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Come scegliere il font giusto: guida in 8 punti chiave

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Scegliere il font giusto per il tuo progetto grafico o di brand identity é un lavoro difficile che richiede un’approfondita fase di ricerca e analisi. Scegliere il font migliore per il tuo progetto é una fase decisiva nel processo creativo e potrebbe addirittura determinare il successo o il fallimento del tuo progetto. Sei d’accordo?

Ho già parlato dell’importanza della comunicazione nel post “Cos’é un brand e come si crea: guida in 10 step fondamentali“, se non l’hai già fatto ti consiglio di leggerlo.

finalmente l'ho letto

Il font (accipicchia, si dice “il font”!) é una parte fondamentale di qualsiasi progetto grafico:

  • per un logo può trasmettere la storia dell’azienda, i suoi valori.
  • nelle campagne adv può indicare il tipo di audience che si vuole raggiungere e le emozioni che si vuole trasmettere
  • Sulle copertine dei libri e sui poster dei film possono indicarne il genere e suscitare la relativa emozione.

Prima di iniziare a perdersi tra i tantissimi font e portali che ci sono online (Google font su tutti), per scegliere il font giusto, iniziamo a capire le basi per una scelta opportuna e magari vincente.

01) Il giusto font per il tuo obiettivo

La prima domanda che devi porti é: qual é l’obiettivo che vuoi raggiungere; quale deve essere l’estetica, cosa deve suscitare nel lettore/utente il tuo messaggio? Evita domande come “é figo?” o “é moderno?”…queste domande lasciale ai fessi convinti di essere dei bravi grafici e/o creativi.

Quali emozioni deve suscitare il testo, che tipo di personalità vuole trasmettere? Un font deve evocare una risposta emotiva in chi legge, per questo deve mostrarsi affidabile trasmettendo la giusta personalità. Puoi mostrare la personalità corretta scegliendo lo stile più opportuno: puoi usare Open Sans per uno stile minimale, Arvo per uno stile più giocoso o Quicksand per uno stile più delicato. Sta a te, in base alla tipologia di progetto a cui stai lavorando e al target a cui stai comunicando, scegliere lo stile vincente.

E’ importantissimo che il messaggio sia facilmente leggibile: spessore, interlinea, spaziatura ecc. sono aspetti importanti e per nulla opzionali, lo vedremo più avanti; stile e leggibilità hanno la stessa importanza, non lo dimenticare.

02) Serif o Sans-Serif?

Un primo passo da fare é la scelta tra i font serif e sans-serif.

I serif (graziati) presentano delle grazie all’estremità delle lettere ossia degli abbellimenti delle aste delle lettere consistenti in decorazioni più o meno complesse e sono particolarmente indicati per la stampa. Sono tradizionalmente raggruppati in quattro categorie:

  • Old Style, così chiamati per via del loro “effetto vintage” e la capacità di evocare nostalgia.
  • Transizionali, così denominati perché indicano la transizione tra i “romani antichi” (i lapidari) e i “romani moderni” (i veneziani). Presentano grazie orizzontali e terminano in una sottile asta lineare.
  • Bodoni (o Didoniani) devono il loro nome a Giambattista Bodoni e sono caratterizzati da un alto contrasto tra le linee spesse e quelle sottili.
  • Egiziani (o Slab Serif), caratteri dal tratto marcato che presentano terminazioni a barra (slab). Sono così chiamati perché hanno delle grazie più squadrate.

I font sans-serif (detti bastoni, senza grazie) sono lineari e non presentano alcuna grazia alle estremità. Mantengono sempre una buona leggibilità, sono più essenziali e, per questo, sono particolarmente indicati per la lettura su schermo. I sans-serif sono raggruppati in quattro categorie:

  • Grotesque, caratteri più di tipo commerciale e pensati per la pubblicità; si trovavano nei titoli e nei cataloghi di inizio Ottocento. Avevano l’obiettivo di essere visti e di catturare l’attenzione delle persone.
  • Neo-Grotesque, di cui ricordiamo il famoso Helvetica, hanno l’asse della “e” e della “o” dritte e una “a” in stile rinascimentale. Si presentano in modo ordinato e armonioso.
  • Umanist, possiamo considerarli sans-serif con un tocco calligrafico, presentano uno stile più armonioso.
  • Geometric, più in contrasto con i caratteri umanisti, sono basati su forme geometriche regolari e simmetriche.

Tra le varie famiglie dobbiamo anche ricordare i font che imitano la grafia manuale, i Calligrafici o Script e i font Gotici che richiamano uno stile più medioevale.

Per visionare la differenza tra sans-serif e serif, alla fine, un’immagine vale più di mille parole:

Sans-Serif vs Serif

03) Come migliorare la leggibilità?

Ti do alcuni consigli di base partendo dal presupposto che devi scegliere il font in base all’utilizzo che intendi farne. Il primo consiglio é scegliere un font ben visualizzabile su display se il tuo progetto é per un sito web; oppure uno adatto ai testi stampati se stai lavorando a un libro o una rivista. Allinea il testo a bandiera (detto anche a sinistra) ed evita testi centrati e giustificati se non é strettamente necessario, magari per questioni di marketing.

Dividi un testo lungo, ad esempio un articolo per un blog in paragrafi, inserendo i fondamentali spazi bianchi. Questo garantisce equilibrio e chiarezza semplificando la lettura per l’utente che può usufruire di “pause” tra un blocco e l’altro. Spesso mi capita di aprire un articolo e trovarmi davanti un lunghissimo “muro di testo”, senza spazi bianchi e spesso con un’interlinea non corretta. La “pesantezza” che si prova in quei casi porta a fare subito una cosa: abbandonare la pagina!

Puoi utilizzare la tecnica del chunking che consiste nello scomporre un testo lungo in piccole unità più facilmente individuabili e leggibili. Chunking vuol dire “spezzettare”, dividere in blocchi qualcosa di grosso e/o complesso. A livello di psicologia cognitiva, il chunking, ti permette di individuare, comparare, correlare e più facilmente a memorizzare a breve termine. Ci tengo a fare una citazione: ho sentito parlare per la prima volta della tecnica del chunking moltissimi anni fa da quello che ritengo un’istituzione nel web italiano e non, il mitico Robin Good.

Scegli un’interlinea opportuna, lo spazio tra una riga e l’altra. Righe troppo ravvicinate possono influire negativamente sulla leggibilità. Anche qui, uno spazio bianco sufficiente tra una riga e l’altra, é fondamentale.

Un altro aspetto a cui fare attenzione é il Kerning. Un Kerning elevato, con lettere molto ravvicinate tra loro, può avere senso in qualche caso (se stiamo realizzando un logo ad esempio) ma diventa controproducente per la lettura del testo nella maggior parte dei casi.

Infine evita una giustezza (la larghezza di una colonna di testo) eccessivamente lunga. Una giustezza troppo lunga (quando le righe sono troppo lunghe) peggiora l’esperienza della lettura e può influire negativamente sulla leggibilità del testo. E’ molto facile “perdere il filo” se leggi una riga lunga un chilometro e poi devi tornare a capo…ma a capo dove?!

04) Colore

La scelta del colore e il suo livello di contrasto con lo sfondo sono un altro elemento molto importante. Bisogna evitare gli accostamenti che possono influire negativamente su nitidezza e visibilità. Vuoi mettere un testo blu su sfondo rosso? L’uscita é in fondo a destra.

05) Gerarchia visiva

Un altro punto fondamentale all’interno di un progetto grafico é sicuramente la gerarchia visiva. Prima di iniziare a lavorare alla scelta del tuo font ricorda che ti servirà un font per titoli e/o intestazioni, uno per le didascalie delle immagini, uno per le citazioni, uno per paragrafi e corpo del testo. Creare una buona gerarchia é importante per rendere il tuo messaggio chiaro e leggibile. In questo senso, la domanda giusta, é: “quali elementi voglio mettere in risalto alla vista di chi legge?“.

06) Combinazione di più font

Una combinazione efficace é quella di abbinare un sans serif (bastoni) con un serif (graziato). Per una questione di leggibilità, spesso, é meglio utilizzare il sans serif per titoli e/o intestazioni e il serif per il corpo del testo. Ricorda che non é una regola assoluta. Puoi facilmente renderti conto di aver sbagliato una combinazione quando ti trovi ad osservare un evidente “conflitto visivo” tra due font che non rendono bene insieme.

combinazione font non buona

07) La famiglia é importante (typeface)

Una risorsa che puoi utilizzare per la gerarchia e/o le combinazioni sono le famiglie di font (o Typeface). Si tratta di quei font che si compongono di diverse varianti. Ad esempio, puoi usare una versione bold per un titolo, una versione in corsivo per le citazioni e la variante regular per il corpo. Valuta con attenzione e scegli le varianti più opportune.

08) Errori da evitare

Fai bene attenzione a non scegliere font troppo simili tra di loro per non creare una confusione visiva che, quasi sicuramente, procurerà fastidio alla vista dell’utente. Questo errore si può commettere facilmente quando si scelgono due font della stessa categoria come due Serif.

Un altro errore che si rischia di commettere é quello di scegliere troppi font all’interno di un progetto. Due, massimo tre font come best practice. Less is more vale sempre all’interno di un progetto grafico/visuale.

Un altro errore in cui ci si può imbattere é quello di sacrificare la leggibilità in favore dell’estetica, non farlo mai! Mi capita spesso di trovare online testi molto piccoli o sovra-stilizzati che spesso causano veri problemi di usabilità. Il mio consiglio per i tuoi testi online e di non scendere sotto i 16px come dimensione. Ricorda che, sul web, un testo deve scalare correttamente (in pratica deve essere ben leggibile sia in 16px che in 26px). Se, in un sito web, hai bisogno di particolari ottimizzazioni, ricorda che puoi usare le media query.

Infine ti ricordo l’importanza di saper prendere ispirazione evitando però l’effetto “già visto“. Osserva e analizza i font di brand famosi e dei tuoi competitor, prendi ispirazione (perché la tua capacità di osservazione é il tuo super potere!) ma ricorda che il tuo font o la tua combinazione di font deve riuscire a differenziarti oltre che a rendere chiaro e leggibile il tuo messaggio.

Che tu stia progettando un logo o un sito web, scrivendo un copy o creando una campagna marketing, buon lavoro e ricorda di aggiungermi al tuo feed reader e di seguirmi sui social per non perdere i prossimi articoli.

Alla prossima! Che il font giusto sia con te.

Photo credits: Fill/Pixabay


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