grazie a Google. Ti pare che uno effettua una ricerca e, poi, sente il bisogno di fare una domanda? E a chi poi? Se proprio ho delle domande vado a farle su Twitter e Facebook dove so di avere amici/contatti affidabili e, magari, competenti in materia. Possiamo apprezzare il lavoro svolto, possiamo apprezzare la buona volontà. Ma, l’obiettivo, è irraggiungibile perchè il prodotto non offre nulla di valore e/o innovativo. Purtroppo o per fortuna l’abbiamo capito un pò tutti:

integrare una “componente sociale” non vuol dire per forza fare innovazione.

A mio avviso, nel search, non ha alcun senso inserire alcun tipo di componente sociale (a parte la questione authorship). Per me (dimmi anche tu come la vedi), il search, vuol dire: faccio una domanda (query) ad una e una sola entità che mi restituisce una risposta soddisfacente. Fine della storia. Se, poi, ho voglia di “social” ho l’imbarazzo della scelta: siamo nell’era dei social media o no? emawebdesign

Parliamo ora di istella, motore di ricerca “partorito” da Renato Soru (amministratore delegato di Tiscali) che, da tempo, aveva annunciato il progetto (come ci ricorda il Tagliaerbe) che, dopo qualche ritardo, è stato presentato questa settimana. Se non avete visto la presentazione potete vederla qui. Ti consiglio di vederla, ti permetterà di capire tutto sul progetto e su chi c’è dietro. Durante la visione ho alternato momenti di piacevole divertimento ad altri di puro sgomento emawebdesign

Analizziamo il progetto da un punto di vista tecnico.

Da quello che si può capire, istella, sembra un’accozzaglia di idee “prese in prestito” da altri progetti:

- L’interfaccia del primo Bing
- L’interfaccia delle librerie e istella clip praticamente copiata da Pinterest. Nel video della presentazione, Riccardo Luna, non ha potuto fare a meno di chiedere “assomiglia un pò a Pinterest?“. Ignorate questa cosa se siete deboli di cuore o ascoltate la risposta di Soru per rabbrividire emawebdesign
- La libreria digitale in cui si possono caricare file in stile DropBox. Nella presentazione, Soru, dice “abbiamo guardato più o meno all’esperienza di DropBox“. Fin qui ci può anche stare. Ma, la dichiarazione che arriva subito dopo, perdonate il cinismo, è da scompiscio: “…solo che, questo qui, non solo te li carica ma l’indicizza…te li organizza, li indicizza…“. Vabbè.

In pratica, anche qui, il motore di ricerca si presenta come un “contenitore” dove gli utenti possono contribuire condividendo quelli che Soru chiama “archivi storici“. Effettivamente è geniale, nel 2013, proporre un motore di ricerca con contenuti UGC. O no? emawebdesign

Che, poi, non era difficile chiedere a Soru per quale motivo, gli utenti, dovrebbero condividere i loro contenuti e/o file su istella. Forse condividere su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram ecc. non è fico perchè riempiamo datacenter che non parlano la nostra lingua? Perchè è giusto farlo per la salvaguardia della cultura italiana? Beh, come per ogni startup, in bocca al lupo per l’acquisizione utenti.

Tuttavia, in favore di istella, posso dire che il mio lato nerd apprezza le mappe che possono essere visualizzate anche andando indietro nel tempo fino a 50 anni. Belle. Magari possono tornare utili in ambito accademico/ricerca ma non possiamo certo pensarle come una killer feature. Ci mancherebbe. Se vogliamo, infine, parlare della qualità delle SERP…tocchiamo il tasto più dolente. I risultati sono decisamente scadenti anche se ho notato un leggero miglioramento rispetto a ieri (lo stanno aggiornando man mano?). Sempre il Tagliaerbe ci mostra qualche esempio. Anche l’amico Riccardo ci segnala la scadente qualità delle SERP e qualche “magagna” tecnica.

Insomma, Mission poco chiara, valore del prodotto non pervenuto. Soru ha fatto capire chiaramente che l’obiettivo, pardon, il sogno è prendere quote di mercato nel search. Se questo è il progetto, la mission, appare quantomai impossible. Eppure, il progetto, ha ricevuto grande copertura mediatica. Da questo punto di vista, condivido l’opinione di Antonio Lupetti. Certo giornalismo manca di spirito critico oltre che di competenza. Non c’è interesse nel segnalare/parlare di startup di valore (che in Italia non mancano assolutamente). Ma solo di propinare la solita storiella notiziabile dell’anti-Google, del nuovo Google e di tutti i titoloni poco opportuni se non addirittura comici che potete trovare su qualsiasi testata giornalistica o magazine online che ha presentato i nuovi motori di ricerca made in Italy. Levatevelo tutti dalla testa. A Google non gli potete fare manco il solletico. Solo Microsoft c’è riuscita con Bing. A fare il solletico a Google intendo.

Ok ma, all’inizio del post, avevi detto che il nuovo Google è stato già realizzato?

Concludo questo post lasciandoti uno spunto di riflessione. Ci sono due simpatici giovanotti che hanno fatto innovazione e che continuano a farla. Si chiamano Sergey Brin e Larry Page. Sono sicuro che li conosci. Negli ultimi tempi abbiamo un pò tutti sposato l’idea che, il nuovo Google, sarà un motore di ricerca semantico in grado di fornire la risposta giusta per qualsiasi domanda posta in linguaggio naturale. Ora, immagina di indossare un paio di occhiali tecnologici…in qualsiasi momento puoi fare loro una domanda utilizzando la voce e ottenere una risposta soddisfacente. Che sia Google ad aver “individuato” il nuovo Google? Magari semplicemente trovandolo in una nuova forma di se stesso? Da un pò di tempo a questa parte ho questa visione. Tu come la “vedi”?

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Beppe Grillo SWG4 e Zip War Airganon: ecco come scaricare il misterioso software (forse)

Pubblicato il 20/3/2013 alle 19:20

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Il software Zip War Airganon (basato sul sofisticato algoritmo SWG4) è stato scritto interamente dal noto programmatore (ex dipendente di Google, Microsoft, Apple, Amazon, Skype e Volunia) Michael Knight, il quale, ha annunciato sul suo blog che è gia pronta la nuova versione nome in codice “KITT“.

Per scaricare il software (presentato da Beppe Grillo nel video che ha “animato” la rete in questi giorni) è sufficiente collegarsi al blog del leader del Movimento 5 stelle e cliccare su “Accedi all’area supersegreta“. Inserire “administrator” come username e “hop hop gadget elicottero” come password.

A questo punto si può scaricare la versione gratuita o quella a pagamento che è ottimizzata per i motori di ricerca (Volunia e istella compresi).

Ovviamente hai capito che sto scherzando e che ho scritto un bel pò di minchiate. Vero? emawebdesign

Eppure, ancora oggi, leggo online di persone che non si sono rese conto che, il video di Grillo, è una palese trollata. Ma andiamo con ordine. Lunedì, Francesco Lanza, pubblica sul suo blog un post con cui riporta alla luce un video di Grillo del 13 aprile 2012. Per farvi un’idea precisa e/o se non avete visto il video, lo trovate alla fine di questo post.

Nel video, Grillo, parla di un software con cui sarà possibile scovare i politici evasori e, quindi, sequestrarne i beni. Un discorso surreale farcito da paroloni più o meno informatici come:

- SWG4
- Zip War airganon
- algoritmo di out e crowd sourcing
- crownd outsourcing
- cross checking

Per non parlare del fatto che, il software in questione, sarebbe in grado di accedere liberamente a tutti i dati bancari mondiali senza alcuna autorizzazione ne rispetto per la privacy. Grillo dice che hanno un “check meraviglioso”…ma può essere meraviglioso a tal punto? emawebdesign

Insomma, Grillo si è divertito a prendere in giro la rete anche se non si è capito bene per quale motivo. A maggiore conferma della trollata, al minuto 2:22, si vede chiaramente che il comico genovese trattiene a fatica una risata. Oddio, ovviamente c’è chi ha immediatamente capito la trollata. Ma molti invece no. Alcuni sono addirittura partiti in lunghe discussioni (avvistate su facebook o nei commenti al video stesso) con le solite starnazzate politiche. Una cosa alla fine è certa: oggi con gli impegni che ha, Grillo, non può più permettersi di perdere tempo a trollare su YouTube. E, soprattutto, che il leader del movimento 5 stelle ha tutte le carte in regola per vendere videocorsi su come realizzare video virali emawebdesign

Ecco il video

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CakePHP CMS: integrare Twitter Bootstrap con CakePHP

Pubblicato il 21/2/2013 alle 18:39

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Nelle settimane scorse ho avuto l’influenza, una vera rottura. Non ce la facevo proprio a lavorare ma non potevo certo passare il tempo solo a leggere e guardare puntate di Big Bang Theory. Avevo bisogno di qualcosa che mi mantenesse allenato il cervello emawebdesign

Così mi sono messo a “giocare” con CakePHP e, integrando Twitter Bootstrap, ho realizzato un CMS che ho deciso di chiamare Bootcake EWD e che, ovviamente, condivido con te (e con il resto dell’umanità) visto che ho scritto ovunque che sono un sostenitore dell’open source emawebdesign

Puoi scaricare i files alla fine del post.

Di cosa si tratta?

Bootcake EWD non è un CMS “completo” come, ad esempio, WordPress o Joomla. L’ho pensato come una sorta di “CMS base“, un punto di partenza per poter costruire, in poco tempo, qualsiasi tipo di CMS o Web Applications che necessiti di un back-end per la gestione dei contenuti. Per tutti gli sviluppatori che amano lavorare con un framework MVC, in particolare CakePHP, Bootcake EWD può essere un buon punto di partenza per lo sviluppo dei propri progetti.

Bootcake EWD, dopo l’installazione, mette a disposizione due soli moduli: Users e Pages. Users per creare gli utenti che possono accedere al back-end e Pages per creare le pagine del sito/applicazione. Ricopiando i files app/Controller/PagesController.php (o UsersController.php), app/Model/Page.php e le views (add.ctp, edit.ctp, index.ctp) presenti in app/View/Pages e cambiandone i nomi e le caratteristiche (database e form nelle views), si potranno, in pochissimo tempo, creare altri moduli. Nota bene che le view app/View/Pages/list_pages.ctp e app/View/Pages/view.ctp sono i files front-end che permettono di visualizzare pubblicamente la lista di pagine presenti e la singola pagina. Nel file app/webroot/js/functions.js ho inserito alcune funzioni necessarie per il funzionamento del back-end. In app/View/Elements ci sono i files header.ctp e footer.ctp che sono porzioni di markup “incluse” in tutte le view.

Come integrare Twitter Bootstrap in CakePHP?

Caricare il file bootstrap.css nella cartella app/webroot/css (caricare anche il file bootstrap-responsive.css per layout responsive). Caricare il file bootstrap.js nella cartella app/webroot/js. Quindi, caricare i files delle icone Glyphicons (glyphicons-halflings-white.png e glyphicons-halflings.png) nella cartella app/webroot/img. A questo punto, creare un nuovo file di layout nella cartella app/View/Layouts che chiameremo bootstrap.ctp e che conterrà il codice di markup di Bootstrap con le inclusioni dei files necessari per il suo funzionamento.

<!DOCTYPE html>
<html>
<head>
<title><?php echo $title; ?> - <?php echo $sitename; ?> - <?php echo $description; ?></title>
<meta name="description" content="<?php echo $description; ?>">
<meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1.0">
<!-- Bootstrap -->
<script src="http://code.jquery.com/jquery.js"></script>
<?php echo $this->Html->css('bootstrap.css'); ?>
<?php echo $this->Html->css('bootstrap-responsive.css'); ?>
<?php echo $this->Html->script('bootstrap.js'); ?>
<?php echo $this->Html->script('functions.js'); ?>
</head>
<body>
<?php echo $this->fetch('content'); ?>
</body>
</html>

Abbiamo integrato Bootstrap, ora, nelle views possiamo usufruire di tutta la potenza delle sue interfacce. Ad esempio, se un pulsante di un form vogliamo renderlo “bootstrap-style“, ci basterà specificarlo come illustrato di seguito:

echo $this->Form->submit('Save',array('class'=>'btn btn-success'));

Questo per quanto concerne CakePHP, ovviamente, possiamo anche inserire il solo codice html di Bootstrap laddove ci serve.

Come installare e usare Bootcake EWD?

La procedura d’installazione è quella di CakePHP con qualche piccola aggiunta. Caricare tutti i files e cartelle presenti nella cartella bootcakeewd sullo spazio web, dopodichè, settare le variabili url, sitename, description e uploads nel file app/Config/core.php. In url mettere l’indirizzo del sito (con slash finale), in sitename il nome del sito, in description la descrizione e in uploads il path della cartella in cui finiranno i files uploadati (anche qui slash finale). Questa cartella sarà sempre, comunque, app/webroot/files. Ora specificare i parametri di connessione al database MySQL nel file app/Config/database.php. Ti ricordo che le url le puoi gestire dal file app/Config/routes.php e che, se installi in una sottodirectory, devi specificare la direttiva RewriteBase /nome_cartella/ nei files htaccess che trovi in tuo_sito/.htaccess, tuo_sito/app/.htaccess e tuo_sito/app/webroot/.htaccess.

Ora, richiamare tuo_sito/install per installare Bootcake EWD, in pratica, per creare le tabelle nel database. Dopo questo passaggio, il file app/Controller/InstallationController.php, può anche essere eliminato poichè non serve più. Per accedere al back-end richiamare tuo_sito/admin ed accedere inserendo “admin” sia come username che come password. Creare un nuovo utente ed eliminare quello di default.

Per verificare che l’installazione sia riuscita puoi richiamare tuo_sito/check_installation.

Ora è tutto pronto, devi solo dare sfogo alla tua creatività per sviluppare il tuo progetto emawebdesign

E’ ovvio che un requisito che devi avere è un minimo di familiarità con i framework MVC. Ma, oggi come oggi, usare questi strumenti è ormai divenuto uno standard per lo sviluppo di web application (per fortuna!). Una cosa interessante che otteniamo dall’integrazione di Bootstrap è che, anche il layout del back-end, è totalmente responsive. Ovviamente, questa “base”, può essere migliorata e/o ampliata. Se decidi di dedicarci tempo e di combinarci qualcosa facci sapere eh emawebdesign

Se avete domande chiedete pure, come sempre, discutiamo nei commenti emawebdesign

Download

Se scarichi e utilizzi Bootcake EWD significa che hai letto e dato il tuo assenso alle seguenti condizioni:

- EmaWebDesign non si assume alcuna responsabilità, implicita od esplicita, su eventuali danni provocati dall’uso proprio o improprio di Bootcake EWD.
- chi utilizza Bootcake EWD lo utilizza completamente a suo rischio e pericolo assumendosene tutte le responsabilità.

Versione 1.0
Licenza GPL

emawebdesign download: Bootcake EWD (2.03MB)
added: 21/02/2013
clicks: 117
description: Bootcake EWD è un CMS "base" realizzato integrando Twitter Bootstrap con CakePHP.

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phpgotomysql2: superati i 100 download e rilasciata la versione 1.1 che presenta qualche novità

Pubblicato il 21/1/2013 alle 20:44

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La classe phpgotomysql2 ha superato i 100 download e sono lieto di comunicarti che ho rilasciato la versione 1.1 emawebdesign

Dalla versione 1.1 sono disponibili le librerie mysqli (in alternativa alle mysql functions). Con un post sul blog edit di html.it, il sempre puntuale Claudio Garau, ci ha ricordato che le mysql functions sono deprecate a partire dalla versione 5.5.0 di PHP. Per questo, le librerie mysqli sono quelle predefinite della classe per l’interazione con MySQL.

Come segnalato nel changelog è ora possibile passare i parametri di configurazione per la connessione al database direttamente nel costruttore in alternativa al metodo getParams(). Inoltre è stato aggiunto il metodo countRow() con cui è possibile conoscere il numero di record che corrispondono a una query.

Tenete d’occhio questo blog, il mio account Twitter o la mia pagina Facebook perchè phpgotomysql2 è solo una piccola parte di un progetto ben più grande che sono prossimo a rilasciare, sempre gratuitamente per tutti, nel nome dell’open source emawebdesign

Nel frattempo, buon download con la versione 1.1 di phpgotomysql2 emawebdesign

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Facebook Graph Search: presentato il nuovo motore di ricerca del social ma ecco qual è il vero piano di Zuckerberg

Pubblicato il 16/1/2013 alle 21:08

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Ieri, Facebook, ha presentato il nuovo motore di ricerca “interno” al social network in blu. Nome in codice Graph Search. Tutte le informazioni e un video illustrativo (che di illustrativo ha ben poco, però, trovate un altro video dove quel gran figo di Zuck e i suoi collaboratori spiegano come hanno realizzato Graph Search) le trovate qui: http://www.facebook.com/about/graphsearch

Ecco, capiamo velocemente cos’è Graph Search e poi ti svelo il vero piano segreto di Zuck. Come faccio a conoscere il piano di Zuck? Che domande! Me l’ha svelato lui stesso: ieri è venuto da me per fare due chiacchiere e qualche partita a PES emawebdesign

Cos’è Graph Search?

E’ il nuovo motore di ricerca interno di Facebook. Non è diretto competitor di Google perchè non permette le ricerche nel web ma soltanto all’interno del social network. In pratica, il nuovo motore di ricerca, permetterà di cercare informazioni (aggiornamenti, foto, video, luoghi, interessi ecc.) nella mastodontica mole di dati che il miliardo di utenti iscritti ha volontariamente messo a disposizione. Tutto questo nel rispetto delle impostazioni per la privacy del singolo utente. Un esempio di ricerca può essere: i ristoranti preferiti dagli amici di Napoli o, magari, dagli amici di Napoli single che amano la pizza.

Niente di innovativo insomma!

Infatti, il nuovo motore di ricerca è solo un metodo più comodo di accedere alle informazioni. Più che un’innovazione dobbiamo convenire che si tratta di una lacuna “storica” finalmente colmata. Col vecchio motore di ricerca potevi trovare ben poco infatti.

La parte meno interessante è che, ora, hai un metodo più comodo per farti i fatti degli altri o peggio ancora per cercare l’anima gemella emawebdesign

La parte interessante è che ora, se hai bisogno di qualcosa, puoi contare sulla comodità di reperire informazioni “classificate” dai tuoi amici piuttosto che da un algoritmo (come avviene su Google). A pensarci bene, ti fidi più dei tuoi amici o degli algoritmi di Google? Bella domanda eh? emawebdesign

Quando Graph Search sarà disponibile per tutti gli utenti potremo “toccare con mano” e renderci meglio conto della sua utilità. Quello che invece spera vivamente il buon Zuck è che il nuovo motore di ricerca renda più potente e remunerativo l’advertising sulla piattaforma. Ormai sappiamo bene che, in casa Facebook, i soldi vengono prima di tutto. Soprattutto ora che la situazione in borsa è quella che è.

Ok ma il piano segreto di Zuck?

Già. Il sogno di Zuck, a mio avviso e tenendo conto della grande ambizione che muove quel simpatico ometto, è quello di realizzare la più grande impresa che il web potrà mai ricordare: battere Google nel search.

Se, oggi, diversi giganti del web come Bing e Yahoo fanno grande fatica, se i vari Twitter, Instagram e lo stesso Facebook faticano ad individuare nuovi modelli di business sostenibili (visto che l’adv non è sufficiente a reggere i costi), chi guadagna alla grande è sempre e solo Google che con il search e il sistema AdWords/AdSense ha costruito un impero dorato decisamente invidiabile.

Ecco a cosa vuole e deve arrivare il buon Mark per mandare avanti la baracca. Altro che ADV sul mobile, applicazioni e robe varie. Il search con adv annesso è la chiave di volta.

Tu dici che Zuckerberg non guarda al web ma a realizzare la tanto discussa ricerca sociale? Oggi sicuramente si. Ma, mentre Google indicizza pagine web grazie ai suoi spider, Facebook lo fa grazie ai pulsanti “Mi piace” presenti ormai in ogni pagina web che si rispetti. Informazioni classificate da esseri umani e non da fallibili algoritmi. Un domani non troppo lontano, la ricerca sociale di Zuck potrebbe abbracciare l’intero web. Già oggi Google lavora allo stesso “piano” con Google Plus. Una sfida che diventa sempre più affascinante e che vede in Facebook l’unico vero competitor in grado di dare filo da torcere a bigG nel prossimo futuro.

Tu cosa ne pensi?

Era giugno 2010 quando pensai la prima volta che Zuck avesse il search nel mirino. Ormai è chiaro, è una fissa sua o mia emawebdesign

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Niente auguri, solo: daje!

Pubblicato il 31/12/2012 alle 17:19

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Con la storiella dei Maya, qualche fesso ha creduto alla presunta fine del mondo. Giacobbo ha venduto un bel pò di libri (ovviamente ai quei fessi cui accennavo prima) ma, ovviamente, siamo qui a salutare il 2012 che se ne va. E’ stato un anno duro eh? Niente di strano, la vita è dura e lo sarà sempre.

Ma ci piace lo stesso.

Sarà che sono più maturo, sarà che negli ultimi tempi ho sviluppato una sorta di “amore” verso i cambiamenti ma, quest’anno, non ti annoio con quello che ho fatto o quello che non ho fatto o con i blog che mi sono piaciuti di più. A dire il vero, quest’anno, nessun blog mi ha colpito in particolare. I blogger sono diventati pigri o è colpa dei social media? Anche io ho scritto pochissimo…troppo impegnato a studiare e lavorare emawebdesign

Voglio, però, fare dei complimenti. Agli amici Fabio e Lorenzo che sono andati alla grande con Followgram e agli amici di Mangatar che hanno ottenuto grandi risultati e vinto tutte le startup competition di questo universo.

Avere un amico come Fabio è una grande fortuna. E’ una di quelle poche persone capaci di ispirarti e spingerti a migliorare. Da lui ho imparato molto.

A “fare” invece di tenere le idee chiuse in un cassetto; a riconoscere gli errori commessi; a studiare non solo dai libri, ad avere la giusta mentalità, vision e inesauribile ottimismo per riuscire a realizzare i propri progetti.

Il 2013 sarà l’anno in cui vedranno la luce i miei nuovi progetti (oltre BookZingr) a cui ho lavorato quest’anno. Non vi anticipo nulla ma vi segnalo qualche tag significativo:

- CMS/Framework
- Twitter
- Instagram
- Mobile
- Musica
- E-commerce

Sperando che sia anche l’anno di tanti amici indigeni digitali che si stanno impegnando per realizzare i loro progetti/sogni @alexcanessa @davidedepascal @nicolagreco @vitgrimm e tanti altri.

Uso una parola forse migliore di “auguri”: daje!

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ti presento phpgotomysql2, una classe che ho deciso di condividere

Pubblicato il 6/11/2012 alle 00:32

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Oggi ti presento phpgotomysql2, una classe PHP che permette di interagire con il database MySQL ed effettuare query e operazioni CRUD.

Ho deciso di condividere con te questa classe, la condivido gratuitamente in open source…perchè condividere è un modo per aiutarci a vicenda, per arricchire il “nostro mondo”. Più opzioni abbiamo a disposizione e meglio è per tutti emawebdesign

Questo è un piccolo pezzetto di un progetto più grande che spero di poter condividere presto…per ora, dai un’occhiata alla classe e fammi sapere cosa ne pensi emawebdesign

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