SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog?

Le url delle pagine del proprio sito (o blog) sono un elemento di grande importanza da ottimizzare al meglio per renderle “efficaci” sul piano SEO. L’ottimizzazione per i motori di ricerca non deve “distrarci”, però, dal renderle semplici e descrittive anche per gli utenti.
Come impostare correttamente le url?
Google stesso ci suggerisce il modo più giusto ed efficace per strutturare le nostre url. Dovranno essere semplici e le parole separate dalla punteggiatura; il trattino (-) è sicuramente il carattere più indicato per tale scopo:
www.website.com/sito-di-esempio.html è una url efficace per i motori di ricerca ed anche per gli utenti che possono leggere le parole chiave senza alcuno “sforzo visivo” causato da una url meno efficace come la seguente:
www.website.com/sitodiesempio.html
Assolutamente da evitare url complesse e per nulla descrittive, saranno immediatamente scartate dagli utenti che cercano siti in una SERP e non otterranno alcun benificio lato SEO. Ecco un esempio di cattiva url:
www.website.com/index.php?id_1=2345345&id_2=31647567&id_3=4564674345&id_4=56456356
Se il vostro sito presenta tale struttura per le url dovete immediatamente correre ai ripari. Esiste una tecnica chiamata “url rewriting” che permette di “riscrivere” le url per renderle seo-friendly è più descrittive per gli utenti. Per tale intervento dovrete rivolgervi a persone che hanno la competenza tecnica per realizzare il rewriting. Se utilizzate una piattaforma open source, probabilmente, potete impostare la struttura delle url direttamente dal pannello amministrativo. E’ il caso di WordPress, famosa piattaforma di blogging open source, che permette di decidere “comodamente” la struttura delle url.
Le url devono essere obbligatoriamente “corte” o possono anche essere lunghe?
Google indicizza url lunghe anche se consiglia di optare per le url corte. Il motivo principale è che l’utente che visualizza le SERP è disorientato da url troppo lunghe e, nella maggior parte dei casi, tende addirittura ad identificarle come “spam”, decidendo di passare oltre e rinunciando al click. L’utente cerca di “leggere” la url per poter decidere se è il caso di cliccare o meno, ha bisogno di poche parole chiavi che gli permettano di capire il contenuto a cui punta la url “monitorata”.
Le url devono contenere parole chiave ben selezionate per ottenere vantaggi SEO?
Assolutamente si. In un discorso di ottimizzazione “on site” bisogna sempre tenere conto anche delle url. Ad esempio, se la nostra pagina web offre un contenuto di qualità (essì, i contenuti di qualità sono la cosa più importante per il successo di un sito web
) sulle maglie di squadre di calcio, è chiaro che il tag title e i tag di intestazione (H1, H2 ecc.) conterranno le keywords “maglie calcio”. E’ opportuno dotare la pagina di una url come la seguente: www.miosito.com/maglie-calcio.html
Se la vostra pagina vende un prodotto specifico, è il caso di essere quanto più precisi possibile nel fornire informazioni. Se vendete la maglia dell’argentina è opportuno optare per una delle seguenti soluzioni:
www.miosito.com/maglia-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglie-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglia-calcio-argentina-anno-82.html
Come posizionare le keywords nelle url?
Le parole chiave vanno posizionate all’inizio o alla fine della url? Abbiamo capito che la url deve essere descrittiva, deve contenere parole chiave accuratamente selezionate per ottenere benefici SEO ma deve anche essere il meno lunga e complessa possibile. Posizionare 4-5 keywords nella url è una scelta ottimale ma, come sono posizionate queste keywords, è un aspetto secondario a cui non bisogna dare molta importanza. Questa “dritta” arriva da Matt Cutts in persona
photo credits: chrisdlugosz edit by EmaWebDesign
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Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?

E’ inutile che cliccate sul “Mi piace” qui sopra, è solo un’immagine
Quindi non salirò nelle SERP.
Nelle SERP??? Certo, nelle SERP di Facebook
No, non sono impazzito (si spera). Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a riflettere sulle ultime mosse di Facebook che, nella mia personale visione, portano in un’unica direzione: un search engine. Tempo fa, quando Facebook migliorò la ricerca interna al social, si vociferava che Zuckerberg intendeva “mettere le mani” sull’intero web, che il suo obiettivo era quello di lavorare a un motore di ricerca dal cuore “social“.
Effettivamente, con il rilascio degli Open Graph, Facebook ha dimostrato di voler sapere cosa davvero piace agli utenti del web. I plugin inseribili all’interno di siti e blog garantiranno ai web publisher una più veloce condivisione dei propri contenuti ma, al tempo stesso, permetteranno a Facebook di capire quali sono i contenuti che piacciono di più in modo da poter espandere la ricerca per offrire più contenuti di qualità ai suoi utenti.
Se ieri era più difficile immaginare Facebook come competitor di Google nel Search, oggi le cose sono leggermente cambiate. L’avvento di Caffeine ha dimostrato che lo stesso Google ha capito l’importanza dei social e della Real Time Search. Ma se un search engine made in Facebook diventasse realtà, come verrebbe calcolato il valore di una pagina web, come funzionerebbe il ranking e quali sarebbero i fattori decisivi per ottenere un buon posizionamento nelle SERP di tale search engine?
Se Google si affida alla Link Popularity, è chiaro che il search di Zuckerberg si affiderebbe al numero di “Mi piace” ricevuti da ogni singola pagina web. Resta da capire se tale logica permetterà ai risultati più rilevanti e di qualità di arrivare ai primi posti delle SERP, aspetto decisivo per il successo di qualsiasi search engine. Altra cosa interessante sarebbe quella di vedere se il motore di ricerca rimarrebbe “interno”, a disposizione dei soli utenti di Facebook o se verrebbe lanciato come servizio “esterno”, cosa che garantirebbe a Zuckerberg e soci di “ottimizzare i guadagni” implementando, magari, un servizio di Keyword Advertising simile a Google AdWords.
Non ci resta che aspettare per saperne di più; sta di fatto che dopo Bing, Google, potrebbe presto incontrare una nuova minaccia al suo monopolio nel Search. Per noi SEO specialist la sfida è già iniziata con l’avvento di Caffeine e i “terremoti” scatenati dagli aggiornamenti di bigG, aggiornamenti arrivati puntuali per rimanere al passo coi tempi dopo la “spaventosa” crescita di social come Facebook e Twitter, crescita, che sembra non volersi arrestare
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I migliori post della settimana #72

Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Come creare Dialog Box nelle tue Applicazioni Facebook IFrame
02) Velocità Siti Web: Come Monitorare E Misurare Le Prestazioni Del Tuo Sito E Server Web
03) SEO: 9 cose che i clienti devono sapere
04) 10 trucchi per form perfetti
05) SEO su Facebook: dal link baiting al like baiting
06) Perché i nuovi utenti abbandonano subito Twitter?
07) Cosa ho Imparato dai Video di Matt Cutts
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Questa è imperdibile!
Il 9 giugno scorso, per la tappa bolognese, Working Capital ha invitato Giacomo “Peldi” Guilizzoni fondatore di Balsamiq. Nel suo intervento, Guilizzoni, ha raccontato di come è riuscito ad avviare una startup (anche se non ama chiamarla startup) in Italia, ha condiviso con il pubblico presente in sala la sua grande esperienza, ha raccontato della grande determinazione che ha avuto nel migliorarsi giorno dopo giorno lavorando come programmatore.
Ha dato consigli davvero interessanti agli aspiranti “nuovi imprenditori del web”, da come è importante imparare sempre e cercare di migliorarsi senza mai sentirsi “arrivati”, accumulando il più possibile competenza ed esperienza, fino a “dritte” come quella di andare a individuare un problema da risolvere piuttosto che fossilizzarsi nel trovare un’idea originale da tramutare in una startup 2.0.
Come da titolo, il suo intervento al Working Capital è davvero imperdibile, con la sua simpatia, Guilizzoni, ha riscosso il gradimento del pubblico diventando quasi un “mito” del web nostrano e, sicuramente, un esempio da seguire.
Se non hai visto in diretta il suo intervento, di seguito, trovi il video diviso in tre parti. Buona visione
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
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I migliori post della settimana #71

Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Caffeine e MayDay, cosa è cambiato nell’indice di Google?
02) Sicurezza e siti web: come trovare le cause di code injection, tecniche di validazione
03) 7 Consigli per velocizzare le tue Applicazioni Facebook
04) Un menu fisheye CSS con immagini
05) AdWords Quality Score: Come Aumentare il Punteggio di Qualità AdWords e Spendere Meno
06) Sencha Touch: un framework HTML5 per dispositivi mobili
08) SEO vs. contenuti di qualità: il consiglio di Matt Cutts
09) Come Distruggere il Posizionamento: 5+1 Semplici Modi
10) Non smettere mai di imparare
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Twitter inizia a monetizzare con i promoted tweet

Nell’immagine che vedete qui sopra c’è il promoted tweet di DisneyPixar che pubblicizza, sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo, il film Toy Story 3. Nel mio articolo del 21/04/2010 “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” vi ho parlato dei promoted tweet condividendo il mio parere sull’innovativo sistema di advertising made in Twitter.
Come potete vedere dall’immagine, la pubblicità, compare come un normale tweet contrassegnato dalla descrizione “Promoted by…“. Un sistema davvero “opportuno”, per nulla invasivo e che, secondo me, può garantire all’inserzionista un ritorno davvero importante. Il “potere” è tutto nel pulsante Retweet con cui, gli utenti che visualizzano il promoted, possono ripubblicarlo sulla propria timeline mostrandolo così alla propria rete di followers.
Considerando che una buona parte degli utenti di Twitter condivide e retweetta quotidianamente notizie e risorse in “real time“, è davvero facile immaginare il ritorno, in termini di visibilità, che si può ottenere dalla pubblicazione di un promoted tweet. Resta da capire se la pubblicazione dei promoted sarà aperta a tutti o soltanto alle big company.
Sempre nel post del 21/04 ho sottolineato la bontà della pubblicità su Facebook azzardando che, il social di Zuckerberg, diventerà il futuro dell’advertising online. Con l’aggiornamento al nuovo algoritmo di ranking, nome in codice “Caffeine“, anche Google ha riconosciuto l’importanza dei social media e delle ricerche in real time; se bigG rimarrà il leader del search engine marketing (ad oggi sembra sicuro) è ormai chiaro che per l’advertising online i social media, più che il futuro, rappresentano il presente e, soprattutto, un opzione da tenere in grande considerazione, al pari del SEM. A proposito di introiti generati dalla vendita di spazi pubblicitari, pare che Zuckerberg non se la passi tanto male…a parte le critiche ricevute negli ultimi tempi per la questione “privacy online” ovviamente
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I migliori post della settimana #70

Di seguito i migliori post di questa settimana:
01) SEO: Perchè un Indirizzo URL Corto è Meglio Per I Motori Di Ricerca
02) Le Armi della Persuasione applicate al Facebook Marketing
03) Gli strumenti per valutare l’accessibilità di un sito servono davvero?
04) Adsense: più visite si hanno e più si guadagna?
05) Il mod_rewrite e la magia di riscrivere gli URL (prima parte)
06) Quanto vale un Facebook FAN ?
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La rivoluzione della SEO è iniziata: Caffeine è tra noi!

Google ha annunciato di aver completato il nuovo sistema di indicizzazione delle pagine web. Dopo molti test, Caffeine, è finalmente realtà. Cosa vuol dire per un SEO Specialist? Vuol dire “rivoluzione”, il lavoro del SEO Specialist diventa ora una grande sfida. Forse più di prima. Il web evolve, giorno dopo giorno si modifica e offre sempre qualcosa di nuovo. Allo stesso tempo evolve l’algoritmo di Google e, ora, anche la SEO potrebbe cambiare.
Negli ultimi tempi ci sono state parecchie “scosse” provenienti da Google; molti hanno lamentato una drastica riduzione degli accessi provenienti da bigG, altri un eccessivo ridimensionamento del PageRank. L’amico Merlinox ha condiviso alcune informazioni sul problema da molti soprannominato come Google MayDay.
La realtà è che gli “scossoni”, d’ora in avanti, potrebbero davvero essere frequenti ed è il caso di monitorare costantemente la situazione per capire in fretta come comportarsi oltre a cercare di individuare i nuovi punti “chiave” di Caffeine; fermo restando che, secondo me, in termini di posizionamento la link popularity rimarrà ancora importante per il futuro prossimo.
Ma come è cambiato il sistema di indicizzazione di Google?
Oggi, nell’era dei social media, degli ugc e del real time, Google ha capito la necessità di dover aggiornare il modo in cui indicizza i contenuti trovati sul web. La quantità e la varietà di contenuti che oggi inondano la rete ha reso necessario un nuovo sistema che offrisse, agli utenti che effettuano una ricerca, contenuti sempre “freschi” e di qualità indifferentemente dalla tipologia o dallo strumento con cui sono stati creati.
Punto fondamentale è la velocità con cui bigG indicizza questi contenuti per poterli subito “restituire” ai suoi utenti. Per questo, da parte dei webmaster, deve esserci la consapevolezza che i contenuti vanno pubblicati in modo che siano facilmente indicizzabili e soprattutto velocemente visualizzabili dagli utenti. I tempi di caricamento delle pagine web e, quindi, la velocità con cui un utente può visualizzare un contenuto sarà decisivo come già anticipato più volte nel recente passato.
Per ora non ci resta che monitorare con grande attenzione, le novità di Caffeine saranno molte, la nuova sfida per tutti gli esperti di motori di ricerca è iniziata
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iPhone4: altro gioiellino rivoluzionario (forse)

Ebbene si, ieri ZioSteve ci ha presentato l’ultimo nato in casa Apple: l’iPhone 4
E, udite udite, l’iPhone 4 permette di effettuare videochiamate!! Si, avete capito bene, le videochiamate! Rivoluzione!
Ma le videochiamate esistono già da un bel pò…ah, già!
Però l’iPhone 4 ha il display retina con una risoluzione mai vista su un telefono! Si, vabbè.
Ma ha il multitasking! Capirai…
Registra video in HD e puoi editarli con iMovie! Ah, bello…ma preferisco fare video-editing al pc, mi sembra più opportuno.
Quello che Apple ha rivoluzionato è la user-experience. Solo quella
I dispositivi di Apple sono sicuramente i più cool, i più desiderati e i più chiacchierati. O sei un fan di Apple o la Apple ti sta sulle scatole, non ci può essere via di mezzo. Leggo in giro, nella blogosfera e sui socialcosi, di fan “impazziti” e pronti a comprare l’ultimo “gingillo” e di quelli che, invece, si lamentano del fatto che Apple organizza eventi per presentare dispositivi che non hanno nulla di “sconvolgente” dal punto di vista HW. Io, invece, mi ritengo una “via di mezzo” perchè non mi prendo quello che fa Apple come rivoluzionario o innovativo e non urlo al “miracolo” per l’uscita dell’ultima versione di iPhone ma convengo che i “gingilli” della mela morsicata sono belli da vedere e sono dotati di un software davvero niente male.
Quando uscì l’iPod Touch in Italia fu davvero un prodotto innovativo, lo comprai subito ed è stato il miglior acquisto della mia vita. Sono praticamente inseparabile dal mio iPod. Le mie Apple-spese si sono fermate li però. Il marketing di Apple con me non funziona (chissà perchè?):
ZioSteve ancora non mi ha convinto che Flash è il male tanto per dirne una
(forse, la verità, è che se Flash è il bene o il male lo decido io, non ascolto mica cosa ne pensa ZioSteve??)
Io non prenderò l’iPhone, ora come ora non ne ho necessità. In futuro chissà…certo che Nexus One e HTC Desire potrebbero spuntarla. Voi che avete fatto, l’avete già comprato??
Anche l’iPad non l’ho comprato ma ammetto che ci sto pensando…dipenderà dal commesso Apple del seguente video, chissà se riuscirà a convincermi
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I migliori post della settimana #69

Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) 5 semplici regole per ottimizzare gli header
02) 6 Semplici Consigli Per Far Apparire i Tuoi Video (di Youtube) in Google News: Video SEO Tips
03) Sviluppare una linking strategy efficace in 5 passi
04) Le 9 funzioni che Android svolge meglio di iPhone OS
05) Very short snippet: slideshow in 10 righe di codice
06) Zuckerberg suda al D8 e la rete lo invita a mollare il colpo
07) Microsoft presenta Windows Embedded Compact 7
08) HTML 5 e lo showcase HTML 5 di Apple : poco Open e tanto Closed
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