Adobe Flash vs HTML5 chi vincerà? E Jobs sta ancora puntando il dito contro?
Pubblicato il 11/3/2010 alle 22:59

Oggi voglio dirvi cosa penso della questione Steve Jobs vs Adobe. Il caro Flash è il “male” sentenzia zio Steve…Flash è il nemico di SEO/usabilità/accessibilità/ecc. sentenziano tutti…tutti quelli che non capiscono una mazza di ActionScript
Questo post nasce dopo la lettura di quest’articolo Video Flash VS Video HTML 5, the Winner is FLASH di ItaliaSW, articolo che vi consiglio di leggere ovviamente.
Io ho riflettuto molto sul perchè Flash non veniva, non viene e non verrà supportato da iPhone/iPod/iPad e l’unica risposta che riuscivo a darmi è che Apple aveva ed ha ancora paura di scoprire troppo le proprie carte collaborando con Adobe. Apple non divide con nessuno il potere sui propri gioiellini. E poi sappiamo tutti che QuickTime prese una bella “mazzata” quando arrivò il software di casa Adobe. Flash và sempre in crash? Flash stressa troppo la CPU? Maddai, Flash ha i suoi problemini come tutti i software ma non mi sembra che sia questo disastro che dice Jobs.
Poi si sà, se Jobs dice una cosa, sul web, tutti a ripetere la stessa fino alla noia. Se domattina, Jobs, cambiasse le carte in tavola con un’uscita tipo “Flash è il paradiso, viva Flash”, sul web tutti acclamerebbero il nuovo salvatore, il meraviglioso e inimitabile Flash
Certo che per uccidere il buon Flash c’è bisogno comunque dell’eroe che viene a liberarci tutti dal male, chi meglio di HTML5 può vestire i panni dell’eroe di turno? (Capitan ventosa era impegnato altrimenti temo che arrivava lui
)
Ebbene, come potete leggere dall’articolo di ItaliaSW, Jan Ozer uno che di video encoding nè capisce qualcosina, ha effettuato un pò di test dal quale è risultato che forse, più che Flash, è HTML5 ad avere qualche problemino di performance. Da questi test sembra che Flash batta quasi sempre HTML5 in performance, quindi, non si capisce il perchè delle accuse di Zio Steve anche se in realtà abbiamo capito tutti che Apple non vuole “aprirsi” troppo…nei confronti di Adobe poi
Tornando ai web designer che si sforzano di dire a destra e a manca che Flash è il male, ho sempre constatato che chi parlava male di Flash era sempre colui che non sapeva utilizzare tale software, colui che non riusciva a scrivere due righe di ActionScript in nessun modo. Vabbè, troppo facile tirare acqua al proprio mulino…ragazzi, non è meglio cercare di colmare le lacune invece di puntare il dito contro?
Io sono un Flash Developer, sono esperto di AS2 e AS3, dovrei essere di parte e lo sono. Ma non ho mai criticato niente e nessuno, ad esempio, non conosco e non ho mai utilizzato Silverlight. Dovrei parlarne male per questo? Un giorno, la mia irrefrenabile curiosità, mi porterà a scoprire anche quest’altra tecnologia made in Microsoft. Solo allora potrò farmi un’idea ma in nessun caso mi metterò a dire che Flash è il bene e Silverlight è il male. Ognuno è libero di utilizzare i software che preferisce e, se ci sono differenze di prestazioni, bug o altro, pazienza non si può avere sempre la perfezione.
E poi, cavolaccio, un pò di riconoscenza a Flash che ci ha portato i portali di video sharing e i FlashGames
Prossimamente, qui su EmaWebDesign, vedremo come realizzare un sito full Flash rendendolo il più possibile amico di SEO e Accessibilità…non chiedetemi quando ma presto ci daremo un’occhiata insieme
Che, tra l’altro, certi siti full Flash sono davvero strafighi
PHP Widget per FriendFeed con SimpleXML e le API di FriendFeed
Pubblicato il 8/3/2010 alle 06:00

Oggi vediamo come realizzare un widget per FriendFeed utilizzando PHP e le API di FriendFeed. Si, lo so, esistono già i widget per i social network ma, siamo developers, le cose ci piace realizzarcele con le nostre manine
Cosa farà questo widget?
Visualizzerà il nostro stream di FriendFeed e sarà facilmente personalizzabile impostando opportunamente le seguenti variabili:
- width (larghezza del widget)
- borderColor (colore del bordo)
- backgroundColor (colore di sfondo)
- titleColor (colore del titolo)
- txtColor (colore del testo)
- font (tipo di font utilizzato)
Queste variabili saranno i parametri della funzione widgetCSS(), funzione, che includeremo tra i tag head della nostra pagina e che stamperà il codice CSS (sulla quale non mi soffermo molto):
<head>
<meta http-equiv=”Content-Type” content=”text/html; charset=utf-8″ />
<title>PHP Widget per FriendFeed con SimpleXML e le API di FriendFeed</title>
<?php widgetCSS(”400″,”#3399CC”,”#E1E1E1″,”#FFFFFF”,”#3366CC”,”Verdana”); ?>
</head>
La funzione stamperà il codice CSS tramite degli echo impostando dinamicamente i valori come nell’esempio seguente:
echo ‘border-color:’ .$borderColor .’;';
Nella nostra pagina, dove faremo visualizzare il widget, includeremo la funzione widget (che fantasia eh?) che includerà il tutto tramite div e liste. I parametri della funzione sono il titolo del widget, lo username dell’utente FriendFeed e il numero di elementi da visualizzare:
function widget($title,$username,$number) {
echo ‘<div id=”widgetFF”>’;
echo ‘<div id=”widget_top”>’ .$title .’</div>’;
echo ‘<ul>’;
$xml = simplexml_load_file(’http://friendfeed-api.com/v2/feed/’ .$username .’?format=xml’);
for ($i=0;$i<$number;$i++) {
echo “<li><img src=’icon.png’ alt=’widget icon’ />” .$xml->entry[$i]->body .”</li>”;
}
echo ‘</ul>’;
echo ‘</div>’;
}
Analizziamo la funzione:
La libreria SimpleXML di PHP5 legge l’API di FriendFeed richiesta in formato XML:
http://friendfeed-api.com/v2/feed/emawebdesign?format=xml
Ovviamente l’username è inserito dinamicamente. Con un ciclo FOR stampiamo a video il contenuto dell’elemento body dell’array XML:
$xml->entry[$i]->body
Niente di più semplice, l’inclusione della funzione è la seguente:
<?php widget(”My FriendFeed”,”emawebdesign”,10); ?>
Potete vedere il widget in azione qui e scaricare i files per darci un’occhiata più da vicino
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download: WidgetFF (4.63KB) added: 07/03/2010 clicks: 12 description: Widget per FriendFeed realizzato con PHP e le API di FriendFeed |
Guru, esperti e strafighi dei socialcosi: quanto contano i contatori?
Pubblicato il 2/3/2010 alle 22:02

photo by: Brajeshwar
Non saprei come chiamarli: guru? Esperti? Fighi, strafighi o cosa?
Parlo di quei personaggi che vanno continuamente a caccia di followers sui social network, proprio di loro. Quelli il cui contatore conta decine di migliaia (se non di più) di followers e che, quasi sempre, vantano pochissimi following. Ma questi simpaticoni sono proprio dei furbetti lo sapete?
Come fanno alcuni personaggi ad avere un numero di followers/contatti da capogiro? Mica è difficile, hai 5 minuti a disposizione?
Il meccanismo è semplicissimo: ti followano, tu ricambi e loro ti defollowano. E se tu non tieni d’occhio i contatori e se non usi servizi che ti spediscono una mail quando qualcuno ti defollowa non ti accorgi di nulla. Non ti accorgi di essere stato usato per “pompare” il contatore e, forse, l’ego del guru/strafigo di turno. Ecco, questo non è bello.
Io, che probabilmente ho enormi limiti, non capisco cosa ci sia di bello ad avere un bel numerone di followers di cui vantarsi. Ovviamente lo capisco ma voglio dire che, in realtà, non lo capisco perchè per me il numero di followers non conta nulla. Per me conta solo e unicamente “chi sono” questi followers che quotidianamente mi seguono e interagiscono con me su Twitter e FriendFeed (su Facebook ci sono per una questione di presenzialismo, non ricordo quando ho effettuato l’ultimo accesso
) quindi qualità e non quantità. In questo caso più che di contenuti di qualità parlo di persone di qualità. A me bastano i non molti contatti che ho, in quanto tutti di qualità, bella gente direi
A cosa servono i social network? A conversare, a condividere, a stare “in compagnia” online; dico una cosa scontata (o no?). A cosa serve “crearsi” un bel pacchetto di diecimila followers se il 99% sono persone di cui non sai nulla, con cui non avrai mai un briciolo di dialogo? A rifilare loro twit e messaggi da pseudo-markettaro, a rifilare loro i post del blog? E se a loro non interessa nulla di tutto questo (quasi sicuro che sarà così)?
Caro amico, guru, esperto, figo o strafigo, renditi conto che la tua forsennata ricerca di pompare il numeretto magico non ti porterà a molto. Se poi il giochino lo vai a fare da persone “attente” come il sottoscritto ti becchi la perculata e dopo non fare il permaloso
E tu, lettore di questo blog del non guru del web developing e del web design, cosa ne pensi dei cacciatori di followers? Anche dalle tue parti arrivano dei follow che, una volta ricambiato, diventano automaticamente defollow? Danno fastidio anche a te questi giochetti di autoconferimento di autorevolezza?
Della compravendita di followers poi? Vabè, stendiamo un velo pietoso
Down di FriendFeed: i problemi, i dubbi e gli scenari futuri
Pubblicato il 1/3/2010 alle 07:00
Nella mattinata del 26 febbraio 2010 c’è stato un lungo down del social network FriendFeed, un down, che ha mandato in panico gli affezionatissimi utenti italiani tra cui il sottoscritto. Ricordo che ero in ufficio a lavorare ed avvertivo che c’era qualcosa che non andava…apro FriendFeed e mi ritrovo davanti un bel internal server error. Anche Napolux si è subito accorto del problema così come tutti gli altri utenti che hanno twittato freneticamente sull’accaduto.
Anche il team di FriendFeed ha twittato, il classico “c’è stato un problema, scusateci, stiamo cercando di risolvere“.
Dopo che FriendFeed è stato acquistato da Facebook, tutti si sono preoccupati per il futuro del social e, il problema del 26 mattina, ha riportato alla luce i dubbi e le preoccupazioni; alcuni sono già rassegnati alla futura morte di FriendFeed, ormai inevitabile.
Inevitabile?
E’ ovvio che Zuckerberg e soci lavorino per Facebook e che FriendFeed sia stato acquistato non certo per “puntarci” tant’è vero che non è mai stato aggiornato, non è mai stata implementata alcuna miglioria nè ci sono rumors di alcun chè in merito. L’acquisizione è stata soltanto una mossa nella partita a “scacchi” tra Zuckerberg e i suoi “nemici” (vedi Twitter e Google) nella “guerra” del social networking e del Real Time.
In tutta sincerità, di tutta la questione, a me cosa importa? Assolutamente nulla
Cosa importa al sottoscritto e agli altri affezionati frequentatori di FriendFeed?
A me importa che il miglior social network esistente non perda colpi, mi importa che non muoia e che non sia un semplice soldato al servizio del Re Facebook.
FriendFeed permette di conversare, condividere di tutto grazie al sistema di aggregazione dei feed, di poter vivere tutti gli aspetti del web da un’unica interfaccia; interfaccia eccellente tra l’altro, clean style e ben strutturata. Ma anche se gli utenti di FF sono utenti di qualità (la caratteristica più importante), poco importa: la “massa” è su Facebook, è Facebook che conta, lo capisco benissimo.
Ecco, lo capisco, ma quello che proprio non capisco è il perchè il piccolo sito/servizio che in breve tempo diventa “colosso” diventi di colpo “antipatico”. Perchè i suoi utenti (e i loro contenuti) devono diventare “roba sua”, perchè puntare ad una sorta di dominio incontrastato. Ecco, la storia del brevetto a me non è proprio andata giù. Non sapete di cosa parlo? Date un’occhiata qui: http://punto-informatico.it/2821714/PI/News/facebook-brevetta-feed-social.aspx
Qual’è l’obiettivo? Far sparire la concorrenza, tarpare le ali ai nuovi servizi nascenti e che nasceranno? Quindi FriendFeed sparirà sul serio prima o poi? Bah. Voglio credere che non ci saranno problemi, il down di FF è stato solo un incidente, cose che capitano; non mi associo a quelli che dicono “FF morirà”. Non è certo un down a farmi pensare questo. Però, l’acquisizione da parte di Facebook, il brevetto ed altre cose mi preoccupano un pò, questo si, mi dà fastidio e mi preoccupa (fino a un certo punto eh, ci sono cose più importanti nella vita
).
La massa può stare benissimamente su Facebook, Zuckerberg e soci possono fare tutti i soldi che vogliono, a me non interessa. Ma visto che esiste un social che “funziona”, valido, i cui utenti sono gente in gamba, simpatica, e moltissimi sono anche colleghi, non toccatemi FF altrimenti m’incazzo
Alla fine, il mio messaggio, è semplicemente questo
E-Commerce in pochi click: Joomla e VirtueMart
Pubblicato il 22/2/2010 alle 23:52

Per quanto riguarda gli E-Commerce non ho mai utilizzato strumenti open source. Per le aziende per cui ho lavorato in passato ho sempre sviluppato soluzioni proprietarie ed ancora oggi è la soluzione che preferisco.
Negli ultimi tempi però, sto dedicando un pò di attenzione a Joomla, un cms a cui non ho mai dato molta attenzione in passato. Cms molto potente e ben scritto, facilmente personalizzabile grazie ad estensioni, moduli e plugin vari. Non la tiro per le lunghe e vi dico che Joomla non mi dispiace affatto, dopo Wordpress, un altro “figlio dell’open” si è guadagnato la mia simpatia.
Sono rimasto favorevolmente colpito da VirtueMart, un estensione per Joomla che, in pochi click, permette di mettere in piedi un e-commerce professionale. VirtueMart è a sua volta espandibile grazie a molteplici moduli aggiuntivi che aumentano il numero di funzionalità dell’e-commerce. La gestione del negozio è facile ed intuitiva, si può impostare la lingua italiana e scegliere tra tantissimi template facilmente personalizzabili.
I templates di Joomla sono semplici template in XHTML/CSS organizzati con un certo criterio, che si avvalgono di un file XML per essere riconosciuti dal cms. Se avete realizzato templates in XHTML/CSS non avrete alcuna difficoltà ad utilizzarli con Joomla/VirtueMart.
Per concludere, vi consiglio di dare un’occhiata all’accoppiata Joomla/VirtueMart, una valida alternativa a Magento e PrestaShop. Voi cosa ne pensate, avete mai utilizzato VirtueMart? Ritenete anche a voi sia un valido strumento per mettere sù un negozio online senza doverlo sviluppare da zero?
Ecco un video dove viene spiegato come funzionano le aste per la pubblicità su Google
Pubblicato il 13/2/2010 alle 13:11
Se siete alle prime armi con Google Adwords o volete capire meglio le dinamiche delle aste per la pubblicità su Google, nel seguente video viene spiegato il “meccanismo” anche se in lingua inglese.
Simple Modal: finestre di dialogo personalizzate
Pubblicato il 10/2/2010 alle 16:12

Se vogliamo utilizzare nei nostri progetti finestre di dialogo personalizzate nella grafica, animate ed assolutamente accattivanti, abbiamo davvero tante soluzioni a disposizione.
Basti pensare a ModalBox, MoodalBox, ShadowBox e via dicendo.
Vi consiglio di dare comunque un’occhiata a SimpleModal sul sito di Eric Martin. Trovate alcuni esempi di finestre personalizzate che si avvalgono di jQuery, scaricabili liberamente.
Ecco cosa non deve mancare nella home del tuo blog
Pubblicato il 2/2/2010 alle 13:32

Con l’avvento di Google Caffeine non si è fatto altro che parlare della velocità di caricamento dei siti web. Caffeine privilegia i siti che si caricano più velocemente si legge a destra e a manca.
In attesa di registrare effettivamente cosa porta di nuovo Caffeine, ricordiamoci che la velocità di caricamento di un sito web è un fattore importante in ottica SEO da sempre, storia vecchia direi. Se il tuo sito web non si carica velocemente, se la tua home page è piena zeppa di inutili widget, stai commettendo un grosso “seo-errore”.
Ma c’è un altro valido motivo per eliminare dalla tua home page tutto il superfluo: il lettore non deve essere “distratto” da tutto quello che non dice nulla sull’autore e sugli argomenti trattati nel blog.
La home page del tuo blog è una pagina molto importante. Un lettore che vuole saperne di più su di te sicuramente darà uno sguardo alla tua home.
Ecco cosa non deve assolutamente mancare nella tua home page:
01) Logo
Devi essere “riconoscibile”, devi mostrare qualcosa che ti identifica univocamente. Proprio come per un’azienda, anche per un blogger può tornare utile un logo, magari da usare anche come avatar nei social network.
02) headline
La prima cosa che il lettore deve individuare è l’argomento (o gli argomenti) trattato nel blog. Scrivi una headline che faccia immediatamente capire al lettore cosa troverà nei post se deciderà di leggerne qualcuno. Anche una lista di tag (4 o 5 al massimo) può andare bene, scegli quelli più importanti ovviamente, la headline non è una tag cloud
03) La pagina about
Non deve assolutamente mancare una pagina “about” o “chi sono” dove spieghi chi sei, di cosa ti occupi nella vita, quali sono le tue competenze ed anche quali sono i tuoi interessi/hobby. Sii onesto, mostra al lettore chi sei “veramente”, non scrivere una pagina tanto per far credere che sei un guru del web. Tanto sono i tuoi contenuti a parlare per te.
04) La pagina contatti
Un errore gravissimo è quello di non fornire ai lettori un modo per contattarti. La migliore soluzione è una pagina contatti dove inserire un comodo form e magari il tuo contatto Skype. Un lettore gradisce di poter interagire con l’autore del blog non solo attraverso i commenti, potrebbe desiderare di chiederti qualcosa in privato e devi dargli questa opportunità. La conversazione è fondamentale non solo nei social network
05) Licenza e disclaimer
Una cosa importantissima da mostrare subito: con quale licenza rilasci i tuoi contenuti. Metti un link ad una pagina “disclaimer” e, se raccogli dati, non dimenticare la privacy policy.
06) Le categorie
Se nel tuo blog tratti molteplici argomenti devi considerare che alcuni lettori potrebbero essere interessati solo ad un argomento o a pochi argomenti. Mostra una lista delle categorie affinchè, il lettore, possa subito selezionare quello che gli interessa.
07) Feed RSS
Mostra un pulsante per l’iscrizione al tuo Feed RSS. Posizionalo nella parte alta della tua home page ed invita il lettore ad iscriversi.
08) Motore di ricerca
Una cosa fondamentale che non deve mancare nella tua home page è un comodo motore di ricerca per cercare i tuoi contenuti senza doversi “sorbire” una noiosa paginazione. Puoi utilizzare Google Custom Search anche in ottica monetizzazione delle ricerche con AdSense.
09) Ultimo articolo scritto ed il “meglio”
Mostra l’ultimo articolo scritto e magari una lista degli ultimi 10 articoli scritti. Un’altra cosa che puoi inserire è una lista dei tuoi migliori articoli, il meglio che hai prodotto nel tempo, un vero e proprio “best of”. Mostrando subito le cose di maggior valore l’utente capirà immediatamente che sta visualizzando il blog di una persona competente in materia e che produce contenuti di qualità. Quasi sicuramente, salverà il blog nei bookmark o l’aggiungerà al feed reader.
10) Gli ultimi commenti ricevuti
Mostra che sul tuo blog c’è “vita”. Visualizza gli ultimi commenti ricevuti in modo da mostrare che, sulle tue pagine, c’è una conversazione in atto alla quale partecipi attivamente.
Sei d’accordo con la lista delle cose che ritengo fondamentali da tenere in home page? Se non sei d’accordo sappi che Chuck Norris sta venendo a punirti
A parte gli scherzi, sei d’accordo? Cos’altro ritieni di importante, cosa non deve mancare nella home page di un blog?
iPad? Meglio l’iPac!
Pubblicato il 30/1/2010 alle 13:42

Questa settimana l’abbiamo vissuta all’insegna dell’iPad. Zio Steve ce l’ha presentato e tutti a parlarne sui social e sui blog. Io sono un felice possessore di iPod Touch, uno dei miei acquisti più azzeccati, un oggetto di cui non posso fare a meno. Ecco perchè non prenderò mai l’iPad: non ho bisogno di un iPod Touch più grande, mi và benissimo il “mini”. E poi in casa i vassoi non mancano
Ecco perchè è meglio un iPac!
Voglio presentarti una simpatica iniziativa degli amici di faridere.it: è l’ora di tirare un iPac!
Partecipare è davvero semplice, sulla pagina ufficiale trovate le regole per partecipare, buon divertimento a tutti!
Google AdWords: l’importanza delle parole chiave a corrispondenza inversa
Pubblicato il 26/1/2010 alle 16:11

Nell’articolo Come pubblicizzare un sito con Google AdWords, ecco qualche consiglio ti ho dato alcuni consigli di base su come pubblicizzare un sito web con Google Adwords.
Oggi voglio parlarti delle parole chiave a corrispondenza inversa e della loro importanza.
Chiunque pubblicizzi una pagina web (landing page) con Google AdWords ha un unico obiettivo: acquistare potenziali clienti realmente interessati al servizio/prodotto pubblicizzato spendendo il meno possibile. Un’altra cosa molto importante, per non sprecare il budget a disposizione, è quella di cercare a tutti i costi di evitare impressions che hanno scarse possibilità di trasformarsi in click o, peggio ancora, che si trasformano in click grazie ad un annuncio efficace e persuasivo ma che porta alla landing page un cliente che magari non è intenzionato ad acquistare.
Faccio subito un esempio: la web agency X vende siti web dinamici e apre una campagna su AdWords. L’obiettivo è di acquistare traffico verso una landing page utilizzando la keyphrase “siti web dinamici”. I potenziali clienti che cliccheranno sugli annunci pubblicitari devono essere clienti realmente interessati ad un sito dinamico ma soprattutto devono essere potenziali clienti disposti a pagare per un servizio di qualità come quello offerto dalla web agency X.
E’ importante, quindi, evitare di sprecare soldi per utenti che cercano siti web dinamici gratuiti perchè, con AdWords, i click si pagano.
Ecco che possiamo ricorrere alle parole chiave a corrispondenza inversa per scongiurare il “pericolo”
In ogni campagna troviamo la sezione dove specificare le parole chiave a corrispondenza inversa, clicchiamo sulla voce “Parole chiave a corrispondenza inversa“, su aggiungi e inseriamo nel campo di testo che si aprirà tutte le parole chiave per cui vogliamo impedire la visualizzazione dei nostri annunci. Queste parole chiave si aggiungono nello stesso modo di quelle “tradizionali”, l’unica differenza consiste nel fatto che al termine viene anteposto il segno meno.
Nel nostro esempio inseriremo sicuramente “siti web dinamici gratuiti” ed anche “siti web dinamici gratis“; ovviamente tutte le parole chiave da aggiungere devono essere selezionate con cura. Gli annunci non saranno più visualizzati quando un utente digiterà “siti web dinamici gratuiti” o “siti web dinamici gratis” ma non in corrispondenza delle varianti di tali termini e in corrispondenza di termini di ricerca che contengano uno solo degli elementi indicati.
In questo modo evitiamo di far visualizzare gli annunci ad utenti che non sono disposti ad acquistare facendoli visualizzare solo a potenziali clienti disposti a pagare. In questo modo, non solo non sprechiamo soldi inutilmente ma, miglioriamo il CTR e di conseguenza il posizionamento degli annunci stessi ottenendo un abbassamento del CPC (costo per click) e una ottimizzazione del ROI (Return on investment): traffico di qualità, potenziali clienti interessati ad acquistare i nostri servizi/prodotti al costo più basso possibile.











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