I migliori post della settimana #77
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Come coinvolgere i lettori del tuo blog con Twitter
02) HTML5 accederà a microfoni e videocamere
03) Purtroppo siamo in Italia, confermo e sottoscrivo
04) Come interagite con i vostri clienti?
05) Testo alternativo sulle immagini: è obbligatorio per Flickr?
07) Spostare la login form di WordPress nel frontend
08) Il “web sociale” che NON voglio
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Blogging: meglio post lunghi o corti?

Eterno dilemma
Da quando esistono i blog ci si pone in continuazione la solita domanda: meglio post lunghi o corti?
Diciamo subito che è impossibile dare una risposta certa a questa domanda. Ogni lettore ha la sua preferenza in base a quelle che sono le proprie esigenze e le proprie abitudini. Indubbiamente, il web, è una cosa completamente diversa da un libro di carta (maddai
): il tempo non è mai sufficiente per la lettura mentre, per cercare e “raccogliere” risorse utili e nuove informazioni, impieghiamo tutto il tempo possibile (e anche quello impossibile, almeno è così per me). Online ce ne sono di cose da fare ogni giorno:
- leggere la posta
- lavorare
- socializzare sui social network
- partecipare alle discussioni su forum e social
- ancora lavorare
- monitorare le proprie attività
- leggere di nuovo la posta
- altre attività che in questo momento non mi vengono in mente
In mezzo a queste miriadi di cose da fare dobbiamo trovare il tempo per tenerci aggiornati, quindi, bisogna riuscire a dedicare almeno un paio d’ore al feed reader.
Io ho nel feed reader oltre cento feed di quelli che, personalmente, ritengo il meglio dei blog italiani e non che trattano argomenti come web developing, web design, SEO, web marketing e blogging online. Se li ho reputati “degni di attenzione” non baderò alla tipologia post lungo/post corto; i post saranno indubbiamente di qualità e meriteranno sempre almeno un’occhiata. Ma quello che è altrettanto indubbio è che i post eccessivamente lunghi li salverò nel social bookmark per leggerli quando poi riuscirò a trovare un pò di tempo libero. Cioè mai
I post in questione saranno, sicuramente, stati scritti con la tecnica del chunking, quindi, anche con una rapida occhiata potrò arrivare al “succo” del discorso. Questo permette di risparmiare tempo potendo selezionare le “parti” del post più interessanti. I post, invece, che si presentano come un interminabile blocco di testo senza uno straccio di spaziatura tra i vari paragrafi, verranno eliminati senza pietà. Ancora oggi, molti, scrivono in questo modo ed è superfluo dire che è un’assurdità bella e buona.
Concludendo, se il contenuto è valido, il blogger in gamba, è la scrittura dell’articolo viene effettuata nel modo giusto con la giusta formattazione, non importa se il post è lungo o corto: ci sarà sempre il modo di leggere quello che merita di essere letto.
Passando dalla parte del blogger, di chi produce il contenuto, posso dire che è ovviamente impossibile prevedere a priori la lunghezza del post. L’obiettivo è sempre e solo quello di produrre un contenuto di qualità, che sia completo ed esaustivo. Certo è che, dopo aver scritto un articolo, lo rileggo N volte in quella che definisco la fase di “controllo” prima della pubblicazione.
In questa fase, oltre a scovare ed eliminare errori e/o imperfezioni, cerco di “scovare” tutte quelle informazioni che possiamo etichettare come superflue al fine di eliminarle per poter mantenere l’articolo il più corto possibile. Se l’articolo prodotto è abbastanza lungo ma di parti “superflue” non ce ne sono, il dilemma è presto risolto: l’articolo va in pubblicazione perchè c’è differenza tra un post lungo e uno corto ma c’è una differenza ancora più grande tra un articolo che dice poco e male ed uno che fornisce informazioni di qualità, complete ed esaustive. Ma non dimentichiamo mai la grande importanza che ha la corretta formattazione del testo
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I migliori post della settimana #76
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Ebbene sì, su Facebook esistono gli Account Premium!
02) Touchscreen e accessibilità
03) Adobe, un tool di InDesign per creare app per iPad
04) Diffondere la Cultura del Digitale: il progetto Indigeni Digitali
05) Relazione tra googlebot e pagerank
06) L’Etica del Successo (quello vero) vista da Will Smith
08) Ottimizzare Joomla 1.5 per i motori di ricerca
09) 5 consigli per migliorare la tua privacy su Facebook
10) Indirizzi IP in esaurimento nel 2011
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Short Url fai da te grazie a Yourls
Negli ultimi tempi abbiamo visto nascere e affermarsi servizi di url shortening come tinyurl e bit.ly. Questi servizi permettono di convertire, con un semplice click, una url lunga in una url corta, una short url.
A cosa servono le short url?
Nell’era dei social media, gli utenti, hanno esigenza di condividere i propri contenuti ed è sicuramente più comodo utilizzare url corte piuttosto che lunghe ma, soprattutto, per servizi come Twitter dove è possibile digitare soltanto 140 caratteri per ogni aggiornamento, l’utilizzo di short url è assolutamente necessario per non sprecare il numero di caratteri a disposizione.
Per una precisa strategia aziendale o, magari, a causa di un ego gigantesco
potreste voler utilizzare un url shortener personalizzato, installato su un vostro dominio. Io potrei utilizzare un dominio tipo ema.li (sarà libero??)
Per tale scopo potete utilizzare YOURLS, una serie di script PHP che vi permetteranno di mettere in piedi il vostro url shortener personalizzato su un dominio che supporti PHP, MySQL e il modulo di Apache mod rewrite. E’ scontato che dovrete registrare un dominio che sia il più corto possibile, altrimenti la cosa non avrebbe senso
Yourls vi darà, inoltre, la possibilità di decidere se rendere pubblico il servizio o mantenerlo privato. Mette a disposizione delle API, un bookmarklet e, soprattutto, degli strumenti di analisi per i vostri short url…la cosa più importante di tutte
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I migliori post della settimana #75
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Leggere e visualizzare file XML con C# (C sharp): qualche esempio
02) Effetti CSS3 su Iexplorer – CSS3PIE
03) ROI e misurazione nei social media: l’approccio del valore dei fan di Facebook di Syncapse
04) IWA Italy Web Skills Profiles pubblica la stable release dei profili professionali del Web
05) Le magie di Facebook Graph API + Yahoo Pipes!
06) Le mail in PHP con Swift Mailer
07) Foursquare vuole diventare Twitter e viceversa?
08) Creare una dashboard in stile Mac utilizzando solo CSS3
09) Email e css, binomio impossibile?
10) Debug Tool
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PHP Permalink: perchè e come crearli
Con l’articolo SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog? abbiamo visto come si devono impostare le url di un sito web per ottenere dei benefici lato SEO.
Oggi vediamo come realizzare un permalink utilizzando il linguaggio PHP. Un permalink è un link permanente che punta ad una pagina web (o anche a un post di un blog). Il permalink non cambia nel tempo, questo permette di identificare univocamente una risorsa sul web e, nel caso di link in entrata o citazioni, non si perderà traffico modificando il contenuto…salvo aver commesso errori di SEO Copywriting. Ma questo è un altro discorso
Nelle nostre web applications realizzeremo i permalink a partire da stringhe di testo. Nel caso degli articoli di un blog è opportuno trasformare in permalink il titolo stesso degli articoli. Il tutto semplicemente grazie all’utilizzo di una funzione come la seguente:
function permalink($string) {
$string = strtolower($string);
$string = preg_replace("/[^0-9A-Za-z ]/", "", $string);
$string = str_replace(" ", "-", $string);
while (strstr($string, "--")) {
$string = preg_replace("/--/", "-", $string);
}
return($string);
}
Passiamo come parametro il titolo del post (o comunque un testo ottimizzato SEO) ed otterremo il testo correttamente formattato, pronto per essere utilizzato in un permalink. Gli spazi saranno sostituiti dal carattere – (meno), carattere consigliato per separare le parole in una url. Caratteri accentati ed apici vari verranno rimossi, ricordiamoci che un permalink è l’indirizzo di una pagina web e non tutti i caratteri sono consentiti.
Ecco perchè è utile utilizzare una funzione ad hoc
p.s ora tocca a te: la funzione non è perfetta…se trovi il problema segnalalo nei commenti
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Fullscreen Flash: ActionScript 3
Nel mini-tutorial di oggi vedremo come impostare il fullscreen in un filmato Flash utilizzando ActionScript 3.
Nel filmato Flash, inseriamo il codice ActionScript sul primo fotogramma. Per prima cosa, dichiariamo una variabile “fullStatus” di tipo booleano. Questa variabile conterrà “true” se il filmato è in modalità “fullscreen” altrimenti “false” se è in modalità “normal“:
var fullStatus:Boolean; fullStatus = false;
Ora scriviamo una funzione che, in questo caso, chiameremo “changeMod“. La funzione controllerà la variabile fullStatus. Se la variabile contiene “false” la proprietà stage.displayState verrà impostata su StageDisplayState.FULL_SCREEN; se contiene “true” la proprietà verrà impostata su StageDisplayState.NORMAL:
function changeMod(e:MouseEvent):void
{
if (fullStatus==false) {
fullStatus = true;
btt.stage.displayState = StageDisplayState.FULL_SCREEN;
}
else {
fullStatus = false;
btt.stage.displayState = StageDisplayState.NORMAL;
}
}
Posizioniamo un componente “button” con nome d’istanza “btt” sullo stage e associamo la funzione changeMod all’evento MouseEvent.CLICK. Così facendo, cliccando sul pulsante, potremo attivare/disattivare il fullscreen:
btt.addEventListener(MouseEvent.CLICK, changeMod);
Ultima cosa ma importantissima: nel codice html che incorpora il filmato nella nostra pagina web non dimentichiamo di impostare il parametro “allowFullScreen” su “true“:
Qui potete vedere il filmato in azione.
Di seguito potete scaricare i files del mini-tutorial.
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download: Flash Fullscreen AS3 (1.14MB) added: 11/07/2010 clicks: 742 description: Come impostare il Fullscreen in Flash con ActionScript 3. |
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I migliori post della settimana #74
Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Una Classe PHP per Applicazioni Facebook IFrame con Graph API
02) Presto avremo i link in uscita tracciati automaticamente
04) Google Webmaster Tools: perché i link in entrata sono raddoppiati?!?
05) Richard Stallman: Apple crea manette digitali per limitare la libertà informatica
06) Tutti i segreti di un sito web
07) 9 consigli per diagnosticare il calo delle visite
08) Principi guida per il design dell’esperienza utente
09) Cosa Pensi di Farne, di Tutto Quel Traffico?
10) Oltre la personalizzazione dei risultati di ricerca
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Progettazione Web Application: l’importanza della fase di analisi

Da sempre mi occupo di progettazione e realizzazione di CMS e Web Applications in generale e, devo dire, che è un lavoro davvero interessante e stimolante. Oggi voglio sottolineare la grande importanza che ha la fase di analisi nella progettazione di una web application.
Uno degli errori più gravi che commette un giovane web developer con poca esperienza è quello di non preoccuparsi di analizzare con grande cura tutto quello che riguarda la web application che deve sviluppare. Inizia a scrivere righe e righe di codice ma questo lo porterà molto presto ad incappare nei primi problemi, giusto per fare qualche esempio:
- Non ha previsto qualcosa
- Ha dimenticato qualcosa di importante
- Deve riscrivere codice poichè funzionante ma l’obiettivo era leggermente diverso
- Non ha adottato la tecnica OOP e non ha previsto la “modularizzazione dell’applicazione”, un errore di progettazione, lo costringerà probabilmente a dover rivedere l’intera applicazione
Un programmatore viene in genere indicato come “analista programmatore” per un motivo ben preciso: non si occupa di scrivere codice soltanto ma bensì di analizzare un problema (o l’esigenza di un cliente), individuare la soluzione per poi implementare il progetto “funzionante” attraverso la stesura del codice. Nella fase di analisi nulla deve essere lasciato al caso, tutto deve essere previsto, per ogni problema deve essere stata trovata la soluzione più opportuna e performante.
Un consiglio che mi sento di dare è quello di adottare il pattern MVC per l’architettura dell’applicazione e di aiutarsi con tabelle e modelli E/R per la progettazione e realizzazione del database. Scrivere una documentazione dettagliata durante la fase di analisi è un dovere “verso se stessi” perchè, in futuro, alcuni concetti dell’applicazione potrebbero andare dimenticati ed è opportuno avere sempre a disposizione documenti che descrivano tutti gli aspetti e i comportamenti dell’applicazione in modo chiaro.
Un altro consiglio che mi sento di dare è quello di prevedere che l’applicazione sia “modulare“. Suddividere l’applicazione in moduli agevolerà la manutenzione del codice. Pensiamo, ad esempio, a un futuro dove sarà necessario modificare la parte dell’applicazione che si occupa di gestire la pubblicazione di news. Avere la possibilità di lavorare al modulo “news” (che conterrà i files necessari al suo funzionamento: inserimento, modifica, cancellazione, ricerca, visualizzazione) ci permetterà di ottimizzare i tempi delle modifiche senza dover intervenire in tutti i files dell’applicazione. Magari prevedere un modulo “plugins” per la gestione automatizzata dei vari moduli sarebbe una funzionalità che renderebbe la nostra applicazione a dir poco eccellente dal punto di vista degli aggiornamenti e dell’espansione delle funzionalità.
Ultimo consiglio, nella fase di analisi, ritengo un fattore di grande importanza quello di prevedere un “core” con cui sviluppare l’intera applicazione. Con core intendo una serie di classi/oggetti che si occuperanno della gestione delle situazioni critiche e degli aspetti fondamentali per il funzionamento dell’applicazione. Ad esempio:
- una classe “database” per le interazioni col database
- una classe “ftp” per la gestione dei files via ftp
- una classe “session” per la gestione delle sessioni utente
Più altre classi personalizzate per compiti specifici. Più è elevata la qualità del core più ne beneficerà il programmatore durante la stesura del codice. Adottare un approccio “object oriented” permette, inoltre, di rendere il codice “riutilizzabile” e offre la possibilità di modificare i comportamenti “interni” senza dover intervenire sull’interfaccia.
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I migliori post della settimana #73

Di seguito i post più interessanti di questa settimana:
01) Errori da freelancer: alcuni consigli per lavorare meglio
02) Adsense: dalle idee ai fatti
03) Sicurezza e siti web: code injection, escaping ed indirezione
04) Una sitemap per tutti i contenuti? Con Google si può!
05) Sito visibile? Te lo spiego con 2 immagini
06) Come si trova un socio: la regola della 4c
07) RE: Sul nofollow nei link interni al sito… (Quando Cutts Sbaglia)
08) Post Correlati: Alcuni Esempi di Buon Utilizzo
09) “Warning: Cannot add header information”, accorgimenti per evitarlo
10) Fogli di stile alternativi e CSS condizionali – parte prima
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