Vibe Coding

Come l’AI sta cambiando il ciclo di vita del software: vediamo i punti essenziali del paper di Google

Pubblicato il 22 Giugno 2026

Google ha rilasciato il paper The New SDLC with Vibe Coding che illustra come l’intelligenza artificiale sta cambiando il ciclo di vita del software. Ha collaborato alla stesura del paper Addy Osmani, sempre interessante da leggere.

Siamo tutti d’accordo (vero?) che il Vibe Coding é il presente oltre che il futuro dello sviluppo software. Grazie all’AI, gli sviluppatori, possono far generare codice rapidamente al proprio chatbot di fiducia (scrivi bello mio scrivi!), spesso, senza dover neanche scrivere una singola riga di codice e vedendo aumentare la propria produttività in maniera esponenziale. Avevo già parlato di Vibe Coding nella mia newsletter Quasi Off-Topic.

Il succo del post era che l’AI non sostituirà i developer esperti (sono ancora necessari signora mia) e che non tutti diventeranno “programmatori” grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale con il Vibe Coding. Di recente ci ha fatto un buon contenuto Marco Camisani Calzolari.

Prima di vedere quali sono i punti essenziali del paper partirei dal fare una riflessione sulla frase con cui si conclude il paper stesso: “Generation is solved. Verification, judgment, and direction are the new craft.“.

E’ ormai chiaro a tutti che scrivere codice é un problema risolto; ciò che diventa cruciale é la capacità degli sviluppatori di valutare i requisiti, il contesto, definire obiettivi e priorità. Se sei uno sviluppatore esperto mi dirai che queste capacità, uno sviluppatore, deve averle nel suo bagaglio e metterle sempre in campo a prescindere dall’utilizzo o meno dell’AI; e hai ragione amico mio, sono le capacità che distinguono un bravo sviluppatore dal “cugino che fa i siti belli“.

A prescindere dall’utilizzo dell’AI, la capacità di progettazione, la visione complessiva del progetto (requisiti, strumenti, obiettivi, priorità, strategia e workflow) e la capacità di valutare ogni aspetto e di verificare i risultati, sono i superpowers che uno sviluppatore deve avere per realizzare software di qualità, anche nell’era del Vibe Coding; probabilmente oggi più di prima.

Tornando al paper di Google, ci racconta che, il vero cambiamento, non é l’AI che scrive codice ma gli sviluppatori che stanno passando dal ruolo di “programmatori” a quello di “orchestratori“, di revisori e verificatori del lavoro svolto dagli agenti AI.

Sintetizzando possiamo dire che:

01) Molti problemi degli agenti non derivano dal modello ma dalla configurazione dell’harness. Migliorare strumenti, prompt, regole e workflow può produrre risultati migliori a prescindere dal modello in uso.

02) La nuova competenza fondamentale é il Context Engineering. Fornire contesto, istruzioni chiare, l’output preciso che si vuole avere e regole di sicurezza sono la chiave per un sistema AI efficace.

03) La verifica sistematica dei risultati generati é imprescindibile per un risultato di qualità che rispetta gli obiettivi che si vuole raggiungere.

04) Testing e manutenzione sono aspetti cruciali oggi come ieri.

05) L’AI genera rapidamente prototipi e funzionalità ma, i requisiti aziendali, i vincoli organizzativi e le integrazioni complesse richiedono una supervisione e un contributo umano decisivo.

06) Costi, sicurezza e produzione per prodotti destinati a durare sono aspetti “manageriali” di vitale importanza. Ecco perché competenze trasversali di project management e business avranno la stessa importanza delle skill puramente tecniche.

Arrivati a questo punto ci é ormai chiaro che, il valore dello sviluppatore, si sposta dallo “scrivere codice” al “guidare e controllare i sistemi AI che scrivono il codice“. Chi saprà definire bene gli obiettivi, progettare workflow efficaci e costruire solide strategie sarà avvantaggiato nell’era del Vibe Coding e degli agenti AI. Per tutti gli altri rimane l’ambito titolo di “cugino che fà i siti belli” 😀

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Autore: emawebdesign

Full Stack Developer, SEO Specialist, esperto della trasformazione digitale con oltre 20 anni di esperienza.

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