Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?
Pubblicato il 28/6/2010 alle 06:00

E’ inutile che cliccate sul “Mi piace” qui sopra, è solo un’immagine
Quindi non salirò nelle SERP.
Nelle SERP??? Certo, nelle SERP di Facebook
No, non sono impazzito (si spera). Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a riflettere sulle ultime mosse di Facebook che, nella mia personale visione, portano in un’unica direzione: un search engine. Tempo fa, quando Facebook migliorò la ricerca interna al social, si vociferava che Zuckerberg intendeva “mettere le mani” sull’intero web, che il suo obiettivo era quello di lavorare a un motore di ricerca dal cuore “social“.
Effettivamente, con il rilascio degli Open Graph, Facebook ha dimostrato di voler sapere cosa davvero piace agli utenti del web. I plugin inseribili all’interno di siti e blog garantiranno ai web publisher una più veloce condivisione dei propri contenuti ma, al tempo stesso, permetteranno a Facebook di capire quali sono i contenuti che piacciono di più in modo da poter espandere la ricerca per offrire più contenuti di qualità ai suoi utenti.
Se ieri era più difficile immaginare Facebook come competitor di Google nel Search, oggi le cose sono leggermente cambiate. L’avvento di Caffeine ha dimostrato che lo stesso Google ha capito l’importanza dei social e della Real Time Search. Ma se un search engine made in Facebook diventasse realtà, come verrebbe calcolato il valore di una pagina web, come funzionerebbe il ranking e quali sarebbero i fattori decisivi per ottenere un buon posizionamento nelle SERP di tale search engine?
Se Google si affida alla Link Popularity, è chiaro che il search di Zuckerberg si affiderebbe al numero di “Mi piace” ricevuti da ogni singola pagina web. Resta da capire se tale logica permetterà ai risultati più rilevanti e di qualità di arrivare ai primi posti delle SERP, aspetto decisivo per il successo di qualsiasi search engine. Altra cosa interessante sarebbe quella di vedere se il motore di ricerca rimarrebbe “interno”, a disposizione dei soli utenti di Facebook o se verrebbe lanciato come servizio “esterno”, cosa che garantirebbe a Zuckerberg e soci di “ottimizzare i guadagni” implementando, magari, un servizio di Keyword Advertising simile a Google AdWords.
Non ci resta che aspettare per saperne di più; sta di fatto che dopo Bing, Google, potrebbe presto incontrare una nuova minaccia al suo monopolio nel Search. Per noi SEO specialist la sfida è già iniziata con l’avvento di Caffeine e i “terremoti” scatenati dagli aggiornamenti di bigG, aggiornamenti arrivati puntuali per rimanere al passo coi tempi dopo la “spaventosa” crescita di social come Facebook e Twitter, crescita, che sembra non volersi arrestare
Twitter inizia a monetizzare con i promoted tweet
Pubblicato il 19/6/2010 alle 16:42

Nell’immagine che vedete qui sopra c’è il promoted tweet di DisneyPixar che pubblicizza, sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo, il film Toy Story 3. Nel mio articolo del 21/04/2010 “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” vi ho parlato dei promoted tweet condividendo il mio parere sull’innovativo sistema di advertising made in Twitter.
Come potete vedere dall’immagine, la pubblicità, compare come un normale tweet contrassegnato dalla descrizione “Promoted by…“. Un sistema davvero “opportuno”, per nulla invasivo e che, secondo me, può garantire all’inserzionista un ritorno davvero importante. Il “potere” è tutto nel pulsante Retweet con cui, gli utenti che visualizzano il promoted, possono ripubblicarlo sulla propria timeline mostrandolo così alla propria rete di followers.
Considerando che una buona parte degli utenti di Twitter condivide e retweetta quotidianamente notizie e risorse in “real time“, è davvero facile immaginare il ritorno, in termini di visibilità, che si può ottenere dalla pubblicazione di un promoted tweet. Resta da capire se la pubblicazione dei promoted sarà aperta a tutti o soltanto alle big company.
Sempre nel post del 21/04 ho sottolineato la bontà della pubblicità su Facebook azzardando che, il social di Zuckerberg, diventerà il futuro dell’advertising online. Con l’aggiornamento al nuovo algoritmo di ranking, nome in codice “Caffeine“, anche Google ha riconosciuto l’importanza dei social media e delle ricerche in real time; se bigG rimarrà il leader del search engine marketing (ad oggi sembra sicuro) è ormai chiaro che per l’advertising online i social media, più che il futuro, rappresentano il presente e, soprattutto, un opzione da tenere in grande considerazione, al pari del SEM. A proposito di introiti generati dalla vendita di spazi pubblicitari, pare che Zuckerberg non se la passi tanto male…a parte le critiche ricevute negli ultimi tempi per la questione “privacy online” ovviamente
jQuery, json e le Twitter API: un esempio pratico
Pubblicato il 27/5/2010 alle 11:08

In questo mini tutorial vedremo come è semplice ricavare informazioni dalle API di Twitter utilizzando jQuery, Ajax e il formato Json. In pratica, ricaveremo il parametro “description” dalla API relativa alle informazioni dell’utente (user/show) di cui vogliamo l’informazione. Visualizzeremo il valore description in un div con ID univoco uguale ad “output“. L’unico parametro da inviare è l’username dell’utente Twitter di cui vogliamo conoscere la descrizione.
Per prima cosa scarichiamo jQuery ed includiamo la libreria nella nostra pagina web. Ora inseriamo il seguente codice jQuery modificando il valore “tua_username” con la username dell’utente twitter:
<script type="text/javascript"> $(document).ready(function() { jQuery.ajax({ url: "http://api.twitter.com/1/users/show.json?screen_name=tua_username", type: 'GET', dataType: 'jsonp', timeout: 1000, error: function(){ jQuery("#output").html("ERROR!"); }, success: function(json){ $('#output').html(json.description); } }); }); </script>
Per ottenere altre informazioni, come ad esempio il numero di followers dell’utente, basterà leggere il relativo parametro. In questo caso utilizzando json.followers_count invece di json.description.
Facebook e il problema privacy: esiste una soluzione
Pubblicato il 18/5/2010 alle 16:06

photo credits: cambodia4kidsorg edit by EmaWebDesign
Negli ultimi tempi, le discussioni sul problema “privacy” per il noto social network Facebook, si stanno moltiplicando ed anche le critiche che stanno piovendo su Zuckerberg e soci sembrano non avere mai fine. Come mai tutto questo trambusto?
Facebook ha modificato più volte nel tempo le impostazioni per la privacy (forse troppe) ma i problemi, i concetti poco chiari e le gaffe non sono mai mancate dal giorno in cui Zuckerberg affermò che “la privacy è un concetto superato” fino ai bug imbarazzanti che hanno messo a rischio la privacy degli utenti iscritti.
Ebbene si, la soluzione al problema c’è: il 31 maggio prossimo potremo cancellarci tutti insieme da Facebook nel “Quit Facebook Day”
Io non mi cancellerò, tu lo farai?
Sicuramente il problema privacy esiste, esiste per qualsiasi servizio web in effetti; giusto chiedere maggiore trasparenza e attenzione per una cosa importante come la privacy ma è anche vero che Facebook mette a disposizione uno strumento con cui settare le impostazioni per la privacy a proprio piacimento. Ad esempio, una delle impostazioni che ho subito settato è la visualizzazione di foto e video dove sono stato taggato. Ho ovviamente impostato su “solo io”, quindi, potete taggarmi quanto volete…visualizzerò il tutto soltanto io
Per settare le impostazioni per la privacy basta cliccare su “account” e scegliere “impostazioni sulla privacy”.
Facebook ha avuto il merito (o il demerito fate voi
) di portare la cosiddetta “massa” su internet, nell’internet “vera”, nel meraviglioso web 2.0 non in quella di “chattiamo su MSN?” e “hai anche tu le nuove emoticons strafighe?”. Molti di questi utenti utilizzano lo “strumento” senza neanche saperlo usare a dovere e, anche se rabbrividisco al pensiero, immagino che moltissimi non siano neanche capaci di settare le impostazioni per la privacy. Ma spero (per loro) di sbagliarmi
La cosa che, secondo me, fa riflettere è l’incredibile voglia che un pò tutti hanno di condividere tutto e più di tutto. Giorgio Marandola scrive in un suo post “Barricate il vostro profilo, sbarrate porte e finestre, mascheratevi da Pulcinella e rendetevi irriconoscibili nelle foto, anzi non mettete nè foto nè video… che ci fate su un social network allora?“. Effettivamente, un social network serve proprio a questo: a condividere. Anche io sono per la condivisione e vivo la mia giornata sul web condividendo la mia esperienza nel settore del web developing, web design e seo tramite questo blog. Condivido notizie e risorse tramite Twitter e FriendFeed ed anche tramite Facebook. Quello che non mi sognerei mai e poi mai di fare è di condividere informazoni personali, foto e video privati, ad esempio, perchè dovrei condividere le mie foto e i miei video del mio ultimo compleanno o della mia ultima vacanza? Sono fatti miei e li tengo per me. E’ una mia scelta, una scelta che mi permette di salvaguardare la mia privacy al 100%. Certo, qualche mia foto l’ho caricata per darvi modo di conoscere il mio volto; è sempre opportuno metterci la faccia e far conoscere il proprio volto alle persone con cui si interagisce quotidianamente.
Altri optano, invece, per il caricamento della propria “intera” vita online. Queste persone dovrebbero essere quantomeno consapevoli che così facendo la loro privacy può essere quantomeno “a rischio”. Liberissimi di farlo, problemi loro ovviamente; dare addosso sempre e solo al gestore del servizio non ha molto senso secondo me, ognuno deve preoccuparsi della propria privacy e Facebook permette di gestirla e non obbliga nessuno a inserire informazioni o materiale online. Chi lo fa è perchè vuole “mostrare“.
Ema ma a te non piaceva fare la parte dell’antipatico, non ti piaceva provocare? Su, dai dai
Ovvio che ci sono tantissimi “casi umani” come, ad esempio, le bimbeminkia che vivono la loro vita con una fotocamera digitale perennemente in mano; alcune se la sono installata al posto della mano direttamente. L’obiettivo è quello di scattare dieci miliardi di foto al giorno in modo che da quelle dieci miliardi di foto ne possano uscire una decina dove si sembra delle strafighe da paura. Poi si pubblicano sul proprio profilo e si aspettano i like e i commenti delle amiche più sfigate e soprattutto i loro “come sei bella”, “come stai bene in questa foto” ecc. ecc. Per non parlare di quelle che questo “giochetto” lo fanno ai fidanzati nella speranza di far credere alle amiche di avere un fidanzato figo da paura. Essì, ce ne sono di cose patetiche in giro…per questo ritengo che, più che le critiche per questioni di privacy e il “Quit Facebook Day”, sarebbe opportuna un’azione per richiedere a Facebook l’implementazione del meraviglioso, potentissimo e assolutamente necessario tasto HIDE
p.s spero che quelle poche foto che ho pubblicato mi facciano sembrare un gran figo. Se non sembro figo non dubitate, ho solo settato male le impostazioni per la privacy
Likami…anzi no, sharami!
Pubblicato il 27/4/2010 alle 23:03

Se nell’articolo “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” ti ho regalato un bel titolone da guru, oggi ti regalo un bel titolino da bimbominkia
Scelta davvero azzeccata visto che parliamo ancora di Facebook
Immagino che avrai letto già decine di articoli sui nuovi “giocattolini” di Facebook come il like button o l’activity feed, quindi, do per scontato che conosci questi nuovi (potenti?) strumenti di autopromozione online. Autopromozione??
Ho letto di persone che ritengono questi strumenti di Facebook utili per migliorare la comunicazione online, addirittura per aumentare la propria visibilità…mi domando, è possibile?
Io dico di no, come le pagine fan (ex pagine fan già), anche questi nuovi strumenti non aiuteranno molto i blogger ad aumentare il traffico e la propria visibilità online. Analytics alla mano, quante visite ti passa Facebook? Quanto ti aiuta nella tua attività online? Credo che un social come Twitter può esserti molto più utile per segnalare i tuoi post alla tua rete di contatti, in effetti, Twitter si presenta proprio come uno strumento eccezionale per condividere link e notizie al contrario di Facebook che ritengo più un luogo di cazzeggio dove conversare con amici, parenti e via dicendo.
Su Facebook tutti sono pronti a likare e condividere il video virale del momento, tutti sono pronti a iscriversi a tutti i gruppi possibili e immaginabili (anche quelli davvero ignobili), tutti sono pronti a taggare gli amici in tutte le foto possibili e non ma gli articoli di grande qualità (the content is king?) scritti da te, blogger con la B maiuscola, chi è pronto a likarli? Chi è pronto a condividerli?
Ok, sto facendo il pesante, dimentico che adesso è possibile fare like direttamente dal blog; con il like button in bella mostra alla fine dei propri post, i lettori, saranno incentivati a likare…basta un click no? Ammettendo di ricevere un bel pò di like, cosa cambia? Likano dal blog, sono già tuoi lettori! Inoltre, non c’era già uno strumento che ci diceva quali articoli piacevano e quali no? Mi pare si chiamasse Google Analytics ma potrei sbagliarmi
Parlando seriamente (finalmente) credo che non utilizzerò i nuovi plugin sociali di Facebook sul mio blog…ammetto di essere di parte ma, per aumentare la propria visibilità, esistono gli ingredienti giusti che sono:
1) Scrittura di contenuti di qualità
2) Originalità: scrivi contenuti interessanti cercando di essere originale
3) SEO: si, nell’era dei social media è ancora Google a farla da padrone; preoccupati più della SEO che dei social media se vuoi ottenere benefici in termini di visite
Facebook ha tutto l’interesse ad espandersi al di fuori della propria piattaforma, di conoscere tutto quello che piace e quello che non piace del web, sapere tutto sugli utenti, sulle loro relazioni e via dicendo…d’altro canto è ormai chiaro che il vero grande rivale di Google anche e soprattutto in chiave advertising è il giocattolone di Zuckerberg.
Ovviamente non ti sto suggerendo di non utilizzare questi strumenti anche se, con l’avvento di Caffeine, non so quanto può essere utile appesantire il blog con widget e plugin più o meno fighi. Ti ho dato il mio parere, tu cosa ne pensi invece?
Tutto sommato, convengo che in chiave “condivisione” anche Facebook non deve mancare all’appello…un bel pulsantino lo trovi anche alla fine dei miei post…e allora likami!! Anzi, no: sharami
p.s qui trovi anche il pulsante per condividere su Google Buzz…hai notizie del social di bigG?
iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online
Pubblicato il 21/4/2010 alle 20:43

Bel titolone non è vero? Ne ho letti di post pubblicati da guru sul “come creare un titolo efficace” io
Scherzi a parte, nel titolo c’è quella che è la mia visione: Facebook è il presente e il futuro dell’advertising online.
Ma andiamo con ordine.
Dopo essersi affermato come leader del microblogging, Twitter, lancia in questi giorni i promoted tweet: normalissimi tweet che gli inserzionisti vogliono mostrare a un vasto pubblico e che vengono pubblicati in cima alla pagina dei risultati delle ricerche di Twitter. Dopo tanti rumors su innovativi sistemi pubblicitari arriva il sistema più prevedibile e scontato..funzionerà? Certo che si…dici di no? Effettivamente i dubbi sulla bontà della tipologia di advertising ce li ho anche io ma sono dell’idea che gli utenti non saranno infastiditi dai promoted tweet proprio perchè si presentano come normali tweet: meno fastidio, maggiori possibilità di interazione con l’utente. Penso subito ai retweet che può ricevere un promoted, per questo dico che può funzionare. Ma, ovviamente, tutto dipenderà dalla creatività e dalla bravura di chi creerà il promoted tweet
Nello stesso momento esplode il fenomeno iPad e la Apple presenta iAd, un innovativo sistema pubblicitario che permette agli utenti di iPad/iPhone di visualizzare pubblicità interattive nelle applicazioni senza dover abbandonare le stesse e con la possibilità di poterci ritornare in qualsiasi momento e al punto dove si era lasciato. Apple si occuperà di vendere gli spazi pubblicitari intascando il 40% delle revenue e lascerà il restante 60% agli sviluppatori. Boom di applicazioni? Ovviamente si ma ho un dubbio: ricordate prima quando ho parlato di “fastidio” per gli utenti? Ecco, sono affascinato dall’innovativo sistema made in Apple ma, da utente iPad/iPhone, quando apro un’applicazione o un gioco non mi aspetto e non ho alcuna voglia di interagire con pubblicità interattive…anche se sono fighissime come i prodotti della grande mela
Google che ha mantenuto negli anni, senza troppi problemi, la leadership nell’advertising online grazie all’accoppiata vincente AdWords/AdSense dovrà iniziare a preoccuparsi? Direi di no, il search resta secondo me la strada migliore per cercare informazioni su servizi e prodotti e, nel search, Google non avrà mai rivali…anche se gli anti Google spuntano come funghi (salvo il fatto che durano poche ore
)
Ma c’è un altro grosso attore, grossissimo attore del web che con l’advertising interno alla propria piattaforma riesce a monetizzare la spaventosa mole di utenti registrati. Si, parlo proprio del “giocattolone” di Zuckerberg. In quel di Facebook sono giorni di grandi novità: lancio delle community page, abolizione del “diventa fan” in favore del “mi piace“…e anche una mossa apparentemente strana come la chiusura della versione lite del social. Io credo che Facebook ha chiuso la versione lite per concentrare gli sforzi su quella mobile. Il futuro non è mobile scusate? Lo dicono tutti
Facebook ha annunciato che i test dell’esperienza “lite” sono stati molto utili, probabilmente, per studiare l’user experience degli utenti per poter poi lavorare su come presentare al meglio gli annunci pubblicitari sui dispositivi mobili e tablet pc. Sta di fatto che, già oggi, fare pubblicità su Facebook permette di raggiungere risultati se non strabilianti quantomeno buoni. Poter mostrare il proprio annuncio pubblicitario ad un pubblico vastissimo e di cui si conosce praticamente tutto, info personali, istruzione, lavoro, religione, cosa piace e cosa no, fa di Facebook la prima grande alternativa al search marketing. I promoted tweet e iAd devono accontentarsi di stare dietro, io la vedo così ma posso sbagliarmi…magari iAd toglierà lo scettro a bigG…Android permettendo
Il futuro quindi, come il presente e il passato, appartiene a Google. Ma Facebook è subito dietro e non si sa mai che in questo decennio, l’era dei social media, non avvenga il sorpasso. Era dei social media?? Ma non è l’era del mobile?? A questa domanda non so dare una risposta, chiedete ai grandi guru del web
Facebook fan page: per un blogger quanto sono utili?
Pubblicato il 22/3/2010 alle 19:15

Ultimamente ho notato (leggendo su qualche social network credo) che diverse persone si fanno domande sulla reale utilità delle Facebook fan page per i blog e quindi per i blogger. Questa domanda me la sono fatta anche io, proprio io, che sono uno di quei pochi blogger a non aver creato la Facebook fan page del proprio blog. Io gestisco diverse fan page per lavoro ed ho creato, ad esempio, la fan page per la mia applicazione Facebook Saputone.
Per il mio blog non ho voluto creare una fan page, ecco, perchè?
Per un motivo ben preciso ovviamente, perchè non ritengo necessaria la Facebook fan page per EmaWebDesign. Ho un account su Facebook, un profilo che porta il mio nome e il mio cognome; tramite il mio account interagisco con amici, parenti, blogger, social-amici ecc. e, ovviamente, diffondo anche i contenuti del mio blog ci mancherebbe non lo facessi
La pagina fan è quindi un qualcosa di superfluo, assolutamente non necessaria, anzi, sarebbe un qualcosa di ripetitivo e quindi noiosa oltretutto. L’aspetto decisivo però, quello che mi ha convinto a non creare la fan page, è la frase “diventa fan di…” una frase che non ritengo opportuna, almeno, non lo è per EmaWebDesign.
EmaWebDesign non è il blog di un top-blogger o di un guru o di uno che vuole passare per un guru/figo; è il blog di un professionista del web che, tramite il suo blog (ripetizione doverosa mi spiace), vuole condividere competenza, esperienza e passione con altri blogger/professionisti dello stesso settore. Quindi non è un blog in cerca di fan, è un blog (il fatto che ripeto la parola blog fino allo sfinimento non è una tattica SEO eh) in cerca di lettori, commentatori, blogger, colleghi, amici, come ti devo chiamare?
EmaWebDesign è un luogo dove condividere, confrontarsi, chiacchierare e creare, niente fan quindi. Al massimo siamo tutti fan di PHP, dell’open source o di WordPress
Se invece parliamo di un prodotto, azienda, applicazione, personaggio famoso (VIP mi pare si dica) e via dicendo, la fan page è la scelta giusta ovviamente, in effetti, a questo serve una fan page con social media ROI annesso. I lettori/clienti sono, quindi, dei veri e propri fan e tutto rientra nella normalità, nell’ovvio. Però esistono blogger talmente popolari, seguiti e apprezzati da poterli ritenere delle vere e proprie celebrità, un esempio è il grande Robin Good; io sono suo fan anche su Facebook, non potrei non esserlo.
Per personaggi di tale spessore il discorso fan è del tutto opportuno; il problema è che esiste la pagina fan di quasi tutti i blog esistenti, si può mai essere fan di qualsiasi blog quindi? Si deve essere fan solo dei blogger amici, di quelli che apprezziamo? Io, i blog che apprezzo, li seguo tramite Feed RSS, non andrei mai sulla pagina fan del blog in questione. Se devo interagire col blogger lo faccio direttamente tramite i commenti sul suo blog. La domanda che voglio farti, quindi, è: se si diventa fan di qualsiasi cosa che senso più hanno le fan page?
Ecco, a questa domanda non so dare una risposta. Se sei un blogger e hai una pagina fan, mi racconti se ti è stata utile in qualche modo? Cosa ne pensi del discorso “diventare fan del blog X“?
PHP Widget per FriendFeed con SimpleXML e le API di FriendFeed
Pubblicato il 8/3/2010 alle 06:00

Oggi vediamo come realizzare un widget per FriendFeed utilizzando PHP e le API di FriendFeed. Si, lo so, esistono già i widget per i social network ma, siamo developers, le cose ci piace realizzarcele con le nostre manine
Cosa farà questo widget?
Visualizzerà il nostro stream di FriendFeed e sarà facilmente personalizzabile impostando opportunamente le seguenti variabili:
- width (larghezza del widget)
- borderColor (colore del bordo)
- backgroundColor (colore di sfondo)
- titleColor (colore del titolo)
- txtColor (colore del testo)
- font (tipo di font utilizzato)
Queste variabili saranno i parametri della funzione widgetCSS(), funzione, che includeremo tra i tag head della nostra pagina e che stamperà il codice CSS (sulla quale non mi soffermo molto):
<head>
<meta http-equiv=”Content-Type” content=”text/html; charset=utf-8″ />
<title>PHP Widget per FriendFeed con SimpleXML e le API di FriendFeed</title>
<?php widgetCSS(“400″,”#3399CC”,”#E1E1E1″,”#FFFFFF”,”#3366CC”,”Verdana”); ?>
</head>
La funzione stamperà il codice CSS tramite degli echo impostando dinamicamente i valori come nell’esempio seguente:
echo ‘border-color:’ .$borderColor .’;';
Nella nostra pagina, dove faremo visualizzare il widget, includeremo la funzione widget (che fantasia eh?) che includerà il tutto tramite div e liste. I parametri della funzione sono il titolo del widget, lo username dell’utente FriendFeed e il numero di elementi da visualizzare:
function widget($title,$username,$number) {
echo ‘<div id=”widgetFF”>’;
echo ‘<div id=”widget_top”>’ .$title .’</div>’;
echo ‘<ul>’;
$xml = simplexml_load_file(‘http://friendfeed-api.com/v2/feed/’ .$username .’?format=xml’);
for ($i=0;$i<$number;$i++) {
echo “<li><img src=’icon.png’ alt=’widget icon’ />” .$xml->entry[$i]->body .”</li>”;
}
echo ‘</ul>’;
echo ‘</div>’;
}
Analizziamo la funzione:
La libreria SimpleXML di PHP5 legge l’API di FriendFeed richiesta in formato XML:
http://friendfeed-api.com/v2/feed/emawebdesign?format=xml
Ovviamente l’username è inserito dinamicamente. Con un ciclo FOR stampiamo a video il contenuto dell’elemento body dell’array XML:
$xml->entry[$i]->body
Niente di più semplice, l’inclusione della funzione è la seguente:
<?php widget(“My FriendFeed”,”emawebdesign”,10); ?>
Potete vedere il widget in azione qui e scaricare i files per darci un’occhiata più da vicino
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download: WidgetFF (4.63KB) added: 07/03/2010 clicks: 85 description: Widget per FriendFeed realizzato con PHP e le API di FriendFeed |
Guru, esperti e strafighi dei socialcosi: quanto contano i contatori?
Pubblicato il 2/3/2010 alle 22:02

photo by: Brajeshwar
Non saprei come chiamarli: guru? Esperti? Fighi, strafighi o cosa?
Parlo di quei personaggi che vanno continuamente a caccia di followers sui social network, proprio di loro. Quelli il cui contatore conta decine di migliaia (se non di più) di followers e che, quasi sempre, vantano pochissimi following. Ma questi simpaticoni sono proprio dei furbetti lo sapete?
Come fanno alcuni personaggi ad avere un numero di followers/contatti da capogiro? Mica è difficile, hai 5 minuti a disposizione?
Il meccanismo è semplicissimo: ti followano, tu ricambi e loro ti defollowano. E se tu non tieni d’occhio i contatori e se non usi servizi che ti spediscono una mail quando qualcuno ti defollowa non ti accorgi di nulla. Non ti accorgi di essere stato usato per “pompare” il contatore e, forse, l’ego del guru/strafigo di turno. Ecco, questo non è bello.
Io, che probabilmente ho enormi limiti, non capisco cosa ci sia di bello ad avere un bel numerone di followers di cui vantarsi. Ovviamente lo capisco ma voglio dire che, in realtà, non lo capisco perchè per me il numero di followers non conta nulla. Per me conta solo e unicamente “chi sono” questi followers che quotidianamente mi seguono e interagiscono con me su Twitter e FriendFeed (su Facebook ci sono per una questione di presenzialismo, non ricordo quando ho effettuato l’ultimo accesso
) quindi qualità e non quantità. In questo caso più che di contenuti di qualità parlo di persone di qualità. A me bastano i non molti contatti che ho, in quanto tutti di qualità, bella gente direi
A cosa servono i social network? A conversare, a condividere, a stare “in compagnia” online; dico una cosa scontata (o no?). A cosa serve “crearsi” un bel pacchetto di diecimila followers se il 99% sono persone di cui non sai nulla, con cui non avrai mai un briciolo di dialogo? A rifilare loro twit e messaggi da pseudo-markettaro, a rifilare loro i post del blog? E se a loro non interessa nulla di tutto questo (quasi sicuro che sarà così)?
Caro amico, guru, esperto, figo o strafigo, renditi conto che la tua forsennata ricerca di pompare il numeretto magico non ti porterà a molto. Se poi il giochino lo vai a fare da persone “attente” come il sottoscritto ti becchi la perculata e dopo non fare il permaloso
E tu, lettore di questo blog del non guru del web developing e del web design, cosa ne pensi dei cacciatori di followers? Anche dalle tue parti arrivano dei follow che, una volta ricambiato, diventano automaticamente defollow? Danno fastidio anche a te questi giochetti di autoconferimento di autorevolezza?
Della compravendita di followers poi? Vabè, stendiamo un velo pietoso
Down di FriendFeed: i problemi, i dubbi e gli scenari futuri
Pubblicato il 1/3/2010 alle 07:00
Nella mattinata del 26 febbraio 2010 c’è stato un lungo down del social network FriendFeed, un down, che ha mandato in panico gli affezionatissimi utenti italiani tra cui il sottoscritto. Ricordo che ero in ufficio a lavorare ed avvertivo che c’era qualcosa che non andava…apro FriendFeed e mi ritrovo davanti un bel internal server error. Anche Napolux si è subito accorto del problema così come tutti gli altri utenti che hanno twittato freneticamente sull’accaduto.
Anche il team di FriendFeed ha twittato, il classico “c’è stato un problema, scusateci, stiamo cercando di risolvere“.
Dopo che FriendFeed è stato acquistato da Facebook, tutti si sono preoccupati per il futuro del social e, il problema del 26 mattina, ha riportato alla luce i dubbi e le preoccupazioni; alcuni sono già rassegnati alla futura morte di FriendFeed, ormai inevitabile.
Inevitabile?
E’ ovvio che Zuckerberg e soci lavorino per Facebook e che FriendFeed sia stato acquistato non certo per “puntarci” tant’è vero che non è mai stato aggiornato, non è mai stata implementata alcuna miglioria nè ci sono rumors di alcun chè in merito. L’acquisizione è stata soltanto una mossa nella partita a “scacchi” tra Zuckerberg e i suoi “nemici” (vedi Twitter e Google) nella “guerra” del social networking e del Real Time.
In tutta sincerità, di tutta la questione, a me cosa importa? Assolutamente nulla
Cosa importa al sottoscritto e agli altri affezionati frequentatori di FriendFeed?
A me importa che il miglior social network esistente non perda colpi, mi importa che non muoia e che non sia un semplice soldato al servizio del Re Facebook.
FriendFeed permette di conversare, condividere di tutto grazie al sistema di aggregazione dei feed, di poter vivere tutti gli aspetti del web da un’unica interfaccia; interfaccia eccellente tra l’altro, clean style e ben strutturata. Ma anche se gli utenti di FF sono utenti di qualità (la caratteristica più importante), poco importa: la “massa” è su Facebook, è Facebook che conta, lo capisco benissimo.
Ecco, lo capisco, ma quello che proprio non capisco è il perchè il piccolo sito/servizio che in breve tempo diventa “colosso” diventi di colpo “antipatico”. Perchè i suoi utenti (e i loro contenuti) devono diventare “roba sua”, perchè puntare ad una sorta di dominio incontrastato. Ecco, la storia del brevetto a me non è proprio andata giù. Non sapete di cosa parlo? Date un’occhiata qui: http://punto-informatico.it/2821714/PI/News/facebook-brevetta-feed-social.aspx
Qual’è l’obiettivo? Far sparire la concorrenza, tarpare le ali ai nuovi servizi nascenti e che nasceranno? Quindi FriendFeed sparirà sul serio prima o poi? Bah. Voglio credere che non ci saranno problemi, il down di FF è stato solo un incidente, cose che capitano; non mi associo a quelli che dicono “FF morirà”. Non è certo un down a farmi pensare questo. Però, l’acquisizione da parte di Facebook, il brevetto ed altre cose mi preoccupano un pò, questo si, mi dà fastidio e mi preoccupa (fino a un certo punto eh, ci sono cose più importanti nella vita
).
La massa può stare benissimamente su Facebook, Zuckerberg e soci possono fare tutti i soldi che vogliono, a me non interessa. Ma visto che esiste un social che “funziona”, valido, i cui utenti sono gente in gamba, simpatica, e moltissimi sono anche colleghi, non toccatemi FF altrimenti m’incazzo
Alla fine, il mio messaggio, è semplicemente questo
























