Si è svolto il primo raduno degli Indigeni Digitali a Napoli



Pubblicato il 18/7/2011 alle 23:54

indigeni digitali napoli

Sabato scorso (precisamente il 16 luglio 2011) si è svolto il primo raduno degli Indigeni Digitali a Napoli. Se non sai cosa sono gli Indigeni Digitali:

01) Resta una mezz’ora nell’angolo della vergogna :P
02) Scopri subito chi sono sul sito ufficiale: http://blog.indigenidigitali.com
03) Segui il suo fondatore, una delle persone più in gamba, esperte, simpatiche e piene di passione che conosco, l’iCeo di casa nostra Fabio Lalli :)

Ho scritto di questo primo raduno a Napoli sul blog degli Indigeni, scopri com’è andata: Primo raduno degli Indigeni Digitali a Napoli: ecco come è andata

Verso fine settembre/inizio ottobre (la data è da decidere) ci sarà il secondo appuntamento, ti consiglio di non mancare, sei il benvenuto/a :)

Per non perdere news, info e altro e, per iniziare a interagire con altri Indigeni, ti invito ad entrare nel gruppo su Facebook e a followare l’account Twitter.

Ringrazio pubblicamente Fabio per aver creato questo fantastico movimento che sta unendo tanta bella gente in tutta Italia e saluto lui, Max Badolati (che ho avuto il piacere di conoscere e con cui ho fatto una piacevolissima chiacchierata su startup e social media), Alessandro Canessa, Antonio Polese di LaboratorioCSS, Vittorio Grimaldi e tutti gli altri presenti.

Al prossimo appuntamento ;)

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Elevator Pitch: alcuni consigli su come presentare la propria idea a un venture capital

Pubblicato il 18/6/2011 alle 00:11

Fabrizio Capobianco di Funambol, tramite il canale YouTube mindthebridgeTV, condivide alcuni consigli su come presentare la propria idea/startup ad un investitore o venture capital.

In particolare, sottolinea che esistono diversi tipi di pitch (come l’elevator pitch) con cui presentare la propria idea e ci consiglia cosa davvero conta per colpire l’investitore ed emergere dalla concorrenza.

Ecco il video con i consigli di Capobianco:

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Professionisti del web che creano Startup: perchè è giusto

Pubblicato il 9/5/2011 alle 06:11

Professionisti del web che creano startup: perchè è giusto

Oggi voglio condividere con te il mio punto di vista sulle startup internet, precisamente, sul perchè i professionisti del web dovrebbero crearne una ogni volta (o quasi) che hanno un’idea. Web developer, web designer, grafici, strategist e SEO specialist…perchè i professionisti del web dovrebbero creare una startup? Per la fama, per la gloria, per i soldi? Vediamo punto per punto :)

01) Il talento non va sprecato

Il web developer o il web designer è un mestiere che non tutti possono fare (sguardo fiero mentre lo scrivo :P ); il talento ricevuto da madre natura ti ha permesso di entrare nel mondo del lavoro, magari, di fare una buona carriera. Ma, il tuo talento, è con te 24H…quindi, non va usato solo durante le ore di lavoro. Nel tuo tempo libero (rinunciando a qualche uscita o a vedere l’ennesima puntata dei Simpsons) puoi sederti alla tua scrivania per lavorare a qualche progetto che, forse un giorno, ti darà dei risultati che non avresti mai nemmeno immaginato.

02) Il web non richiede grandi investimenti

Rispetto al mondo offline, internet, è un luogo in cui puoi aprire un’attività e/o avviare un business a costo zero o, comunque, a costi decisamente abbordabili. Con una buona idea, un dominio e uno spazio web…hai tutto quello che serve per iniziare la tua “avventura” ;)

03) L’idea e il problema da risolvere

La cosa più importante è avere una buona idea su cui basare la startup, precisamente, individuare un problema da risolvere con la realizzazione e pubblicazione di un sito o di un’applicazione web. Il mondo è pieno di persone che hanno un problema, un’esigenza specifica e, oggi, la prima cosa che fanno è andare su internet a googlare una soluzione. Vuoi mettere la soddisfazione di aver risolto un problema tuo e/o di tante altre persone? :D

04) Fama, soldi, donne, potere…

Ok, ok, troppo “pomposo” come titolo ma, ciò non toglie che, un’idea giusta e una startup di successo ti cambieranno la vita in meglio. Basta pensare a Zuckerberg…da studente sfigato (era sfigato o no? :D ) a giovane imprenditore più ricco al mondo (uomo dell’anno per il Time).

Allora perchè non provarci? Che sia la realizzazione di un social network, di un app per fissare le riunioni di condominio (l’avranno realizzata un’app del genere?? :? ) o chissà cosa, se hai un’idea, fai in modo che diventi realtà. Il miglior esempio che posso farti è quello dell’amico Fabio Lalli che, in 72 ore, ha dato alla luce Yeplike. Un caso di successo, e che successo, che posso segnalarti è senza dubbio Instagram (troppo facile dire Twitter, Facebook o Angry Birds).

E se la mia idea si rivelasse un totale fallimento?

Sei un idiota, cosa credevi di poter fare? (già immagino Sgarbi che ti addita urlando “capra, capra, capra…”) :P

Scherzi a parte, anche l’idea migliore del mondo può rivelarsi un fallimento, spesso, causato da piccoli errori commessi in fase di analisi/progettazione, a volte, da fattori al di fuori del nostro controllo. La verità è che si può fallire, tutti possono. Basta pensare a Google che ha fallito con progetti come Wave e Buzz o a Microsoft con Vista. Anche il fallimento di un progetto può regalarti qualcosa di positivo, comunque, a partire dall’esperienza. Ti porta a riflettere sugli errori commessi, ad individuare le cause che ti hanno portato a fare scelte sbagliate. Il tutto ti migliorerà come uomo e come professionista.

Io penso che il gioco vale la candela, è giusto provarci. Sempre. Attualmente sono al lavoro su diversi progetti…e tu?

photo credits: KzenonFotolia

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Startup, business plan e le tante chiacchiere inutili

Pubblicato il 9/11/2010 alle 20:18

Negli ultimi tempi, online, c’è grande attenzione e conversazione sulla problematica che, noi italiani, abbiamo nel ricercare soldi e investitori per poter avviare una startup su internet. Da iniziative come il Working Capital ai vari post come quelli pubblicati sul TagliaBlog (leggi qui, qui, e qui se vuoi farti un’idea), la discussione c’è ed è più viva che mai.

Fra tante chiacchiere e rumore su come realizzare un business plan e/o come muoversi per poter avviare una startup, c’è anche chi da pochi e semplici consigli andando al sodo e sottolineando cosa davvero conta per poter avviare un progetto online. E’ il caso di Stefano Passatordi di ibrii che, nel seguente video, ci dice cosa conta più di ogni cosa ;)

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E-commerce: 10+ tips per aumentare le conversioni

Pubblicato il 20/9/2010 alle 07:10

emawebdesign

Vendere online è sicuramente una grande sfida e, come tutte le azioni che si compiono online in ottica business, non è certo una cosa che si può improvvisare. Chi ha pensato che, per vendere online, era sufficiente registrare un dominio, pubblicare un sito di e-commerce e “piazzare” qualche bannerino o aprire qualche campagna su AdWords per farsi pubblicità, si è reso conto che l’aumento delle conversioni è un qualcosa di estremamente difficile da realizzare. Difficile ma non impossibile ;)

Un buon piano di web marketing e ottimizzazioni SEO efficaci porteranno indubbiamente visitatori al tuo sito di e-commerce ma questo non porterà neanche un soldo nelle tue tasche se il visitatore non viene “convertito” in una vendita. Se la percentuale di conversion rate del tuo e-commerce è bassa è bene che tu corra subito ai ripari rivedendo o ottimizzando tutto quello che ostacola il processo di vendita nel tuo sito.

Ecco alcuni consigli che voglio darti per aumentare le conversioni:

01) Ottimizza il carrello

Assicurati che la sezione “il tuo carrello” del tuo e-commerce sia ben visibile e che sia sempre presente in tutte le pagine del sito. Il carrello della spesa deve essere facilmente accessibile e deve essere informativo in quanto, il cliente, in ogni momento vuole rendersi conto di quanti articoli ha aggiunto e qual’è la cifra che sta per spendere. Vuole avere il pieno controllo della spesa e bisogna tenerlo costantemente informato su ogni sua azione compiuta sul sito.

02) Ottimizza la “call-to-action”

Ottimizza la call to action, in particolare, preoccupati dell’ottimizzazione dei tasti “aggiungi al carrello” e “vai alla cassa” (o “concludi l’acquisto”). Il messaggio comunicato da questi pulsanti è decisivo ma anche la forma e il colore può portare a diversi risultati a seconda della scelta fatta. Ad esempio, un pulsante di colore blu o verde induce l’utente al click al contrario del rosso che, solitamente, un navigatore web associa a un messaggio d’errore o a un alert.

03) Evita a tutti i costi l’information overload

Avere una home page piena zeppa di informazioni può causare nel visitatore quello che viene definito information overload. Presentare centinaia di categorie, migliaia di prodotti e tante altre cose più o meno utili è una scelta sbagliata. Il “ti mostro tutto e subito” è controproducente, l’utente si trova davanti troppe informazioni e ne rimane “stordito”; non riuscirà a concentrarsi su qualcosa in particolare e potrebbe addirittura decidere di abbandonare il sito. Tieni la home page “pulita” e ordinata, mostra subito il “meglio” che hai da offrire e offri all’utente gli strumenti utili al proseguio della navigazione e alla ricerca di altri prodotti.

04) Semplifica la navigazione

Il sistema di navigazione del tuo e-commerce è importantissimo, deve essere semplice e intuitivo; la navigazione tra categorie-sottocategorie e prodotti non deve essere complessa o dispersiva, predisponi i breadcrumbs affinchè, il visitatore, sappia sempre qual’è stato il percorso che l’ha portato a un determinato prodotto. Predisponi anche un tasto “torna all’home page” presente in tutte le pagine e ben visibile.

05) Dai importanza al campo per la ricerca dei prodotti

Ce l’ha insegnato mister Google in persona ;) Dai importanza al campo per la ricerca dei prodotti perchè molti (la maggior parte sicuramente) utenti preferiscono ricercare i prodotti con tale strumento piuttosto che navigare utilizzando i menu e i link. Fai in modo che il campo sia abbastanza grande e sia posizionato above the fold, magari nella header del sito.

06) Permetti ai visitatori di personalizzare la loro esperienza sul sito

Tutti i visitatori amano personalizzare qualsiasi cosa, soprattutto il modo con cui interagiscono col sito. Permetti loro di poter decidere quanti prodotti visualizzare negli elenchi, di ordinarli in base a prezzo, disponibilità, data di rilascio e di visualizzare prodotti in base ad una caratteristica precisa.

07) Ottimizza la pagina dei prodotti

Devi cercare di organizzare la pagina di dettaglio del prodotto nel modo più giusto. Tieni più in alto le informazioni più importanti come il nome, la descrizione, il prezzo relegando tutte le altre informazioni (commenti, recensioni ecc.) alla parte inferiore della pagina. Il cliente non deve essere distratto da quello che conta: le informazioni sul prodotto.

08) Parola d’ordine: multimedia!

Hai mai acquistato su un e-commerce che mostra solo una piccola foto, magari anche sfocata, per ogni prodotto? Io mai :D
I visitatori, per convincersi ad acquistare, vogliono essere sicuri di quello che stanno comprando e non c’è niente di più utile allo scopo di una bella foto, magari più di una, che mostra chiaramente il prodotto permettendo, quasi, al cliente di “toccare con mano”. Anche i video potrebbero risultare davvero utili, quindi, fai in modo di mostrare il prodotto in modo chiaro attraverso elementi multimediali.

09) Mostra chiaramente e subito la disponibilità dei prodotti

E’ frustrante riuscire a trovare il prodotto desiderato ma poi, una volta arrivato alla pagina di dettaglio, rendersi conto che il prodotto non è disponibile: tempo perso! Negli elenchi della ricerca, mostra subito la disponibilità del prodotto in modo che, l’utente, possa subito rendersi conto se può da subito comprare il prodotto o se deve dedicarsi ad individuare un’alternativa.

10) Dai importanza alle varianti di prodotto

Per ogni prodotto è importantissimo mostrare in modo chiaro e intuitivo le possibili varianti. Ad esempio, in un e-commerce che vende maglie, è importante mostrare le taglie e/o i colori disponibili. Il visitatore deve avere la possibilità di rendersi conto di quali varianti sono disponibili e deve poter selezionare la variante in modo semplice e intuitivo. Un utente che vuole acquistare una maglia bianca deve essere sicuro al 100% che la sta comprando bianca (e della taglia giusta ovviamente).

11) Offerte limitate nel tempo e offerte speciali

Per spingere, o quantomeno incoraggiare, l’utente ad acquistare immediatamente il prodotto visionato, puoi creare delle offerte speciali del tipo “acquistando il prodotto uno correlato in regalo”, oppure, “solo per questa settimana il prodotto è a metà prezzo”. Offerte di questo tipo spingeranno l’utente ad acquistare subito per non perdere il vantaggio “temporaneo” dell’offerta in questione. Un’altra possibile soluzione è quella di persuadere all’acquisto indicando in modo chiaro che sono disponibili gli ultimi pezzi e bisogna acquistarli subito prima che le scorte si esauriscano del tutto. Guarda a queste soluzioni anche e soprattutto in ottica fidelizzazione.

12) Ottimizzare la pagina di checkout

La pagina di checkout è molto importante, inutile dirlo. L’utente ha “fatto la spesa” ed ora è alla cassa per concludere l’acquisto. In questa pagina devi centrare l’obiettivo e, a tale scopo, devi ottimizzare il tutto affinchè l’utente non venga “distratto” e venga guidato verso il pulsante “concludi l’acquiesto” o “paga ora”. Elimina da questa pagina qualsiasi elemento, anche le barre di navigazione. L’utente deve visualizzare soltanto il processo di checkout, in modo chiaro ed esauriente. Deve poter leggere, in una sola pagina, tutto quello che gli serve sapere per completare il pagamento: modalità di pagamento, di spedizione, fatturazione ecc. Ancora oggi, molti utenti, sono letteralmente “spaventati” dai pagamenti online a causa delle notizie di truffe che leggono online o consapevoli di essere piuttosto inesperti del web e delle sue dinamiche. Rendi l’esperienza di checkout positiva, veloce e sicura, in questo modo, l’utente si sentirà invogliato ad effettuare acquisti futuri potendo contare su un sistema di checkout semplice e affidabile.

Se anche tu hai esperienza nel settore delle vendite online e del commercio elettronico, puoi darci altri consigli condividendo la tua esperienza tramite i commenti ;)

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Questa è imperdibile!

Pubblicato il 21/6/2010 alle 06:00

Il 9 giugno scorso, per la tappa bolognese, Working Capital ha invitato Giacomo “Peldi” Guilizzoni fondatore di Balsamiq. Nel suo intervento, Guilizzoni, ha raccontato di come è riuscito ad avviare una startup (anche se non ama chiamarla startup) in Italia, ha condiviso con il pubblico presente in sala la sua grande esperienza, ha raccontato  della grande determinazione che ha avuto nel migliorarsi giorno dopo giorno lavorando come programmatore.

Ha dato consigli davvero interessanti agli aspiranti “nuovi imprenditori del web”, da come è importante imparare sempre e cercare di migliorarsi senza mai sentirsi “arrivati”, accumulando il più possibile competenza ed esperienza, fino a “dritte” come quella di andare a individuare un problema da risolvere piuttosto che fossilizzarsi nel trovare un’idea originale da tramutare in una startup 2.0.

Come da titolo, il suo intervento al Working Capital è davvero imperdibile, con la sua simpatia, Guilizzoni, ha riscosso il gradimento del pubblico diventando quasi un “mito” del web nostrano e, sicuramente, un esempio da seguire.

Se non hai visto in diretta il suo intervento, di seguito, trovi il video diviso in tre parti. Buona visione ;)

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

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Twitter inizia a monetizzare con i promoted tweet

Pubblicato il 19/6/2010 alle 16:42

promoted tweet

Nell’immagine che vedete qui sopra c’è il promoted tweet di DisneyPixar che pubblicizza, sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo, il film Toy Story 3. Nel mio articolo del 21/04/2010 “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” vi ho parlato dei promoted tweet condividendo il mio parere sull’innovativo sistema di advertising made in Twitter.

Come potete vedere dall’immagine, la pubblicità, compare come un normale tweet contrassegnato dalla descrizione “Promoted by…“. Un sistema davvero “opportuno”, per nulla invasivo e che, secondo me, può garantire all’inserzionista un ritorno davvero importante.  Il “potere” è tutto nel pulsante Retweet con cui, gli utenti che visualizzano il promoted, possono ripubblicarlo sulla propria timeline mostrandolo così alla propria rete di followers.

Considerando che una buona parte degli utenti di Twitter condivide e retweetta quotidianamente notizie e risorse in “real time“, è davvero facile immaginare il ritorno, in termini di visibilità, che si può ottenere dalla pubblicazione di un promoted tweet. Resta da capire se la pubblicazione dei promoted sarà aperta a tutti o soltanto alle big company.

Sempre nel post del 21/04 ho sottolineato la bontà della pubblicità su Facebook azzardando che, il social di Zuckerberg, diventerà il futuro dell’advertising online. Con l’aggiornamento al nuovo algoritmo di ranking, nome in codice “Caffeine“, anche Google ha riconosciuto l’importanza dei social media e delle ricerche in real time; se bigG rimarrà il leader del search engine marketing (ad oggi sembra sicuro) è ormai chiaro che per l’advertising online i social media, più che il futuro, rappresentano il presente e, soprattutto, un opzione da tenere in grande considerazione, al pari del SEM. A proposito di introiti generati dalla vendita di spazi pubblicitari, pare che Zuckerberg non se la passi tanto male…a parte le critiche ricevute negli ultimi tempi per la questione “privacy online” ovviamente :D

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Guadagnare online: Bookzinger permette di monetizzare i propri bookmarks con AdSense

Pubblicato il 18/12/2009 alle 18:35

Bookzinger Google AdSense

Se sei possessore di un account Google AdSense, Bookzinger ti permette di monetizzare i tuoi bookmarks visualizzando 2 blocchi di annunci AdSense nella tua pagina dei bookmarks.

Come fare? Se non hai ancora un account su Bookzinger, crealo gratuitamente a questa pagina. Salva o importa i tuoi bookmarks e vai alla pagina del tuo account di Bookzinger. Trovi la voce “Codice Adsense“, qui inserirai il tuo ID publisher di Google Adsense.

Una volta effettuato l’accesso a Google AdSense trovi in alto a destra il tuo ID publisher. Inizia con pub- e un codice numerico. Copialo ed incollalo nella voce “Codice Adsense” della pagina del tuo account.

A questo punto, Bookzinger, visualizzerà due blocchi di annunci uno all’inizio della pagina dei bookmarks e uno alla fine.

Finito, ora non ti resta che “diffondere” la pagina dei tuoi bookmarks (che trovi alla URL http://www.bookzinger.it/tuo_username.books), puoi farlo aggiungendo un banner sul tuo sito o blog. Trovi i banner alla pagina dei tools http://www.bookzinger.it/tools.php.

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I migliori post della settimana #42

Pubblicato il 18/10/2009 alle 13:20

Best Post

Vediamo quali sono stati i posts più interessanti di questa settimana:

1) Embed di filmati Flash con Flashembed

2) Google non usa i meta tag keywords per il posizionamento

3) Mettersi In Proprio: 7 Consigli Per Novelli Microimprenditori Del Web

4) 6 modi per rendere WordPress più facile da usare per i tuoi clienti

5) Come Lavora un SEO – Intervista a Michal Gawel (SEOLAB)

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I migliori post della settimana #41

Pubblicato il 11/10/2009 alle 12:46

Best Post

Di seguito i migliori posts della settimana:

01) L’importanza della sezione “news”

02) Idee di business, mancano idee o soldi

03) SEO vuol dire fiducia (ma attenzione alle fregature!)

04) Il SEO dipendente e il SEO indipendente

05) Email Marketing: Creare E Gestire Mailing List Con WordPress

06) Leggere e scrivere file sul filesystem con ActionScript 3

07) Tutti gli elementi di una pagina pubblicitaria

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