Il Marketing che Mi Piace
Davvero creativa l’operazione di Marketing messa in atto ad Amsterdam da un rivenditore di prodotti equipaggiati con Android. Nel seguente video, puoi vedere un auto sportiva letteralmente schiacciata da un robottone verde Android. Per i passanti non poteva, di certo, passare inosservata
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Symposium GT: the day after
Sabato e domenica, con gli amici Antonio e Stefano di LaboratorioCSS, mi sono recato a Roma per seguire il Symposium GT organizzato da Giorgio Tave e il suo team. Sono state due giornate piacevoli e, l’evento, davvero interessante e ben organizzato. Non avevo mai partecipato prima ad un evento di Giorgio Tave e, dal symposium, ho avuto la conferma “dal vivo” della grande competenza in materia di SEO e Motori di Ricerca di Giorgio, ragazzo davvero simpatico tra l’altro. Oltre a Giorgio, che ci ha parlato delle novità di Google, da Caffeine al Real Time, da Instant a Universal Search passando per Twitter e i nuovi fattori per il posizionamento “made in social” come il corretto utilizzo dei video di YouTube (giusto per fare un esempio), ho apprezzato l’intervento di Paolo sulla link building, argomento, che ha trattato in modo approfondito ed esauriente.
Ho potuto salutare un grande amico come Mirko di Blographik che ha condiviso una sua esperienza diretta di posizionamento di un blog WordPress (ilmanicaretto.it). Paolo ha riassunto qui l’intervento: WordPress e liste di post.
Ho potuto finalmente conoscere Ghido di BigThink che ha tenuto un intervento davvero molto interessante sulle potenzialità del Facebook Like Button e sulla social search (oltre ad aver condiviso un bel pò di statistiche interessanti che trovi in queste slide). In particolare, Ghido, ci ha illustrato la grande capacità di “persuasione” del like button: un utente visualizza le facce dei propri amici che hanno cliccato il like su una determinata risorsa, questo, infonde fiducia nell’utente che, a sua volta, si sentirà “invogliato” a cliccare sul like button. Qui trovi il video dell’intervento di Ghido.
Sulla social search, Ghido, ci ha illustrato come dal campo di ricerca di Facebook sia possibile trovare risorse anche esterne alla piattaforma, risorse, che utilizzano proprio il like button per essere “laikate” e quindi “trovabili” su Facebook. Risorse posizionate in base al numero di like ricevuti, dal link bait al like bait dunque. In una tana piena zeppa di SEO, Ghido, ha avuto il “coraggio” di ipotizzare che, grazie al like button combinato con la social search, Facebook, potrebbe addirittura fare concorrenza a Google nel search…ma, a quanto pare, tempo fa (precisamente il 28 giugno 2010) qualche altro “temerario” faceva la stessa identica ipotesi: Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?
Ha ricordato l’articolo in questione anche Stefano a cui non sfugge mai nulla
Ghido ci ha anche parlato di alcune pratiche scorrette di utilizzo del like button, pratiche di “likejacking” messe in atto da chi vuole utilizzare lo strumento per spammare; fate sempre attenzione a dove cliccate e a cosa condividete
Un saluto a tutte le persone citate e a tutti coloro che, come me, hanno partecipato a questo bell’evento
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Twitter inizia a monetizzare con i promoted tweet

Nell’immagine che vedete qui sopra c’è il promoted tweet di DisneyPixar che pubblicizza, sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo, il film Toy Story 3. Nel mio articolo del 21/04/2010 “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” vi ho parlato dei promoted tweet condividendo il mio parere sull’innovativo sistema di advertising made in Twitter.
Come potete vedere dall’immagine, la pubblicità, compare come un normale tweet contrassegnato dalla descrizione “Promoted by…“. Un sistema davvero “opportuno”, per nulla invasivo e che, secondo me, può garantire all’inserzionista un ritorno davvero importante. Il “potere” è tutto nel pulsante Retweet con cui, gli utenti che visualizzano il promoted, possono ripubblicarlo sulla propria timeline mostrandolo così alla propria rete di followers.
Considerando che una buona parte degli utenti di Twitter condivide e retweetta quotidianamente notizie e risorse in “real time“, è davvero facile immaginare il ritorno, in termini di visibilità, che si può ottenere dalla pubblicazione di un promoted tweet. Resta da capire se la pubblicazione dei promoted sarà aperta a tutti o soltanto alle big company.
Sempre nel post del 21/04 ho sottolineato la bontà della pubblicità su Facebook azzardando che, il social di Zuckerberg, diventerà il futuro dell’advertising online. Con l’aggiornamento al nuovo algoritmo di ranking, nome in codice “Caffeine“, anche Google ha riconosciuto l’importanza dei social media e delle ricerche in real time; se bigG rimarrà il leader del search engine marketing (ad oggi sembra sicuro) è ormai chiaro che per l’advertising online i social media, più che il futuro, rappresentano il presente e, soprattutto, un opzione da tenere in grande considerazione, al pari del SEM. A proposito di introiti generati dalla vendita di spazi pubblicitari, pare che Zuckerberg non se la passi tanto male…a parte le critiche ricevute negli ultimi tempi per la questione “privacy online” ovviamente
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iPhone4: altro gioiellino rivoluzionario (forse)

Ebbene si, ieri ZioSteve ci ha presentato l’ultimo nato in casa Apple: l’iPhone 4
E, udite udite, l’iPhone 4 permette di effettuare videochiamate!! Si, avete capito bene, le videochiamate! Rivoluzione!
Ma le videochiamate esistono già da un bel pò…ah, già!
Però l’iPhone 4 ha il display retina con una risoluzione mai vista su un telefono! Si, vabbè.
Ma ha il multitasking! Capirai…
Registra video in HD e puoi editarli con iMovie! Ah, bello…ma preferisco fare video-editing al pc, mi sembra più opportuno.
Quello che Apple ha rivoluzionato è la user-experience. Solo quella
I dispositivi di Apple sono sicuramente i più cool, i più desiderati e i più chiacchierati. O sei un fan di Apple o la Apple ti sta sulle scatole, non ci può essere via di mezzo. Leggo in giro, nella blogosfera e sui socialcosi, di fan “impazziti” e pronti a comprare l’ultimo “gingillo” e di quelli che, invece, si lamentano del fatto che Apple organizza eventi per presentare dispositivi che non hanno nulla di “sconvolgente” dal punto di vista HW. Io, invece, mi ritengo una “via di mezzo” perchè non mi prendo quello che fa Apple come rivoluzionario o innovativo e non urlo al “miracolo” per l’uscita dell’ultima versione di iPhone ma convengo che i “gingilli” della mela morsicata sono belli da vedere e sono dotati di un software davvero niente male.
Quando uscì l’iPod Touch in Italia fu davvero un prodotto innovativo, lo comprai subito ed è stato il miglior acquisto della mia vita. Sono praticamente inseparabile dal mio iPod. Le mie Apple-spese si sono fermate li però. Il marketing di Apple con me non funziona (chissà perchè?):
ZioSteve ancora non mi ha convinto che Flash è il male tanto per dirne una
(forse, la verità, è che se Flash è il bene o il male lo decido io, non ascolto mica cosa ne pensa ZioSteve??)
Io non prenderò l’iPhone, ora come ora non ne ho necessità. In futuro chissà…certo che Nexus One e HTC Desire potrebbero spuntarla. Voi che avete fatto, l’avete già comprato??
Anche l’iPad non l’ho comprato ma ammetto che ci sto pensando…dipenderà dal commesso Apple del seguente video, chissà se riuscirà a convincermi
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PPC vs SEO: ecco la slide che chiarisce tutto (forse)

Su motoricerca.net trovo un articolo dove è presente una slide (la slide che vedete anche qui sopra). La slide in questione è stata presentata da Rand Fishkin di SEOmoz durante il web 2.0 Expo di San Francisco.
Cosa chiarisce questa slide?
Che negli USA, l’anno scorso, sono stati investiti 1,5 miliardi di dollari in SEO e 18 miliardi in PPC. Quello che a noi interessa sono i seguenti dati:
- 88% dei click sono stati raccolti dai risultati organici
- 12% dei click rimanenti sono stati raccolti dalle campagne PPC
Rand non ha citato la fonte e sarebbe interessante sapere da dove ha ricavato queste informazioni. Informazioni che ci dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia importante la SEO rispetto al PPC. Gli utenti dei motori di ricerca guardano più ai risultati organici che agli annunci sponsorizzati; “spingere” una pagina web lato SEO è sicuramente la prima opzione e la più importante ma è indubbio che questi dati sminuiscono il valore delle campagne PPC in modo esagerato.
Bisognerebbe sapere, cosa impossibile, come sono state pianificate e gestite queste campagne PPC che hanno ottenuto solo il 12% dei click; annunci persuasivi e ricerca del più alto Quality Score che fine avranno fatto? Investire in campagne PPC è sicuramente un’ottima soluzione per ottenere immediata visibilità sui motori di ricerca e traffico qualificato per il proprio sito. Affidarsi ai migliori professionisti (con la P maiuscola eh) del search advertising/PPC è un obbligo per ottenere buoni risultati con la minima spesa poichè, con il PPC, si possono ottenere risultati davvero buoni anche investendo budget davvero minimi.
Non si può dire lo stesso della SEO. Ottenere risultati importanti con la SEO è ancora più decisivo ma, questa volta, l’investimento sarà davvero importante anche se dipende sempre dagli obiettivi che si vuole raggiungere. Certo che raccontare a un italiano che negli USA hanno investito 1,5 miliardi di dollari in SEO sarebbe davvero una cosa lunga e noiosa. Innanzitutto bisognerebbe rispondere alla prima domanda che immediatamente verrebbe posta: “cacchio è la SEO”???
Tu cosa pensi di questi dati presentati da Rand? A proposito, qui trovi le slide.
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iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online

Bel titolone non è vero? Ne ho letti di post pubblicati da guru sul “come creare un titolo efficace” io
Scherzi a parte, nel titolo c’è quella che è la mia visione: Facebook è il presente e il futuro dell’advertising online.
Ma andiamo con ordine.
Dopo essersi affermato come leader del microblogging, Twitter, lancia in questi giorni i promoted tweet: normalissimi tweet che gli inserzionisti vogliono mostrare a un vasto pubblico e che vengono pubblicati in cima alla pagina dei risultati delle ricerche di Twitter. Dopo tanti rumors su innovativi sistemi pubblicitari arriva il sistema più prevedibile e scontato..funzionerà? Certo che si…dici di no? Effettivamente i dubbi sulla bontà della tipologia di advertising ce li ho anche io ma sono dell’idea che gli utenti non saranno infastiditi dai promoted tweet proprio perchè si presentano come normali tweet: meno fastidio, maggiori possibilità di interazione con l’utente. Penso subito ai retweet che può ricevere un promoted, per questo dico che può funzionare. Ma, ovviamente, tutto dipenderà dalla creatività e dalla bravura di chi creerà il promoted tweet
Nello stesso momento esplode il fenomeno iPad e la Apple presenta iAd, un innovativo sistema pubblicitario che permette agli utenti di iPad/iPhone di visualizzare pubblicità interattive nelle applicazioni senza dover abbandonare le stesse e con la possibilità di poterci ritornare in qualsiasi momento e al punto dove si era lasciato. Apple si occuperà di vendere gli spazi pubblicitari intascando il 40% delle revenue e lascerà il restante 60% agli sviluppatori. Boom di applicazioni? Ovviamente si ma ho un dubbio: ricordate prima quando ho parlato di “fastidio” per gli utenti? Ecco, sono affascinato dall’innovativo sistema made in Apple ma, da utente iPad/iPhone, quando apro un’applicazione o un gioco non mi aspetto e non ho alcuna voglia di interagire con pubblicità interattive…anche se sono fighissime come i prodotti della grande mela
Google che ha mantenuto negli anni, senza troppi problemi, la leadership nell’advertising online grazie all’accoppiata vincente AdWords/AdSense dovrà iniziare a preoccuparsi? Direi di no, il search resta secondo me la strada migliore per cercare informazioni su servizi e prodotti e, nel search, Google non avrà mai rivali…anche se gli anti Google spuntano come funghi (salvo il fatto che durano poche ore
)
Ma c’è un altro grosso attore, grossissimo attore del web che con l’advertising interno alla propria piattaforma riesce a monetizzare la spaventosa mole di utenti registrati. Si, parlo proprio del “giocattolone” di Zuckerberg. In quel di Facebook sono giorni di grandi novità: lancio delle community page, abolizione del “diventa fan” in favore del “mi piace“…e anche una mossa apparentemente strana come la chiusura della versione lite del social. Io credo che Facebook ha chiuso la versione lite per concentrare gli sforzi su quella mobile. Il futuro non è mobile scusate? Lo dicono tutti
Facebook ha annunciato che i test dell’esperienza “lite” sono stati molto utili, probabilmente, per studiare l’user experience degli utenti per poter poi lavorare su come presentare al meglio gli annunci pubblicitari sui dispositivi mobili e tablet pc. Sta di fatto che, già oggi, fare pubblicità su Facebook permette di raggiungere risultati se non strabilianti quantomeno buoni. Poter mostrare il proprio annuncio pubblicitario ad un pubblico vastissimo e di cui si conosce praticamente tutto, info personali, istruzione, lavoro, religione, cosa piace e cosa no, fa di Facebook la prima grande alternativa al search marketing. I promoted tweet e iAd devono accontentarsi di stare dietro, io la vedo così ma posso sbagliarmi…magari iAd toglierà lo scettro a bigG…Android permettendo
Il futuro quindi, come il presente e il passato, appartiene a Google. Ma Facebook è subito dietro e non si sa mai che in questo decennio, l’era dei social media, non avvenga il sorpasso. Era dei social media?? Ma non è l’era del mobile?? A questa domanda non so dare una risposta, chiedete ai grandi guru del web
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Ecco un video dove viene spiegato come funzionano le aste per la pubblicità su Google
Se siete alle prime armi con Google Adwords o volete capire meglio le dinamiche delle aste per la pubblicità su Google, nel seguente video viene spiegato il “meccanismo” anche se in lingua inglese.
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Google AdWords: l’importanza delle parole chiave a corrispondenza inversa

Nell’articolo Come pubblicizzare un sito con Google AdWords, ecco qualche consiglio ti ho dato alcuni consigli di base su come pubblicizzare un sito web con Google Adwords.
Oggi voglio parlarti delle parole chiave a corrispondenza inversa e della loro importanza.
Chiunque pubblicizzi una pagina web (landing page) con Google AdWords ha un unico obiettivo: acquistare potenziali clienti realmente interessati al servizio/prodotto pubblicizzato spendendo il meno possibile. Un’altra cosa molto importante, per non sprecare il budget a disposizione, è quella di cercare a tutti i costi di evitare impressions che hanno scarse possibilità di trasformarsi in click o, peggio ancora, che si trasformano in click grazie ad un annuncio efficace e persuasivo ma che porta alla landing page un cliente che magari non è intenzionato ad acquistare.
Faccio subito un esempio: la web agency X vende siti web dinamici e apre una campagna su AdWords. L’obiettivo è di acquistare traffico verso una landing page utilizzando la keyphrase “siti web dinamici”. I potenziali clienti che cliccheranno sugli annunci pubblicitari devono essere clienti realmente interessati ad un sito dinamico ma soprattutto devono essere potenziali clienti disposti a pagare per un servizio di qualità come quello offerto dalla web agency X.
E’ importante, quindi, evitare di sprecare soldi per utenti che cercano siti web dinamici gratuiti perchè, con AdWords, i click si pagano.
Ecco che possiamo ricorrere alle parole chiave a corrispondenza inversa per scongiurare il “pericolo”
In ogni campagna troviamo la sezione dove specificare le parole chiave a corrispondenza inversa, clicchiamo sulla voce “Parole chiave a corrispondenza inversa“, su aggiungi e inseriamo nel campo di testo che si aprirà tutte le parole chiave per cui vogliamo impedire la visualizzazione dei nostri annunci. Queste parole chiave si aggiungono nello stesso modo di quelle “tradizionali”, l’unica differenza consiste nel fatto che al termine viene anteposto il segno meno.
Nel nostro esempio inseriremo sicuramente “siti web dinamici gratuiti” ed anche “siti web dinamici gratis“; ovviamente tutte le parole chiave da aggiungere devono essere selezionate con cura. Gli annunci non saranno più visualizzati quando un utente digiterà “siti web dinamici gratuiti” o “siti web dinamici gratis” ma non in corrispondenza delle varianti di tali termini e in corrispondenza di termini di ricerca che contengano uno solo degli elementi indicati.
In questo modo evitiamo di far visualizzare gli annunci ad utenti che non sono disposti ad acquistare facendoli visualizzare solo a potenziali clienti disposti a pagare. In questo modo, non solo non sprechiamo soldi inutilmente ma, miglioriamo il CTR e di conseguenza il posizionamento degli annunci stessi ottenendo un abbassamento del CPC (costo per click) e una ottimizzazione del ROI (Return on investment): traffico di qualità, potenziali clienti interessati ad acquistare i nostri servizi/prodotti al costo più basso possibile.
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Come pubblicizzare un sito con Google AdWords, ecco qualche consiglio

Google AdWords è senza dubbio il più potente strumento di Web Marketing esistente, saperlo utilizzare è fondamentale per promuovere i propri prodotti/servizi online.
Il sogno di chi pubblicizza pagine web su Adwords è senza dubbio quello di vedere i propri annunci in prima pagina e in prima posizione senza dover spendere grosse cifre. Ma come “posizionare” i propri annunci prima di quelli della concorrenza senza spendere una fortuna?
Bella domanda
La prima cosa di cui ti devi preoccupare e di ottenere un buon Quality Score per le parole chiave utilizzate nelle tue campagne su AdWords.
Per visualizzare il Quality Score in una campagna su AdWords clicca su “filtro e visualizzazioni” e poi su “personalizza colonne“. A questo punto “spunta” la checkbox Punteggio di qualità. Verrà così aggiunta la colonna con il Quality Score per ogni parola chiave.
Adesso ti darò alcuni consigli per cercare di ottenere il massimo da AdWords, consigli un pò generici, ma per approfondire ci vorrebbero due vite
Consiglio n°1 – Utilizza lo strumento per le parole chiave di Google
Utilizza lo strumento per le parole chiave di Google per trovare le parole chiave più efficaci per i tuoi annunci. Cliccando su “scegli le colonne da visualizzare” puoi scegliere di visualizzare la posizione annuncio stimata e CPC medio stimato. Cerca di individuare le parole chiave che un potenziale cliente/utente potrebbe immettere in Google per cercare i tuoi prodotti/servizi. Valuta di optare per quelle che hanno elevati volumi di ricerca ad un CPC più basso possibile ma non sottovalutare chiavi con volumi di ricerca non elevatissimi ma che possono essere molto efficaci per la tua campagna.
Consiglio n°2 – Ottimizza, ottimizza e ottimizza
Crea un annuncio che possa attirare l’attenzione dell’utente, un annuncio unico che sia “attraente” e “persuasivo”. Ottimizza l’annuncio al fine di ottenere un Quality Score importante. Fai in modo che nel titolo e nel testo dell’annuncio sia presente la parola chiave scelta. Se l’annuncio non rende da subito, cambialo, cerca una nuova soluzione. Non smettere mai di ottimizzare finchè non sei pienamente soddisfatto.
Consiglio n°3 – crea una Landing Page efficace
Se un utente clicca sul tuo annuncio fai in modo che “atterri” su una pagina ottimizzata al fine di fargli compiere l’azione che desideri compia (iscrizione a una newsletter, risposta ad un sondaggio, acquisto ecc.). Rendi la pagina essenziale, elimina tutto il superfluo ed utilizza un layout “clean style” dove siano in risalto i link/pulsanti su cui l’utente deve cliccare. Fai in modo che nella pagina siano presenti le parole chiave dell’annuncio AdWords, valuta anche se è il caso di prendere un dominio ad hoc, le parole chiave presenti nel nome a dominio sono decisive anche per il Quality Score.
Consiglio n°4 – Monitoraggio e analisi
Valuta di integrare AdWords con Analytics. Esegui un monitoraggio costante della campagna al fine di poter intervenire per tempo in caso di necessità. Analizza i risultati, è fondamentale per capire cosa ha funzionato e cosa no e in modo di poter modificare la campagna ed ottimizzarla per non commettere errori precedentemente commessi. L’analisi è tutto, non farne mai a meno.
Cerca di “progettare” la tua campagna e di ottimizzarla al meglio, ottenere un buon Quality Score ti permetterà di posizionare i tuoi annunci prima di quelli dei tuoi concorrenti senza dover per forza spendere cifre “folli”.
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I migliori post della settimana #41

Di seguito i migliori posts della settimana:
01) L’importanza della sezione “news”
02) Idee di business, mancano idee o soldi
03) SEO vuol dire fiducia (ma attenzione alle fregature!)
04) Il SEO dipendente e il SEO indipendente
05) Email Marketing: Creare E Gestire Mailing List Con WordPress
06) Leggere e scrivere file sul filesystem con ActionScript 3
07) Tutti gli elementi di una pagina pubblicitaria
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