Google e la Social Search, un’occhiata al suo funzionamento



Pubblicato il 20/2/2012 alle 08:20

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L’ultima sfida di Google è quella lanciata a Facebook con Google Plus. Una sfida davvero interessante, un settore (il social networking) in cui, bigG, fa la parte di quello che insegue e non quello che domina. Nonostante tutto, a Mountain View, hanno un asso nella manica: quell’incredibile motore di ricerca con cui difficilmente si può competere.

A parte Volunia ovviamente. Lui può. E’ il motore di ricerca nato in un’università italiana. Mica cazzi emawebdesign emawebdesign

Tornando a Google, negli ultimi tempi, si parla molto di Social Search e dei motori di ricerca verticali. La Social Search, che è appunto un motore di ricerca verticale (in cui ci si può posizionare non certo perchè hai ottimizzato alla grande il tag title), vede la parte “social” di primaria importanza per la visualizzazione di un contenuto piuttosto che un altro.

Su questo argomento, Giorgio Taverniti, una delle persone più autorevoli e competenti in Italia in materia di Motori di Ricerca, ha condiviso delle interessanti slide che spiegano la Social Search (anche da un punto di vista algoritmico) e l’impatto che il +1 button può avere sulle SERP.

Ecco le slide in questione, buona lettura.

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Cosa vuol dire che il pulsante +1 influenzerà le SERP di Google?

Pubblicato il 31/8/2011 alle 23:59

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Apprendiamo da Wired che, Google, ha confermato che il pulsante +1 influenzerà le SERP, ma cosa vuol dire? Che, grazie ai click sul pulsante +1 presente nelle tue pagine web, il tuo sito arriverà ai primi posti su Google!

Cosa corri a cliccare, stavo scherzando!! emawebdesign

In realtà, è la conferma di quello che i SEO Specialist hanno sempre pensato: i click sul pulsante +1 saranno considerati dal motore di ricerca come un indice di gradimento per valutare il posizionamento di una pagina web; un fattore come tantissimi altri, dai link provenienti da profili autorevoli su YouTube o Twitter alla valutazione dei link presenti nei singoli Tweet. Giorgio Tave ha ipotizzato che, Google, stia sviluppando appositi algoritmi per valutare i contenuti condivisi su Facebook e Twitter, ipotesi condivisibile.

Il web è cambiato dai tempi del pagerank (notizia di oggi è la scadenza della licenza esclusiva di Google per il suo utilizzo), oggi, i social media spopolano tra gli internauti e Google ha preso in considerazione il fenomeno “social” in tempi non sospetti. Oggi, oltre all’ottimizzazione “onsite” e alla link popularity, Google tiene in considerazione i “segnali” provenienti dai social media per cui, il consiglio, è di curare i propri account e di inserire i pulsanti sociali nel proprio sito (Like Button, +1, Retweet button).

Ogni “segnale”, che sia un like, un retweet, un click sul +1 o una menzione su un social, viene valutato con grande attenzione da bigG. L’obiettivo è di capire come questi segnali siano di qualità e pertinenti al fine di ottenere nuove informazioni da utilizzare per il posizionamento delle pagine web, come si evince anche dalla mail ricevuta da Wired:

“Google sfrutterà i click sui pulsanti +1 come un segnale di gradimento per valutare il posizionamento e la comparsa dei siti web nei risultati di ricerca. Il proposito di ogni segnale di questo tipo è quello di migliorare la qualità complessiva della ricerca. Cominceremo a utilizzare i +1 e gli altri segnali di gradimento social, così come ogni nuovo segnale di gradimento, con prudenza in modo da imparare in che modo questi segnali sono correlati alla qualità.”

Google ha subito capito l’importanza dei social media e li tiene in grande considerazione senza dimenticare l’obiettivo di sempre: mantenere le SERP  di qualità, combattere lo spam e i furbetti del posizionamento “seo black hat”.

Ed ora, testiamo: cliccate sul pulsante +1 qui sotto…se cliccate anche il like button e il tweet button, il test, sarà decisamente più utile emawebdesign emawebdesign

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Ottimizzazione SEO per le Facebook Pages: tutta la verità

Pubblicato il 7/7/2011 alle 00:34

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Probabilmente hai letto già un pò di risorse dove illustravano come ottimizzare, in chiave SEO, le Facebook Pages. Se, le risorse in questione, elencavano una lunga serie di accorgimenti e operazioni da effettuare hai sicuramente perso tempo nel “magico” mondo dei contenuti fuffa.

Se, le risorse in questione, ti hanno incitato ad “infilare” parole chiave in tutti i “buchi” che Facebook mette a disposizione…ti sei sicuramente imbattuto nel sito/blog del SEO specialist medio (magari su quello di Adam emawebdesign ).

La verità è che, per rendere le tue Facebook Pages SEO-Friendly, devi mettere in pratica soltanto 4 accorgimenti. Se non te ne dimentichi, le tue Facebook Pages, saranno sicuramente ben visibili sui motori di ricerca (ovvio, sono pur sempre pagine di Facebook…capirai quanto ci mettono a posizionarsi emawebdesign ).

Accorgimento n°1: il nome della pagina

Il nome della tua Facebook Page, proprio come il tag title del tuo sito/blog, è il fattore decisivo. Sceglilo con grande cura, ricorda che deve rappresentarti, quindi, non usare termini troppo generici. Se la tua Page è stata creata per il tuo blog “bloggoallagrande.com” (attualmente questo simpatico dominio è libero…se vuoi, per 100.000 euro, te lo registro e ti installo pure WordPress emawebdesign ), scegli come nome “Bloggo alla grande”. Se vuoi aggiungere keywords rilevanti per l’argomento del tuo sito/blog ricorda di inserire una sola keyword/keyphrase e non ripeterla per nessun motivo; faresti solo la figura dello spammer o del seguace di Adam emawebdesign

Accorgimento n°2: la vanity url è importantissima

Se hai almeno 25 fan puoi scegliere, per la tua Page, una vanity url del tipo www.facebook.com/tuo_nome. Non dimenticare di impostare la tua vanity url, avere le parole chiave (rilevanti) presenti nella url della tua pagina è importantissimo. Ricorda che, i motori di ricerca, hanno in grande considerazione le keywords che si ripetono nel tag title e nella url. Tornando all’esempio di prima bisognerebbe scegliere www.facebook.com/bloggoallagrande.

Accorgimento n°3: compila le informazioni della scheda info

Per la scheda “info” della tua pagina ci sono tutta una serie di informazioni che devi fornire a Facebook e che sono molto importanti anche in chiave SEO. Compila questi campi fornendo info e descrizione che siano utili (per l’utente che visita la pagina) a comprendere chi sei e a cosa serve la tua Facebook Page…senza dimenticare di linkare il tuo sito/blog e di utilizzare le keywords/keyphrase rilevanti emawebdesign

Accorgimento n°4: Landing Page e Link Building sempre e comunque

Ricorda di dotare la tua Facebook Page di una Landing Page che sia persuasiva e che convinca il visitatore a cliccare “Mi Piace“. Pagine con tanti utenti e con tanta interazione hanno maggiore “peso” di pagine poco seguite e/o con zero interazione (like, commenti ecc.). Cercare ed ottenere link in entrata è, inoltre, importante anche per le Facebook Pages proprio come per i siti e i blog. Alla fine, nascono nuovi social, l’algoritmo di Google evolve…ma ci sono fattori che conteranno a vita emawebdesign

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SEO: in quale direzione vanno i Motori di Ricerca

Pubblicato il 1/2/2011 alle 23:19

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Negli ultimi tempi, nel campo dei motori di ricerca, si fà un gran parlare di web semantico: “il futuro dei motori di ricerca è nella semantica“. Tutti parlano di semantica ma, praticamente, in che direzione vanno i motori di ricerca?

Quando parliamo di motori di ricerca, parliamo principalmente di Google anche se non possiamo trascurare Bing. L’obiettivo di bigG, da sempre, è quello di restituire risultati di qualità, la maggiore qualità possibile, agli utenti che effettuano una ricerca. Con l’avvento di Caffeine, Google, ha modificato la sua infrastruttura dando vita ad Universal Search. Eppure, ancora oggi, ottimizzazione on site e link popularity svolgono un ruolo decisivo per il posizionamento.

Ma allora, in chiave SEO, cosa mi permetterà di ottenere benefici nei risultati organici?

Fermo restando che ottimizzazione on site e link building rimangono operazioni “chiave”, ti consiglio di concentrare le tue “energie” su Universal Search, in particolare su:

- Pubblicazione di video per ottenere link e traffico attraverso piattaforme di video sharing (YouTube in primis)
- Pubblicazione di immagini con attributo alt e nome file ottimizzato per gli utenti (e per i motori) da posizionare in Google Images
- Utilizzo di Twitter per la pubblicazione di notizie e aggiornamenti sui temi che tratti nel tuo sito/blog (o prodotti se fai business online)

Nell’era degli UGC, i motori di ricerca, non restituiscono più una lista di link a siti web intesa come una “semplice lista di link” a pagine web. Un utente del web 2.0, quando effettua una ricerca, è possibile che stia cercando un sito, una notizia, un prodotto, un video o un’immagine, una località o chissà cosa. Per questo Google, tramite Universal Search, cerca di capire (e cercherà di capire sempre meglio) la “tipologia” più pertinente di risultato da restituire per poter presentare, in alto nelle SERP, i risultati di maggiore qualità ma che siano della tipologia cercata dall’utente.

Un bravo SEO, dunque, dovrà essere in grado, d’ora in avanti, di analizzare le vie più opportune per portare traffico ad un sito web e stabilire le giuste strategie per ritagliarsi uno spazio in Universal Search. Che siano i video o il box dei Tweet, per arrivare in prima pagina abbiamo, oggi, tante possibilità da poter e dover sfruttare emawebdesign

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SEO: 10 errori da non commettere

Pubblicato il 2/11/2010 alle 07:15

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Finalmente possiamo dirlo, oggi, Google non è l’unica strada per ottenere visibilità online. I social media, Facebook, YouTube e Twitter su tutti, ci hanno messo a disposizione nuove strade e nuovi strumenti per raggiungere utenti, lettori, clienti e/o potenziali clienti. Ma dobbiamo anche ammettere che, se Google non è più l’unica possibilità, rimane comunque la soluzione principale per portare traffico al proprio sito/blog.

Immagino che il tuo Google Analytics parli chiaro, a proposito, qual è la tua principale fonte di traffico? emawebdesign

Investire in campagne marketing sui social media è giusto ed, anzi, una scelta obbligata. Ma se dovessi spendere X euro per ottenere visibilità online, ancora oggi, la mia scelta principale ricadrebbe sulla SEO. Non che una soluzione escluda l’altra ovviamente.

Eppure, ancora oggi, non tutti investono con convinzione nella SEO ed è ancora più incredibile il fatto che molti, anche tra gli “addetti ai lavori”, non siano per nulla preparati sulla SEO e su come procedere per rendere un sito “ben ottimizzato” per i motori di ricerca. Non è difficile imbattersi in siti per nulla SEO-friendly e, spesso, ci si trova davanti ad errori davvero incredibili.

Vediamo insieme di stilare una “checklist” di errori SEO da non commettere:

01) Tag Title non ottimizzato

Non ottimizzare il title delle pagine è indubbiamente l’errore più grave. Ogni pagina deve avere un titolo diverso da quello delle altre e ben ottimizzato ovviamente. Errore gravissimo omettere il tag title o ripetere lo stesso per tutte le pagine del sito.

02) Pochi contenuti testuali

Altro errore grave è quello di inserire pochi contenuti testuali nelle pagine. I contenuti testuali sono quei contenuti che i motori di ricerca “adorano”, bisogna lavorarci con grande attenzione e l’ottimizzazione (SEO Copywriting) riveste un ruolo decisivo.

03) Anchor text non ottimizzate

I link, inutile dirlo ma lo diciamo lo stesso, sono importantissimi. L’anchor text dei link ancora di più. Un grave errore è utilizzare come anchor text frasi del tipo “leggi il testo” o “clicca qui”. Le anchor vanno ottimizzate con grande cura.

04) Flash o JavaScript per la navigazione

Utilizzare un menu realizzato in Flash o JavaScript è un errore davvero grave. I menu devono essere realizzati sempre e solo in puro HTML.

05) Non utilizzo delle url seo friendly

Non utilizzare url seo-friendly è un errore da evitare. Google “legge” con grande attenzione le url delle pagine, bisogna strutturarle in modo che siano facilmente leggibili dai motori di ricerca. Ho già scritto in passato su come impostare url seo-friendly emawebdesign

06) Attenzione ai contenuti duplicati

Un errore grave che può, quasi sicuramente, portare ad una penalizzazione è presentare contenuti duplicati. Elimina quei contenuti e fai particolare attenzione a quei CMS che pubblicano lo stesso contenuto sotto diverse url.

07) Occhio a cosa linki e cura il nofollow

Fai attenzione alle risorse che linki. Linka solo risorse di qualità e a tema con i contenuti del tuo sito. Se hai molti link in uscita utilizza con grande cura il rel=nofollow. Se hai una sezione di news giornaliere o fai newsmastering potresti incappare in una penalizzazione, previeni questo errore utilizzando il nofollow su tali link emawebdesign

08) Esagerare con le keywords è il male assoluto

Occhio a non incappare nel “keyword stuffing”. Ripetere esagerando keywords o, peggio ancora, liste di keywords è un errore davvero banale quanto grave.

09) Pagine lente a caricarsi

Le pagine del tuo sito devono caricarsi velocemente, caffeine ama l’alta velocità. Spesso ci si imbatte ancora in siti pieni zeppi di widget, immagini e sciocchezze varie che appesantiscono inutilmente le pagine aumentando i tempi di caricamento.

10) Pagine ottimizzate per keywords inutili

Questo è un errore piuttosto comico, ottimizzare una pagina per delle keywords irrilevanti. Quando si lavora all’ottimizzazione dei contenuti bisogna partire da una buona analisi delle keywords su cui puntare.

Di errori SEO da non commettere ce ne sono molti altri, se te ne viene in mente qualcuno aggiorna questa checklist con un commento emawebdesign

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Universal Search: una grande opportunità per aumentare il traffico in entrata

Pubblicato il 12/10/2010 alle 23:44

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Negli ultimi tempi, Google, ha cambiato e sta cambiando il modo con cui è possibile cercare risorse online. Il gigante di Mountain View si è aggiornato per venire incontro alle nuove esigenze degli utenti nell’era dei social media e degli UGC. Parallelamente, con l’introduzione di Caffeine e Universal Search, anche il lavoro del SEO ha iniziato a cambiare, più che altro, la grande sfida per portare traffico a un sito web è diventata più avvincente che mai emawebdesign

Oggi, per aumentare il traffico in entrata del proprio sito web, è possibile adottare diverse strategie, utilizzare molteplici canali tutti diversi ma tutti assolutamente utili per portare visitatori al proprio sito. Ecco perchè voglio parlarti di Google Universal Search e di come puoi sfruttarlo per aumentare il traffico in entrata.

Negli ultimi tempi avrai sicuramente notato come le SERP sono molto più “ricche” e complete di informazioni rispetto al passato. Mentre un tempo, dopo aver digitato una keyword o una keyphrase, ti veniva restituita una lista di link, oggi, puoi visualizzare oltre ai link dei risultati organici informazioni provenienti da Google Maps, immagini provenienti da Google Images, video provenienti da Google Video o YouTube…tutto in un’unica pagina! Questo è Universal Search emawebdesign

Giusto per fare un esempio, se cerchi “scarpe” su Google, potrai notare nella prima pagina dei risultati un box con una lista di esercizi commerciali della tua zona che vendono scarpe; lista, creata dalle informazioni prelevate da Google Maps. Subito sotto puoi visualizzare una serie di immagini di scarpe. Se cerchi “ferrari f10” potrai visualizzare anche dei video provenienti da YouTube.

OK, ma come posso sfruttare Universal Search a mio vantaggio?

Grazie a Universal Search hai a disposizione diverse “strade” per renderti visibile su Google. Con la giusta strategia potrai sfruttare le occasioni che i tuoi competitor non sono ancora riusciti ad individuare. Per fare un esempio pratico, per un determinato prodotto ti rendi conto che non ci sono immagini visualizzate nelle SERP per una determinata keyword o keyphrase. Puoi impegnarti a creare contenuto “ottimizzato” con l’obiettivo di posizionare un’immagine ed essere visibile ed anche “attraente” in quanto hai posizionato un contenuto multimediale piuttosto che un link ad una pagina web. Per un risultato di qualità devi offrire un’immagine di qualità, ma, sarà di fondamentale importanza l’ottimizzazione di questi due elementi:

- Nome del file: non utilizzare un nome generico del tipo “foto.jpg”, cerca di rendere il nome del file descrittivo e fai in modo che le keywords per le quali intendi posizionare l’immagine siano presenti, un esempio potrebbe essere scarpe-calcetto-indoor.jpg

- Attributo ALT: anche nell’attributo alt cerca di inserire un testo descrittivo senza dimenticare le keywords per le quali stai cercando di posizionare l’immagine

Grandi vantaggi puoi ottenerli anche dalla realizzazione di video. Crea un video breve, 5 minuti possono essere sufficienti per lanciare il tuo messaggio e, allo stesso tempo, decisivi per non addormentare gli utenti che visualizzano il contenuto emawebdesign

Se ci pensi bene, realizzare un breve video porta via molto meno tempo rispetto alla realizzazione di un contenuto testuale. Inoltre, i video, sono molto utili in chiave “link building” in quanto, gli utenti, sono molto più propensi a condividere sui social contenuti multimediali. E, con l’avvento di Caffeine, i link condivisi sui social diventano fattori di ranking per bigG. Il gigante di Mountain View monitora i social con grande attenzione, l’integrazione dei risultati provenienti da Twitter ne è una prova emawebdesign

Se anche tu ti occupi di SEO e stai studiando il modo di ottenere il massimo da Universal Search, dicci la tua nei commenti emawebdesign

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Symposium GT: the day after

Pubblicato il 5/10/2010 alle 00:10

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Sabato e domenica, con gli amici Antonio e Stefano di LaboratorioCSS, mi sono recato a Roma per seguire il Symposium GT organizzato da Giorgio Tave e il suo team. Sono state due giornate piacevoli e, l’evento, davvero interessante e ben organizzato. Non avevo mai partecipato prima ad un evento di Giorgio Tave e, dal symposium, ho avuto la conferma “dal vivo” della grande competenza in materia di SEO e Motori di Ricerca di Giorgio, ragazzo davvero simpatico tra l’altro. Oltre a Giorgio, che ci ha parlato delle novità di Google, da Caffeine al Real Time, da Instant a Universal Search passando per Twitter e i nuovi fattori per il posizionamento “made in social” come il corretto utilizzo dei video di YouTube (giusto per fare un esempio), ho apprezzato l’intervento di Paolo sulla link building, argomento, che ha trattato in modo approfondito ed esauriente.

Ho potuto salutare un grande amico come Mirko di Blographik che ha condiviso una sua esperienza diretta di posizionamento di un blog WordPress (ilmanicaretto.it). Paolo ha riassunto qui l’intervento: WordPress e liste di post.

Ho potuto finalmente conoscere Ghido di BigThink che ha tenuto un intervento davvero molto interessante sulle potenzialità del Facebook Like Button e sulla social search (oltre ad aver condiviso un bel pò di statistiche interessanti che trovi in queste slide). In particolare, Ghido, ci ha illustrato la grande capacità di “persuasione” del like button: un utente visualizza le facce dei propri amici che hanno cliccato il like su una determinata risorsa, questo, infonde fiducia nell’utente che, a sua volta, si sentirà “invogliato” a cliccare sul like button. Qui trovi il video dell’intervento di Ghido.

Sulla social search, Ghido, ci ha illustrato come dal campo di ricerca di Facebook sia possibile trovare risorse anche esterne alla piattaforma, risorse, che utilizzano proprio il like button per essere “laikate” e quindi “trovabili” su Facebook. Risorse posizionate in base al numero di like ricevuti, dal link bait al like bait dunque. In una tana piena zeppa di SEO, Ghido, ha avuto il “coraggio” di ipotizzare che, grazie al like button combinato con la social search, Facebook, potrebbe addirittura fare concorrenza a Google nel search…ma, a quanto pare, tempo fa (precisamente il 28 giugno 2010) qualche altro “temerario” faceva la stessa identica ipotesi: Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search? emawebdesign

Ha ricordato l’articolo in questione anche Stefano a cui non sfugge mai nulla emawebdesign

Ghido ci ha anche parlato di alcune pratiche scorrette di utilizzo del like button, pratiche di “likejacking” messe in atto da chi vuole utilizzare lo strumento per spammare; fate sempre attenzione a dove cliccate e a cosa condividete emawebdesign

Un saluto a tutte le persone citate e a tutti coloro che, come me, hanno partecipato a questo bell’evento emawebdesign

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PHP Permalink: perchè e come crearli

Pubblicato il 16/7/2010 alle 23:26

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Con l’articolo SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog? abbiamo visto come si devono impostare le url di un sito web per ottenere dei benefici lato SEO.

Oggi vediamo come realizzare un permalink utilizzando il linguaggio PHP. Un permalink è un link permanente che punta ad una pagina web (o anche a un post di un blog). Il permalink non cambia nel tempo, questo permette di identificare univocamente una risorsa sul web e, nel caso di link in entrata o citazioni, non si perderà traffico modificando il contenuto…salvo aver commesso errori di SEO Copywriting. Ma questo è un altro discorso emawebdesign

Nelle nostre web applications realizzeremo i permalink a partire da stringhe di testo. Nel caso degli articoli di un blog è opportuno trasformare in permalink il titolo stesso degli articoli. Il tutto semplicemente grazie all’utilizzo di una funzione come la seguente:

function permalink($string) {
$string = strtolower($string);
$string = preg_replace("/[^0-9A-Za-z ]/", "", $string);
$string = str_replace(" ", "-", $string);
while (strstr($string, "--")) {
$string = preg_replace("/--/", "-", $string);
		}
return($string);
}

Passiamo come parametro il titolo del post (o comunque un testo ottimizzato SEO) ed otterremo il testo correttamente formattato, pronto per essere utilizzato in un permalink. Gli spazi saranno sostituiti dal carattere – (meno), carattere consigliato per separare le parole in una url. Caratteri accentati ed apici vari verranno rimossi, ricordiamoci che un permalink è l’indirizzo di una pagina web e non tutti i caratteri sono consentiti.

Ecco perchè è utile utilizzare una funzione ad hoc emawebdesign

p.s ora tocca a te: la funzione non è perfetta…se trovi il problema segnalalo nei commenti emawebdesign

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SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog?

Pubblicato il 2/7/2010 alle 00:15

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Le url delle pagine del proprio sito (o blog) sono un elemento di grande importanza da ottimizzare al meglio per renderle “efficaci” sul piano SEO. L’ottimizzazione per i motori di ricerca non deve “distrarci”, però, dal renderle semplici e descrittive anche per gli utenti.

Come impostare correttamente le url?

Google stesso ci suggerisce il modo più giusto ed efficace per strutturare le nostre url. Dovranno essere semplici e le parole separate dalla punteggiatura; il trattino (-) è sicuramente il carattere più indicato per tale scopo:

www.website.com/sito-di-esempio.html è una url efficace per i motori di ricerca ed anche per gli utenti che possono leggere le parole chiave senza alcuno “sforzo visivo” causato da una url meno efficace come la seguente:

www.website.com/sitodiesempio.html

Assolutamente da evitare url complesse e per nulla descrittive, saranno immediatamente scartate dagli utenti che cercano siti in una SERP e non otterranno alcun benificio lato SEO. Ecco un esempio di cattiva url:

www.website.com/index.php?id_1=2345345&id_2=31647567&id_3=4564674345&id_4=56456356

Se il vostro sito presenta tale struttura per le url dovete immediatamente correre ai ripari. Esiste una tecnica chiamata “url rewriting” che permette di “riscrivere” le url per renderle seo-friendly è più descrittive per gli utenti. Per tale intervento dovrete rivolgervi a persone che hanno la competenza tecnica per realizzare il rewriting. Se utilizzate una piattaforma open source, probabilmente, potete impostare la struttura delle url direttamente dal pannello amministrativo. E’ il caso di WordPress, famosa piattaforma di blogging open source, che permette di decidere “comodamente” la struttura delle url.

Le url devono essere obbligatoriamente “corte” o possono anche essere lunghe?

Google indicizza url lunghe anche se consiglia di optare per le url corte. Il motivo principale è che l’utente che visualizza le SERP è disorientato da url troppo lunghe e, nella maggior parte dei casi, tende addirittura ad identificarle come “spam”, decidendo di passare oltre e rinunciando al click. L’utente cerca di “leggere” la url per poter decidere se è il caso di cliccare o meno, ha bisogno di poche parole chiavi che gli permettano di capire il contenuto a cui punta la url “monitorata”.

Le url devono contenere parole chiave ben selezionate per ottenere vantaggi SEO?

Assolutamente si. In un discorso di ottimizzazione “on site” bisogna sempre tenere conto anche delle url. Ad esempio, se la nostra pagina web offre un contenuto di qualità (essì, i contenuti di qualità sono la cosa più importante per il successo di un sito web emawebdesign ) sulle maglie di squadre di calcio, è chiaro che il tag title e i tag di intestazione (H1, H2 ecc.) conterranno le keywords “maglie calcio”. E’ opportuno dotare la pagina di una url come la seguente: www.miosito.com/maglie-calcio.html

Se la vostra pagina vende un prodotto specifico, è il caso di essere quanto più precisi possibile nel fornire informazioni. Se vendete la maglia dell’argentina è opportuno optare per una delle seguenti soluzioni:

www.miosito.com/maglia-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglie-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglia-calcio-argentina-anno-82.html

Come posizionare le keywords nelle url?

Le parole chiave vanno posizionate all’inizio o alla fine della url? Abbiamo capito che la url deve essere descrittiva, deve contenere parole chiave accuratamente selezionate per ottenere benefici SEO ma deve anche essere il meno lunga e complessa possibile. Posizionare 4-5 keywords nella url è una scelta ottimale ma, come sono posizionate queste keywords, è un aspetto secondario a cui non bisogna dare molta importanza. Questa “dritta” arriva da Matt Cutts in persona emawebdesign

photo credits: chrisdlugosz edit by EmaWebDesign

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Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?

Pubblicato il 28/6/2010 alle 06:00

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E’ inutile che cliccate sul “Mi piace” qui sopra, è solo un’immagine emawebdesign Quindi non salirò nelle SERP.

Nelle SERP??? Certo, nelle SERP di Facebook emawebdesign

No, non sono impazzito (si spera). Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a riflettere sulle ultime mosse di Facebook che, nella mia personale visione, portano in un’unica direzione: un search engine. Tempo fa, quando Facebook migliorò la ricerca interna al social, si vociferava che Zuckerberg intendeva “mettere le mani” sull’intero web, che il suo obiettivo era quello di lavorare a un motore di ricerca dal cuore “social“.

Effettivamente, con il rilascio degli Open Graph, Facebook ha dimostrato di voler sapere cosa davvero piace agli utenti del web. I plugin inseribili all’interno di siti e blog garantiranno ai web publisher una più veloce condivisione dei propri contenuti ma, al tempo stesso, permetteranno a Facebook di capire quali sono i contenuti che piacciono di più in modo da poter espandere la ricerca per offrire più contenuti di qualità ai suoi utenti.

Se ieri era più difficile immaginare Facebook come competitor di Google nel Search, oggi le cose sono leggermente cambiate. L’avvento di Caffeine ha dimostrato che lo stesso Google ha capito l’importanza dei social e della Real Time Search. Ma se un search engine made in Facebook diventasse realtà, come verrebbe calcolato il valore di una pagina web, come funzionerebbe il ranking e quali sarebbero i fattori decisivi per ottenere un buon posizionamento nelle SERP di tale search engine?

Se Google si affida alla Link Popularity, è chiaro che il search di Zuckerberg si affiderebbe al numero di “Mi piace” ricevuti da ogni singola pagina web. Resta da capire se tale logica permetterà ai risultati più rilevanti e di qualità di arrivare ai primi posti delle SERP, aspetto decisivo per il successo di qualsiasi search engine. Altra cosa interessante sarebbe quella di vedere se il motore di ricerca rimarrebbe “interno”, a disposizione dei soli utenti di Facebook o se verrebbe lanciato come servizio “esterno”, cosa che garantirebbe a Zuckerberg e soci di “ottimizzare i guadagni” implementando, magari, un servizio di Keyword Advertising simile a Google AdWords.

Non ci resta che aspettare per saperne di più; sta di fatto che dopo Bing, Google, potrebbe presto incontrare una nuova minaccia al suo monopolio nel Search. Per noi SEO specialist la sfida è già iniziata con l’avvento di Caffeine e i “terremoti” scatenati dagli aggiornamenti di bigG, aggiornamenti arrivati puntuali per rimanere al passo coi tempi dopo la “spaventosa” crescita di social come Facebook e Twitter, crescita, che sembra non volersi arrestare emawebdesign

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