CKeditor API: leggere e scrivere il contenuto dell’editor
Pubblicato il 27/8/2010 alle 12:48
CKeditor (ex FCKeditor) è sicuramente uno degli editor wysiwyg più conosciuti e utilizzati nei CMS. Il suo utilizzo è davvero semplice:
- si carica l’editor nello spazio web via FTP
- si includono i files necessari nella pagina dove lo si vuole utilizzare
- si crea un’istanza con una sola riga di codice
window.onload = function() {
CKEDITOR.replace( ‘nome istanza’ , {
toolbar : ‘Basic’
});
Una delle cose fondamentali, nell’utilizzo di CKeditor in una web application, è la possibilità di leggere e scrivere il contenuto dell’editor. Per queste e per tante altre opzioni, CKeditor, mette a disposizione delle API javascript molto comode e facili da utilizzare. Vediamo ora come poter leggere e scrivere il contenuto dell’editor grazie ai metodi getData e setData:
Per leggere il contenuto dell’editor
var text = CKEDITOR.instances["nome istanza"].getData();
Per scrivere il contenuto nell’editor
CKEDITOR.instances["nome istanza"].setData(“testo di prova”);
E tu quale editor wysiwyg utilizzi nei tuoi web projects?
Blogging: una sezione Best Of può essere utile?
Pubblicato il 18/8/2010 alle 07:00
Negli ultimi tempi ho pensato più volte di inserire nel layout del blog un pulsante (o un banner) che linkasse ad una pagina “best of“, una pagina contenente i migliori articoli di EmaWebDesign.
I motivi sono due:
1) Per permettere ai lettori di raggiungere velocemente i migliori contenuti del blog e di averli sempre disponibili in una sezione dedicata facilmente raggiungibile.
2) Per fidelizzare i nuovi lettori, per mostrare loro subito “il meglio” affinchè si convincano da subito che vale la pena seguire il blog.
Tu cosa ne pensi? Credi sia utile aggiungere al blog una sezione “best of”?
A proposito, visto che dovrò selezionare i migliori articoli, mi vuoi indicare quelli che ti sono piaciuti particolarmente? Non si vince nulla ovviamente
Puoi suggerirmi quelli che reputi i migliori articoli di EmaWebDesign tramite la pagina dei contatti.
I migliori post della settimana #79
Pubblicato il 15/8/2010 alle 07:00
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Che impatto ha l’ubicazione del server sul posizionamento nei risultati di Google?
02) Zen Coding, per scrivere HTML in maniera ultra-rapida
03) Google e il Targeting per Posizionamento?
04) Nuovo look per gli annunci AdSense
05) Google migliora la rubrica dei contatti di Gmail
jQTouch: applicazioni per iPhone con un plugin jQuery
Pubblicato il 10/8/2010 alle 00:28
Gli sviluppatori web, che realizzano applicazioni per il mobile, hanno finalmente trovato un alleato con cui sviluppare applicazioni per iPhone: jQTouch. Non sto parlando di Objective C/Cocoa ma di un potente plugin per jQuery che permette a chi ha familiarità con HTML/CSS/JavaScript di realizzare applicazioni che si presentano come “native” dell’iPhone, quindi, con grafica, animazioni e funzionalità identiche a quelle delle applicazioni native iPhone.
Per “ricreare” grafica e animazioni tipiche delle applicazioni native iPhone con HTML/CSS/JS si passerebbe obbligatoriamente per un duro lavoro di scrittura del codice mentre, con l’utilizzo di jQTouch, con poche righe di codice e un pò di Ajax si possono realizzare applicazioni identiche in tutto e per tutto a quelle native. Un notevole risparmio di tempo durante la scrittura dell’applicazione ed un vantaggio notevole: in caso di problemi con AppStore o in caso di lunghe attese per la pubblicazione dell’applicazione (o di un suo aggiornamento), è possibile predisporre l’applicazione via web trattandosi infatti di una web application!
Inoltre, realizzare un’applicazione iPhone basata su una web app, permette lo sviluppo della stessa tramite gli ide e software preferiti, non bisogna obbligatoriamente utilizzare MAC e si può utilizzare l’applicazione da qualunque dispositivo dotato di browser web.
Si, ma la pubblicazione dell’applicazione su AppStore?
Esistono strumenti di sviluppo come PhoneGap che convertono applicazioni realizzate con HTML/CSS/JS in applicazioni pronte per essere inviate ad AppStore. Non ho mai utilizzato tale strumento ma, con una veloce googlata, si può vedere che in rete se ne parla molto bene.
jQTouch è opera di David Kaneda. Sotto potete visualizzare un video che mostra il plugin e questo è il canale ufficiale Vimeo di David: davidkaneda.
Se ti interessa jQTouch e lo sviluppo di applicazioni iPhone tramite HTML/CSS/JS iscriviti al feed RSS perchè in futuro parleremo ancora di questi argomenti
I migliori post della settimana #78
Pubblicato il 8/8/2010 alle 12:04
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
02) Facebook Questions rilancia la sfida ai motori di ricerca
03) Css compressi
04) Come deve essere il title?
05) Flattr, micropagamenti sociali per i tuoi contenuti
Web Analytics: come monitorare il proprio sito web
Pubblicato il 2/8/2010 alle 15:15
Qual’è la cosa più importante per un sito web? I contenuti? Certo, ma non dimentichiamo che anche il sito con i migliori contenuti del mondo sarebbe nulla senza un buon traffico. Il traffico, le visite ricevute, sono la cosa più importante insieme alla qualità dei contenuti.
Che tu sia un blogger, che tu abbia un sito aziendale o un e-commerce, inevitabilmente, avrai a che fare con la Web Analytics. La Web Analytics è una metodologia di analisi che permette di analizzare il traffico di un sito grazie a strumenti potenti e, spesso, gratuiti. Il più famoso e utilizzato strumento di Web Analytics gratuito è Google Analytics. Chi ha un sito web ha bisogno di valutarne l’efficacia, di analizzare gli accessi e i comportamenti dei visitatori al fine di correggere, in tempo reale, eventuali errori di comunicazione commessi.
Non sfruttare le possibilità offerte dalla Web Analytics significa non potersi rendere conto della bontà del lavoro svolto, non poter rimediare ad eventuali errori commessi e non poter pianificare strategie per migliorare la comunicazione ed incrementare il ROI. In parole povere, il successo di un sito web, passa inevitabilmente attraverso un quotidiano lavoro di analisi qualitativa degli accessi. La Web Analytics è fondamentale. Soltanto la Web Analytics può fornire risposte a domande come queste:
- Il numero di visitatori cresce/diminuisce?
- Come migliorare l’usabilità del sito?
- Come ottimizzare i contenuti del sito?
- Quali sono le keywords che rendono e/o convertono?
- Quali sono i siti attraverso i quali arrivano i visitatori?
Vediamo ora come iniziare a monitorare gli accessi
Strumenti come Google Analytics si basano sulla tecnica del “page tagging“. Dopo aver aperto un account, e dopo aver aggiunto il sito da monitorare, otterrai poche righe di codice JavaScript che dovrai incollare in tutte le pagine del tuo sito web. Ricorda che il codice va inserito in tutte le pagine del sito al fine di non perdere informazioni preziose poichè, i visitatori, possono raggiungere il tuo sito web dai motori di ricerca “entrando” da qualsiasi pagina, non per forza dalla home page. Una soluzione “tecnica” opportuna è quella di inserire il codice in un file a parte, automaticamente incluso in tutte le pagine del sito. In questo modo inserirai il codice una sola volta e, in caso di modifiche, modificherai una sola volta. Se il tuo sito è composto da molte pagine otterrai un bel risparmio di tempo e fatica
Google Caffeine e velocità di caricamento dei siti
Abbiamo già parlato di Google Caffeine e dell’importanza che ha oggi (molto più di ieri) la velocità di caricamento di un sito web come fattore per un buon posizionamento sui motori di ricerca. Avere un sito “leggero” che si carica velocemente è fondamentale per essere competitivi lato SEO. Il codice JavaScript di Google Analytics che viene incluso nelle pagine del sito, anche se molto leggero, risiede comunque su un server esterno e, tutto quello che risiede su un server esterno, ha tempi di caricamento più lunghi rispetto alle pagine del proprio sito web.
Questo ci convince che è opportuno inserire il codice di tracciamento alla fine delle pagine, subito prima della chiusura del tag body. Posizionando il codice alla fine delle pagine si risolvono eventuali problemi di rallentamento mentre vengono caricati i contenuti del sito. Soltanto quando tutti i contenuti del sito sono stati caricati viene eseguito il codice JavaScript e viene registrato il visitatore.
Sono dell’idea che la Web Analytics sia meglio “lasciarla” ai professionisti del settore, gli unici in grado di comprendere la notevole mole di informazioni restituite dagli strumenti di analisi e misurazione. Ciò non toglie che, con strumenti come Google Analytics, anche il più inesperto avrà modo di monitorare gli accessi al proprio sito e di rendersi subito conto di quello che funziona e quello che non funziona, di dove si è commesso errori e dove si è “visto giusto”. Se hai la possibilità di rivolgerti ad esperti meglio, altrimenti, non rinunciare al fai da te. La Web Analytics è fondamentale (quante volte l’ho detto?
) per il successo del tuo sito web
I migliori post della settimana #77
Pubblicato il 1/8/2010 alle 16:07
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Come coinvolgere i lettori del tuo blog con Twitter
02) HTML5 accederà a microfoni e videocamere
03) Purtroppo siamo in Italia, confermo e sottoscrivo
04) Come interagite con i vostri clienti?
05) Testo alternativo sulle immagini: è obbligatorio per Flickr?
07) Spostare la login form di WordPress nel frontend
08) Il “web sociale” che NON voglio
Blogging: meglio post lunghi o corti?
Pubblicato il 26/7/2010 alle 07:00

Eterno dilemma
Da quando esistono i blog ci si pone in continuazione la solita domanda: meglio post lunghi o corti?
Diciamo subito che è impossibile dare una risposta certa a questa domanda. Ogni lettore ha la sua preferenza in base a quelle che sono le proprie esigenze e le proprie abitudini. Indubbiamente, il web, è una cosa completamente diversa da un libro di carta (maddai
): il tempo non è mai sufficiente per la lettura mentre, per cercare e “raccogliere” risorse utili e nuove informazioni, impieghiamo tutto il tempo possibile (e anche quello impossibile, almeno è così per me). Online ce ne sono di cose da fare ogni giorno:
- leggere la posta
- lavorare
- socializzare sui social network
- partecipare alle discussioni su forum e social
- ancora lavorare
- monitorare le proprie attività
- leggere di nuovo la posta
- altre attività che in questo momento non mi vengono in mente
In mezzo a queste miriadi di cose da fare dobbiamo trovare il tempo per tenerci aggiornati, quindi, bisogna riuscire a dedicare almeno un paio d’ore al feed reader.
Io ho nel feed reader oltre cento feed di quelli che, personalmente, ritengo il meglio dei blog italiani e non che trattano argomenti come web developing, web design, SEO, web marketing e blogging online. Se li ho reputati “degni di attenzione” non baderò alla tipologia post lungo/post corto; i post saranno indubbiamente di qualità e meriteranno sempre almeno un’occhiata. Ma quello che è altrettanto indubbio è che i post eccessivamente lunghi li salverò nel social bookmark per leggerli quando poi riuscirò a trovare un pò di tempo libero. Cioè mai
I post in questione saranno, sicuramente, stati scritti con la tecnica del chunking, quindi, anche con una rapida occhiata potrò arrivare al “succo” del discorso. Questo permette di risparmiare tempo potendo selezionare le “parti” del post più interessanti. I post, invece, che si presentano come un interminabile blocco di testo senza uno straccio di spaziatura tra i vari paragrafi, verranno eliminati senza pietà. Ancora oggi, molti, scrivono in questo modo ed è superfluo dire che è un’assurdità bella e buona.
Concludendo, se il contenuto è valido, il blogger in gamba, è la scrittura dell’articolo viene effettuata nel modo giusto con la giusta formattazione, non importa se il post è lungo o corto: ci sarà sempre il modo di leggere quello che merita di essere letto.
Passando dalla parte del blogger, di chi produce il contenuto, posso dire che è ovviamente impossibile prevedere a priori la lunghezza del post. L’obiettivo è sempre e solo quello di produrre un contenuto di qualità, che sia completo ed esaustivo. Certo è che, dopo aver scritto un articolo, lo rileggo N volte in quella che definisco la fase di “controllo” prima della pubblicazione.
In questa fase, oltre a scovare ed eliminare errori e/o imperfezioni, cerco di “scovare” tutte quelle informazioni che possiamo etichettare come superflue al fine di eliminarle per poter mantenere l’articolo il più corto possibile. Se l’articolo prodotto è abbastanza lungo ma di parti “superflue” non ce ne sono, il dilemma è presto risolto: l’articolo va in pubblicazione perchè c’è differenza tra un post lungo e uno corto ma c’è una differenza ancora più grande tra un articolo che dice poco e male ed uno che fornisce informazioni di qualità, complete ed esaustive. Ma non dimentichiamo mai la grande importanza che ha la corretta formattazione del testo
I migliori post della settimana #76
Pubblicato il 25/7/2010 alle 17:08
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Ebbene sì, su Facebook esistono gli Account Premium!
02) Touchscreen e accessibilità
03) Adobe, un tool di InDesign per creare app per iPad
04) Diffondere la Cultura del Digitale: il progetto Indigeni Digitali
05) Relazione tra googlebot e pagerank
06) L’Etica del Successo (quello vero) vista da Will Smith
08) Ottimizzare Joomla 1.5 per i motori di ricerca
09) 5 consigli per migliorare la tua privacy su Facebook
10) Indirizzi IP in esaurimento nel 2011
Short Url fai da te grazie a Yourls
Pubblicato il 19/7/2010 alle 07:00
Negli ultimi tempi abbiamo visto nascere e affermarsi servizi di url shortening come tinyurl e bit.ly. Questi servizi permettono di convertire, con un semplice click, una url lunga in una url corta, una short url.
A cosa servono le short url?
Nell’era dei social media, gli utenti, hanno esigenza di condividere i propri contenuti ed è sicuramente più comodo utilizzare url corte piuttosto che lunghe ma, soprattutto, per servizi come Twitter dove è possibile digitare soltanto 140 caratteri per ogni aggiornamento, l’utilizzo di short url è assolutamente necessario per non sprecare il numero di caratteri a disposizione.
Per una precisa strategia aziendale o, magari, a causa di un ego gigantesco
potreste voler utilizzare un url shortener personalizzato, installato su un vostro dominio. Io potrei utilizzare un dominio tipo ema.li (sarà libero??)
Per tale scopo potete utilizzare YOURLS, una serie di script PHP che vi permetteranno di mettere in piedi il vostro url shortener personalizzato su un dominio che supporti PHP, MySQL e il modulo di Apache mod rewrite. E’ scontato che dovrete registrare un dominio che sia il più corto possibile, altrimenti la cosa non avrebbe senso
Yourls vi darà, inoltre, la possibilità di decidere se rendere pubblico il servizio o mantenerlo privato. Mette a disposizione delle API, un bookmarklet e, soprattutto, degli strumenti di analisi per i vostri short url…la cosa più importante di tutte



























