Cosa vuol dire che il pulsante +1 influenzerà le SERP di Google?



Pubblicato il 31/8/2011 alle 23:59

Cosa vuol dire che il pulsante +1 influenzerà le SERP di Google?

Apprendiamo da Wired che, Google, ha confermato che il pulsante +1 influenzerà le SERP, ma cosa vuol dire? Che, grazie ai click sul pulsante +1 presente nelle tue pagine web, il tuo sito arriverà ai primi posti su Google!

Cosa corri a cliccare, stavo scherzando!! :P

In realtà, è la conferma di quello che i SEO Specialist hanno sempre pensato: i click sul pulsante +1 saranno considerati dal motore di ricerca come un indice di gradimento per valutare il posizionamento di una pagina web; un fattore come tantissimi altri, dai link provenienti da profili autorevoli su YouTube o Twitter alla valutazione dei link presenti nei singoli Tweet. Giorgio Tave ha ipotizzato che, Google, stia sviluppando appositi algoritmi per valutare i contenuti condivisi su Facebook e Twitter, ipotesi condivisibile.

Il web è cambiato dai tempi del pagerank (notizia di oggi è la scadenza della licenza esclusiva di Google per il suo utilizzo), oggi, i social media spopolano tra gli internauti e Google ha preso in considerazione il fenomeno “social” in tempi non sospetti. Oggi, oltre all’ottimizzazione “onsite” e alla link popularity, Google tiene in considerazione i “segnali” provenienti dai social media per cui, il consiglio, è di curare i propri account e di inserire i pulsanti sociali nel proprio sito (Like Button, +1, Retweet button).

Ogni “segnale”, che sia un like, un retweet, un click sul +1 o una menzione su un social, viene valutato con grande attenzione da bigG. L’obiettivo è di capire come questi segnali siano di qualità e pertinenti al fine di ottenere nuove informazioni da utilizzare per il posizionamento delle pagine web, come si evince anche dalla mail ricevuta da Wired:

“Google sfrutterà i click sui pulsanti +1 come un segnale di gradimento per valutare il posizionamento e la comparsa dei siti web nei risultati di ricerca. Il proposito di ogni segnale di questo tipo è quello di migliorare la qualità complessiva della ricerca. Cominceremo a utilizzare i +1 e gli altri segnali di gradimento social, così come ogni nuovo segnale di gradimento, con prudenza in modo da imparare in che modo questi segnali sono correlati alla qualità.”

Google ha subito capito l’importanza dei social media e li tiene in grande considerazione senza dimenticare l’obiettivo di sempre: mantenere le SERP  di qualità, combattere lo spam e i furbetti del posizionamento “seo black hat”.

Ed ora, testiamo: cliccate sul pulsante +1 qui sotto…se cliccate anche il like button e il tweet button, il test, sarà decisamente più utile :D ;)

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Ottimizzazione SEO per le Facebook Pages: tutta la verità

Pubblicato il 7/7/2011 alle 00:34

ottimizzazione seo per le facebook pages

Probabilmente hai letto già un pò di risorse dove illustravano come ottimizzare, in chiave SEO, le Facebook Pages. Se, le risorse in questione, elencavano una lunga serie di accorgimenti e operazioni da effettuare hai sicuramente perso tempo nel “magico” mondo dei contenuti fuffa.

Se, le risorse in questione, ti hanno incitato ad “infilare” parole chiave in tutti i “buchi” che Facebook mette a disposizione…ti sei sicuramente imbattuto nel sito/blog del SEO specialist medio (magari su quello di Adam :D ).

La verità è che, per rendere le tue Facebook Pages SEO-Friendly, devi mettere in pratica soltanto 4 accorgimenti. Se non te ne dimentichi, le tue Facebook Pages, saranno sicuramente ben visibili sui motori di ricerca (ovvio, sono pur sempre pagine di Facebook…capirai quanto ci mettono a posizionarsi :P ).

Accorgimento n°1: il nome della pagina

Il nome della tua Facebook Page, proprio come il tag title del tuo sito/blog, è il fattore decisivo. Sceglilo con grande cura, ricorda che deve rappresentarti, quindi, non usare termini troppo generici. Se la tua Page è stata creata per il tuo blog “bloggoallagrande.com” (attualmente questo simpatico dominio è libero…se vuoi, per 100.000 euro, te lo registro e ti installo pure WordPress :D ), scegli come nome “Bloggo alla grande”. Se vuoi aggiungere keywords rilevanti per l’argomento del tuo sito/blog ricorda di inserire una sola keyword/keyphrase e non ripeterla per nessun motivo; faresti solo la figura dello spammer o del seguace di Adam :D

Accorgimento n°2: la vanity url è importantissima

Se hai almeno 25 fan puoi scegliere, per la tua Page, una vanity url del tipo www.facebook.com/tuo_nome. Non dimenticare di impostare la tua vanity url, avere le parole chiave (rilevanti) presenti nella url della tua pagina è importantissimo. Ricorda che, i motori di ricerca, hanno in grande considerazione le keywords che si ripetono nel tag title e nella url. Tornando all’esempio di prima bisognerebbe scegliere www.facebook.com/bloggoallagrande.

Accorgimento n°3: compila le informazioni della scheda info

Per la scheda “info” della tua pagina ci sono tutta una serie di informazioni che devi fornire a Facebook e che sono molto importanti anche in chiave SEO. Compila questi campi fornendo info e descrizione che siano utili (per l’utente che visita la pagina) a comprendere chi sei e a cosa serve la tua Facebook Page…senza dimenticare di linkare il tuo sito/blog e di utilizzare le keywords/keyphrase rilevanti ;)

Accorgimento n°4: Landing Page e Link Building sempre e comunque

Ricorda di dotare la tua Facebook Page di una Landing Page che sia persuasiva e che convinca il visitatore a cliccare “Mi Piace“. Pagine con tanti utenti e con tanta interazione hanno maggiore “peso” di pagine poco seguite e/o con zero interazione (like, commenti ecc.). Cercare ed ottenere link in entrata è, inoltre, importante anche per le Facebook Pages proprio come per i siti e i blog. Alla fine, nascono nuovi social, l’algoritmo di Google evolve…ma ci sono fattori che conteranno a vita ;)

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Con Google+ la guerra a Facebook è iniziata: Google sta per lanciare il suo Social Network

Pubblicato il 29/6/2011 alle 00:03

google plus

L’abbiamo sempre saputo, l’aspettavamo da tempo: prima o poi, Google, ci avrebbe presentato il suo Social Network, la risposta di Mountain View a Facebook. Ebbene, il momento è finalmente (finalmente??) arrivato, bigG ci presenta Google+!

Perfetto, ora posso usare un social made in Google per regalare, ehm, condividere le mie informazioni, taggare gli amici, commentare qualsiasi cosa e sprecare la mia vita giocando a FarmVille?

Mmm…no, direi di no. Google+ non funziona come Facebook; è un social che sfrutta il vero “potere” che hanno in quel di Mountain View: il motore di ricerca.

Con Google+ potrai facilmente dividere i tuoi contatti in “cerchie“. Riporto dal sito ufficiale:

Grazie alle cerchie, puoi inserire facilmente i tuoi amici del sabato sera in una cerchia, i tuoi genitori in un’altra e il tuo capo in una cerchia tutta sua, proprio come nella vita reale

In pratica, è una suddivisione dei contatti in categorie (o liste) ma, chiamate “cerchie”, fa decisamente più figo non trovi? :P

Potrai, inoltre, raccogliere e visualizzare in un unico feed le notizie, foto e video che potrebbero interessarti, condividere il materiale che ritieni di qualità e intavolare conversazioni. Potrai videochattare (si, lo facciamo già da tanti anni :D ) e chattare tramite un sistema di messaggistica privata e/o sms che funziona anche da mobile. App Android in arrivo quindi ;)

Dal tuo smartphone potrai caricare foto e video e, con la funzione “caricamento istantaneo“, i tuoi file si caricano da soli senza che ti scomodi…quindi, niente porno amatoriali o saranno cavoli tuoi :P

Secondo te, dopo Wave e Buzz, Google+ sarà l’ennesimo social-flop di bigG o, stavolta, a Mountain View hanno individuato la strada giusta da seguire? Personalmente credo che la direzione sia quella giusta, aspettiamo comunque di poter provare il nuovo “giocattolo” per testarne la reale utilità.

Per farvi un’idea più precisa vi rimando al sito ufficiale e alla visione del seguente video ;)

Photo credits: kabliczechFotolia

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Google attiva la Social Search anche in Italia

Pubblicato il 21/5/2011 alle 00:08

Google Social Search attivo anche in Italia

Google ha annunciato di aver attivato la Social Search in 19 paesi Italia compresa (come fatto da Bing in accoppiata con Facebook). Questo vuol dire che, a partire da ora, quando sei loggato con il tuo Google Account vedrai delle SERP decisamente personalizzate in base a quella che è la tua Social Circle.

Cosa vuol dire?

Che, nelle SERP, avranno maggiore importanza (quindi, meglio posizionate) le risorse condivise sui social network dai tuoi contatti. Se un tuo contatto ha condiviso un link su Twitter, sotto la url in questione, visualizzerai l’avatar e il nome del contatto che ha condiviso la risorsa; cliccandoci sopra potrai visualizzare il Google Profile del contatto in questione.

Se Bing ha una partnership con Facebook, Google invece, come fa a conoscere i nostri contatti sui social network?

Glieli dici tu, creando il tuo Google Profile ed aggiungendo i tuoi profili dei social ai quali sei iscritto/a. Fatto questo, Google, creerà la tua Social Circle composta da connessioni dirette più connessioni secondarie, gli amici di amici per intenderci.

Questa Social Search conferirà maggiore qualità alle mie SERP?

Dipende. Dipende dalla “qualità” dei tuoi contatti sui social network. Se i tuoi contatti sono soliti condividere soltanto scemenze, difficilmente troverai risorse interessanti provenienti dalla Social Search :P

Al contrario, se sei in contatto con persone che condividono risorse di qualità e, soprattutto, se hanno i tuoi stessi interessi, avrai senza dubbio delle SERP personalizzate contenenti link garantiti (e/o consigliati) da persone di cui ti fidi.

Per una panoramica sul funzionamento della Social Search, ti lascio al seguente video ;)

Photo credits: kabliczechFotolia

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Google +1: il futuro è social anche a Mountain View

Pubblicato il 4/4/2011 alle 00:30

Google +1

Nell’immagine qui sopra puoi vedere un’anteprima di quella che sarà la “SERP del futuro“. Un bel pulsantino “+1” comparirà di fianco ad ogni risultato delle SERP di Google. Questo è “+1″, la nuova idea “social” di bigG che, piano piano, sarà attivata per ogni localizzazione del motore di ricerca. Qui l’annuncio ufficiale di Google.

Ma cos’è precisamente Google +1?

Google +1 è la risposta di Mountain View al Like Button di Facebook. Ogni utente potrà esprimere la propria preferenza (o apprezzamento) per un contenuto e segnalarlo ai propri amici/contatti, precisamente, i contatti della propria “Social Circle“.

Perchè Google ha deciso di realizzare +1?

Perchè “il futuro del web è social” diceva uno (o tutti) dei 3 miliardi di guru del web (anche se dopo 5 minuti hanno iniziato a dire “il futuro è mobile”) :P

Più seriamente, Google, ha capito nei tempi giusti la grande importanza dei social media per gli utenti web e, a suo tempo, si è messo subito al lavoro per rendere le SERP quanto più Social e Universal possibili. Oggi come oggi, l’incredibile successo di Facebook e del suo Like Button dovevano in qualche modo essere presi d’esempio.

Possiamo tranquillamente dire che, oggi, Facebook è una delle migliori (o la migliore in assoluto?) piattaforma per l’advertising online e sappiamo tutti che, Google, guadagna bei soldini in ADV grazie all’accoppiata AdWords/AdSense. Ecco una delle risposte alla domandona:

Google potrà iniziare a “registrare” cosa piace ai suoi utenti. Questo perchè, molto presto, il pulsante +1 potrà essere inserito in qualsiasi pagina web, proprio come il Like Button. Dati da utilizzare in chiave marketing, il business viene prima di tutto o no? :D

+1 influenzerà il posizionamento?

Direi di si ma non in senso assoluto. Una delle chiavi del successo di Google è la sua condivisibile volontà di offrire sempre i migliori risultati agli utenti che effettuano una ricerca. Poter visualizzare nelle SERP, nome e foto dei propri amici/contatti che hanno fatto +1 per un contenuto, sarà un modo decisamente veloce e affidabile per far individuare all’utente un contenuto di qualità.

Quindi, per gli utenti “loggati”, le SERP saranno influenzate dai +1 dei propri contatti. I +1 espressi saranno visualizzabili nel proprio Google Profile.

Dopo il fallimento di progetti come Google Wave e Google Buzz (lo so, Buzz esiste ancora…ma chi se n’è accorto??), bigG, ha finalmente capito il modo più giusto per offrire funzionalità “social” ai propri utenti continuando a puntare sul proprio core business: il search. Google Profile e Google +1 sono sicuramente la risposta più giusta a Facebook e al Like Button; ora più che mai, la sfida tra i due “giganti” del web, diventa appassionante con buona pace di Microsoft e Apple che, da un punto di vista del Search e del Social, rimangono ancora nettamente “indietro”.

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SEO: in quale direzione vanno i Motori di Ricerca

Pubblicato il 1/2/2011 alle 23:19

SEO in quale direzione vanno i motori di ricerca

Negli ultimi tempi, nel campo dei motori di ricerca, si fà un gran parlare di web semantico: “il futuro dei motori di ricerca è nella semantica“. Tutti parlano di semantica ma, praticamente, in che direzione vanno i motori di ricerca?

Quando parliamo di motori di ricerca, parliamo principalmente di Google anche se non possiamo trascurare Bing. L’obiettivo di bigG, da sempre, è quello di restituire risultati di qualità, la maggiore qualità possibile, agli utenti che effettuano una ricerca. Con l’avvento di Caffeine, Google, ha modificato la sua infrastruttura dando vita ad Universal Search. Eppure, ancora oggi, ottimizzazione on site e link popularity svolgono un ruolo decisivo per il posizionamento.

Ma allora, in chiave SEO, cosa mi permetterà di ottenere benefici nei risultati organici?

Fermo restando che ottimizzazione on site e link building rimangono operazioni “chiave”, ti consiglio di concentrare le tue “energie” su Universal Search, in particolare su:

- Pubblicazione di video per ottenere link e traffico attraverso piattaforme di video sharing (YouTube in primis)
- Pubblicazione di immagini con attributo alt e nome file ottimizzato per gli utenti (e per i motori) da posizionare in Google Images
- Utilizzo di Twitter per la pubblicazione di notizie e aggiornamenti sui temi che tratti nel tuo sito/blog (o prodotti se fai business online)

Nell’era degli UGC, i motori di ricerca, non restituiscono più una lista di link a siti web intesa come una “semplice lista di link” a pagine web. Un utente del web 2.0, quando effettua una ricerca, è possibile che stia cercando un sito, una notizia, un prodotto, un video o un’immagine, una località o chissà cosa. Per questo Google, tramite Universal Search, cerca di capire (e cercherà di capire sempre meglio) la “tipologia” più pertinente di risultato da restituire per poter presentare, in alto nelle SERP, i risultati di maggiore qualità ma che siano della tipologia cercata dall’utente.

Un bravo SEO, dunque, dovrà essere in grado, d’ora in avanti, di analizzare le vie più opportune per portare traffico ad un sito web e stabilire le giuste strategie per ritagliarsi uno spazio in Universal Search. Che siano i video o il box dei Tweet, per arrivare in prima pagina abbiamo, oggi, tante possibilità da poter e dover sfruttare ;)

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SEO: 10 errori da non commettere

Pubblicato il 2/11/2010 alle 07:15

emawebdesign

Finalmente possiamo dirlo, oggi, Google non è l’unica strada per ottenere visibilità online. I social media, Facebook, YouTube e Twitter su tutti, ci hanno messo a disposizione nuove strade e nuovi strumenti per raggiungere utenti, lettori, clienti e/o potenziali clienti. Ma dobbiamo anche ammettere che, se Google non è più l’unica possibilità, rimane comunque la soluzione principale per portare traffico al proprio sito/blog.

Immagino che il tuo Google Analytics parli chiaro, a proposito, qual è la tua principale fonte di traffico? :D

Investire in campagne marketing sui social media è giusto ed, anzi, una scelta obbligata. Ma se dovessi spendere X euro per ottenere visibilità online, ancora oggi, la mia scelta principale ricadrebbe sulla SEO. Non che una soluzione escluda l’altra ovviamente.

Eppure, ancora oggi, non tutti investono con convinzione nella SEO ed è ancora più incredibile il fatto che molti, anche tra gli “addetti ai lavori”, non siano per nulla preparati sulla SEO e su come procedere per rendere un sito “ben ottimizzato” per i motori di ricerca. Non è difficile imbattersi in siti per nulla SEO-friendly e, spesso, ci si trova davanti ad errori davvero incredibili.

Vediamo insieme di stilare una “checklist” di errori SEO da non commettere:

01) Tag Title non ottimizzato

Non ottimizzare il title delle pagine è indubbiamente l’errore più grave. Ogni pagina deve avere un titolo diverso da quello delle altre e ben ottimizzato ovviamente. Errore gravissimo omettere il tag title o ripetere lo stesso per tutte le pagine del sito.

02) Pochi contenuti testuali

Altro errore grave è quello di inserire pochi contenuti testuali nelle pagine. I contenuti testuali sono quei contenuti che i motori di ricerca “adorano”, bisogna lavorarci con grande attenzione e l’ottimizzazione (SEO Copywriting) riveste un ruolo decisivo.

03) Anchor text non ottimizzate

I link, inutile dirlo ma lo diciamo lo stesso, sono importantissimi. L’anchor text dei link ancora di più. Un grave errore è utilizzare come anchor text frasi del tipo “leggi il testo” o “clicca qui”. Le anchor vanno ottimizzate con grande cura.

04) Flash o JavaScript per la navigazione

Utilizzare un menu realizzato in Flash o JavaScript è un errore davvero grave. I menu devono essere realizzati sempre e solo in puro HTML.

05) Non utilizzo delle url seo friendly

Non utilizzare url seo-friendly è un errore da evitare. Google “legge” con grande attenzione le url delle pagine, bisogna strutturarle in modo che siano facilmente leggibili dai motori di ricerca. Ho già scritto in passato su come impostare url seo-friendly ;)

06) Attenzione ai contenuti duplicati

Un errore grave che può, quasi sicuramente, portare ad una penalizzazione è presentare contenuti duplicati. Elimina quei contenuti e fai particolare attenzione a quei CMS che pubblicano lo stesso contenuto sotto diverse url.

07) Occhio a cosa linki e cura il nofollow

Fai attenzione alle risorse che linki. Linka solo risorse di qualità e a tema con i contenuti del tuo sito. Se hai molti link in uscita utilizza con grande cura il rel=nofollow. Se hai una sezione di news giornaliere o fai newsmastering potresti incappare in una penalizzazione, previeni questo errore utilizzando il nofollow su tali link ;)

08) Esagerare con le keywords è il male assoluto

Occhio a non incappare nel “keyword stuffing”. Ripetere esagerando keywords o, peggio ancora, liste di keywords è un errore davvero banale quanto grave.

09) Pagine lente a caricarsi

Le pagine del tuo sito devono caricarsi velocemente, caffeine ama l’alta velocità. Spesso ci si imbatte ancora in siti pieni zeppi di widget, immagini e sciocchezze varie che appesantiscono inutilmente le pagine aumentando i tempi di caricamento.

10) Pagine ottimizzate per keywords inutili

Questo è un errore piuttosto comico, ottimizzare una pagina per delle keywords irrilevanti. Quando si lavora all’ottimizzazione dei contenuti bisogna partire da una buona analisi delle keywords su cui puntare.

Di errori SEO da non commettere ce ne sono molti altri, se te ne viene in mente qualcuno aggiorna questa checklist con un commento ;)

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Universal Search: una grande opportunità per aumentare il traffico in entrata

Pubblicato il 12/10/2010 alle 23:44

Universal Search: una grande opportunità per aumentare il traffico in entrata

Negli ultimi tempi, Google, ha cambiato e sta cambiando il modo con cui è possibile cercare risorse online. Il gigante di Mountain View si è aggiornato per venire incontro alle nuove esigenze degli utenti nell’era dei social media e degli UGC. Parallelamente, con l’introduzione di Caffeine e Universal Search, anche il lavoro del SEO ha iniziato a cambiare, più che altro, la grande sfida per portare traffico a un sito web è diventata più avvincente che mai ;)

Oggi, per aumentare il traffico in entrata del proprio sito web, è possibile adottare diverse strategie, utilizzare molteplici canali tutti diversi ma tutti assolutamente utili per portare visitatori al proprio sito. Ecco perchè voglio parlarti di Google Universal Search e di come puoi sfruttarlo per aumentare il traffico in entrata.

Negli ultimi tempi avrai sicuramente notato come le SERP sono molto più “ricche” e complete di informazioni rispetto al passato. Mentre un tempo, dopo aver digitato una keyword o una keyphrase, ti veniva restituita una lista di link, oggi, puoi visualizzare oltre ai link dei risultati organici informazioni provenienti da Google Maps, immagini provenienti da Google Images, video provenienti da Google Video o YouTube…tutto in un’unica pagina! Questo è Universal Search :D

Giusto per fare un esempio, se cerchi “scarpe” su Google, potrai notare nella prima pagina dei risultati un box con una lista di esercizi commerciali della tua zona che vendono scarpe; lista, creata dalle informazioni prelevate da Google Maps. Subito sotto puoi visualizzare una serie di immagini di scarpe. Se cerchi “ferrari f10” potrai visualizzare anche dei video provenienti da YouTube.

OK, ma come posso sfruttare Universal Search a mio vantaggio?

Grazie a Universal Search hai a disposizione diverse “strade” per renderti visibile su Google. Con la giusta strategia potrai sfruttare le occasioni che i tuoi competitor non sono ancora riusciti ad individuare. Per fare un esempio pratico, per un determinato prodotto ti rendi conto che non ci sono immagini visualizzate nelle SERP per una determinata keyword o keyphrase. Puoi impegnarti a creare contenuto “ottimizzato” con l’obiettivo di posizionare un’immagine ed essere visibile ed anche “attraente” in quanto hai posizionato un contenuto multimediale piuttosto che un link ad una pagina web. Per un risultato di qualità devi offrire un’immagine di qualità, ma, sarà di fondamentale importanza l’ottimizzazione di questi due elementi:

- Nome del file: non utilizzare un nome generico del tipo “foto.jpg”, cerca di rendere il nome del file descrittivo e fai in modo che le keywords per le quali intendi posizionare l’immagine siano presenti, un esempio potrebbe essere scarpe-calcetto-indoor.jpg

- Attributo ALT: anche nell’attributo alt cerca di inserire un testo descrittivo senza dimenticare le keywords per le quali stai cercando di posizionare l’immagine

Grandi vantaggi puoi ottenerli anche dalla realizzazione di video. Crea un video breve, 5 minuti possono essere sufficienti per lanciare il tuo messaggio e, allo stesso tempo, decisivi per non addormentare gli utenti che visualizzano il contenuto ;)

Se ci pensi bene, realizzare un breve video porta via molto meno tempo rispetto alla realizzazione di un contenuto testuale. Inoltre, i video, sono molto utili in chiave “link building” in quanto, gli utenti, sono molto più propensi a condividere sui social contenuti multimediali. E, con l’avvento di Caffeine, i link condivisi sui social diventano fattori di ranking per bigG. Il gigante di Mountain View monitora i social con grande attenzione, l’integrazione dei risultati provenienti da Twitter ne è una prova ;)

Se anche tu ti occupi di SEO e stai studiando il modo di ottenere il massimo da Universal Search, dicci la tua nei commenti :)

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Symposium GT: the day after

Pubblicato il 5/10/2010 alle 00:10

emawebdesign

Sabato e domenica, con gli amici Antonio e Stefano di LaboratorioCSS, mi sono recato a Roma per seguire il Symposium GT organizzato da Giorgio Tave e il suo team. Sono state due giornate piacevoli e, l’evento, davvero interessante e ben organizzato. Non avevo mai partecipato prima ad un evento di Giorgio Tave e, dal symposium, ho avuto la conferma “dal vivo” della grande competenza in materia di SEO e Motori di Ricerca di Giorgio, ragazzo davvero simpatico tra l’altro. Oltre a Giorgio, che ci ha parlato delle novità di Google, da Caffeine al Real Time, da Instant a Universal Search passando per Twitter e i nuovi fattori per il posizionamento “made in social” come il corretto utilizzo dei video di YouTube (giusto per fare un esempio), ho apprezzato l’intervento di Paolo sulla link building, argomento, che ha trattato in modo approfondito ed esauriente.

Ho potuto salutare un grande amico come Mirko di Blographik che ha condiviso una sua esperienza diretta di posizionamento di un blog WordPress (ilmanicaretto.it). Paolo ha riassunto qui l’intervento: WordPress e liste di post.

Ho potuto finalmente conoscere Ghido di BigThink che ha tenuto un intervento davvero molto interessante sulle potenzialità del Facebook Like Button e sulla social search (oltre ad aver condiviso un bel pò di statistiche interessanti che trovi in queste slide). In particolare, Ghido, ci ha illustrato la grande capacità di “persuasione” del like button: un utente visualizza le facce dei propri amici che hanno cliccato il like su una determinata risorsa, questo, infonde fiducia nell’utente che, a sua volta, si sentirà “invogliato” a cliccare sul like button. Qui trovi il video dell’intervento di Ghido.

Sulla social search, Ghido, ci ha illustrato come dal campo di ricerca di Facebook sia possibile trovare risorse anche esterne alla piattaforma, risorse, che utilizzano proprio il like button per essere “laikate” e quindi “trovabili” su Facebook. Risorse posizionate in base al numero di like ricevuti, dal link bait al like bait dunque. In una tana piena zeppa di SEO, Ghido, ha avuto il “coraggio” di ipotizzare che, grazie al like button combinato con la social search, Facebook, potrebbe addirittura fare concorrenza a Google nel search…ma, a quanto pare, tempo fa (precisamente il 28 giugno 2010) qualche altro “temerario” faceva la stessa identica ipotesi: Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search? :D

Ha ricordato l’articolo in questione anche Stefano a cui non sfugge mai nulla :D

Ghido ci ha anche parlato di alcune pratiche scorrette di utilizzo del like button, pratiche di “likejacking” messe in atto da chi vuole utilizzare lo strumento per spammare; fate sempre attenzione a dove cliccate e a cosa condividete ;)

Un saluto a tutte le persone citate e a tutti coloro che, come me, hanno partecipato a questo bell’evento :)

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Migliorare le performance di una pagina web con Google Minify

Pubblicato il 7/9/2010 alle 22:13

Articolo di Andrea Pernici

Come oramai noto da un bel po’ di tempo è un fattore del posizionamento anche la velocità di caricamento delle pagine web.

Si è discusso molto in merito e questo “Page Speed” è diventato un vero tormentone anche in virtù del fatto che all’interno del Webmaster Tools di google è comparsa una voce sperimentale dedicata proprio alla velocità di caricamento delle pagine del proprio sito con una modalità un po’ oscura e incerta.

Non c’è infatti un modo assoluto per calcolare la reale velocità di un sito e sulla base di quali parametri si possa ottenere il messaggio “il tuo sito è più veloce del 92% dei siti”, ma è sicuramente da tenere presente che la velocità è un fattore SEO a tutti gli effetti ed è anche un fattore determinante quando si parla di usabilità, esperienza utente e conversioni.

La percezione che si può ottenere dallo strumento sperimentale è che questa velocità venga stimata tramite google toolbar o forse Google Chrome o altri servizi google che il navigatore usa e di certo in questo caso il tempo di caricamento può essere influenzato dallo stato della connessione del navigatore e da altri mille fattori che non possono determinare in assoluto la velocità di un sito web.

A parte tutto questo quello che conta è che un sito va ottimizzato al massimo senza troppo pensare ai secondi di caricamento, ma semplicemente tenendo a mente che dobbiamo pensare a noi stessi ed evitare confronti perché confronti non se ne possono fare. Un sito web è un insieme di cose quindi bisogna unire uno ad uno i vari fattori e combinarli insieme per ottenere il massimo relativo al nostro sito e non il massimo assoluto (non possiamo competere con una pagina bianca con solo testo, ma non è detto che quella pagina sia più usabile, più gradevole e con più beneficio emotivo ;) … spero sia chiaro il concetto.

Dopo queste premesse passiamo alla parte un po’ più tecnica del post…vi voglio parlare di uno strumento molto utile per migliorare le vostre pagine senza troppo sforzo e indipendentemente dal fatto che usiate un CMS oppure un sito realizzato da voi.

L’applicazione è “Minify” ( http://code.google.com/p/minify/ ). Minify è un applicazione sviluppata in PHP5 che aiuta nell’adempimento di molte delle regole che permettono di migliorare le performance di una pagina web.

Il suo utilizzo è molto semplice e una volta scaricata l’applicazione basta semplicemente settare secondo le proprie esigienze il file di configurazione e seguire le istruzioni molto dettagliate presenti all’interno del file e all’interno della pagina web dell’applicazione.

emawebdesign

In questa immagine potete vedere il contenuto del file .zip che potete scaricare dal sito.

Quello che ci interessa è la cartella min che ha come contenuto i seguenti file e cartelle

emawebdesign

Nella stragrande maggioranza dei casi per iniziare ad utilizzare il builder e l’applicazione non è neccessaria alcuna modifica al file config.php, ma se avete qualche problema allora potete mettervi mano e leggere i vari suggerimenti presenti all’interno del file.

Giunti a questo punto non vi resta che uppare la cartella min sul vostro spazio web e visitare la url miosito.ext/min/ e magicamente vi apparirà un semplice strumento con questo aspetto

emawebdesign

Grazie a questa banale interfaccia potete combinare i vostri file CSS e JS distintamente specificando le rispettive locazioni e cliccando Update otterrete il codice da inserire nelle vostre pagine in sostituzione dei vostri CSS o JS combinati.

Lo strumento è davvero intuitivo e segnala in modo immediato anche eventuali errori, come ad esempio nell’immagine il percorso dei file che non esistono.

Dopo aver preso dimestichezza con lo strumento diventerà molto più semplice e veloce gestire i file JS e CSS del vostro sito in base alle varie pagine visto che il builder è solo un’applicazione, ma non è assolutamente necessario visto che potete anche utilizzare il file groupsConfig.php per gestire i gruppi di file di cui avete bisogno all’interno di ogni sezione del vostro sito (immgine 4), oppure specificare il codice per le vostre pagine a mano seguendo la seguente regola: /min/f=vostroprimofile.css, vostrosecondofile.css,vostroterzofile.css etc etc.

emawebdesign

In concreto vi mostro un esempio pratico della situazione che dovrete fronteggiare.

Pagina originale

<link rel="stylesheet" href="css/stile1.css" type="text/css" />
<link rel="stylesheet" href="css/stile2.css" type="text/css" />
<link rel="stylesheet" href="css/stile3.css" type="text/css" />
<link rel="stylesheet" href="css/stile4.css" type="text/css" />
<script type="text/javascript" src="js/js1.css"></script>
<script type="text/javascript" src="js/js2.css"></script>
<script type="text/javascript" src="js/js3.css"></script>

Pagina con css e js minificati e combinati al posto di quelli originali

<link type="text/css" rel="stylesheet" href="/min/b=css&amp;f=stile1.css,stile2.css,stile3.css,stile4.css" />
<script type="text/javascript" src="/min/b=js&amp;f=js1.js,js2.js,js3.js"></script>

Pagina con css e js minificati e combinati usando i gruppi

<link type="text/css" rel="stylesheet" href="/min/g=nomeGruppoCss" />
<script type="text/javascript" src="/min/g=nomeGruppoJs"></script>

ipotizzando che nel file groupsConfig.php ci sia:

'nomeGruppoJs' => array('//js/file1.js', '//js/file2.js', '//js/file3.js'),
'nomeGruppoCss' => array('//css/stile1.css', '//css/stile2.css','//css/stile3.css', '//css/stile4.css'),

Quali sono i vantaggi ?

Ora che abbiamo perso questa oretta abbiamo ottenuto molteplici vantaggi:

  1. Possiamo continuare a tenere distinti vari file CSS e JS senza combinarli a mano e dunque mantenendo l’organizzazione dei nostri file chiara.
  2. I nostri file vengono minificati e dunque risparmiamo una notevole quantità di banda e riduciamo il peso della pagina.
  3. I file vengono compressi dall’applicazione quindi salviamo ulteriore banda e secondi.
  4. Sui file viene settata una scadenza e vengono “cachati” quindi riusciamo a velocizzare le visite successive ( di default nel file config.php abbiamo questo valore $min_serveOptions['maxAge'] = 1800; che ovviamente può essere modificato in base alle vostre preferenze).
  5. Grazie a questa applicazione riusciamo a guadagnare in un colpo solo moltissimi punti dai tool Google Page Speed e YSlow andando ad adempiere ad un alto numero di regole.

Gli svantaggi o eventuali problemi

Più che svantaggi ci potrebbero essere problemi con alcune combinazioni di file sopratutto Javascript quindi se combinando molti file notate che qualcosa non va più nel vostro sito cercate di identificare il file che una volta combinato va in conflitto con gli altri o risulta corrotto e continuate ad utilizzarlo singolarmente.

Controllate i requisiti richiesti dall’applicazione per funzionare.

Autore dell’articolo: Andrea Pernici lavora come freelance ed è project manager di GT Idea. Laureato in informatica e giocatore di pallamano, puoi seguirlo sul suo blog www.andreapernici.com

Pubblicato in: Google, JavaScript, PHP, Programmazione, Risorse, Scripts | 2 Commenti »
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