PHP Permalink: perchè e come crearli

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Pubblicato il 16/7/2010 alle 23:26

emawebdesign

Con l’articolo SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog? abbiamo visto come si devono impostare le url di un sito web per ottenere dei benefici lato SEO.

Oggi vediamo come realizzare un permalink utilizzando il linguaggio PHP. Un permalink è un link permanente che punta ad una pagina web (o anche a un post di un blog). Il permalink non cambia nel tempo, questo permette di identificare univocamente una risorsa sul web e, nel caso di link in entrata o citazioni, non si perderà traffico modificando il contenuto…salvo aver commesso errori di SEO Copywriting. Ma questo è un altro discorso ;)

Nelle nostre web applications realizzeremo i permalink a partire da stringhe di testo. Nel caso degli articoli di un blog è opportuno trasformare in permalink il titolo stesso degli articoli. Il tutto semplicemente grazie all’utilizzo di una funzione come la seguente:

function permalink($string) {
$string = strtolower($string);
$string = preg_replace("/[^0-9A-Za-z ]/", "", $string);
$string = str_replace(" ", "-", $string);
while (strstr($string, "--")) {
$string = preg_replace("/--/", "-", $string);
		}
return($string);
}

Passiamo come parametro il titolo del post (o comunque un testo ottimizzato SEO) ed otterremo il testo correttamente formattato, pronto per essere utilizzato in un permalink. Gli spazi saranno sostituiti dal carattere – (meno), carattere consigliato per separare le parole in una url. Caratteri accentati ed apici vari verranno rimossi, ricordiamoci che un permalink è l’indirizzo di una pagina web e non tutti i caratteri sono consentiti.

Ecco perchè è utile utilizzare una funzione ad hoc ;)

p.s ora tocca a te: la funzione non è perfetta…se trovi il problema segnalalo nei commenti :D

Google Buzz
Pubblicato in Motori di Ricerca,News,PHP,Programmazione,SEO | 14 Commenti »

SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog?

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Pubblicato il 2/7/2010 alle 00:15

seo come impostare correttamente le url del proprio sito

Le url delle pagine del proprio sito (o blog) sono un elemento di grande importanza da ottimizzare al meglio per renderle “efficaci” sul piano SEO. L’ottimizzazione per i motori di ricerca non deve “distrarci”, però, dal renderle semplici e descrittive anche per gli utenti.

Come impostare correttamente le url?

Google stesso ci suggerisce il modo più giusto ed efficace per strutturare le nostre url. Dovranno essere semplici e le parole separate dalla punteggiatura; il trattino (-) è sicuramente il carattere più indicato per tale scopo:

www.website.com/sito-di-esempio.html è una url efficace per i motori di ricerca ed anche per gli utenti che possono leggere le parole chiave senza alcuno “sforzo visivo” causato da una url meno efficace come la seguente:

www.website.com/sitodiesempio.html

Assolutamente da evitare url complesse e per nulla descrittive, saranno immediatamente scartate dagli utenti che cercano siti in una SERP e non otterranno alcun benificio lato SEO. Ecco un esempio di cattiva url:

www.website.com/index.php?id_1=2345345&id_2=31647567&id_3=4564674345&id_4=56456356

Se il vostro sito presenta tale struttura per le url dovete immediatamente correre ai ripari. Esiste una tecnica chiamata “url rewriting” che permette di “riscrivere” le url per renderle seo-friendly è più descrittive per gli utenti. Per tale intervento dovrete rivolgervi a persone che hanno la competenza tecnica per realizzare il rewriting. Se utilizzate una piattaforma open source, probabilmente, potete impostare la struttura delle url direttamente dal pannello amministrativo. E’ il caso di WordPress, famosa piattaforma di blogging open source, che permette di decidere “comodamente” la struttura delle url.

Le url devono essere obbligatoriamente “corte” o possono anche essere lunghe?

Google indicizza url lunghe anche se consiglia di optare per le url corte. Il motivo principale è che l’utente che visualizza le SERP è disorientato da url troppo lunghe e, nella maggior parte dei casi, tende addirittura ad identificarle come “spam”, decidendo di passare oltre e rinunciando al click. L’utente cerca di “leggere” la url per poter decidere se è il caso di cliccare o meno, ha bisogno di poche parole chiavi che gli permettano di capire il contenuto a cui punta la url “monitorata”.

Le url devono contenere parole chiave ben selezionate per ottenere vantaggi SEO?

Assolutamente si. In un discorso di ottimizzazione “on site” bisogna sempre tenere conto anche delle url. Ad esempio, se la nostra pagina web offre un contenuto di qualità (essì, i contenuti di qualità sono la cosa più importante per il successo di un sito web ;) ) sulle maglie di squadre di calcio, è chiaro che il tag title e i tag di intestazione (H1, H2 ecc.) conterranno le keywords “maglie calcio”. E’ opportuno dotare la pagina di una url come la seguente: www.miosito.com/maglie-calcio.html

Se la vostra pagina vende un prodotto specifico, è il caso di essere quanto più precisi possibile nel fornire informazioni. Se vendete la maglia dell’argentina è opportuno optare per una delle seguenti soluzioni:

www.miosito.com/maglia-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglie-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglia-calcio-argentina-anno-82.html

Come posizionare le keywords nelle url?

Le parole chiave vanno posizionate all’inizio o alla fine della url? Abbiamo capito che la url deve essere descrittiva, deve contenere parole chiave accuratamente selezionate per ottenere benefici SEO ma deve anche essere il meno lunga e complessa possibile. Posizionare 4-5 keywords nella url è una scelta ottimale ma, come sono posizionate queste keywords, è un aspetto secondario a cui non bisogna dare molta importanza. Questa “dritta” arriva da Matt Cutts in persona ;)

photo credits: chrisdlugosz edit by EmaWebDesign

Google Buzz
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Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?

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Pubblicato il 28/6/2010 alle 06:00

facebook alla conquista del search

E’ inutile che cliccate sul “Mi piace” qui sopra, è solo un’immagine :D Quindi non salirò nelle SERP.

Nelle SERP??? Certo, nelle SERP di Facebook :P

No, non sono impazzito (si spera). Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a riflettere sulle ultime mosse di Facebook che, nella mia personale visione, portano in un’unica direzione: un search engine. Tempo fa, quando Facebook migliorò la ricerca interna al social, si vociferava che Zuckerberg intendeva “mettere le mani” sull’intero web, che il suo obiettivo era quello di lavorare a un motore di ricerca dal cuore “social“.

Effettivamente, con il rilascio degli Open Graph, Facebook ha dimostrato di voler sapere cosa davvero piace agli utenti del web. I plugin inseribili all’interno di siti e blog garantiranno ai web publisher una più veloce condivisione dei propri contenuti ma, al tempo stesso, permetteranno a Facebook di capire quali sono i contenuti che piacciono di più in modo da poter espandere la ricerca per offrire più contenuti di qualità ai suoi utenti.

Se ieri era più difficile immaginare Facebook come competitor di Google nel Search, oggi le cose sono leggermente cambiate. L’avvento di Caffeine ha dimostrato che lo stesso Google ha capito l’importanza dei social e della Real Time Search. Ma se un search engine made in Facebook diventasse realtà, come verrebbe calcolato il valore di una pagina web, come funzionerebbe il ranking e quali sarebbero i fattori decisivi per ottenere un buon posizionamento nelle SERP di tale search engine?

Se Google si affida alla Link Popularity, è chiaro che il search di Zuckerberg si affiderebbe al numero di “Mi piace” ricevuti da ogni singola pagina web. Resta da capire se tale logica permetterà ai risultati più rilevanti e di qualità di arrivare ai primi posti delle SERP, aspetto decisivo per il successo di qualsiasi search engine. Altra cosa interessante sarebbe quella di vedere se il motore di ricerca rimarrebbe “interno”, a disposizione dei soli utenti di Facebook o se verrebbe lanciato come servizio “esterno”, cosa che garantirebbe a Zuckerberg e soci di “ottimizzare i guadagni” implementando, magari, un servizio di Keyword Advertising simile a Google AdWords.

Non ci resta che aspettare per saperne di più; sta di fatto che dopo Bing, Google, potrebbe presto incontrare una nuova minaccia al suo monopolio nel Search. Per noi SEO specialist la sfida è già iniziata con l’avvento di Caffeine e i “terremoti” scatenati dagli aggiornamenti di bigG, aggiornamenti arrivati puntuali per rimanere al passo coi tempi dopo la “spaventosa” crescita di social come Facebook e Twitter, crescita, che sembra non volersi arrestare ;)

Google Buzz
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La rivoluzione della SEO è iniziata: Caffeine è tra noi!

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Pubblicato il 9/6/2010 alle 18:40

SEO

Google ha annunciato di aver completato il nuovo sistema di indicizzazione delle pagine web. Dopo molti test, Caffeine, è finalmente realtà. Cosa vuol dire per un SEO Specialist? Vuol dire “rivoluzione”, il lavoro del SEO Specialist diventa ora una grande sfida. Forse più di prima. Il web evolve, giorno dopo giorno si modifica e offre sempre qualcosa di nuovo. Allo stesso tempo evolve l’algoritmo di Google e, ora, anche la SEO potrebbe cambiare.

Negli ultimi tempi ci sono state parecchie “scosse” provenienti da Google; molti hanno lamentato una drastica riduzione degli accessi provenienti da bigG, altri un eccessivo ridimensionamento del PageRank. L’amico Merlinox ha condiviso alcune informazioni sul problema da molti soprannominato come Google MayDay.

La realtà è che gli “scossoni”, d’ora in avanti, potrebbero davvero essere frequenti ed è il caso di monitorare costantemente la situazione per capire in fretta come comportarsi oltre a cercare di individuare i nuovi punti “chiave” di Caffeine; fermo restando che, secondo me, in termini di posizionamento la link popularity rimarrà ancora importante per il futuro prossimo.

Ma come è cambiato il sistema di indicizzazione di Google?

Oggi, nell’era dei social media, degli ugc e del real time, Google ha capito la necessità di dover aggiornare il modo in cui indicizza i contenuti trovati sul web. La quantità e la varietà di contenuti che oggi inondano la rete ha reso necessario un nuovo sistema che offrisse, agli utenti che effettuano una ricerca, contenuti sempre “freschi” e di qualità indifferentemente dalla tipologia o dallo strumento con cui sono stati creati.

Punto fondamentale è la velocità con cui bigG indicizza questi contenuti per poterli subito “restituire” ai suoi utenti. Per questo, da parte dei webmaster, deve esserci la consapevolezza che i contenuti vanno pubblicati in modo che siano facilmente indicizzabili e soprattutto velocemente visualizzabili dagli utenti. I tempi di caricamento delle pagine web e, quindi, la velocità con cui un utente può visualizzare un contenuto sarà decisivo come già anticipato più volte nel recente passato.

Per ora non ci resta che monitorare con grande attenzione, le novità di Caffeine saranno molte, la nuova sfida per tutti gli esperti di motori di ricerca è iniziata ;)

Google Buzz
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PPC vs SEO: ecco la slide che chiarisce tutto (forse)

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Pubblicato il 11/5/2010 alle 22:29

ppc vs seo

Su motoricerca.net trovo un articolo dove è presente una slide (la slide che vedete anche qui sopra). La slide in questione è stata presentata da Rand Fishkin di SEOmoz durante il web 2.0 Expo di San Francisco.

Cosa chiarisce questa slide?

Che negli USA, l’anno scorso, sono stati investiti 1,5 miliardi di dollari in SEO e 18 miliardi in PPC. Quello che a noi interessa sono i seguenti dati:

- 88% dei click sono stati raccolti dai risultati organici
- 12% dei click rimanenti sono stati raccolti dalle campagne PPC

Rand non ha citato la fonte e sarebbe interessante sapere da dove ha ricavato queste informazioni. Informazioni che ci dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia importante la SEO rispetto al PPC. Gli utenti dei motori di ricerca guardano più ai risultati organici che agli annunci sponsorizzati; “spingere” una pagina web lato SEO è sicuramente la prima opzione e la più importante ma è indubbio che questi dati sminuiscono il valore delle campagne PPC in modo esagerato.

Bisognerebbe sapere, cosa impossibile, come sono state pianificate e gestite queste campagne PPC che hanno ottenuto solo il 12% dei click; annunci persuasivi e ricerca del più alto Quality Score che fine avranno fatto? Investire in campagne PPC è sicuramente un’ottima soluzione per ottenere immediata visibilità sui motori di ricerca e traffico qualificato per il proprio sito. Affidarsi ai migliori professionisti (con la P maiuscola eh) del search advertising/PPC è un obbligo per ottenere buoni risultati con la minima spesa poichè, con il PPC, si possono ottenere risultati davvero buoni anche investendo budget davvero minimi.

Non si può dire lo stesso della SEO. Ottenere risultati importanti con la SEO è ancora più decisivo ma, questa volta, l’investimento sarà davvero importante anche se dipende sempre dagli obiettivi che si vuole raggiungere. Certo che raccontare a un italiano che negli USA hanno investito 1,5 miliardi di dollari in SEO sarebbe davvero una cosa lunga e noiosa. Innanzitutto bisognerebbe rispondere alla prima domanda che immediatamente verrebbe posta: “cacchio è la SEO”??? :P

Tu cosa pensi di questi dati presentati da Rand? A proposito, qui trovi le slide.

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Likami…anzi no, sharami!

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Pubblicato il 27/4/2010 alle 23:03

emawebdesign

Se nell’articolo “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” ti ho regalato un bel titolone da guru, oggi ti regalo un bel titolino da bimbominkia :P

Scelta davvero azzeccata visto che parliamo ancora di Facebook :D

Immagino che avrai letto già decine di articoli sui nuovi “giocattolini” di Facebook come il like button o l’activity feed, quindi, do per scontato che conosci questi nuovi (potenti?) strumenti di autopromozione online. Autopromozione??

Ho letto di persone che ritengono questi strumenti di Facebook utili per migliorare la comunicazione online, addirittura per aumentare la propria visibilità…mi domando, è possibile?

Io dico di no, come le pagine fan (ex pagine fan già), anche questi nuovi strumenti non aiuteranno molto i blogger ad aumentare il traffico e la propria  visibilità online. Analytics alla mano, quante visite ti passa Facebook? Quanto ti aiuta nella tua attività online? Credo che un social come Twitter può esserti molto più utile per segnalare i tuoi post alla tua rete di contatti, in effetti, Twitter si presenta proprio come uno strumento eccezionale per condividere link e notizie al contrario di Facebook che ritengo più un luogo di cazzeggio dove conversare con amici, parenti e via dicendo.

Su Facebook tutti sono pronti a likare e condividere il video virale del momento, tutti sono pronti a iscriversi a tutti i gruppi possibili e immaginabili (anche quelli davvero ignobili), tutti sono pronti a taggare gli amici in tutte le foto possibili e non ma gli articoli di grande qualità (the content is king?) scritti da te, blogger con la B maiuscola, chi è pronto a likarli? Chi è pronto a condividerli?

Ok, sto facendo il pesante, dimentico che adesso è possibile fare like direttamente dal blog; con il like button in bella mostra alla fine dei propri post, i lettori, saranno incentivati a likare…basta un click no? Ammettendo di ricevere un bel pò di like, cosa cambia? Likano dal blog, sono già tuoi lettori! Inoltre, non c’era già uno strumento che ci diceva quali articoli piacevano e quali no? Mi pare si chiamasse Google Analytics ma potrei sbagliarmi :D

Parlando seriamente (finalmente) credo che non utilizzerò i nuovi plugin sociali di Facebook sul mio blog…ammetto di essere di parte ma, per aumentare la propria visibilità, esistono gli ingredienti giusti che sono:

1) Scrittura di contenuti di qualità

2) Originalità: scrivi contenuti interessanti cercando di essere originale

3) SEO: si, nell’era dei social media è ancora Google a farla da padrone; preoccupati più della SEO che dei social media se vuoi ottenere benefici in termini di visite

Facebook ha tutto l’interesse ad espandersi al di fuori della propria piattaforma, di conoscere tutto quello che piace e quello che non piace del web, sapere tutto sugli utenti, sulle loro relazioni e via dicendo…d’altro canto è ormai chiaro che il vero grande rivale di Google anche e soprattutto in chiave advertising è il giocattolone di Zuckerberg.

Ovviamente non ti sto suggerendo di non utilizzare questi strumenti anche se, con l’avvento di Caffeine, non so quanto può essere utile appesantire il blog con widget e plugin più o meno fighi. Ti ho dato il mio parere, tu cosa ne pensi invece?

Tutto sommato, convengo che in chiave “condivisione” anche Facebook non deve mancare all’appello…un bel pulsantino lo trovi anche alla fine dei miei post…e allora likami!! Anzi, no: sharami :D

p.s qui trovi anche il pulsante per condividere su Google Buzz…hai notizie del social di bigG? :D

Google Buzz

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Google conferma che la velocità di caricamento è fattore di ranking: come comportarsi?

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Pubblicato il 13/4/2010 alle 19:28

emawebdesign

Google ha confermato che la velocità di caricamento di un sito web è fattore di ranking. Ha sottolineato quello che tutti abbiamo sempre saputo: la velocità di caricamento è una cosa importante.

L’obiettivo di Google è sempre stato quello di fornire risultati pertinenti e di qualità a tutti gli utenti che effettuano ricerche dalla sua home page…premiare siti che si caricano velocemente è un obbligo o forse lo è di più penalizzare siti che si caricano troppo lentamente?

Quello che sappiamo con certezza è:

1) La velocità di caricamento è uno degli oltre 200 fattori che Google considera per determinare il ranking delle pagine web

2) Gli utenti preferiscono siti che si caricano velocemente a siti graficamente eccellenti ma lenti a caricarsi

La velocità di caricamento è uno dei fattori di cui tenere conto ma non è certo il più importante. Qualità dei contenuti, pertinenza, dominio, ottimizzazione on site e link popularity vengono sicuramente prima (tanto per elencare un pò di fattori)..quindi, non farti prendere dalla “psicosi” della velocità, non sei mica Alonso o Massa :D

Qualcuno ha detto social media? Bè, sono da tenere in considerazione, certo..siamo o non siamo nell’era dei social? :P

Come dobbiamo comportarci quindi?

Come abbiamo sempre fatto. Il nostro (mi rivolgo a web designer/developer ovviamente) obiettivo è di permettere la miglior user-experience possibile agli utenti: dobbiamo fare in modo che i siti si carichino nel minor tempo possibile, ottimizzazione.

Per tenere sotto controllo la velocità di caricamento dei siti possiamo utilizzare strumenti come Page Speed o YSlow.

Preoccupati di hostare il sito su un buon server, scegli con cura tecnologie e database, ottimizza il database, ottimizza le immagini, mantieni il codice (HTML, CSS) pulito, comprimi i file JS e includili nella tua pagina utilizzandoli come file esterni.

Una cosa molto importante: elimina tutti i widget inutili, se li elimini tutti è meglio ;) Mantieni solo quelli che ritieni indispensabili ma verifica che non influiscano negativamente sulla velocità di caricamento delle tue pagine…spesso sono la causa del problema.

Un’ultima cosa, la velocità di caricamento è fattore di ranking su Google.com, su Google.it non ancora…se hai un sito web che si carica lentamente agisci subito sei ancora in tempo ;)

photo credits: cod_gabriel

Update:

Ringrazio pubblicamente Alessandro che mi ha fatto notare che la foto del post era eccessivamente pesante. La lascio ancora non troppo ottimizzata per un test, vediamo bigG cosa ci dirà in futuro e se intenderà penalizzare il post appena il fattore velocità sarà attivo su Google.it, ad oggi, l’articolo riceve un buon traffico ;)

Alessandro ci suggerisce anche un ottimo strumento per monitorare la velocità di caricamento delle pagine web, Speed tracer, un’estensione per Google Chrome.

Google Buzz
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I migliori post della settimana #43

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Pubblicato il 25/10/2009 alle 11:55

Best Post

Di seguito i migliori posts di questa settimana:

1) Come costruire URL SEO-friendly

2) Vale la pena inserire un link a pagamento sul tuo blog?

3) Creare una piccola libreria standalone – La teoria

4) Youtube e SEO: ecco alcune regole per i tuoi video

5) Googlebot legge 97KB: test e suggerimenti

6) Codice wordpress: mostrare gli ultimi articoli di una determinata categoria o tag

7) Come gli italiani usano i motori di ricerca

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I migliori post della settimana #42

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Pubblicato il 18/10/2009 alle 13:20

Best Post

Vediamo quali sono stati i posts più interessanti di questa settimana:

1) Embed di filmati Flash con Flashembed

2) Google non usa i meta tag keywords per il posizionamento

3) Mettersi In Proprio: 7 Consigli Per Novelli Microimprenditori Del Web

4) 6 modi per rendere WordPress più facile da usare per i tuoi clienti

5) Come Lavora un SEO – Intervista a Michal Gawel (SEOLAB)

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I migliori post della settimana #41

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Pubblicato il 11/10/2009 alle 12:46

Best Post

Di seguito i migliori posts della settimana:

01) L’importanza della sezione “news”

02) Idee di business, mancano idee o soldi

03) SEO vuol dire fiducia (ma attenzione alle fregature!)

04) Il SEO dipendente e il SEO indipendente

05) Email Marketing: Creare E Gestire Mailing List Con WordPress

06) Leggere e scrivere file sul filesystem con ActionScript 3

07) Tutti gli elementi di una pagina pubblicitaria

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