Dopo il rilascio degli Open Graph, Facebook va alla conquista del Search?
Pubblicato il 28/6/2010 alle 06:00

E’ inutile che cliccate sul “Mi piace” qui sopra, è solo un’immagine
Quindi non salirò nelle SERP.
Nelle SERP??? Certo, nelle SERP di Facebook
No, non sono impazzito (si spera). Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a riflettere sulle ultime mosse di Facebook che, nella mia personale visione, portano in un’unica direzione: un search engine. Tempo fa, quando Facebook migliorò la ricerca interna al social, si vociferava che Zuckerberg intendeva “mettere le mani” sull’intero web, che il suo obiettivo era quello di lavorare a un motore di ricerca dal cuore “social“.
Effettivamente, con il rilascio degli Open Graph, Facebook ha dimostrato di voler sapere cosa davvero piace agli utenti del web. I plugin inseribili all’interno di siti e blog garantiranno ai web publisher una più veloce condivisione dei propri contenuti ma, al tempo stesso, permetteranno a Facebook di capire quali sono i contenuti che piacciono di più in modo da poter espandere la ricerca per offrire più contenuti di qualità ai suoi utenti.
Se ieri era più difficile immaginare Facebook come competitor di Google nel Search, oggi le cose sono leggermente cambiate. L’avvento di Caffeine ha dimostrato che lo stesso Google ha capito l’importanza dei social e della Real Time Search. Ma se un search engine made in Facebook diventasse realtà, come verrebbe calcolato il valore di una pagina web, come funzionerebbe il ranking e quali sarebbero i fattori decisivi per ottenere un buon posizionamento nelle SERP di tale search engine?
Se Google si affida alla Link Popularity, è chiaro che il search di Zuckerberg si affiderebbe al numero di “Mi piace” ricevuti da ogni singola pagina web. Resta da capire se tale logica permetterà ai risultati più rilevanti e di qualità di arrivare ai primi posti delle SERP, aspetto decisivo per il successo di qualsiasi search engine. Altra cosa interessante sarebbe quella di vedere se il motore di ricerca rimarrebbe “interno”, a disposizione dei soli utenti di Facebook o se verrebbe lanciato come servizio “esterno”, cosa che garantirebbe a Zuckerberg e soci di “ottimizzare i guadagni” implementando, magari, un servizio di Keyword Advertising simile a Google AdWords.
Non ci resta che aspettare per saperne di più; sta di fatto che dopo Bing, Google, potrebbe presto incontrare una nuova minaccia al suo monopolio nel Search. Per noi SEO specialist la sfida è già iniziata con l’avvento di Caffeine e i “terremoti” scatenati dagli aggiornamenti di bigG, aggiornamenti arrivati puntuali per rimanere al passo coi tempi dopo la “spaventosa” crescita di social come Facebook e Twitter, crescita, che sembra non volersi arrestare
Twitter inizia a monetizzare con i promoted tweet
Pubblicato il 19/6/2010 alle 16:42

Nell’immagine che vedete qui sopra c’è il promoted tweet di DisneyPixar che pubblicizza, sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo, il film Toy Story 3. Nel mio articolo del 21/04/2010 “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” vi ho parlato dei promoted tweet condividendo il mio parere sull’innovativo sistema di advertising made in Twitter.
Come potete vedere dall’immagine, la pubblicità, compare come un normale tweet contrassegnato dalla descrizione “Promoted by…“. Un sistema davvero “opportuno”, per nulla invasivo e che, secondo me, può garantire all’inserzionista un ritorno davvero importante. Il “potere” è tutto nel pulsante Retweet con cui, gli utenti che visualizzano il promoted, possono ripubblicarlo sulla propria timeline mostrandolo così alla propria rete di followers.
Considerando che una buona parte degli utenti di Twitter condivide e retweetta quotidianamente notizie e risorse in “real time“, è davvero facile immaginare il ritorno, in termini di visibilità, che si può ottenere dalla pubblicazione di un promoted tweet. Resta da capire se la pubblicazione dei promoted sarà aperta a tutti o soltanto alle big company.
Sempre nel post del 21/04 ho sottolineato la bontà della pubblicità su Facebook azzardando che, il social di Zuckerberg, diventerà il futuro dell’advertising online. Con l’aggiornamento al nuovo algoritmo di ranking, nome in codice “Caffeine“, anche Google ha riconosciuto l’importanza dei social media e delle ricerche in real time; se bigG rimarrà il leader del search engine marketing (ad oggi sembra sicuro) è ormai chiaro che per l’advertising online i social media, più che il futuro, rappresentano il presente e, soprattutto, un opzione da tenere in grande considerazione, al pari del SEM. A proposito di introiti generati dalla vendita di spazi pubblicitari, pare che Zuckerberg non se la passi tanto male…a parte le critiche ricevute negli ultimi tempi per la questione “privacy online” ovviamente
PPC vs SEO: ecco la slide che chiarisce tutto (forse)
Pubblicato il 11/5/2010 alle 22:29

Su motoricerca.net trovo un articolo dove è presente una slide (la slide che vedete anche qui sopra). La slide in questione è stata presentata da Rand Fishkin di SEOmoz durante il web 2.0 Expo di San Francisco.
Cosa chiarisce questa slide?
Che negli USA, l’anno scorso, sono stati investiti 1,5 miliardi di dollari in SEO e 18 miliardi in PPC. Quello che a noi interessa sono i seguenti dati:
- 88% dei click sono stati raccolti dai risultati organici
- 12% dei click rimanenti sono stati raccolti dalle campagne PPC
Rand non ha citato la fonte e sarebbe interessante sapere da dove ha ricavato queste informazioni. Informazioni che ci dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia importante la SEO rispetto al PPC. Gli utenti dei motori di ricerca guardano più ai risultati organici che agli annunci sponsorizzati; “spingere” una pagina web lato SEO è sicuramente la prima opzione e la più importante ma è indubbio che questi dati sminuiscono il valore delle campagne PPC in modo esagerato.
Bisognerebbe sapere, cosa impossibile, come sono state pianificate e gestite queste campagne PPC che hanno ottenuto solo il 12% dei click; annunci persuasivi e ricerca del più alto Quality Score che fine avranno fatto? Investire in campagne PPC è sicuramente un’ottima soluzione per ottenere immediata visibilità sui motori di ricerca e traffico qualificato per il proprio sito. Affidarsi ai migliori professionisti (con la P maiuscola eh) del search advertising/PPC è un obbligo per ottenere buoni risultati con la minima spesa poichè, con il PPC, si possono ottenere risultati davvero buoni anche investendo budget davvero minimi.
Non si può dire lo stesso della SEO. Ottenere risultati importanti con la SEO è ancora più decisivo ma, questa volta, l’investimento sarà davvero importante anche se dipende sempre dagli obiettivi che si vuole raggiungere. Certo che raccontare a un italiano che negli USA hanno investito 1,5 miliardi di dollari in SEO sarebbe davvero una cosa lunga e noiosa. Innanzitutto bisognerebbe rispondere alla prima domanda che immediatamente verrebbe posta: “cacchio è la SEO”???
Tu cosa pensi di questi dati presentati da Rand? A proposito, qui trovi le slide.
Likami…anzi no, sharami!
Pubblicato il 27/4/2010 alle 23:03

Se nell’articolo “iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online” ti ho regalato un bel titolone da guru, oggi ti regalo un bel titolino da bimbominkia
Scelta davvero azzeccata visto che parliamo ancora di Facebook
Immagino che avrai letto già decine di articoli sui nuovi “giocattolini” di Facebook come il like button o l’activity feed, quindi, do per scontato che conosci questi nuovi (potenti?) strumenti di autopromozione online. Autopromozione??
Ho letto di persone che ritengono questi strumenti di Facebook utili per migliorare la comunicazione online, addirittura per aumentare la propria visibilità…mi domando, è possibile?
Io dico di no, come le pagine fan (ex pagine fan già), anche questi nuovi strumenti non aiuteranno molto i blogger ad aumentare il traffico e la propria visibilità online. Analytics alla mano, quante visite ti passa Facebook? Quanto ti aiuta nella tua attività online? Credo che un social come Twitter può esserti molto più utile per segnalare i tuoi post alla tua rete di contatti, in effetti, Twitter si presenta proprio come uno strumento eccezionale per condividere link e notizie al contrario di Facebook che ritengo più un luogo di cazzeggio dove conversare con amici, parenti e via dicendo.
Su Facebook tutti sono pronti a likare e condividere il video virale del momento, tutti sono pronti a iscriversi a tutti i gruppi possibili e immaginabili (anche quelli davvero ignobili), tutti sono pronti a taggare gli amici in tutte le foto possibili e non ma gli articoli di grande qualità (the content is king?) scritti da te, blogger con la B maiuscola, chi è pronto a likarli? Chi è pronto a condividerli?
Ok, sto facendo il pesante, dimentico che adesso è possibile fare like direttamente dal blog; con il like button in bella mostra alla fine dei propri post, i lettori, saranno incentivati a likare…basta un click no? Ammettendo di ricevere un bel pò di like, cosa cambia? Likano dal blog, sono già tuoi lettori! Inoltre, non c’era già uno strumento che ci diceva quali articoli piacevano e quali no? Mi pare si chiamasse Google Analytics ma potrei sbagliarmi
Parlando seriamente (finalmente) credo che non utilizzerò i nuovi plugin sociali di Facebook sul mio blog…ammetto di essere di parte ma, per aumentare la propria visibilità, esistono gli ingredienti giusti che sono:
1) Scrittura di contenuti di qualità
2) Originalità: scrivi contenuti interessanti cercando di essere originale
3) SEO: si, nell’era dei social media è ancora Google a farla da padrone; preoccupati più della SEO che dei social media se vuoi ottenere benefici in termini di visite
Facebook ha tutto l’interesse ad espandersi al di fuori della propria piattaforma, di conoscere tutto quello che piace e quello che non piace del web, sapere tutto sugli utenti, sulle loro relazioni e via dicendo…d’altro canto è ormai chiaro che il vero grande rivale di Google anche e soprattutto in chiave advertising è il giocattolone di Zuckerberg.
Ovviamente non ti sto suggerendo di non utilizzare questi strumenti anche se, con l’avvento di Caffeine, non so quanto può essere utile appesantire il blog con widget e plugin più o meno fighi. Ti ho dato il mio parere, tu cosa ne pensi invece?
Tutto sommato, convengo che in chiave “condivisione” anche Facebook non deve mancare all’appello…un bel pulsantino lo trovi anche alla fine dei miei post…e allora likami!! Anzi, no: sharami
p.s qui trovi anche il pulsante per condividere su Google Buzz…hai notizie del social di bigG?
iAd e Promoted Tweet? Ma è Facebook il futuro dell’Advertising online
Pubblicato il 21/4/2010 alle 20:43

Bel titolone non è vero? Ne ho letti di post pubblicati da guru sul “come creare un titolo efficace” io
Scherzi a parte, nel titolo c’è quella che è la mia visione: Facebook è il presente e il futuro dell’advertising online.
Ma andiamo con ordine.
Dopo essersi affermato come leader del microblogging, Twitter, lancia in questi giorni i promoted tweet: normalissimi tweet che gli inserzionisti vogliono mostrare a un vasto pubblico e che vengono pubblicati in cima alla pagina dei risultati delle ricerche di Twitter. Dopo tanti rumors su innovativi sistemi pubblicitari arriva il sistema più prevedibile e scontato..funzionerà? Certo che si…dici di no? Effettivamente i dubbi sulla bontà della tipologia di advertising ce li ho anche io ma sono dell’idea che gli utenti non saranno infastiditi dai promoted tweet proprio perchè si presentano come normali tweet: meno fastidio, maggiori possibilità di interazione con l’utente. Penso subito ai retweet che può ricevere un promoted, per questo dico che può funzionare. Ma, ovviamente, tutto dipenderà dalla creatività e dalla bravura di chi creerà il promoted tweet
Nello stesso momento esplode il fenomeno iPad e la Apple presenta iAd, un innovativo sistema pubblicitario che permette agli utenti di iPad/iPhone di visualizzare pubblicità interattive nelle applicazioni senza dover abbandonare le stesse e con la possibilità di poterci ritornare in qualsiasi momento e al punto dove si era lasciato. Apple si occuperà di vendere gli spazi pubblicitari intascando il 40% delle revenue e lascerà il restante 60% agli sviluppatori. Boom di applicazioni? Ovviamente si ma ho un dubbio: ricordate prima quando ho parlato di “fastidio” per gli utenti? Ecco, sono affascinato dall’innovativo sistema made in Apple ma, da utente iPad/iPhone, quando apro un’applicazione o un gioco non mi aspetto e non ho alcuna voglia di interagire con pubblicità interattive…anche se sono fighissime come i prodotti della grande mela
Google che ha mantenuto negli anni, senza troppi problemi, la leadership nell’advertising online grazie all’accoppiata vincente AdWords/AdSense dovrà iniziare a preoccuparsi? Direi di no, il search resta secondo me la strada migliore per cercare informazioni su servizi e prodotti e, nel search, Google non avrà mai rivali…anche se gli anti Google spuntano come funghi (salvo il fatto che durano poche ore
)
Ma c’è un altro grosso attore, grossissimo attore del web che con l’advertising interno alla propria piattaforma riesce a monetizzare la spaventosa mole di utenti registrati. Si, parlo proprio del “giocattolone” di Zuckerberg. In quel di Facebook sono giorni di grandi novità: lancio delle community page, abolizione del “diventa fan” in favore del “mi piace“…e anche una mossa apparentemente strana come la chiusura della versione lite del social. Io credo che Facebook ha chiuso la versione lite per concentrare gli sforzi su quella mobile. Il futuro non è mobile scusate? Lo dicono tutti
Facebook ha annunciato che i test dell’esperienza “lite” sono stati molto utili, probabilmente, per studiare l’user experience degli utenti per poter poi lavorare su come presentare al meglio gli annunci pubblicitari sui dispositivi mobili e tablet pc. Sta di fatto che, già oggi, fare pubblicità su Facebook permette di raggiungere risultati se non strabilianti quantomeno buoni. Poter mostrare il proprio annuncio pubblicitario ad un pubblico vastissimo e di cui si conosce praticamente tutto, info personali, istruzione, lavoro, religione, cosa piace e cosa no, fa di Facebook la prima grande alternativa al search marketing. I promoted tweet e iAd devono accontentarsi di stare dietro, io la vedo così ma posso sbagliarmi…magari iAd toglierà lo scettro a bigG…Android permettendo
Il futuro quindi, come il presente e il passato, appartiene a Google. Ma Facebook è subito dietro e non si sa mai che in questo decennio, l’era dei social media, non avvenga il sorpasso. Era dei social media?? Ma non è l’era del mobile?? A questa domanda non so dare una risposta, chiedete ai grandi guru del web
Ecco un video dove viene spiegato come funzionano le aste per la pubblicità su Google
Pubblicato il 13/2/2010 alle 13:11
Se siete alle prime armi con Google Adwords o volete capire meglio le dinamiche delle aste per la pubblicità su Google, nel seguente video viene spiegato il “meccanismo” anche se in lingua inglese.
Google AdWords: l’importanza delle parole chiave a corrispondenza inversa
Pubblicato il 26/1/2010 alle 16:11

Nell’articolo Come pubblicizzare un sito con Google AdWords, ecco qualche consiglio ti ho dato alcuni consigli di base su come pubblicizzare un sito web con Google Adwords.
Oggi voglio parlarti delle parole chiave a corrispondenza inversa e della loro importanza.
Chiunque pubblicizzi una pagina web (landing page) con Google AdWords ha un unico obiettivo: acquistare potenziali clienti realmente interessati al servizio/prodotto pubblicizzato spendendo il meno possibile. Un’altra cosa molto importante, per non sprecare il budget a disposizione, è quella di cercare a tutti i costi di evitare impressions che hanno scarse possibilità di trasformarsi in click o, peggio ancora, che si trasformano in click grazie ad un annuncio efficace e persuasivo ma che porta alla landing page un cliente che magari non è intenzionato ad acquistare.
Faccio subito un esempio: la web agency X vende siti web dinamici e apre una campagna su AdWords. L’obiettivo è di acquistare traffico verso una landing page utilizzando la keyphrase “siti web dinamici”. I potenziali clienti che cliccheranno sugli annunci pubblicitari devono essere clienti realmente interessati ad un sito dinamico ma soprattutto devono essere potenziali clienti disposti a pagare per un servizio di qualità come quello offerto dalla web agency X.
E’ importante, quindi, evitare di sprecare soldi per utenti che cercano siti web dinamici gratuiti perchè, con AdWords, i click si pagano.
Ecco che possiamo ricorrere alle parole chiave a corrispondenza inversa per scongiurare il “pericolo”
In ogni campagna troviamo la sezione dove specificare le parole chiave a corrispondenza inversa, clicchiamo sulla voce “Parole chiave a corrispondenza inversa“, su aggiungi e inseriamo nel campo di testo che si aprirà tutte le parole chiave per cui vogliamo impedire la visualizzazione dei nostri annunci. Queste parole chiave si aggiungono nello stesso modo di quelle “tradizionali”, l’unica differenza consiste nel fatto che al termine viene anteposto il segno meno.
Nel nostro esempio inseriremo sicuramente “siti web dinamici gratuiti” ed anche “siti web dinamici gratis“; ovviamente tutte le parole chiave da aggiungere devono essere selezionate con cura. Gli annunci non saranno più visualizzati quando un utente digiterà “siti web dinamici gratuiti” o “siti web dinamici gratis” ma non in corrispondenza delle varianti di tali termini e in corrispondenza di termini di ricerca che contengano uno solo degli elementi indicati.
In questo modo evitiamo di far visualizzare gli annunci ad utenti che non sono disposti ad acquistare facendoli visualizzare solo a potenziali clienti disposti a pagare. In questo modo, non solo non sprechiamo soldi inutilmente ma, miglioriamo il CTR e di conseguenza il posizionamento degli annunci stessi ottenendo un abbassamento del CPC (costo per click) e una ottimizzazione del ROI (Return on investment): traffico di qualità, potenziali clienti interessati ad acquistare i nostri servizi/prodotti al costo più basso possibile.
Come pubblicizzare un sito con Google AdWords, ecco qualche consiglio
Pubblicato il 13/1/2010 alle 18:46

Google AdWords è senza dubbio il più potente strumento di Web Marketing esistente, saperlo utilizzare è fondamentale per promuovere i propri prodotti/servizi online.
Il sogno di chi pubblicizza pagine web su Adwords è senza dubbio quello di vedere i propri annunci in prima pagina e in prima posizione senza dover spendere grosse cifre. Ma come “posizionare” i propri annunci prima di quelli della concorrenza senza spendere una fortuna?
Bella domanda
La prima cosa di cui ti devi preoccupare e di ottenere un buon Quality Score per le parole chiave utilizzate nelle tue campagne su AdWords.
Per visualizzare il Quality Score in una campagna su AdWords clicca su “filtro e visualizzazioni” e poi su “personalizza colonne“. A questo punto “spunta” la checkbox Punteggio di qualità. Verrà così aggiunta la colonna con il Quality Score per ogni parola chiave.
Adesso ti darò alcuni consigli per cercare di ottenere il massimo da AdWords, consigli un pò generici, ma per approfondire ci vorrebbero due vite
Consiglio n°1 – Utilizza lo strumento per le parole chiave di Google
Utilizza lo strumento per le parole chiave di Google per trovare le parole chiave più efficaci per i tuoi annunci. Cliccando su “scegli le colonne da visualizzare” puoi scegliere di visualizzare la posizione annuncio stimata e CPC medio stimato. Cerca di individuare le parole chiave che un potenziale cliente/utente potrebbe immettere in Google per cercare i tuoi prodotti/servizi. Valuta di optare per quelle che hanno elevati volumi di ricerca ad un CPC più basso possibile ma non sottovalutare chiavi con volumi di ricerca non elevatissimi ma che possono essere molto efficaci per la tua campagna.
Consiglio n°2 – Ottimizza, ottimizza e ottimizza
Crea un annuncio che possa attirare l’attenzione dell’utente, un annuncio unico che sia “attraente” e “persuasivo”. Ottimizza l’annuncio al fine di ottenere un Quality Score importante. Fai in modo che nel titolo e nel testo dell’annuncio sia presente la parola chiave scelta. Se l’annuncio non rende da subito, cambialo, cerca una nuova soluzione. Non smettere mai di ottimizzare finchè non sei pienamente soddisfatto.
Consiglio n°3 – crea una Landing Page efficace
Se un utente clicca sul tuo annuncio fai in modo che “atterri” su una pagina ottimizzata al fine di fargli compiere l’azione che desideri compia (iscrizione a una newsletter, risposta ad un sondaggio, acquisto ecc.). Rendi la pagina essenziale, elimina tutto il superfluo ed utilizza un layout “clean style” dove siano in risalto i link/pulsanti su cui l’utente deve cliccare. Fai in modo che nella pagina siano presenti le parole chiave dell’annuncio AdWords, valuta anche se è il caso di prendere un dominio ad hoc, le parole chiave presenti nel nome a dominio sono decisive anche per il Quality Score.
Consiglio n°4 – Monitoraggio e analisi
Valuta di integrare AdWords con Analytics. Esegui un monitoraggio costante della campagna al fine di poter intervenire per tempo in caso di necessità. Analizza i risultati, è fondamentale per capire cosa ha funzionato e cosa no e in modo di poter modificare la campagna ed ottimizzarla per non commettere errori precedentemente commessi. L’analisi è tutto, non farne mai a meno.
Cerca di “progettare” la tua campagna e di ottimizzarla al meglio, ottenere un buon Quality Score ti permetterà di posizionare i tuoi annunci prima di quelli dei tuoi concorrenti senza dover per forza spendere cifre “folli”.
Se non vuoi perdere i consigli che ti darò in futuro iscriviti al mio Feed RSS per non perdere nessun articolo
I migliori post della settimana #32
Pubblicato il 12/7/2009 alle 11:16

Come ogni settimana ecco i posts più interessanti:
01) Vacanze 2.0: I Social Network Per Pianificare Il Tuo Viaggio
02) Guida di apprendimento di Flash Video
03) I Migliori Plugin Jquery Con Effetto Lightbox
04) Cos’è la risoluzione di un’immagine
05) Una Raccolta di SEO Tools Sempre Utili
06) Come vendere pubblicità tramite le concessionarie pubblicitarie online
07) Pubblicità su Facebook: come fare
08) La longevità dei social network
09) Alcuni Grandi Fraintendimenti nella SEO























