
Dalla SEO classica a quella AI Mode: ecco cosa conta davvero in 5 punti chiave
Pubblicato il 6 Agosto 2025
Negli ultimi tempi stiamo vivendo un cambiamento epocale dal punto di vista tecnologico. L’AI é diventata parte integrante delle nostre vite e, per tanti professionisti, é ormai uno strumento irrinunciabile per le proprie attività chiave.
Una cosa su cui possiamo essere tutti d’accordo é che, l’AI, é uno strumento in grado di dare un boost significativo alla produttività. E questa é una grande cosa.
In questo post voglio concentrarmi, nello specifico, sul futuro della SEO e su come cambia e cambierà da quella classica che abbiamo sempre conosciuto, fatta di Keyword Research, fattori on-site e off-site, link building ecc. a quella “AI Mode” che sta facendo discutere l’intera comunità SEO con una domanda che ho sentito dire spesso e da diversi professionisti:
é la fine della SEO?

E’ normale porsi delle domande, l’incertezza del futuro si fa sentire ma, un tizio simpatichello, diceva “tutto cambia, tutto si trasforma” e vale anche per la tecnologia e la SEO. I motori di ricerca si stanno, appunto, trasformando in “motori di risposta” ed “essere la risposta” é la nuova sfida che abbiamo davanti.

Gli LLM hanno a disposizione tutta la conoscenza possibile (purtroppo anche loro non sanno quanto é lungo il campo di Holly e Benji!) e sono in grado di fornire una risposta quasi sempre soddisfacente alla domanda posta dall’utente. L’obiettivo del futuro é essere uno dei riferimenti autorevoli citati dall’AI. Avete sentito qualcosa di familiare? Come dicono i giovani, una vibe positiva? A parte che darei trent’anni a chi dice vibe e ha più di 14 anni, comunque, ci suona familiare quel “riferimenti autorevoli“. Chi é un SEO esperto come il sottoscritto ricorderà sicuramente quello che é stato il cambiamento nel mondo SEO che divenne la chiave di volta per posizionarsi in cima alle SERP di Google: essere “amico” del TrustRank.
Qualsiasi SEO che si rispetti conosce l’importanza del “trust“, fiducia e autorevolezza e non solo keyword strategiche e link in ingresso. A un certo punto, Google, per migliorare la qualità delle SERP ha iniziato a valutare la qualità dei backlink oltre alla quantità, la qualità dei contenuti, e altri segnali di autorevolezza come la presenza di informazioni chiare sull’autore del contenuto, menzioni e citazioni allo stesso presenti sui diversi canali digitali (touchpoint come direbbero quelli bravi e affascinanti) di altre fonti autorevoli, l’età e lo storico di un dominio. Avere un TrustRank alto é sempre stato un elemento fondamentale per ottenere buoni risultati in ottica SEO. La buona notizia? E’ ancora così e lo sarà ancora in futuro.

In conclusione, secondo me, il futuro della SEO non é molto diverso da quello che é la SEO oggi. Cambia la tecnologia e cambierà sempre, cambiano le caratteristiche, cambieranno alcuni aspetti tecnici ma, gli aspetti cruciali e strategici sui quali bisogna concentrarsi, sono sempre gli stessi che possiamo identificare in 5 punti chiave:
01) creare un Brand forte dal punto di vista della Brand Identity e dell’autorevolezza nel settore di competenza.
02) comunicare sulle varie piattaforme con l’obiettivo di essere utili al proprio target; comunicare in modo chiaro e coerente con i valori del proprio brand.
03) essere menzionati e citati il più possibile sui vari canali digitali e piattaforme in modo da aumentare l’autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca e degli LLM (e degli utenti, non dimentichiamolo). Come si fa? Creatività, strategia e competenza my baby.
04) realizzare contenuti in cui, il brand (o l’autore), deve essere subito riconoscibile, l’entità deve essere immediatamente chiara e corredata da informazioni chiave come una bio, un payoff, un link al sito web, gli argomenti di cui si é esperti e autorevoli.
05) ultimo ma non meno importante, non dimenticare la lezione che Aranzulla ha dato a tutti: struttura bene i tuoi contenuti; titoli chiari e ben scritti, abstract informativi ma strategici (la keyword vive e lotta ancora insieme a noi), paragrafi e liste che aiutano crawler e modelli AI a recuperare facilmente il tuo contenuto ma che offrono una buona UX alle persone. Migliora l’esperienza degli utenti ed anche crawler ed LLM (forse anche Mazinga Z) avranno una maggiore considerazione di te e/o del tuo brand.
Alla prossima e che l’AI sia con te.
Photo credits: ChatGPT
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