Blogging: una sezione Best Of può essere utile?
Pubblicato il 18/8/2010 alle 07:00
Negli ultimi tempi ho pensato più volte di inserire nel layout del blog un pulsante (o un banner) che linkasse ad una pagina “best of“, una pagina contenente i migliori articoli di EmaWebDesign.
I motivi sono due:
1) Per permettere ai lettori di raggiungere velocemente i migliori contenuti del blog e di averli sempre disponibili in una sezione dedicata facilmente raggiungibile.
2) Per fidelizzare i nuovi lettori, per mostrare loro subito “il meglio” affinchè si convincano da subito che vale la pena seguire il blog.
Tu cosa ne pensi? Credi sia utile aggiungere al blog una sezione “best of”?
A proposito, visto che dovrò selezionare i migliori articoli, mi vuoi indicare quelli che ti sono piaciuti particolarmente? Non si vince nulla ovviamente
Puoi suggerirmi quelli che reputi i migliori articoli di EmaWebDesign tramite la pagina dei contatti.
Blogging: meglio post lunghi o corti?
Pubblicato il 26/7/2010 alle 07:00

Eterno dilemma
Da quando esistono i blog ci si pone in continuazione la solita domanda: meglio post lunghi o corti?
Diciamo subito che è impossibile dare una risposta certa a questa domanda. Ogni lettore ha la sua preferenza in base a quelle che sono le proprie esigenze e le proprie abitudini. Indubbiamente, il web, è una cosa completamente diversa da un libro di carta (maddai
): il tempo non è mai sufficiente per la lettura mentre, per cercare e “raccogliere” risorse utili e nuove informazioni, impieghiamo tutto il tempo possibile (e anche quello impossibile, almeno è così per me). Online ce ne sono di cose da fare ogni giorno:
- leggere la posta
- lavorare
- socializzare sui social network
- partecipare alle discussioni su forum e social
- ancora lavorare
- monitorare le proprie attività
- leggere di nuovo la posta
- altre attività che in questo momento non mi vengono in mente
In mezzo a queste miriadi di cose da fare dobbiamo trovare il tempo per tenerci aggiornati, quindi, bisogna riuscire a dedicare almeno un paio d’ore al feed reader.
Io ho nel feed reader oltre cento feed di quelli che, personalmente, ritengo il meglio dei blog italiani e non che trattano argomenti come web developing, web design, SEO, web marketing e blogging online. Se li ho reputati “degni di attenzione” non baderò alla tipologia post lungo/post corto; i post saranno indubbiamente di qualità e meriteranno sempre almeno un’occhiata. Ma quello che è altrettanto indubbio è che i post eccessivamente lunghi li salverò nel social bookmark per leggerli quando poi riuscirò a trovare un pò di tempo libero. Cioè mai
I post in questione saranno, sicuramente, stati scritti con la tecnica del chunking, quindi, anche con una rapida occhiata potrò arrivare al “succo” del discorso. Questo permette di risparmiare tempo potendo selezionare le “parti” del post più interessanti. I post, invece, che si presentano come un interminabile blocco di testo senza uno straccio di spaziatura tra i vari paragrafi, verranno eliminati senza pietà. Ancora oggi, molti, scrivono in questo modo ed è superfluo dire che è un’assurdità bella e buona.
Concludendo, se il contenuto è valido, il blogger in gamba, è la scrittura dell’articolo viene effettuata nel modo giusto con la giusta formattazione, non importa se il post è lungo o corto: ci sarà sempre il modo di leggere quello che merita di essere letto.
Passando dalla parte del blogger, di chi produce il contenuto, posso dire che è ovviamente impossibile prevedere a priori la lunghezza del post. L’obiettivo è sempre e solo quello di produrre un contenuto di qualità, che sia completo ed esaustivo. Certo è che, dopo aver scritto un articolo, lo rileggo N volte in quella che definisco la fase di “controllo” prima della pubblicazione.
In questa fase, oltre a scovare ed eliminare errori e/o imperfezioni, cerco di “scovare” tutte quelle informazioni che possiamo etichettare come superflue al fine di eliminarle per poter mantenere l’articolo il più corto possibile. Se l’articolo prodotto è abbastanza lungo ma di parti “superflue” non ce ne sono, il dilemma è presto risolto: l’articolo va in pubblicazione perchè c’è differenza tra un post lungo e uno corto ma c’è una differenza ancora più grande tra un articolo che dice poco e male ed uno che fornisce informazioni di qualità, complete ed esaustive. Ma non dimentichiamo mai la grande importanza che ha la corretta formattazione del testo
Likami…anzi no, sharami!
Pubblicato il 27/4/2010 alle 23:03

Se nell’articolo “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” ti ho regalato un bel titolone da guru, oggi ti regalo un bel titolino da bimbominkia
Scelta davvero azzeccata visto che parliamo ancora di Facebook
Immagino che avrai letto già decine di articoli sui nuovi “giocattolini” di Facebook come il like button o l’activity feed, quindi, do per scontato che conosci questi nuovi (potenti?) strumenti di autopromozione online. Autopromozione??
Ho letto di persone che ritengono questi strumenti di Facebook utili per migliorare la comunicazione online, addirittura per aumentare la propria visibilità…mi domando, è possibile?
Io dico di no, come le pagine fan (ex pagine fan già), anche questi nuovi strumenti non aiuteranno molto i blogger ad aumentare il traffico e la propria visibilità online. Analytics alla mano, quante visite ti passa Facebook? Quanto ti aiuta nella tua attività online? Credo che un social come Twitter può esserti molto più utile per segnalare i tuoi post alla tua rete di contatti, in effetti, Twitter si presenta proprio come uno strumento eccezionale per condividere link e notizie al contrario di Facebook che ritengo più un luogo di cazzeggio dove conversare con amici, parenti e via dicendo.
Su Facebook tutti sono pronti a likare e condividere il video virale del momento, tutti sono pronti a iscriversi a tutti i gruppi possibili e immaginabili (anche quelli davvero ignobili), tutti sono pronti a taggare gli amici in tutte le foto possibili e non ma gli articoli di grande qualità (the content is king?) scritti da te, blogger con la B maiuscola, chi è pronto a likarli? Chi è pronto a condividerli?
Ok, sto facendo il pesante, dimentico che adesso è possibile fare like direttamente dal blog; con il like button in bella mostra alla fine dei propri post, i lettori, saranno incentivati a likare…basta un click no? Ammettendo di ricevere un bel pò di like, cosa cambia? Likano dal blog, sono già tuoi lettori! Inoltre, non c’era già uno strumento che ci diceva quali articoli piacevano e quali no? Mi pare si chiamasse Google Analytics ma potrei sbagliarmi
Parlando seriamente (finalmente) credo che non utilizzerò i nuovi plugin sociali di Facebook sul mio blog…ammetto di essere di parte ma, per aumentare la propria visibilità, esistono gli ingredienti giusti che sono:
1) Scrittura di contenuti di qualità
2) Originalità: scrivi contenuti interessanti cercando di essere originale
3) SEO: si, nell’era dei social media è ancora Google a farla da padrone; preoccupati più della SEO che dei social media se vuoi ottenere benefici in termini di visite
Facebook ha tutto l’interesse ad espandersi al di fuori della propria piattaforma, di conoscere tutto quello che piace e quello che non piace del web, sapere tutto sugli utenti, sulle loro relazioni e via dicendo…d’altro canto è ormai chiaro che il vero grande rivale di Google anche e soprattutto in chiave advertising è il giocattolone di Zuckerberg.
Ovviamente non ti sto suggerendo di non utilizzare questi strumenti anche se, con l’avvento di Caffeine, non so quanto può essere utile appesantire il blog con widget e plugin più o meno fighi. Ti ho dato il mio parere, tu cosa ne pensi invece?
Tutto sommato, convengo che in chiave “condivisione” anche Facebook non deve mancare all’appello…un bel pulsantino lo trovi anche alla fine dei miei post…e allora likami!! Anzi, no: sharami
p.s qui trovi anche il pulsante per condividere su Google Buzz…hai notizie del social di bigG?
Blogging: come puoi fare la differenza online?
Pubblicato il 2/4/2010 alle 10:13
Vi segnalo il mio nuovo guest post pubblicato su Blographik, argomento dell’articolo questa volta il blogging:
Blogging: come puoi fare la differenza e catturare l’attenzione del lettore?
Buona lettura, vi aspetto su Blographik
Facebook fan page: per un blogger quanto sono utili?
Pubblicato il 22/3/2010 alle 19:15

Ultimamente ho notato (leggendo su qualche social network credo) che diverse persone si fanno domande sulla reale utilità delle Facebook fan page per i blog e quindi per i blogger. Questa domanda me la sono fatta anche io, proprio io, che sono uno di quei pochi blogger a non aver creato la Facebook fan page del proprio blog. Io gestisco diverse fan page per lavoro ed ho creato, ad esempio, la fan page per la mia applicazione Facebook Saputone.
Per il mio blog non ho voluto creare una fan page, ecco, perchè?
Per un motivo ben preciso ovviamente, perchè non ritengo necessaria la Facebook fan page per EmaWebDesign. Ho un account su Facebook, un profilo che porta il mio nome e il mio cognome; tramite il mio account interagisco con amici, parenti, blogger, social-amici ecc. e, ovviamente, diffondo anche i contenuti del mio blog ci mancherebbe non lo facessi
La pagina fan è quindi un qualcosa di superfluo, assolutamente non necessaria, anzi, sarebbe un qualcosa di ripetitivo e quindi noiosa oltretutto. L’aspetto decisivo però, quello che mi ha convinto a non creare la fan page, è la frase “diventa fan di…” una frase che non ritengo opportuna, almeno, non lo è per EmaWebDesign.
EmaWebDesign non è il blog di un top-blogger o di un guru o di uno che vuole passare per un guru/figo; è il blog di un professionista del web che, tramite il suo blog (ripetizione doverosa mi spiace), vuole condividere competenza, esperienza e passione con altri blogger/professionisti dello stesso settore. Quindi non è un blog in cerca di fan, è un blog (il fatto che ripeto la parola blog fino allo sfinimento non è una tattica SEO eh) in cerca di lettori, commentatori, blogger, colleghi, amici, come ti devo chiamare?
EmaWebDesign è un luogo dove condividere, confrontarsi, chiacchierare e creare, niente fan quindi. Al massimo siamo tutti fan di PHP, dell’open source o di WordPress
Se invece parliamo di un prodotto, azienda, applicazione, personaggio famoso (VIP mi pare si dica) e via dicendo, la fan page è la scelta giusta ovviamente, in effetti, a questo serve una fan page con social media ROI annesso. I lettori/clienti sono, quindi, dei veri e propri fan e tutto rientra nella normalità, nell’ovvio. Però esistono blogger talmente popolari, seguiti e apprezzati da poterli ritenere delle vere e proprie celebrità, un esempio è il grande Robin Good; io sono suo fan anche su Facebook, non potrei non esserlo.
Per personaggi di tale spessore il discorso fan è del tutto opportuno; il problema è che esiste la pagina fan di quasi tutti i blog esistenti, si può mai essere fan di qualsiasi blog quindi? Si deve essere fan solo dei blogger amici, di quelli che apprezziamo? Io, i blog che apprezzo, li seguo tramite Feed RSS, non andrei mai sulla pagina fan del blog in questione. Se devo interagire col blogger lo faccio direttamente tramite i commenti sul suo blog. La domanda che voglio farti, quindi, è: se si diventa fan di qualsiasi cosa che senso più hanno le fan page?
Ecco, a questa domanda non so dare una risposta. Se sei un blogger e hai una pagina fan, mi racconti se ti è stata utile in qualche modo? Cosa ne pensi del discorso “diventare fan del blog X“?
Ecco cosa non deve mancare nella home del tuo blog
Pubblicato il 2/2/2010 alle 13:32

Con l’avvento di Google Caffeine non si è fatto altro che parlare della velocità di caricamento dei siti web. Caffeine privilegia i siti che si caricano più velocemente si legge a destra e a manca.
In attesa di registrare effettivamente cosa porta di nuovo Caffeine, ricordiamoci che la velocità di caricamento di un sito web è un fattore importante in ottica SEO da sempre, storia vecchia direi. Se il tuo sito web non si carica velocemente, se la tua home page è piena zeppa di inutili widget, stai commettendo un grosso “seo-errore”.
Ma c’è un altro valido motivo per eliminare dalla tua home page tutto il superfluo: il lettore non deve essere “distratto” da tutto quello che non dice nulla sull’autore e sugli argomenti trattati nel blog.
La home page del tuo blog è una pagina molto importante. Un lettore che vuole saperne di più su di te sicuramente darà uno sguardo alla tua home.
Ecco cosa non deve assolutamente mancare nella tua home page:
01) Logo
Devi essere “riconoscibile”, devi mostrare qualcosa che ti identifica univocamente. Proprio come per un’azienda, anche per un blogger può tornare utile un logo, magari da usare anche come avatar nei social network.
02) headline
La prima cosa che il lettore deve individuare è l’argomento (o gli argomenti) trattato nel blog. Scrivi una headline che faccia immediatamente capire al lettore cosa troverà nei post se deciderà di leggerne qualcuno. Anche una lista di tag (4 o 5 al massimo) può andare bene, scegli quelli più importanti ovviamente, la headline non è una tag cloud
03) La pagina about
Non deve assolutamente mancare una pagina “about” o “chi sono” dove spieghi chi sei, di cosa ti occupi nella vita, quali sono le tue competenze ed anche quali sono i tuoi interessi/hobby. Sii onesto, mostra al lettore chi sei “veramente”, non scrivere una pagina tanto per far credere che sei un guru del web. Tanto sono i tuoi contenuti a parlare per te.
04) La pagina contatti
Un errore gravissimo è quello di non fornire ai lettori un modo per contattarti. La migliore soluzione è una pagina contatti dove inserire un comodo form e magari il tuo contatto Skype. Un lettore gradisce di poter interagire con l’autore del blog non solo attraverso i commenti, potrebbe desiderare di chiederti qualcosa in privato e devi dargli questa opportunità. La conversazione è fondamentale non solo nei social network
05) Licenza e disclaimer
Una cosa importantissima da mostrare subito: con quale licenza rilasci i tuoi contenuti. Metti un link ad una pagina “disclaimer” e, se raccogli dati, non dimenticare la privacy policy.
06) Le categorie
Se nel tuo blog tratti molteplici argomenti devi considerare che alcuni lettori potrebbero essere interessati solo ad un argomento o a pochi argomenti. Mostra una lista delle categorie affinchè, il lettore, possa subito selezionare quello che gli interessa.
07) Feed RSS
Mostra un pulsante per l’iscrizione al tuo Feed RSS. Posizionalo nella parte alta della tua home page ed invita il lettore ad iscriversi.
08) Motore di ricerca
Una cosa fondamentale che non deve mancare nella tua home page è un comodo motore di ricerca per cercare i tuoi contenuti senza doversi “sorbire” una noiosa paginazione. Puoi utilizzare Google Custom Search anche in ottica monetizzazione delle ricerche con AdSense.
09) Ultimo articolo scritto ed il “meglio”
Mostra l’ultimo articolo scritto e magari una lista degli ultimi 10 articoli scritti. Un’altra cosa che puoi inserire è una lista dei tuoi migliori articoli, il meglio che hai prodotto nel tempo, un vero e proprio “best of”. Mostrando subito le cose di maggior valore l’utente capirà immediatamente che sta visualizzando il blog di una persona competente in materia e che produce contenuti di qualità. Quasi sicuramente, salverà il blog nei bookmark o l’aggiungerà al feed reader.
10) Gli ultimi commenti ricevuti
Mostra che sul tuo blog c’è “vita”. Visualizza gli ultimi commenti ricevuti in modo da mostrare che, sulle tue pagine, c’è una conversazione in atto alla quale partecipi attivamente.
Sei d’accordo con la lista delle cose che ritengo fondamentali da tenere in home page? Se non sei d’accordo sappi che Chuck Norris sta venendo a punirti
A parte gli scherzi, sei d’accordo? Cos’altro ritieni di importante, cosa non deve mancare nella home page di un blog?
Newsmastering, servizio utile per i tuoi lettori?
Pubblicato il 22/1/2010 alle 00:45
Se hai un blog e stai pensando di aggiungere un servizio di newsmastering ti starai sicuramente chiedendo se ne vale la pena. Quali vantaggi potrebbe darmi? Questa è la domanda che ti stai facendo ma quella che dovresti farti è: quali vantaggi per i miei lettori?
Se offre vantaggi ai tuoi lettori allora offre vantaggi anche a te
Cos’è il newsmastering innanzitutto? E’ una professione, un servizio utile, forse un invenzione di Robin Good. Ecco la spiegazione che riporto fedelmente dal sito di Robin:
Il Newsmastering è una nuova professione che consiste nel filtrare, raccogliere, selezionare le notizie altamente focalizzate su uno specifico argomento dal caos delle informazioni che saturano Internet ogni giorno e proporle in un feed RSS ad un determinato target di pubblico.
In pratica, se sono interessato ad un determinato argomento, avrò nel mio feed reader centinaia di feed rss di siti e blog che trattano l’argomento in questione. Il problema sorge quando queste fonti iniziano ad essere tante e il tempo per leggerle tutte scarseggia. A questo punto c’è chi si impegna a selezionare le fonti/notizie migliori per scartare il resto ma anche questa operazione toglie molto tempo.
Ecco perchè una sezione di “news” sul tuo blog può risultare davvero utile per i tuoi lettori. Fai risparmiare tempo a loro.
Se ti occupi di web design, per esempio, nel tuo feed reader avrai sicuramente le migliori fonti che trattano di web design. Le migliori notizie, offrile ai tuoi lettori già selezionate con cura da te perchè anche i tuoi lettori sono ovviamente interessati all’argomento. Oltre ai tuoi post offri contenuti extra, contenuti di valore che i tuoi lettori sanno di trovare quotidianamente sul tuo blog. Questo è un grande vantaggio per te e per loro.
Ma non può risultare uno svantaggio linkare notizie di altri blogger anche se in gamba? Assolutamente no!
Anche se sei preparato o addirittura “esperto” su un certo argomento ricorda che ci sono tantissimi altri blogger che lo sono altrettanto se non di più. Tieni a mente che i tuoi lettori non sono interessati a te ma a quello che offri loro. Se offri contenuti di qualità ti apprezzeranno ma ti apprezzeranno ancora di più se offrirai loro ulteriori risorse di qualità già selezionate e pronte per essere lette.
Ricorda che:
1) Devi segnalare risorse “fresche”, non linkare post vecchi se non è proprio necessario. Segnala le risorse interessanti che trovi quotidianamente nel tuo feed reader.
2) Segnala solo notizie prese da fonti di qualità e attendibili. Offri ai tuoi lettori solo il meglio e scarta tutto il resto.
3) Offri ai tuoi lettori le migliori news sugli argomenti che tratti nel tuo blog. Inutile pubblicare le notizione, le notizie bomba su un argomento di cui può importare poco o nulla ai tuoi lettori. Se è uscito il nuovo sistema operativo di Microsoft è inutile segnalarlo ai tuoi lettori, lo leggeranno da qualche altra parte (ovviamente se nel tuo blog non scrivi di sistemi operativi
).
Un’altra cosa che mi sento di consigliarti è di arricchire il tuo blog con contenuti multimediali.
Se, ad esempio, hai visto un video interessante o divertente, sempre a tema con gli argomenti del tuo blog, segnalalo ai tuoi lettori. Tutti apprezzano i contenuti multimediali, proprio tutti.
Io ho dedicato un piccolo angolo della mia home page ai video, un angolo dove embeddo l’ultimo video interessante che ho trovato in rete.
Tu cosa ne pensi, sei d’accordo con me che il newsmastering è un servizio utile per i propri lettori? Fammi sapere cosa ne pensi con un commento, parliamone
Blogosfera: tattiche poco limpide per aumentare la popolarità del proprio blog. Il parere degli esperti
Pubblicato il 18/11/2009 alle 16:06
Negli ultimi tempi ho notato su diversi blog italiani (anche blog molto conosciuti e seguiti) il consolidamento e la crescita di un fenomeno dalle dinamiche poco limpide. In pratica, ad ogni post del “noto” blogger di turno, scattano quasi “automaticamente” commenti a dir poco “adulatori” nei confronti del blogger: bravo, bravissimo, sei sempre il migliore, sei un grande, sei troppo avanti ed altri ancora. Ma i commenti non servono ad aggiungere valore al post con il parere o il punto di vista del lettore sul contenuto?
Indubbiamente, se il blogger ha pubblicato un contenuto di grande valore, un complimento possiamo farglielo ma come la mettiamo se questi commenti compaiono sotto tutti i post, anche quelli di qualità minima o nulla? Inoltre ho notato che il 90% di questi commenti vengono lasciati da lettori che non hanno avatar e la cui firma non è legata ad alcun blog, non trovate “sospetta” la questione?
Situazioni normali e per niente sospette o tentativi del blogger di turno di aumentare la sua popolarità con trucchi e trovate varie? Esistono community manager che vengono pagati per creare discussioni ad hoc con l’obiettivo di aumentare la popolarità di un sito o brand?
A queste domande è stata data una risposta, non dal sottoscritto ma da altri “esperti” in materia di blogging: Mirko di Blographik, Catepol, Daniele di Ikaro, Merlinox e Napolux. Leggiamo il parere e i consigli di questi “top blogger” che hanno costruito la loro popolarità con il duro lavoro offrendo giorno dopo giorno contenuti di valore ai propri lettori.
1) Cosa pensi di blog dove, ad ogni post, scattano “automaticamente” commenti contenenti complimenti (anche esagerati) al blogger? La ritieni una pratica di “leccapiedismo 2.0″, “autopompa dell’ego 2.0″ o la ritieni una cosa normale e per niente sospetta?
Ecco la risposta di Mirko D’Isidoro di Blographik:
Sinceramente fa sempre piacere ricevere dei complimenti per il duro lavoro del blogger
. Credo che per un autore con un pò di esperienza si potrebbe subito intuire la presenza di un leccapiedi. Ad esempio, se noto una persona che non pubblica il suo nome ma inserisce una parola chiave o il nome del suo blog, e mi fa tanti complimenti ma poi non partecipa più alle discussioni, quello è un commento che giudico un pò lecchino, a rischio di ban.
Ecco la risposta di Caterina Policaro aka Catepol:
Quando accade si nota subito. Quindi immagino che chi pratica lo “scatto automatico” del commento sia amico del blogger. Si nota subito. Dalla quantità dei commenti che scattano, ma soprattutto dalla qualità. O meglio dalla non qualità. Infatti son commenti standard del tipo: “Complimenti!” “Interessante!” “Miticoooo” e cose così. Mi insospettisce, certo che mi insospettisce. Soprattutto quando la pratica è ripetuta in ogni post del blog in questione e la conversazione nei commenti non apporta valore aggiunto al post. Può dipendere dal blogger (che ha magari chiesto ad un gruppo di amici di fare ciò), o dipende dai commentatori stessi, quando magari il blog è un pelo più famoso, per cui puntano a inserire il loro link nei commenti, senza però dire nulla di più. Nel caso di un brand, ci sono ovviamente persone pagate per farlo. In tutti e tre i casi, le dinamiche son falsate.
Ecco la risposta di Daniele Di Gregorio aka Ikaro:
Penso sia abbastanza normale, e li vedo divisi in due categorie. Ci sono i nuovi utenti che si affacciano al marketing online per promuovere i loro progetti personali e che giustamente sperimentano tutto, compresa la clonazione in serie del “commentator gentile”. I più scaltri smettono presto perchè capiscono che ci sono modi migliori per promuovere il poprio blog. Poi c’è l’altro gruppo. Dietro il “commentator gentile” clonato non si celano solo i proprietari dei blog, ma anche i lettori che ogni giorno lasciano una traccia (con link) in giro per tentare di aumentare la visibilità del proprio. Non direi che è sospetta.. anzi, è anche sin troppo chiara
Ecco la risposta di Riccardo Mares aka Merlinox:
Purtroppo ho sempre meno tempo da dedicare alla blogosfera. Ho quei 3-4 blog che mi impongono di leggere giornalmente, più per amicizia che altro, ma poi spesso le mie letture di blog cadono al momento del bisogno. E’ un comportamento egoistico, lo so, però il tempo oggi non mi consente altro. La blogosfera, per quanto moderna, è una virtualizzazione della realtà, come nella realtà ci saranno sempre sbruffoni e leccaculo. Per quanto mi riguarda se non ho particolari cose da “commentare” evito di lasciare una traccia inutile, come cerco di chiedere maggiori lumi quando uno mi lascia il commentino inutile. Ti ricordo che molti “big” di oggi, sono diventati tali massacrando la blogosfera dei loro commenti, e oggi è probabile che per una twittata si facciano pagare.
Ecco la risposta di Francesco Napoletano aka Napolux:
Ritengo sia un maldestro tentativo di far sembrare un blog più frequentato (e quindi più influente) di quanto in realtà sia. Ci sono persone che addirittura arrivano a scrivere piccoli bot che incrementano le visite e cose così. Direi che non mi sorprende.
2) Questo “fenomeno”, in genere, avviene su blog di giovani blogger. Cosa ti senti di consigliare a giovani blogger che hanno atteggiamenti presuntuosi o il cui blog presenta la tipologia di commenti sopra citati?
Ecco la risposta di Mirko D’Isidoro di Blographik:
Gli autori con atteggiamenti presuntuosi per me hanno vita breve. Reputo come caratteristica fondamentale di un bravo blogger, quello della modestia e del considerare gli altri commentatori alla pari, qualsiasi blog stiano gestendo, se famoso o meno. Quindi il mio consiglio personale, da lettore accanito oltre che blogger è quello di rispondere a tutti i commenti, essere modesti e non porsi su un piedistallo nel momento in cui il progetto inizia a decollare.
Ecco la risposta di Caterina Policaro aka Catepol:
A metter su un blog ci vogliono tecnicamente 5 minuti (sia sui siti gratuiti sia se si installa sul proprio dominio). Operazione che adesso possono fare veramente tutti. A metter su il gruppetto dei fans anche. A farsi linkare da qualcuno, pure. Ma un blog è un blog non per la struttura, i backlink o il template. O per il fan club di amici che ti fanno i complimenti. Un blog è un blog per i contenuti (di qualunque tipo) che l’autore vorrà condividere tra le sue pagine, alla rete tutta. Contenuti che saranno giudicati dai lettori, nel bene o nel male e non da Google e dal suo sistema di ranking. Essere presuntuosi e non avere i contenuti, alla lunga non paga. Avere la claque degli amici commentatori che ti dicono “Quanto sei bravo, quanto sei bello” nemmeno. Sono condizioni che durano lo spazio di una settimana, un mese, in blogosfera. Il tempo di avere un quarto d’ora di celebrità (auto indotta, tra l’altro), e poi? Le persone che vengono a visitare il tuo blog si accorgono subito se hai qualcosa da raccontare, per cui meriti complimenti e meriti d’esser seguito, o non ce l’hai. E se non ce l’hai, non ritornano.
Ecco la risposta di Daniele Di Gregorio aka Ikaro:
Il numero di commenti di un blog era ritenuto anche da autorevoli bloggers oltreoceano un indicatore di successo e popolarità, ma solo prima dell’avvento dei media sociali. Gli utenti più smaliziati ora sanno bene che il calo dei commenti nei nostri post è normale perchè i nuovi media sociali hanno frammentato e distribuito le conversazioni (anche sui nostri contenuti) altrove. Vedi Facebook, Friendfeed ecc. Quello che consiglio è: smetti di commentarti da solo o di organizzarti con altri bloggers a tal fine, piuttosto osserva in quale social si genera conversazione, vai li e crea una community basata sugli argomenti che tratti. Gli utenti ormai discutono dove più si trovano meglio: non pretendere di portarli da te ma vai tu da loro e aggregali.
Ecco la risposta di Riccardo Mares aka Merlinox:
Mi sento di consigliare che blog oggi = passione. E che il passo verso la prostituzione (http://blog.merlinox.com/blogosfere-meritocratica-autoreferenziale-prostitutica/) per guadagnare qualcosina è molto breve. Se poi la qualità porta a un blogger che riesce a mantenere una famiglia meglio ancora. Poi alla fine sono scelte, che ognuno porta avanti con il proprio modus vivendi.
Ecco la risposta di Francesco Napoletano aka Napolux:
Posso solo consigliare di investire il tempo sprecato con questi mezzucci nello scrivere post sempre migliori per il proprio blog: solo la qualità paga nel lungo periodo.
3) Pensi che esistono community manager che creano discussioni ad hoc per accrescere la popolarità di un blog/sito e che vengono pagati per questo? Cosa pensi al riguardo?
Ecco la risposta di Mirko D’Isidoro di Blographik:
Non avevo mai pensato a questo lato del blogging, che sinceramente non mi piace proprio. Ecco perchè reputo anche questo comportamento poco legittimo, inoltre c’è il rischio che si venga smascherati, e le cattive notizie girano subito in rete, e questo potrebbe penalizzare fortemente il brand dell’azienda o dell’autore del progetto. Riguardo al pagamento per creare discussioni del genere, è un metodo come un altro per monetizzare, ma non approvo assolutamente questa pratica. Ci sono tanti altri metodi per riuscire a guadagnare con il proprio lavoro, e non è sicuramente questo, quello che consiglierei
Ecco la risposta di Caterina Policaro aka Catepol:
Certo che esistono. Il community manager per molti brand e aziende è una vera e propria professionalità. E il lavoro può consistere anche nel dover andare a “partecipare” a tutte le conversazioni che riguardano brand/argomento di interesse. Ed è giusto che vengano pagati per fare il loro mestiere. Devono però fare molta attenzione ed essere veramente bravi conoscitori delle dinamiche delle conversazioni in rete, saper gestire tutte le tipologie, conoscere bene la psicologia e le relazioni. Altrimenti, all’ occhio dell’ abitante della rete salta subito che il community manager o chi per lui, sta facendo SOLO marketing e pubblicità.
Ecco la risposta di Daniele Di Gregorio aka Ikaro:
Assolutamente si. Si chiama “social infiltration” e in molti casi viene messa in opera anche da grandi aziende in maniera decisamente poco avveduta. Commenti, feedback su prodotti e servizi, voti sui siti di social news… in grande parte sono generati proprio da community manager per creare la reputazione online dell’azienda per la quale operano. A volte le aziende reclutano gli utenti che si dimostrano particolarmente attivi nell’aggregazione e nella gestione di community direttamente sul social nei quali operano. Non mi meraviglierei se nelle aziende esistessero dei “talent scout” che monitorano i social network per scovare le figure più adatte in tal senso. Anche in questo caso un occhio attento non ci mette molto a capire… col rischio che al “commentator gentile” faccia seguito lo “sputtanamento 2.0″, di cui esistono vari esempi in passato. Con buona pace della reputazione online.
Ecco la risposta di Riccardo Mares aka Merlinox:
Certo. E’ il loro lavoro, mi stupirei del contrario. C’è gente che è pagata per segnalare gli articoli su alcuni social, figuriamoci un lavoro ben più mentale come creare una discussione.
Ecco la risposta di Francesco Napoletano aka Napolux:
Esistono, cacchio se esistono. Magari non lavorano per un blog ma per un brand specifico o gruppi di aziende. E’ un lavoro come un altro, sta al lettore di blog o al frequentatore di forum capire quando ci si trova davanti a persone del genere.
Ringrazio tutti per la grande disponibilità e per le interessanti risposte date. Buon blogging a tutti
p.s se anche tu hai qualcosa da dire o vuoi dare il tuo parere sull’argomento lascia un commento
se il commento non è utile o se viene inserito solo per fare un complimento o per “piazzare un link” lo eliminerò senza pietà
I migliori post della settimana #43
Pubblicato il 25/10/2009 alle 11:55

Di seguito i migliori posts di questa settimana:
1) Come costruire URL SEO-friendly
2) Vale la pena inserire un link a pagamento sul tuo blog?
3) Creare una piccola libreria standalone – La teoria
4) Youtube e SEO: ecco alcune regole per i tuoi video
5) Googlebot legge 97KB: test e suggerimenti
6) Codice wordpress: mostrare gli ultimi articoli di una determinata categoria o tag
7) Come gli italiani usano i motori di ricerca
I migliori post della settimana #41
Pubblicato il 11/10/2009 alle 12:46

Di seguito i migliori posts della settimana:
01) L’importanza della sezione “news”
02) Idee di business, mancano idee o soldi
03) SEO vuol dire fiducia (ma attenzione alle fregature!)
04) Il SEO dipendente e il SEO indipendente
05) Email Marketing: Creare E Gestire Mailing List Con WordPress
06) Leggere e scrivere file sul filesystem con ActionScript 3
07) Tutti gli elementi di una pagina pubblicitaria
























