Blogging: una sezione Best Of può essere utile?

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Pubblicato il 18/8/2010 alle 07:00

Negli ultimi tempi ho pensato più volte di inserire nel layout del blog un pulsante (o un banner) che linkasse ad una pagina “best of“, una pagina contenente i migliori articoli di EmaWebDesign.

I motivi sono due:

1) Per permettere ai lettori di raggiungere velocemente i migliori contenuti del blog e di averli sempre disponibili in una sezione dedicata facilmente raggiungibile.

2) Per fidelizzare i nuovi lettori, per mostrare loro subito “il meglio” affinchè si convincano da subito che vale la pena seguire il blog.

Tu cosa ne pensi? Credi sia utile aggiungere al blog una sezione “best of”?

A proposito, visto che dovrò selezionare i migliori articoli, mi vuoi indicare quelli che ti sono piaciuti particolarmente? Non si vince nulla ovviamente :P

Puoi suggerirmi quelli che reputi i migliori articoli di EmaWebDesign tramite la pagina dei contatti.

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Blogging: meglio post lunghi o corti?

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Pubblicato il 26/7/2010 alle 07:00

emawebdesign

Eterno dilemma :P

Da quando esistono i blog ci si pone in continuazione la solita domanda: meglio post lunghi o corti?

Diciamo subito che è impossibile dare una risposta certa a questa domanda. Ogni lettore ha la sua preferenza in base a quelle che sono le proprie esigenze e le proprie abitudini. Indubbiamente, il web, è una cosa completamente diversa da un libro di carta (maddai :D ): il tempo non è mai sufficiente per la lettura mentre, per cercare e “raccogliere” risorse utili e nuove informazioni, impieghiamo tutto il tempo possibile (e anche quello impossibile, almeno è così per me). Online ce ne sono di cose da fare ogni giorno:

- leggere la posta
- lavorare
- socializzare sui social network
- partecipare alle discussioni su forum e social
- ancora lavorare
- monitorare le proprie attività
- leggere di nuovo la posta
- altre attività che in questo momento non mi vengono in mente :D

In mezzo a queste miriadi di cose da fare dobbiamo trovare il tempo per tenerci aggiornati, quindi, bisogna riuscire a dedicare almeno un paio d’ore al feed reader.

Io ho nel feed reader oltre cento feed di quelli che, personalmente, ritengo il meglio dei blog italiani e non che trattano argomenti come web developing, web design, SEO, web marketing e blogging online. Se li ho reputati “degni di attenzione” non baderò alla tipologia post lungo/post corto; i post saranno indubbiamente di qualità e meriteranno sempre almeno un’occhiata. Ma quello che è altrettanto indubbio è che i post eccessivamente lunghi  li salverò nel social bookmark per leggerli quando poi riuscirò a trovare un pò di tempo libero. Cioè mai :D

I post in questione saranno, sicuramente, stati scritti con la tecnica del chunking, quindi, anche con una rapida occhiata potrò arrivare al “succo” del discorso. Questo permette di risparmiare tempo potendo selezionare le “parti” del post più interessanti. I post, invece, che si presentano come un interminabile blocco di testo senza uno straccio di spaziatura tra i vari paragrafi, verranno eliminati senza pietà. Ancora oggi, molti, scrivono in questo modo ed è superfluo dire che è un’assurdità bella e buona.

Concludendo, se il contenuto è valido, il blogger in gamba, è la scrittura dell’articolo viene effettuata nel modo giusto con la giusta formattazione, non importa se il post è lungo o corto: ci sarà sempre il modo di leggere quello che merita di essere letto.

Passando dalla parte del blogger, di chi produce il contenuto, posso dire che è ovviamente impossibile prevedere a priori la lunghezza del post. L’obiettivo è sempre e solo quello di produrre un contenuto di qualità, che sia completo ed esaustivo. Certo è che, dopo aver scritto un articolo, lo rileggo N volte in quella che definisco la fase di “controllo” prima della pubblicazione.

In questa fase, oltre a scovare ed eliminare errori e/o imperfezioni, cerco di “scovare” tutte quelle informazioni che possiamo etichettare come superflue al fine di eliminarle per poter mantenere l’articolo il più corto possibile. Se l’articolo prodotto è abbastanza lungo ma di parti “superflue” non ce ne sono, il dilemma è presto risolto: l’articolo va in pubblicazione perchè c’è differenza tra un post lungo e uno corto ma c’è una differenza ancora più grande tra un articolo che dice poco e male ed uno che fornisce informazioni di qualità, complete ed esaustive. Ma non dimentichiamo mai la grande importanza che ha la corretta formattazione del testo ;)

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Short Url fai da te grazie a Yourls

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Pubblicato il 19/7/2010 alle 07:00

emawebdesign

Negli ultimi tempi abbiamo visto nascere e affermarsi servizi di url shortening come tinyurl e bit.ly. Questi servizi permettono di convertire, con un semplice click, una url lunga in una url corta, una short url.

A cosa servono le short url?

Nell’era dei social media, gli utenti, hanno esigenza di condividere i propri contenuti ed è sicuramente più comodo utilizzare url corte piuttosto che lunghe ma, soprattutto, per servizi come Twitter dove è possibile digitare soltanto 140 caratteri per ogni aggiornamento, l’utilizzo di short url è assolutamente necessario per non sprecare il numero di caratteri a disposizione.

Per una precisa strategia aziendale o, magari, a causa di un ego gigantesco :P potreste voler utilizzare un url shortener personalizzato, installato su un vostro dominio. Io potrei utilizzare un dominio tipo ema.li (sarà libero??) :D

Per tale scopo potete utilizzare YOURLS, una serie di script PHP che vi permetteranno di mettere in piedi il vostro url shortener personalizzato su un dominio che supporti PHP, MySQL e il modulo di Apache mod rewrite. E’ scontato che dovrete registrare un dominio che sia il più corto possibile, altrimenti la cosa non avrebbe senso :D

Yourls vi darà, inoltre, la possibilità di decidere se rendere pubblico il servizio o mantenerlo privato. Mette a disposizione delle API, un bookmarklet e, soprattutto, degli strumenti di analisi per i vostri short url…la cosa più importante di tutte ;)

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Ecco alcuni errori da evitare nella realizzazione di un sito dinamico

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Pubblicato il 25/5/2010 alle 17:54

Nell’ultimo mese sono stato contattato da una adv agency che mi ha chiesto di realizzare un nuovo CMS per un sito dinamico (appartenente ad un loro cliente) e di apportare alcune modifiche anche alla parte client. Visualizzando i sorgenti del sito web ho avuto modo di constatare diversi errori di progettazione  e una moltitudine di scelte più o meno insensate dovute, probabilmente, alle scarse competenze di coloro che in passato hanno realizzato il sito in questione :D

Errore n°1: menu principale realizzato in Flash

Ebbene si, il primo errore è un errore SEO. Il menu principale e le photogallery dei prodotti sono state realizzate in Flash. Mentre per le photogallery la scelta di utilizzare Flash può essere condivisibile (anche se le soluzioni JS non mancano di certo, vedi qui e qui) il menu principale di un sito non va mai e poi mai realizzato in Flash. Bisogna realizzarlo in semplice HTML per permettere agli spider dei motori di ricerca di trovare le pagine del sito. Leggerezza confermata anche dall’assenza di una sitemap.

Errore n°2: layout tabellare

Il layout delle pagine web è stato realizzato con le tabelle senza rispettare gli standard web e senza tenere conto di una cosa importantissima come l’accessibilità. Errore gravissimo, nulla da aggiungere.

Errore n°3: pagine non dotate di url seo-friendly

Il dominio del sito in questione effettua un redirect ad un server dove è ospitato il sito. Tutte le pagine del sito, comprese quelle dei prodotti, non hanno url uniche. In pratica, tutte le pagine del sito rispondono all’indirizzo www.sitoinquestione.com. Nei motori di ricerca non sono indicizzate le pagine dei prodotti, altro errore SEO dunque (ogni prodotto doveva avere un indirizzo del tipo www.sitoinquestione.com/prodotto-xyz).

Errore n°4: il multilingua che ti farà impazzire :D

Questa è una vera e propria genialata. In pratica, il sito è multilingua (ita, eng, fra, esp) e per ogni photogallery (di ogni prodotto) sono stati realizzati 4 SWF del tipo:

- photogallery_prodotto_x_ita.swf
- photogallery_prodotto_x_eng.swf
- photogallery_prodotto_x_fra.swf
- photogallery_prodotto_x_esp.swf

e via così per le photogallery di tutti i prodotti. Era sufficiente realizzare un unico file SWF che caricava le informazioni dinamicamente: si inviavano all’SWF le variabili ID_prodotto e la lingua scelta e il gioco era fatto. Invece no, immaginate ora di fare una modifica, anche piccola, alla photogallery…risultato? Impazzire tra decine e decine di file FLA tutti uguali :(

Ho notato tanti altri piccoli errori ma credo di avervi fatto rabbrividire abbastanza :D Inoltre rischio di fare troppo la parte del Saputone e non mi sembra il caso ;)

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Facebook e il problema privacy: esiste una soluzione

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Pubblicato il 18/5/2010 alle 16:06

facebook privacy

photo credits: cambodia4kidsorg edit by EmaWebDesign

Negli ultimi tempi, le discussioni sul problema “privacy” per il noto social network Facebook, si stanno moltiplicando ed anche le critiche che stanno piovendo su Zuckerberg e soci sembrano non avere mai fine. Come mai tutto questo trambusto?

Facebook ha modificato più volte nel tempo le impostazioni per la privacy (forse troppe) ma i problemi, i concetti poco chiari e le gaffe non sono mai mancate dal giorno in cui Zuckerberg affermò che “la privacy è un concetto superato” fino ai bug imbarazzanti che hanno messo a rischio la privacy degli utenti iscritti.

Ebbene si, la soluzione al problema c’è: il 31 maggio prossimo potremo cancellarci tutti insieme da Facebook nel “Quit Facebook Day:P

Io non mi cancellerò, tu lo farai? :D

Sicuramente il problema privacy esiste, esiste per qualsiasi servizio web in effetti; giusto chiedere maggiore trasparenza e attenzione per una cosa importante come la privacy ma è anche vero che Facebook mette a disposizione uno strumento con cui settare le impostazioni per la privacy a proprio piacimento. Ad esempio, una delle impostazioni che ho subito settato è la visualizzazione di foto e video dove sono stato taggato. Ho ovviamente impostato su “solo io”, quindi, potete taggarmi quanto volete…visualizzerò il tutto soltanto io :D

Per settare le impostazioni per la privacy basta cliccare su “account” e scegliere “impostazioni sulla privacy”.

Facebook ha avuto il merito (o il demerito fate voi :P ) di portare la cosiddetta “massa” su internet, nell’internet “vera”, nel meraviglioso web 2.0 non in quella di “chattiamo su MSN?” e “hai anche tu le nuove emoticons strafighe?”. Molti di questi utenti utilizzano lo “strumento” senza neanche saperlo usare a dovere e, anche se rabbrividisco al pensiero, immagino che moltissimi non siano neanche capaci di settare le impostazioni per la privacy. Ma spero (per loro) di sbagliarmi :D

La cosa che, secondo me, fa riflettere è l’incredibile voglia che un pò tutti hanno di condividere tutto e più di tutto. Giorgio Marandola scrive in un suo postBarricate il vostro profilo, sbarrate porte e finestre, mascheratevi da Pulcinella e rendetevi irriconoscibili nelle foto, anzi non mettete nè foto nè video… che ci fate su un social network allora?“. Effettivamente, un social network serve proprio a questo: a condividere. Anche io sono per la condivisione e vivo la mia giornata sul web condividendo la mia esperienza nel settore del web developing, web design e seo tramite questo blog. Condivido notizie e risorse tramite Twitter e FriendFeed ed anche tramite Facebook. Quello che non mi sognerei mai e poi mai di fare è di condividere informazoni personali, foto e video privati, ad esempio, perchè dovrei condividere le mie foto e i miei video del mio ultimo compleanno o della mia ultima vacanza? Sono fatti miei e li tengo per me. E’ una mia scelta, una scelta che mi permette di salvaguardare la mia privacy al 100%. Certo, qualche mia foto l’ho caricata per darvi modo di conoscere il mio volto; è sempre opportuno metterci la faccia e far conoscere il proprio volto alle persone con cui si interagisce quotidianamente.

Altri optano, invece, per il caricamento della propria “intera” vita online. Queste persone dovrebbero essere quantomeno consapevoli che così facendo la loro privacy può essere quantomeno “a rischio”. Liberissimi di farlo, problemi loro ovviamente; dare addosso sempre e solo al gestore del servizio non ha molto senso secondo me, ognuno deve preoccuparsi della propria privacy e Facebook permette di gestirla e non obbliga nessuno a inserire informazioni o materiale online. Chi lo fa è perchè vuole “mostrare“.

Ema ma a te non piaceva fare la parte dell’antipatico, non ti piaceva provocare? Su, dai dai :D

Ovvio che ci sono tantissimi “casi umani” come, ad esempio, le bimbeminkia che vivono la loro vita con una fotocamera digitale perennemente in mano; alcune se la sono installata al posto della mano direttamente. L’obiettivo è quello di scattare dieci miliardi di foto al giorno in modo che da quelle dieci miliardi di foto ne possano uscire una decina dove si sembra delle strafighe da paura. Poi si pubblicano sul proprio profilo e si aspettano i like e i commenti delle amiche più sfigate e soprattutto i loro “come sei bella”, “come stai bene in questa foto” ecc. ecc. Per non parlare di quelle che questo “giochetto” lo fanno ai fidanzati nella speranza di far credere alle amiche di avere un fidanzato figo da paura. Essì, ce ne sono di cose patetiche in giro…per questo ritengo che, più che le critiche per questioni di privacy e il “Quit Facebook Day”, sarebbe opportuna un’azione per richiedere a Facebook l’implementazione del meraviglioso, potentissimo e assolutamente necessario tasto HIDE :D

p.s spero che quelle poche foto che ho pubblicato mi facciano sembrare un gran figo. Se non sembro figo non dubitate, ho solo settato male le impostazioni per la privacy :P

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Likami…anzi no, sharami!

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Pubblicato il 27/4/2010 alle 23:03

emawebdesign

Se nell’articolo “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” ti ho regalato un bel titolone da guru, oggi ti regalo un bel titolino da bimbominkia :P

Scelta davvero azzeccata visto che parliamo ancora di Facebook :D

Immagino che avrai letto già decine di articoli sui nuovi “giocattolini” di Facebook come il like button o l’activity feed, quindi, do per scontato che conosci questi nuovi (potenti?) strumenti di autopromozione online. Autopromozione??

Ho letto di persone che ritengono questi strumenti di Facebook utili per migliorare la comunicazione online, addirittura per aumentare la propria visibilità…mi domando, è possibile?

Io dico di no, come le pagine fan (ex pagine fan già), anche questi nuovi strumenti non aiuteranno molto i blogger ad aumentare il traffico e la propria  visibilità online. Analytics alla mano, quante visite ti passa Facebook? Quanto ti aiuta nella tua attività online? Credo che un social come Twitter può esserti molto più utile per segnalare i tuoi post alla tua rete di contatti, in effetti, Twitter si presenta proprio come uno strumento eccezionale per condividere link e notizie al contrario di Facebook che ritengo più un luogo di cazzeggio dove conversare con amici, parenti e via dicendo.

Su Facebook tutti sono pronti a likare e condividere il video virale del momento, tutti sono pronti a iscriversi a tutti i gruppi possibili e immaginabili (anche quelli davvero ignobili), tutti sono pronti a taggare gli amici in tutte le foto possibili e non ma gli articoli di grande qualità (the content is king?) scritti da te, blogger con la B maiuscola, chi è pronto a likarli? Chi è pronto a condividerli?

Ok, sto facendo il pesante, dimentico che adesso è possibile fare like direttamente dal blog; con il like button in bella mostra alla fine dei propri post, i lettori, saranno incentivati a likare…basta un click no? Ammettendo di ricevere un bel pò di like, cosa cambia? Likano dal blog, sono già tuoi lettori! Inoltre, non c’era già uno strumento che ci diceva quali articoli piacevano e quali no? Mi pare si chiamasse Google Analytics ma potrei sbagliarmi :D

Parlando seriamente (finalmente) credo che non utilizzerò i nuovi plugin sociali di Facebook sul mio blog…ammetto di essere di parte ma, per aumentare la propria visibilità, esistono gli ingredienti giusti che sono:

1) Scrittura di contenuti di qualità

2) Originalità: scrivi contenuti interessanti cercando di essere originale

3) SEO: si, nell’era dei social media è ancora Google a farla da padrone; preoccupati più della SEO che dei social media se vuoi ottenere benefici in termini di visite

Facebook ha tutto l’interesse ad espandersi al di fuori della propria piattaforma, di conoscere tutto quello che piace e quello che non piace del web, sapere tutto sugli utenti, sulle loro relazioni e via dicendo…d’altro canto è ormai chiaro che il vero grande rivale di Google anche e soprattutto in chiave advertising è il giocattolone di Zuckerberg.

Ovviamente non ti sto suggerendo di non utilizzare questi strumenti anche se, con l’avvento di Caffeine, non so quanto può essere utile appesantire il blog con widget e plugin più o meno fighi. Ti ho dato il mio parere, tu cosa ne pensi invece?

Tutto sommato, convengo che in chiave “condivisione” anche Facebook non deve mancare all’appello…un bel pulsantino lo trovi anche alla fine dei miei post…e allora likami!! Anzi, no: sharami :D

p.s qui trovi anche il pulsante per condividere su Google Buzz…hai notizie del social di bigG? :D

Google Buzz

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iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online

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Pubblicato il 21/4/2010 alle 20:43

facebook adv

Bel titolone non è vero? Ne ho letti di post pubblicati da guru sul “come creare un titolo efficace” io :P

Scherzi a parte, nel titolo c’è quella che è la mia visione: Facebook è il presente e il futuro dell’advertising online.

Ma andiamo con ordine.

Dopo essersi affermato come leader del microblogging, Twitter, lancia in questi giorni i promoted tweet: normalissimi tweet che gli inserzionisti vogliono mostrare a un vasto pubblico e che vengono pubblicati in cima alla pagina dei risultati delle ricerche di Twitter. Dopo tanti rumors su innovativi sistemi pubblicitari arriva il sistema più prevedibile e scontato..funzionerà? Certo che si…dici di no? Effettivamente i dubbi sulla bontà della tipologia di advertising ce li ho anche io ma sono dell’idea che gli utenti non saranno infastiditi dai promoted tweet proprio perchè si presentano come normali tweet: meno fastidio, maggiori possibilità di interazione con l’utente. Penso subito ai retweet che può ricevere un promoted, per questo dico che può funzionare. Ma, ovviamente, tutto dipenderà dalla creatività e dalla bravura di chi creerà il promoted tweet ;)

Nello stesso momento esplode il fenomeno iPad e la Apple presenta iAd, un innovativo sistema pubblicitario che permette agli utenti di iPad/iPhone di visualizzare pubblicità interattive nelle applicazioni senza dover abbandonare le stesse e con la possibilità di poterci ritornare in qualsiasi momento e al punto dove si era lasciato. Apple si occuperà di vendere gli spazi pubblicitari intascando il 40% delle revenue e lascerà il restante 60% agli sviluppatori. Boom di applicazioni? Ovviamente si ma ho un dubbio: ricordate prima quando ho parlato di “fastidio” per gli utenti? Ecco, sono affascinato dall’innovativo sistema made in Apple ma, da utente iPad/iPhone, quando apro un’applicazione o un gioco non mi aspetto e non ho alcuna voglia di interagire con pubblicità interattive…anche se sono fighissime come i prodotti della grande mela :D

Google che ha mantenuto negli anni, senza troppi problemi, la leadership nell’advertising online grazie all’accoppiata vincente AdWords/AdSense dovrà iniziare a preoccuparsi? Direi di no, il search resta secondo me la strada migliore per cercare informazioni su servizi e prodotti e, nel search, Google non avrà mai rivali…anche se gli anti Google spuntano come funghi (salvo il fatto che durano poche ore :D )

Ma c’è un altro grosso attore, grossissimo attore del web che con l’advertising interno alla propria piattaforma riesce a monetizzare la spaventosa mole di utenti registrati. Si, parlo proprio del “giocattolone” di Zuckerberg. In quel di Facebook sono giorni di grandi novità: lancio delle community page, abolizione del “diventa fan” in favore del “mi piace“…e anche una mossa apparentemente strana come la chiusura della versione lite del social. Io credo che Facebook ha chiuso la versione lite per concentrare gli sforzi su quella mobile. Il futuro non è mobile scusate? Lo dicono tutti :P

Facebook ha annunciato che i test dell’esperienza “lite” sono stati molto utili, probabilmente, per studiare l’user experience degli utenti per poter poi lavorare su come presentare al meglio gli annunci pubblicitari sui dispositivi mobili e tablet pc. Sta di fatto che, già oggi, fare pubblicità su Facebook permette di raggiungere risultati se non strabilianti quantomeno buoni. Poter mostrare il proprio annuncio pubblicitario ad un pubblico vastissimo e di cui si conosce praticamente tutto, info personali, istruzione, lavoro, religione, cosa piace e cosa no, fa di Facebook la prima grande alternativa al search marketing. I promoted tweet e iAd devono accontentarsi di stare dietro, io la vedo così ma posso sbagliarmi…magari iAd toglierà lo scettro a bigG…Android permettendo :P

Il futuro quindi, come il presente e il passato, appartiene a Google. Ma Facebook è subito dietro e non si sa mai che in questo decennio, l’era dei social media, non avvenga il sorpasso. Era dei social media?? Ma non è l’era del mobile?? A questa domanda non so dare una risposta, chiedete ai grandi guru del web :D

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jMapping: utilizzare le Google Maps tramite un plugin di jQuery

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Pubblicato il 24/3/2010 alle 15:55

emawebdesign

Oggi ti suggerisco un metodo davvero comodo per integrare le Google Maps in una pagina web: jMapping

jMapping è un plugin di jQuery che ti permetterà di integrare comodamente e velocemente una mappa in una pagina web, vediamo come. jMapping dipende dai plugin jQuery.metadata, MarkerManager e MapIconMaker, trovi i link a questi plugin nella home page di jMapping; scarica i plugin e includili nella tua pagina web insieme alle librerie jQuery e, ovviamente, jMapping:

<script type="text/javascript" src="jquery.js"></script>
<script type="text/javascript" src="http://maps.google.com/maps?file=api&v=2&key=API_KEY"></script>
<script type="text/javascript" src="jquery.jmapping.js"></script>
<script type="text/javascript" src="jquery.metadata.js"></script>
<script type="text/javascript" src="mapiconmaker.js"></script>
<script type="text/javascript" src="markermanager.js"></script>

Ovviamente sostituisci il parametro API_KEY con la tua API Key. Ora posiziona i seguenti div nella tua pagina web:

<div id="map" style="width:600px;height:400px;"></div>
<div id="map-side-bar">
<div class="map-location" data="{id: 1, point: {lng: 12.49248, lat: 41.89028}, category: 'market'}">
</div></div>

A questo punto richiama jMapping specificando l’ID univoco che in questo caso è “map”:

<script type="text/javascript">
$(document).ready(function(){
  $('#map').jMapping();
});
</script>

Nella pagina usage trovi tutte le opzioni disponibili per configurare opportunamente le tue mappe ;)

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Facebook fan page: per un blogger quanto sono utili?

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Pubblicato il 22/3/2010 alle 19:15

emawebdesign

Ultimamente ho notato (leggendo su qualche social network credo) che diverse persone si fanno domande sulla reale utilità delle Facebook fan page per i blog e quindi per i blogger. Questa domanda me la sono fatta anche io, proprio io, che sono uno di quei pochi blogger a non aver creato la Facebook fan page del proprio blog. Io gestisco diverse fan page per lavoro ed ho creato, ad esempio, la fan page per la mia applicazione Facebook Saputone.

Per il mio blog non ho voluto creare una fan page, ecco, perchè?

Per un motivo ben preciso ovviamente, perchè non ritengo necessaria la Facebook fan page per EmaWebDesign. Ho un account su Facebook, un profilo che porta il mio nome e il mio cognome; tramite il mio account interagisco con amici, parenti, blogger, social-amici ecc. e, ovviamente, diffondo anche i contenuti del mio blog ci mancherebbe non lo facessi ;)

La pagina fan è quindi un qualcosa di superfluo, assolutamente non necessaria, anzi, sarebbe un qualcosa di ripetitivo e quindi noiosa oltretutto. L’aspetto decisivo però, quello che mi ha convinto a non creare la fan page, è la frase “diventa fan di…” una frase che non ritengo opportuna, almeno, non lo è per EmaWebDesign.

EmaWebDesign non è il blog di un top-blogger o di un guru o di uno che vuole passare per un guru/figo; è il blog di un professionista del web che, tramite il suo blog (ripetizione doverosa mi spiace), vuole condividere competenza, esperienza e passione con altri blogger/professionisti dello stesso settore. Quindi non è un blog in cerca di fan, è un blog (il fatto che ripeto la parola blog fino allo sfinimento non è una tattica SEO eh) in cerca di lettori, commentatori, blogger, colleghi, amici, come ti devo chiamare?

EmaWebDesign è un luogo dove condividere, confrontarsi, chiacchierare e creare, niente fan quindi. Al massimo siamo tutti fan di PHP, dell’open source o di WordPress ;)

Se invece parliamo di un prodotto, azienda, applicazione, personaggio famoso (VIP mi pare si dica) e via dicendo, la fan page è la scelta giusta ovviamente, in effetti, a questo serve una fan page con social media ROI annesso. I lettori/clienti sono, quindi, dei veri e propri fan e tutto rientra nella normalità, nell’ovvio. Però esistono blogger talmente popolari, seguiti e apprezzati da poterli ritenere delle vere e proprie celebrità, un esempio è il grande Robin Good; io sono suo fan anche su Facebook, non potrei non esserlo.

Per personaggi di tale spessore il discorso fan è del tutto opportuno; il problema è che esiste la pagina fan di quasi tutti i blog esistenti, si può mai essere fan di qualsiasi blog quindi? Si deve essere fan solo dei blogger amici, di quelli che apprezziamo? Io, i blog che apprezzo, li seguo tramite Feed RSS, non andrei mai sulla pagina fan del blog in questione. Se devo interagire col blogger lo faccio direttamente tramite i commenti sul suo blog. La domanda che voglio farti, quindi, è: se si diventa fan di qualsiasi cosa che senso più hanno le fan page?

Ecco, a questa domanda non so dare una risposta. Se sei un blogger e hai una pagina fan, mi racconti se ti è stata utile in qualche modo? Cosa ne pensi del discorso “diventare fan del blog X“?

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PHP Widget per FriendFeed con SimpleXML e le API di FriendFeed

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Pubblicato il 8/3/2010 alle 06:00

PHP Widget per FriendFeed con SimpleXML e le API di FriendFeed

Oggi vediamo come realizzare un widget per FriendFeed utilizzando PHP e le API di FriendFeed. Si, lo so, esistono già i widget per i social network ma, siamo developers, le cose ci piace realizzarcele con le nostre manine ;)

Cosa farà questo widget?

Visualizzerà il nostro stream di FriendFeed e sarà facilmente personalizzabile impostando opportunamente le seguenti variabili:

- width (larghezza del widget)
- borderColor (colore del bordo)
- backgroundColor (colore di sfondo)
- titleColor (colore del titolo)
- txtColor (colore del testo)
- font (tipo di font utilizzato)

Queste variabili saranno i parametri della funzione widgetCSS(), funzione, che includeremo tra i tag head della nostra pagina e che stamperà il codice CSS (sulla quale non mi soffermo molto):

<head>
<meta http-equiv=”Content-Type” content=”text/html; charset=utf-8″ />
<title>PHP Widget per FriendFeed con SimpleXML e le API di FriendFeed</title>
<?php widgetCSS(“400″,”#3399CC”,”#E1E1E1″,”#FFFFFF”,”#3366CC”,”Verdana”); ?>
</head>

La funzione stamperà il codice CSS tramite degli echo impostando dinamicamente i valori come nell’esempio seguente:

echo ‘border-color:’ .$borderColor .’;';

Nella nostra pagina, dove faremo visualizzare il widget, includeremo la funzione widget (che fantasia eh?) che includerà il tutto tramite div e liste. I parametri della funzione sono il titolo del widget, lo username dell’utente FriendFeed e il numero di elementi da visualizzare:

function widget($title,$username,$number) {

echo ‘<div id=”widgetFF”>’;
echo ‘<div id=”widget_top”>’ .$title .’</div>’;
echo ‘<ul>’;

$xml = simplexml_load_file(‘http://friendfeed-api.com/v2/feed/’ .$username .’?format=xml’);

for ($i=0;$i<$number;$i++) {
echo “<li><img src=’icon.png’ alt=’widget icon’ />” .$xml->entry[$i]->body .”</li>”;
}

echo ‘</ul>’;
echo ‘</div>’;

}

Analizziamo la funzione:

La libreria SimpleXML di PHP5 legge l’API di FriendFeed richiesta in formato XML:

http://friendfeed-api.com/v2/feed/emawebdesign?format=xml

Ovviamente l’username è inserito dinamicamente. Con un ciclo FOR stampiamo a video il contenuto dell’elemento body dell’array XML:

$xml->entry[$i]->body

Niente di più semplice, l’inclusione della funzione è la seguente:

<?php widget(“My FriendFeed”,”emawebdesign”,10); ?>

Potete vedere il widget in azione qui e scaricare i files per darci un’occhiata più da vicino ;)

http://www.emawebdesign.com/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/winzip.gif download: WidgetFF (4.63KB)
added: 07/03/2010
clicks: 85
description: Widget per FriendFeed realizzato con PHP e le API di FriendFeed

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  • Giovanni: Mitico Rudy, sei troppo meta-blogger! Ema, io ho l’impressione che quando uno metta uno specchietto...
  • Rudy Bandiera: Io preferisco questo, questo è il mio articolo preferito, ma così si genera un paradosso ovvero il the...
  • EmaWebDesign: Ciao Marco, essì, la Web Analytics è una delle cose più interessanti in assoluto. A presto ;)
  • Marco: Ottimo :) articolo interessante :D