I migliori post della settimana #74



Pubblicato il 11/7/2010 alle 17:11 - Autore: Emanuele Calì

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Di seguito i post più interessanti di questa settimana:

01) Una Classe PHP per Applicazioni Facebook IFrame con Graph API

02) Presto avremo i link in uscita tracciati automaticamente

03) 12 Modi per Usare Twitter

04) Google Webmaster Tools: perché i link in entrata sono raddoppiati?!?

05) Richard Stallman: Apple crea manette digitali per limitare la libertà informatica

06) Tutti i segreti di un sito web

07) 9 consigli per diagnosticare il calo delle visite

08) Principi guida per il design dell’esperienza utente

09) Cosa Pensi di Farne, di Tutto Quel Traffico?

10) Oltre la personalizzazione dei risultati di ricerca

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Progettazione Web Application: l’importanza della fase di analisi

Pubblicato il 5/7/2010 alle 06:00 - Autore: Emanuele Calì

emawebdesign

Da sempre mi occupo di progettazione e realizzazione di CMS e Web Applications in generale e, devo dire, che è un lavoro davvero interessante e stimolante. Oggi voglio sottolineare la grande importanza che ha la fase di analisi nella progettazione di una web application.

Uno degli errori più gravi che commette un giovane web developer con poca esperienza è quello di non preoccuparsi di analizzare con grande cura tutto quello che riguarda la web application che deve sviluppare. Inizia a scrivere righe e righe di codice ma questo lo porterà molto presto ad incappare nei primi problemi, giusto per fare qualche esempio:

- Non ha previsto qualcosa
- Ha dimenticato qualcosa di importante
- Deve riscrivere codice poichè funzionante ma l’obiettivo era leggermente diverso
- Non ha adottato la tecnica OOP e non ha previsto la “modularizzazione dell’applicazione”, un errore di progettazione, lo costringerà probabilmente a dover rivedere l’intera applicazione

Un programmatore viene in genere indicato come “analista programmatore” per un motivo ben preciso: non si occupa di scrivere codice soltanto ma bensì di analizzare un problema (o l’esigenza di un cliente), individuare la soluzione per poi implementare il progetto “funzionante” attraverso la stesura del codice. Nella fase di analisi nulla deve essere lasciato al caso, tutto deve essere previsto, per ogni problema deve essere stata trovata la soluzione più opportuna e performante.

Un consiglio che mi sento di dare è quello di adottare il pattern MVC per l’architettura dell’applicazione e di aiutarsi con tabelle e modelli E/R per la progettazione e realizzazione del database. Scrivere una documentazione dettagliata durante la fase di analisi è un dovere “verso se stessi” perchè, in futuro, alcuni concetti dell’applicazione potrebbero andare dimenticati ed è opportuno avere sempre a disposizione documenti che descrivano tutti gli aspetti e i comportamenti dell’applicazione in modo chiaro.

Un altro consiglio che mi sento di dare è quello di prevedere che l’applicazione sia “modulare“. Suddividere l’applicazione in moduli agevolerà la manutenzione del codice. Pensiamo, ad esempio, a un futuro dove sarà necessario modificare la parte dell’applicazione che si occupa di gestire la pubblicazione di news. Avere la possibilità di lavorare al modulo “news” (che conterrà i files necessari al suo funzionamento: inserimento, modifica, cancellazione, ricerca, visualizzazione) ci permetterà di ottimizzare i tempi delle modifiche senza dover intervenire in tutti i files dell’applicazione. Magari prevedere un modulo “plugins” per la gestione automatizzata dei vari moduli sarebbe una funzionalità che renderebbe la nostra applicazione a dir poco eccellente dal punto di vista degli aggiornamenti e dell’espansione delle funzionalità.

Ultimo consiglio, nella fase di analisi, ritengo un fattore di grande importanza quello di prevedere un “core” con cui sviluppare l’intera applicazione. Con core intendo una serie di classi/oggetti che si occuperanno della gestione delle situazioni critiche e degli aspetti fondamentali per il funzionamento dell’applicazione. Ad esempio:

- una classe “database” per le interazioni col database
- una classe “ftp” per la gestione dei files via ftp
- una classe “session” per la gestione delle sessioni utente

Più altre classi personalizzate per compiti specifici. Più è elevata la qualità del core più ne beneficerà il programmatore durante la stesura del codice. Adottare un approccio “object oriented” permette, inoltre, di rendere il codice “riutilizzabile” e offre la possibilità di modificare i comportamenti “interni” senza dover intervenire sull’interfaccia.

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I migliori post della settimana #73

Pubblicato il 4/7/2010 alle 15:46 - Autore: Emanuele Calì

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Di seguito i post più interessanti di questa settimana:

01) Errori da freelancer: alcuni consigli per lavorare meglio

02) Adsense: dalle idee ai fatti

03) Sicurezza e siti web: code injection, escaping ed indirezione

04) Una sitemap per tutti i contenuti? Con Google si può!

05) Sito visibile? Te lo spiego con 2 immagini

06) Come si trova un socio: la regola della 4c

07) RE: Sul nofollow nei link interni al sito… (Quando Cutts Sbaglia)

08) Post Correlati: Alcuni Esempi di Buon Utilizzo

09) “Warning: Cannot add header information”, accorgimenti per evitarlo

10) Fogli di stile alternativi e CSS condizionali – parte prima

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SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog?

Pubblicato il 2/7/2010 alle 00:15 - Autore: Emanuele Calì

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Le url delle pagine del proprio sito (o blog) sono un elemento di grande importanza da ottimizzare al meglio per renderle “efficaci” sul piano SEO. L’ottimizzazione per i motori di ricerca non deve “distrarci”, però, dal renderle semplici e descrittive anche per gli utenti.

Come impostare correttamente le url?

Google stesso ci suggerisce il modo più giusto ed efficace per strutturare le nostre url. Dovranno essere semplici e le parole separate dalla punteggiatura; il trattino (-) è sicuramente il carattere più indicato per tale scopo:

www.website.com/sito-di-esempio.html è una url efficace per i motori di ricerca ed anche per gli utenti che possono leggere le parole chiave senza alcuno “sforzo visivo” causato da una url meno efficace come la seguente:

www.website.com/sitodiesempio.html

Assolutamente da evitare url complesse e per nulla descrittive, saranno immediatamente scartate dagli utenti che cercano siti in una SERP e non otterranno alcun benificio lato SEO. Ecco un esempio di cattiva url:

www.website.com/index.php?id_1=2345345&id_2=31647567&id_3=4564674345&id_4=56456356

Se il vostro sito presenta tale struttura per le url dovete immediatamente correre ai ripari. Esiste una tecnica chiamata “url rewriting” che permette di “riscrivere” le url per renderle seo-friendly è più descrittive per gli utenti. Per tale intervento dovrete rivolgervi a persone che hanno la competenza tecnica per realizzare il rewriting. Se utilizzate una piattaforma open source, probabilmente, potete impostare la struttura delle url direttamente dal pannello amministrativo. E’ il caso di WordPress, famosa piattaforma di blogging open source, che permette di decidere “comodamente” la struttura delle url.

Le url devono essere obbligatoriamente “corte” o possono anche essere lunghe?

Google indicizza url lunghe anche se consiglia di optare per le url corte. Il motivo principale è che l’utente che visualizza le SERP è disorientato da url troppo lunghe e, nella maggior parte dei casi, tende addirittura ad identificarle come “spam”, decidendo di passare oltre e rinunciando al click. L’utente cerca di “leggere” la url per poter decidere se è il caso di cliccare o meno, ha bisogno di poche parole chiavi che gli permettano di capire il contenuto a cui punta la url “monitorata”.

Le url devono contenere parole chiave ben selezionate per ottenere vantaggi SEO?

Assolutamente si. In un discorso di ottimizzazione “on site” bisogna sempre tenere conto anche delle url. Ad esempio, se la nostra pagina web offre un contenuto di qualità (essì, i contenuti di qualità sono la cosa più importante per il successo di un sito web emawebdesign ) sulle maglie di squadre di calcio, è chiaro che il tag title e i tag di intestazione (H1, H2 ecc.) conterranno le keywords “maglie calcio”. E’ opportuno dotare la pagina di una url come la seguente: www.miosito.com/maglie-calcio.html

Se la vostra pagina vende un prodotto specifico, è il caso di essere quanto più precisi possibile nel fornire informazioni. Se vendete la maglia dell’argentina è opportuno optare per una delle seguenti soluzioni:

www.miosito.com/maglia-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglie-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglia-calcio-argentina-anno-82.html

Come posizionare le keywords nelle url?

Le parole chiave vanno posizionate all’inizio o alla fine della url? Abbiamo capito che la url deve essere descrittiva, deve contenere parole chiave accuratamente selezionate per ottenere benefici SEO ma deve anche essere il meno lunga e complessa possibile. Posizionare 4-5 keywords nella url è una scelta ottimale ma, come sono posizionate queste keywords, è un aspetto secondario a cui non bisogna dare molta importanza. Questa “dritta” arriva da Matt Cutts in persona emawebdesign

photo credits: chrisdlugosz edit by EmaWebDesign

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Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?

Pubblicato il 28/6/2010 alle 06:00 - Autore: Emanuele Calì

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E’ inutile che cliccate sul “Mi piace” qui sopra, è solo un’immagine emawebdesign Quindi non salirò nelle SERP.

Nelle SERP??? Certo, nelle SERP di Facebook emawebdesign

No, non sono impazzito (si spera). Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a riflettere sulle ultime mosse di Facebook che, nella mia personale visione, portano in un’unica direzione: un search engine. Tempo fa, quando Facebook migliorò la ricerca interna al social, si vociferava che Zuckerberg intendeva “mettere le mani” sull’intero web, che il suo obiettivo era quello di lavorare a un motore di ricerca dal cuore “social“.

Effettivamente, con il rilascio degli Open Graph, Facebook ha dimostrato di voler sapere cosa davvero piace agli utenti del web. I plugin inseribili all’interno di siti e blog garantiranno ai web publisher una più veloce condivisione dei propri contenuti ma, al tempo stesso, permetteranno a Facebook di capire quali sono i contenuti che piacciono di più in modo da poter espandere la ricerca per offrire più contenuti di qualità ai suoi utenti.

Se ieri era più difficile immaginare Facebook come competitor di Google nel Search, oggi le cose sono leggermente cambiate. L’avvento di Caffeine ha dimostrato che lo stesso Google ha capito l’importanza dei social e della Real Time Search. Ma se un search engine made in Facebook diventasse realtà, come verrebbe calcolato il valore di una pagina web, come funzionerebbe il ranking e quali sarebbero i fattori decisivi per ottenere un buon posizionamento nelle SERP di tale search engine?

Se Google si affida alla Link Popularity, è chiaro che il search di Zuckerberg si affiderebbe al numero di “Mi piace” ricevuti da ogni singola pagina web. Resta da capire se tale logica permetterà ai risultati più rilevanti e di qualità di arrivare ai primi posti delle SERP, aspetto decisivo per il successo di qualsiasi search engine. Altra cosa interessante sarebbe quella di vedere se il motore di ricerca rimarrebbe “interno”, a disposizione dei soli utenti di Facebook o se verrebbe lanciato come servizio “esterno”, cosa che garantirebbe a Zuckerberg e soci di “ottimizzare i guadagni” implementando, magari, un servizio di Keyword Advertising simile a Google AdWords.

Non ci resta che aspettare per saperne di più; sta di fatto che dopo Bing, Google, potrebbe presto incontrare una nuova minaccia al suo monopolio nel Search. Per noi SEO specialist la sfida è già iniziata con l’avvento di Caffeine e i “terremoti” scatenati dagli aggiornamenti di bigG, aggiornamenti arrivati puntuali per rimanere al passo coi tempi dopo la “spaventosa” crescita di social come Facebook e Twitter, crescita, che sembra non volersi arrestare emawebdesign

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I migliori post della settimana #72

Pubblicato il 27/6/2010 alle 16:05 - Autore: Emanuele Calì

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Di seguito i post più interessanti di questa settimana:

01) Come creare Dialog Box nelle tue Applicazioni Facebook IFrame

02) Velocità Siti Web: Come Monitorare E Misurare Le Prestazioni Del Tuo Sito E Server Web

03) SEO: 9 cose che i clienti devono sapere

04) 10 trucchi per form perfetti

05) SEO su Facebook: dal link baiting al like baiting

06) Perché i nuovi utenti abbandonano subito Twitter?

07) Cosa ho Imparato dai Video di Matt Cutts

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Questa è imperdibile!

Pubblicato il 21/6/2010 alle 06:00 - Autore: Emanuele Calì

Il 9 giugno scorso, per la tappa bolognese, Working Capital ha invitato Giacomo “Peldi” Guilizzoni fondatore di Balsamiq. Nel suo intervento, Guilizzoni, ha raccontato di come è riuscito ad avviare una startup (anche se non ama chiamarla startup) in Italia, ha condiviso con il pubblico presente in sala la sua grande esperienza, ha raccontato  della grande determinazione che ha avuto nel migliorarsi giorno dopo giorno lavorando come programmatore.

Ha dato consigli davvero interessanti agli aspiranti “nuovi imprenditori del web”, da come è importante imparare sempre e cercare di migliorarsi senza mai sentirsi “arrivati”, accumulando il più possibile competenza ed esperienza, fino a “dritte” come quella di andare a individuare un problema da risolvere piuttosto che fossilizzarsi nel trovare un’idea originale da tramutare in una startup 2.0.

Come da titolo, il suo intervento al Working Capital è davvero imperdibile, con la sua simpatia, Guilizzoni, ha riscosso il gradimento del pubblico diventando quasi un “mito” del web nostrano e, sicuramente, un esempio da seguire.

Se non hai visto in diretta il suo intervento, di seguito, trovi il video diviso in tre parti. Buona visione emawebdesign

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

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I migliori post della settimana #71

Pubblicato il 20/6/2010 alle 15:53 - Autore: Emanuele Calì

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Di seguito i post più interessanti di questa settimana:

01) Caffeine e MayDay, cosa è cambiato nell’indice di Google?

02) Sicurezza e siti web: come trovare le cause di code injection, tecniche di validazione

03) 7 Consigli per velocizzare le tue Applicazioni Facebook

04) Un menu fisheye CSS con immagini

05) AdWords Quality Score: Come Aumentare il Punteggio di Qualità  AdWords e Spendere Meno

06) Sencha Touch: un framework HTML5 per dispositivi mobili

07) WordPress 3.0 è arrivato

08) SEO vs. contenuti di qualità: il consiglio di Matt Cutts

09) Come Distruggere il Posizionamento: 5+1 Semplici Modi

10) Non smettere mai di imparare

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Twitter inizia a monetizzare con i promoted tweet

Pubblicato il 19/6/2010 alle 16:42 - Autore: Emanuele Calì

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Nell’immagine che vedete qui sopra c’è il promoted tweet di DisneyPixar che pubblicizza, sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo, il film Toy Story 3. Nel mio articolo del 21/04/2010 “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” vi ho parlato dei promoted tweet condividendo il mio parere sull’innovativo sistema di advertising made in Twitter.

Come potete vedere dall’immagine, la pubblicità, compare come un normale tweet contrassegnato dalla descrizione “Promoted by…“. Un sistema davvero “opportuno”, per nulla invasivo e che, secondo me, può garantire all’inserzionista un ritorno davvero importante.  Il “potere” è tutto nel pulsante Retweet con cui, gli utenti che visualizzano il promoted, possono ripubblicarlo sulla propria timeline mostrandolo così alla propria rete di followers.

Considerando che una buona parte degli utenti di Twitter condivide e retweetta quotidianamente notizie e risorse in “real time“, è davvero facile immaginare il ritorno, in termini di visibilità, che si può ottenere dalla pubblicazione di un promoted tweet. Resta da capire se la pubblicazione dei promoted sarà aperta a tutti o soltanto alle big company.

Sempre nel post del 21/04 ho sottolineato la bontà della pubblicità su Facebook azzardando che, il social di Zuckerberg, diventerà il futuro dell’advertising online. Con l’aggiornamento al nuovo algoritmo di ranking, nome in codice “Caffeine“, anche Google ha riconosciuto l’importanza dei social media e delle ricerche in real time; se bigG rimarrà il leader del search engine marketing (ad oggi sembra sicuro) è ormai chiaro che per l’advertising online i social media, più che il futuro, rappresentano il presente e, soprattutto, un opzione da tenere in grande considerazione, al pari del SEM. A proposito di introiti generati dalla vendita di spazi pubblicitari, pare che Zuckerberg non se la passi tanto male…a parte le critiche ricevute negli ultimi tempi per la questione “privacy online” ovviamente emawebdesign

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I migliori post della settimana #70

Pubblicato il 13/6/2010 alle 17:16 - Autore: Emanuele Calì

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Di seguito i migliori post di questa settimana:

01) SEO: Perchè un Indirizzo URL Corto è Meglio Per I Motori Di Ricerca

02) Le Armi della Persuasione applicate al Facebook Marketing

03) Gli strumenti per valutare l’accessibilità di un sito servono davvero?

04) Adsense: più visite si hanno e più si guadagna?

05) Il mod_rewrite e la magia di riscrivere gli URL (prima parte)

06) Quanto vale un Facebook FAN ?

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