Web Analytics: come monitorare il proprio sito web
Pubblicato il 2/8/2010 alle 15:15
Qual’è la cosa più importante per un sito web? I contenuti? Certo, ma non dimentichiamo che anche il sito con i migliori contenuti del mondo sarebbe nulla senza un buon traffico. Il traffico, le visite ricevute, sono la cosa più importante insieme alla qualità dei contenuti.
Che tu sia un blogger, che tu abbia un sito aziendale o un e-commerce, inevitabilmente, avrai a che fare con la Web Analytics. La Web Analytics è una metodologia di analisi che permette di analizzare il traffico di un sito grazie a strumenti potenti e, spesso, gratuiti. Il più famoso e utilizzato strumento di Web Analytics gratuito è Google Analytics. Chi ha un sito web ha bisogno di valutarne l’efficacia, di analizzare gli accessi e i comportamenti dei visitatori al fine di correggere, in tempo reale, eventuali errori di comunicazione commessi.
Non sfruttare le possibilità offerte dalla Web Analytics significa non potersi rendere conto della bontà del lavoro svolto, non poter rimediare ad eventuali errori commessi e non poter pianificare strategie per migliorare la comunicazione ed incrementare il ROI. In parole povere, il successo di un sito web, passa inevitabilmente attraverso un quotidiano lavoro di analisi qualitativa degli accessi. La Web Analytics è fondamentale. Soltanto la Web Analytics può fornire risposte a domande come queste:
- Il numero di visitatori cresce/diminuisce?
- Come migliorare l’usabilità del sito?
- Come ottimizzare i contenuti del sito?
- Quali sono le keywords che rendono e/o convertono?
- Quali sono i siti attraverso i quali arrivano i visitatori?
Vediamo ora come iniziare a monitorare gli accessi
Strumenti come Google Analytics si basano sulla tecnica del “page tagging“. Dopo aver aperto un account, e dopo aver aggiunto il sito da monitorare, otterrai poche righe di codice JavaScript che dovrai incollare in tutte le pagine del tuo sito web. Ricorda che il codice va inserito in tutte le pagine del sito al fine di non perdere informazioni preziose poichè, i visitatori, possono raggiungere il tuo sito web dai motori di ricerca “entrando” da qualsiasi pagina, non per forza dalla home page. Una soluzione “tecnica” opportuna è quella di inserire il codice in un file a parte, automaticamente incluso in tutte le pagine del sito. In questo modo inserirai il codice una sola volta e, in caso di modifiche, modificherai una sola volta. Se il tuo sito è composto da molte pagine otterrai un bel risparmio di tempo e fatica
Google Caffeine e velocità di caricamento dei siti
Abbiamo già parlato di Google Caffeine e dell’importanza che ha oggi (molto più di ieri) la velocità di caricamento di un sito web come fattore per un buon posizionamento sui motori di ricerca. Avere un sito “leggero” che si carica velocemente è fondamentale per essere competitivi lato SEO. Il codice JavaScript di Google Analytics che viene incluso nelle pagine del sito, anche se molto leggero, risiede comunque su un server esterno e, tutto quello che risiede su un server esterno, ha tempi di caricamento più lunghi rispetto alle pagine del proprio sito web.
Questo ci convince che è opportuno inserire il codice di tracciamento alla fine delle pagine, subito prima della chiusura del tag body. Posizionando il codice alla fine delle pagine si risolvono eventuali problemi di rallentamento mentre vengono caricati i contenuti del sito. Soltanto quando tutti i contenuti del sito sono stati caricati viene eseguito il codice JavaScript e viene registrato il visitatore.
Sono dell’idea che la Web Analytics sia meglio “lasciarla” ai professionisti del settore, gli unici in grado di comprendere la notevole mole di informazioni restituite dagli strumenti di analisi e misurazione. Ciò non toglie che, con strumenti come Google Analytics, anche il più inesperto avrà modo di monitorare gli accessi al proprio sito e di rendersi subito conto di quello che funziona e quello che non funziona, di dove si è commesso errori e dove si è “visto giusto”. Se hai la possibilità di rivolgerti ad esperti meglio, altrimenti, non rinunciare al fai da te. La Web Analytics è fondamentale (quante volte l’ho detto?
) per il successo del tuo sito web
SEO: come impostare correttamente le url del proprio sito/blog?
Pubblicato il 2/7/2010 alle 00:15

Le url delle pagine del proprio sito (o blog) sono un elemento di grande importanza da ottimizzare al meglio per renderle “efficaci” sul piano SEO. L’ottimizzazione per i motori di ricerca non deve “distrarci”, però, dal renderle semplici e descrittive anche per gli utenti.
Come impostare correttamente le url?
Google stesso ci suggerisce il modo più giusto ed efficace per strutturare le nostre url. Dovranno essere semplici e le parole separate dalla punteggiatura; il trattino (-) è sicuramente il carattere più indicato per tale scopo:
www.website.com/sito-di-esempio.html è una url efficace per i motori di ricerca ed anche per gli utenti che possono leggere le parole chiave senza alcuno “sforzo visivo” causato da una url meno efficace come la seguente:
www.website.com/sitodiesempio.html
Assolutamente da evitare url complesse e per nulla descrittive, saranno immediatamente scartate dagli utenti che cercano siti in una SERP e non otterranno alcun benificio lato SEO. Ecco un esempio di cattiva url:
www.website.com/index.php?id_1=2345345&id_2=31647567&id_3=4564674345&id_4=56456356
Se il vostro sito presenta tale struttura per le url dovete immediatamente correre ai ripari. Esiste una tecnica chiamata “url rewriting” che permette di “riscrivere” le url per renderle seo-friendly è più descrittive per gli utenti. Per tale intervento dovrete rivolgervi a persone che hanno la competenza tecnica per realizzare il rewriting. Se utilizzate una piattaforma open source, probabilmente, potete impostare la struttura delle url direttamente dal pannello amministrativo. E’ il caso di WordPress, famosa piattaforma di blogging open source, che permette di decidere “comodamente” la struttura delle url.
Le url devono essere obbligatoriamente “corte” o possono anche essere lunghe?
Google indicizza url lunghe anche se consiglia di optare per le url corte. Il motivo principale è che l’utente che visualizza le SERP è disorientato da url troppo lunghe e, nella maggior parte dei casi, tende addirittura ad identificarle come “spam”, decidendo di passare oltre e rinunciando al click. L’utente cerca di “leggere” la url per poter decidere se è il caso di cliccare o meno, ha bisogno di poche parole chiavi che gli permettano di capire il contenuto a cui punta la url “monitorata”.
Le url devono contenere parole chiave ben selezionate per ottenere vantaggi SEO?
Assolutamente si. In un discorso di ottimizzazione “on site” bisogna sempre tenere conto anche delle url. Ad esempio, se la nostra pagina web offre un contenuto di qualità (essì, i contenuti di qualità sono la cosa più importante per il successo di un sito web
) sulle maglie di squadre di calcio, è chiaro che il tag title e i tag di intestazione (H1, H2 ecc.) conterranno le keywords “maglie calcio”. E’ opportuno dotare la pagina di una url come la seguente: www.miosito.com/maglie-calcio.html
Se la vostra pagina vende un prodotto specifico, è il caso di essere quanto più precisi possibile nel fornire informazioni. Se vendete la maglia dell’argentina è opportuno optare per una delle seguenti soluzioni:
www.miosito.com/maglia-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglie-calcio-argentina.html
www.miosito.com/maglia-calcio-argentina-anno-82.html
Come posizionare le keywords nelle url?
Le parole chiave vanno posizionate all’inizio o alla fine della url? Abbiamo capito che la url deve essere descrittiva, deve contenere parole chiave accuratamente selezionate per ottenere benefici SEO ma deve anche essere il meno lunga e complessa possibile. Posizionare 4-5 keywords nella url è una scelta ottimale ma, come sono posizionate queste keywords, è un aspetto secondario a cui non bisogna dare molta importanza. Questa “dritta” arriva da Matt Cutts in persona
photo credits: chrisdlugosz edit by EmaWebDesign
Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?
Pubblicato il 28/6/2010 alle 06:00

E’ inutile che cliccate sul “Mi piace” qui sopra, è solo un’immagine
Quindi non salirò nelle SERP.
Nelle SERP??? Certo, nelle SERP di Facebook
No, non sono impazzito (si spera). Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a riflettere sulle ultime mosse di Facebook che, nella mia personale visione, portano in un’unica direzione: un search engine. Tempo fa, quando Facebook migliorò la ricerca interna al social, si vociferava che Zuckerberg intendeva “mettere le mani” sull’intero web, che il suo obiettivo era quello di lavorare a un motore di ricerca dal cuore “social“.
Effettivamente, con il rilascio degli Open Graph, Facebook ha dimostrato di voler sapere cosa davvero piace agli utenti del web. I plugin inseribili all’interno di siti e blog garantiranno ai web publisher una più veloce condivisione dei propri contenuti ma, al tempo stesso, permetteranno a Facebook di capire quali sono i contenuti che piacciono di più in modo da poter espandere la ricerca per offrire più contenuti di qualità ai suoi utenti.
Se ieri era più difficile immaginare Facebook come competitor di Google nel Search, oggi le cose sono leggermente cambiate. L’avvento di Caffeine ha dimostrato che lo stesso Google ha capito l’importanza dei social e della Real Time Search. Ma se un search engine made in Facebook diventasse realtà, come verrebbe calcolato il valore di una pagina web, come funzionerebbe il ranking e quali sarebbero i fattori decisivi per ottenere un buon posizionamento nelle SERP di tale search engine?
Se Google si affida alla Link Popularity, è chiaro che il search di Zuckerberg si affiderebbe al numero di “Mi piace” ricevuti da ogni singola pagina web. Resta da capire se tale logica permetterà ai risultati più rilevanti e di qualità di arrivare ai primi posti delle SERP, aspetto decisivo per il successo di qualsiasi search engine. Altra cosa interessante sarebbe quella di vedere se il motore di ricerca rimarrebbe “interno”, a disposizione dei soli utenti di Facebook o se verrebbe lanciato come servizio “esterno”, cosa che garantirebbe a Zuckerberg e soci di “ottimizzare i guadagni” implementando, magari, un servizio di Keyword Advertising simile a Google AdWords.
Non ci resta che aspettare per saperne di più; sta di fatto che dopo Bing, Google, potrebbe presto incontrare una nuova minaccia al suo monopolio nel Search. Per noi SEO specialist la sfida è già iniziata con l’avvento di Caffeine e i “terremoti” scatenati dagli aggiornamenti di bigG, aggiornamenti arrivati puntuali per rimanere al passo coi tempi dopo la “spaventosa” crescita di social come Facebook e Twitter, crescita, che sembra non volersi arrestare
La rivoluzione della SEO è iniziata: Caffeine è tra noi!
Pubblicato il 9/6/2010 alle 18:40

Google ha annunciato di aver completato il nuovo sistema di indicizzazione delle pagine web. Dopo molti test, Caffeine, è finalmente realtà. Cosa vuol dire per un SEO Specialist? Vuol dire “rivoluzione”, il lavoro del SEO Specialist diventa ora una grande sfida. Forse più di prima. Il web evolve, giorno dopo giorno si modifica e offre sempre qualcosa di nuovo. Allo stesso tempo evolve l’algoritmo di Google e, ora, anche la SEO potrebbe cambiare.
Negli ultimi tempi ci sono state parecchie “scosse” provenienti da Google; molti hanno lamentato una drastica riduzione degli accessi provenienti da bigG, altri un eccessivo ridimensionamento del PageRank. L’amico Merlinox ha condiviso alcune informazioni sul problema da molti soprannominato come Google MayDay.
La realtà è che gli “scossoni”, d’ora in avanti, potrebbero davvero essere frequenti ed è il caso di monitorare costantemente la situazione per capire in fretta come comportarsi oltre a cercare di individuare i nuovi punti “chiave” di Caffeine; fermo restando che, secondo me, in termini di posizionamento la link popularity rimarrà ancora importante per il futuro prossimo.
Ma come è cambiato il sistema di indicizzazione di Google?
Oggi, nell’era dei social media, degli ugc e del real time, Google ha capito la necessità di dover aggiornare il modo in cui indicizza i contenuti trovati sul web. La quantità e la varietà di contenuti che oggi inondano la rete ha reso necessario un nuovo sistema che offrisse, agli utenti che effettuano una ricerca, contenuti sempre “freschi” e di qualità indifferentemente dalla tipologia o dallo strumento con cui sono stati creati.
Punto fondamentale è la velocità con cui bigG indicizza questi contenuti per poterli subito “restituire” ai suoi utenti. Per questo, da parte dei webmaster, deve esserci la consapevolezza che i contenuti vanno pubblicati in modo che siano facilmente indicizzabili e soprattutto velocemente visualizzabili dagli utenti. I tempi di caricamento delle pagine web e, quindi, la velocità con cui un utente può visualizzare un contenuto sarà decisivo come già anticipato più volte nel recente passato.
Per ora non ci resta che monitorare con grande attenzione, le novità di Caffeine saranno molte, la nuova sfida per tutti gli esperti di motori di ricerca è iniziata
Google conferma che la velocità di caricamento è fattore di ranking: come comportarsi?
Pubblicato il 13/4/2010 alle 19:28

Google ha confermato che la velocità di caricamento di un sito web è fattore di ranking. Ha sottolineato quello che tutti abbiamo sempre saputo: la velocità di caricamento è una cosa importante.
L’obiettivo di Google è sempre stato quello di fornire risultati pertinenti e di qualità a tutti gli utenti che effettuano ricerche dalla sua home page…premiare siti che si caricano velocemente è un obbligo o forse lo è di più penalizzare siti che si caricano troppo lentamente?
Quello che sappiamo con certezza è:
1) La velocità di caricamento è uno degli oltre 200 fattori che Google considera per determinare il ranking delle pagine web
2) Gli utenti preferiscono siti che si caricano velocemente a siti graficamente eccellenti ma lenti a caricarsi
La velocità di caricamento è uno dei fattori di cui tenere conto ma non è certo il più importante. Qualità dei contenuti, pertinenza, dominio, ottimizzazione on site e link popularity vengono sicuramente prima (tanto per elencare un pò di fattori)..quindi, non farti prendere dalla “psicosi” della velocità, non sei mica Alonso o Massa
Qualcuno ha detto social media? Bè, sono da tenere in considerazione, certo..siamo o non siamo nell’era dei social?
Come dobbiamo comportarci quindi?
Come abbiamo sempre fatto. Il nostro (mi rivolgo a web designer/developer ovviamente) obiettivo è di permettere la miglior user-experience possibile agli utenti: dobbiamo fare in modo che i siti si carichino nel minor tempo possibile, ottimizzazione.
Per tenere sotto controllo la velocità di caricamento dei siti possiamo utilizzare strumenti come Page Speed o YSlow.
Preoccupati di hostare il sito su un buon server, scegli con cura tecnologie e database, ottimizza il database, ottimizza le immagini, mantieni il codice (HTML, CSS) pulito, comprimi i file JS e includili nella tua pagina utilizzandoli come file esterni.
Una cosa molto importante: elimina tutti i widget inutili, se li elimini tutti è meglio
Mantieni solo quelli che ritieni indispensabili ma verifica che non influiscano negativamente sulla velocità di caricamento delle tue pagine…spesso sono la causa del problema.
Un’ultima cosa, la velocità di caricamento è fattore di ranking su Google.com, su Google.it non ancora…se hai un sito web che si carica lentamente agisci subito sei ancora in tempo
photo credits: cod_gabriel
Update:
Ringrazio pubblicamente Alessandro che mi ha fatto notare che la foto del post era eccessivamente pesante. La lascio ancora non troppo ottimizzata per un test, vediamo bigG cosa ci dirà in futuro e se intenderà penalizzare il post appena il fattore velocità sarà attivo su Google.it, ad oggi, l’articolo riceve un buon traffico
Alessandro ci suggerisce anche un ottimo strumento per monitorare la velocità di caricamento delle pagine web, Speed tracer, un’estensione per Google Chrome.
Ecco un video dove viene spiegato come funzionano le aste per la pubblicità su Google
Pubblicato il 13/2/2010 alle 13:11
Se siete alle prime armi con Google Adwords o volete capire meglio le dinamiche delle aste per la pubblicità su Google, nel seguente video viene spiegato il “meccanismo” anche se in lingua inglese.
Google AdWords: l’importanza delle parole chiave a corrispondenza inversa
Pubblicato il 26/1/2010 alle 16:11

Nell’articolo Come pubblicizzare un sito con Google AdWords, ecco qualche consiglio ti ho dato alcuni consigli di base su come pubblicizzare un sito web con Google Adwords.
Oggi voglio parlarti delle parole chiave a corrispondenza inversa e della loro importanza.
Chiunque pubblicizzi una pagina web (landing page) con Google AdWords ha un unico obiettivo: acquistare potenziali clienti realmente interessati al servizio/prodotto pubblicizzato spendendo il meno possibile. Un’altra cosa molto importante, per non sprecare il budget a disposizione, è quella di cercare a tutti i costi di evitare impressions che hanno scarse possibilità di trasformarsi in click o, peggio ancora, che si trasformano in click grazie ad un annuncio efficace e persuasivo ma che porta alla landing page un cliente che magari non è intenzionato ad acquistare.
Faccio subito un esempio: la web agency X vende siti web dinamici e apre una campagna su AdWords. L’obiettivo è di acquistare traffico verso una landing page utilizzando la keyphrase “siti web dinamici”. I potenziali clienti che cliccheranno sugli annunci pubblicitari devono essere clienti realmente interessati ad un sito dinamico ma soprattutto devono essere potenziali clienti disposti a pagare per un servizio di qualità come quello offerto dalla web agency X.
E’ importante, quindi, evitare di sprecare soldi per utenti che cercano siti web dinamici gratuiti perchè, con AdWords, i click si pagano.
Ecco che possiamo ricorrere alle parole chiave a corrispondenza inversa per scongiurare il “pericolo”
In ogni campagna troviamo la sezione dove specificare le parole chiave a corrispondenza inversa, clicchiamo sulla voce “Parole chiave a corrispondenza inversa“, su aggiungi e inseriamo nel campo di testo che si aprirà tutte le parole chiave per cui vogliamo impedire la visualizzazione dei nostri annunci. Queste parole chiave si aggiungono nello stesso modo di quelle “tradizionali”, l’unica differenza consiste nel fatto che al termine viene anteposto il segno meno.
Nel nostro esempio inseriremo sicuramente “siti web dinamici gratuiti” ed anche “siti web dinamici gratis“; ovviamente tutte le parole chiave da aggiungere devono essere selezionate con cura. Gli annunci non saranno più visualizzati quando un utente digiterà “siti web dinamici gratuiti” o “siti web dinamici gratis” ma non in corrispondenza delle varianti di tali termini e in corrispondenza di termini di ricerca che contengano uno solo degli elementi indicati.
In questo modo evitiamo di far visualizzare gli annunci ad utenti che non sono disposti ad acquistare facendoli visualizzare solo a potenziali clienti disposti a pagare. In questo modo, non solo non sprechiamo soldi inutilmente ma, miglioriamo il CTR e di conseguenza il posizionamento degli annunci stessi ottenendo un abbassamento del CPC (costo per click) e una ottimizzazione del ROI (Return on investment): traffico di qualità, potenziali clienti interessati ad acquistare i nostri servizi/prodotti al costo più basso possibile.
Come pubblicizzare un sito con Google AdWords, ecco qualche consiglio
Pubblicato il 13/1/2010 alle 18:46

Google AdWords è senza dubbio il più potente strumento di Web Marketing esistente, saperlo utilizzare è fondamentale per promuovere i propri prodotti/servizi online.
Il sogno di chi pubblicizza pagine web su Adwords è senza dubbio quello di vedere i propri annunci in prima pagina e in prima posizione senza dover spendere grosse cifre. Ma come “posizionare” i propri annunci prima di quelli della concorrenza senza spendere una fortuna?
Bella domanda
La prima cosa di cui ti devi preoccupare e di ottenere un buon Quality Score per le parole chiave utilizzate nelle tue campagne su AdWords.
Per visualizzare il Quality Score in una campagna su AdWords clicca su “filtro e visualizzazioni” e poi su “personalizza colonne“. A questo punto “spunta” la checkbox Punteggio di qualità. Verrà così aggiunta la colonna con il Quality Score per ogni parola chiave.
Adesso ti darò alcuni consigli per cercare di ottenere il massimo da AdWords, consigli un pò generici, ma per approfondire ci vorrebbero due vite
Consiglio n°1 – Utilizza lo strumento per le parole chiave di Google
Utilizza lo strumento per le parole chiave di Google per trovare le parole chiave più efficaci per i tuoi annunci. Cliccando su “scegli le colonne da visualizzare” puoi scegliere di visualizzare la posizione annuncio stimata e CPC medio stimato. Cerca di individuare le parole chiave che un potenziale cliente/utente potrebbe immettere in Google per cercare i tuoi prodotti/servizi. Valuta di optare per quelle che hanno elevati volumi di ricerca ad un CPC più basso possibile ma non sottovalutare chiavi con volumi di ricerca non elevatissimi ma che possono essere molto efficaci per la tua campagna.
Consiglio n°2 – Ottimizza, ottimizza e ottimizza
Crea un annuncio che possa attirare l’attenzione dell’utente, un annuncio unico che sia “attraente” e “persuasivo”. Ottimizza l’annuncio al fine di ottenere un Quality Score importante. Fai in modo che nel titolo e nel testo dell’annuncio sia presente la parola chiave scelta. Se l’annuncio non rende da subito, cambialo, cerca una nuova soluzione. Non smettere mai di ottimizzare finchè non sei pienamente soddisfatto.
Consiglio n°3 – crea una Landing Page efficace
Se un utente clicca sul tuo annuncio fai in modo che “atterri” su una pagina ottimizzata al fine di fargli compiere l’azione che desideri compia (iscrizione a una newsletter, risposta ad un sondaggio, acquisto ecc.). Rendi la pagina essenziale, elimina tutto il superfluo ed utilizza un layout “clean style” dove siano in risalto i link/pulsanti su cui l’utente deve cliccare. Fai in modo che nella pagina siano presenti le parole chiave dell’annuncio AdWords, valuta anche se è il caso di prendere un dominio ad hoc, le parole chiave presenti nel nome a dominio sono decisive anche per il Quality Score.
Consiglio n°4 – Monitoraggio e analisi
Valuta di integrare AdWords con Analytics. Esegui un monitoraggio costante della campagna al fine di poter intervenire per tempo in caso di necessità. Analizza i risultati, è fondamentale per capire cosa ha funzionato e cosa no e in modo di poter modificare la campagna ed ottimizzarla per non commettere errori precedentemente commessi. L’analisi è tutto, non farne mai a meno.
Cerca di “progettare” la tua campagna e di ottimizzarla al meglio, ottenere un buon Quality Score ti permetterà di posizionare i tuoi annunci prima di quelli dei tuoi concorrenti senza dover per forza spendere cifre “folli”.
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Guadagnare online: Bookzinger permette di monetizzare i propri bookmarks con AdSense
Pubblicato il 18/12/2009 alle 18:35

Se sei possessore di un account Google AdSense, Bookzinger ti permette di monetizzare i tuoi bookmarks visualizzando 2 blocchi di annunci AdSense nella tua pagina dei bookmarks.
Come fare? Se non hai ancora un account su Bookzinger, crealo gratuitamente a questa pagina. Salva o importa i tuoi bookmarks e vai alla pagina del tuo account di Bookzinger. Trovi la voce “Codice Adsense“, qui inserirai il tuo ID publisher di Google Adsense.
Una volta effettuato l’accesso a Google AdSense trovi in alto a destra il tuo ID publisher. Inizia con pub- e un codice numerico. Copialo ed incollalo nella voce “Codice Adsense” della pagina del tuo account.
A questo punto, Bookzinger, visualizzerà due blocchi di annunci uno all’inizio della pagina dei bookmarks e uno alla fine.
Finito, ora non ti resta che “diffondere” la pagina dei tuoi bookmarks (che trovi alla URL http://www.bookzinger.it/tuo_username.books), puoi farlo aggiungendo un banner sul tuo sito o blog. Trovi i banner alla pagina dei tools http://www.bookzinger.it/tools.php.
Google Wave, cos’è e come funziona
Pubblicato il 10/12/2009 alle 22:43
Se vuoi scoprire Google Wave o capire come funziona questo nuovo servizio 2.0 ti consiglio di guardare il seguente video:

























