Negli ultimi tempi ho notato su diversi blog italiani (anche blog molto conosciuti e seguiti) il consolidamento e la crescita di un fenomeno dalle dinamiche poco limpide. In pratica, ad ogni post del “noto” blogger di turno, scattano quasi “automaticamente” commenti a dir poco “adulatori” nei confronti del blogger: bravo, bravissimo, sei sempre il migliore, sei un grande, sei troppo avanti ed altri ancora. Ma i commenti non servono ad aggiungere valore al post con il parere o il punto di vista del lettore sul contenuto?

Indubbiamente, se il blogger ha pubblicato un contenuto di grande valore, un complimento possiamo farglielo ma come la mettiamo se questi commenti compaiono sotto tutti i post, anche quelli di qualità minima o nulla? Inoltre ho notato che il 90% di questi commenti vengono lasciati da lettori che non hanno avatar e la cui firma non è legata ad alcun blog, non trovate “sospetta” la questione?

Situazioni normali e per niente sospette o tentativi del blogger di turno di aumentare la sua popolarità con trucchi e trovate varie? Esistono community manager che vengono pagati per creare discussioni ad hoc con l’obiettivo di aumentare la popolarità di un sito o  brand?

A queste domande è stata data una risposta, non dal sottoscritto ma da altri  “esperti” in materia di blogging: Mirko di Blographik, Catepol, Daniele di Ikaro, Merlinox e Napolux. Leggiamo il parere e i consigli di questi “top blogger” che hanno costruito la loro popolarità con il duro lavoro offrendo giorno dopo giorno contenuti di valore ai propri lettori.

1) Cosa pensi di blog dove, ad ogni post, scattano “automaticamente” commenti contenenti complimenti (anche esagerati) al blogger? La ritieni una pratica di “leccapiedismo 2.0”, “autopompa dell’ego 2.0” o la ritieni una cosa normale e per niente sospetta?

Ecco la risposta di Mirko D’Isidoro di Blographik:

Sinceramente fa sempre piacere ricevere dei complimenti per il duro lavoro del blogger ;). Credo che per un autore con un pò di esperienza si potrebbe subito intuire la presenza di un leccapiedi. Ad esempio, se noto una persona che non pubblica il suo nome ma inserisce una parola chiave o il nome del suo blog, e mi fa tanti complimenti ma poi non partecipa più alle discussioni, quello è un commento che giudico un pò lecchino, a rischio di ban.

Ecco la risposta di Caterina Policaro aka Catepol:

Quando accade si nota subito. Quindi immagino che chi pratica lo “scatto automatico” del commento sia amico del blogger. Si nota subito. Dalla quantità dei commenti che scattano, ma soprattutto dalla qualità. O meglio dalla non qualità. Infatti son commenti standard del tipo: “Complimenti!” “Interessante!” “Miticoooo” e cose così. Mi insospettisce, certo che mi insospettisce. Soprattutto quando la pratica è ripetuta in ogni post del blog in questione e la conversazione nei commenti non apporta valore aggiunto al post. Può dipendere dal blogger (che ha magari chiesto ad un gruppo di amici di fare ciò), o dipende dai commentatori stessi, quando magari il blog è un pelo più famoso, per cui puntano a inserire il loro link nei commenti, senza però dire nulla di più. Nel caso di un brand, ci sono ovviamente persone pagate per farlo. In tutti e tre i casi, le dinamiche son falsate.

Ecco la risposta di Daniele Di Gregorio aka Ikaro:

Penso sia abbastanza normale, e li vedo divisi in due categorie. Ci sono i nuovi utenti che si affacciano al marketing online per promuovere i loro progetti personali e che giustamente sperimentano tutto, compresa la clonazione in serie del “commentator gentile”. I più scaltri smettono presto perchè capiscono che ci sono modi migliori per promuovere il poprio blog. Poi c’è l’altro gruppo. Dietro il “commentator gentile” clonato non si celano solo i proprietari dei blog, ma anche i lettori che ogni giorno lasciano una traccia (con link) in giro per tentare di aumentare la visibilità del proprio. Non direi che è sospetta.. anzi, è anche sin troppo chiara 🙂

Ecco la risposta di Riccardo Mares aka Merlinox:

Purtroppo ho sempre meno tempo da dedicare alla blogosfera. Ho quei 3-4 blog che mi impongono di leggere giornalmente, più per amicizia che altro, ma poi spesso le mie letture di blog cadono al momento del bisogno. E’ un comportamento egoistico, lo so, però il tempo oggi non mi consente altro. La blogosfera, per quanto moderna, è una virtualizzazione della realtà, come nella realtà ci saranno sempre sbruffoni e leccaculo. Per quanto mi riguarda se non ho particolari cose da “commentare” evito di lasciare una traccia inutile, come cerco di chiedere maggiori lumi quando uno mi lascia il commentino inutile. Ti ricordo che molti “big” di oggi, sono diventati tali massacrando la blogosfera dei loro commenti, e oggi è probabile che per una twittata si facciano pagare.

Ecco la risposta di Francesco Napoletano aka Napolux:

Ritengo sia un maldestro tentativo di far sembrare un blog più frequentato (e quindi più influente) di quanto in realtà sia. Ci sono persone che addirittura arrivano a scrivere piccoli bot che incrementano le visite e cose così. Direi che non mi sorprende.

2) Questo “fenomeno”, in genere, avviene su blog di giovani blogger. Cosa ti senti di consigliare a giovani blogger che hanno atteggiamenti presuntuosi o il cui blog presenta la tipologia di commenti sopra citati?

Ecco la risposta di Mirko D’Isidoro di Blographik:

Gli autori con atteggiamenti presuntuosi per me hanno vita breve. Reputo come caratteristica fondamentale di un bravo blogger, quello della modestia e del considerare gli altri commentatori alla pari, qualsiasi blog stiano gestendo, se famoso o meno. Quindi il mio consiglio personale, da lettore accanito oltre che blogger è quello di rispondere a tutti i commenti, essere modesti e non porsi su un piedistallo nel momento in cui il progetto inizia a decollare.

Ecco la risposta di Caterina Policaro aka Catepol:

A metter su un blog ci vogliono tecnicamente 5 minuti (sia sui siti gratuiti sia se si installa sul proprio dominio). Operazione che adesso possono fare veramente tutti. A metter su il gruppetto dei fans anche. A farsi linkare da qualcuno, pure. Ma un blog è un blog non per la struttura, i backlink o il template. O per il fan club di amici che ti fanno i complimenti. Un blog è un blog per i contenuti (di qualunque tipo) che l’autore vorrà condividere tra le sue pagine, alla rete tutta. Contenuti che saranno giudicati dai lettori, nel bene o nel male e non da Google e dal suo sistema di ranking. Essere presuntuosi e non avere i contenuti, alla lunga non paga. Avere la claque degli amici commentatori che ti dicono “Quanto sei bravo, quanto sei bello” nemmeno. Sono condizioni che durano lo spazio di una settimana, un mese, in blogosfera. Il tempo di avere un quarto d’ora di celebrità (auto indotta, tra l’altro), e poi? Le persone che vengono a visitare il tuo blog si accorgono subito se hai qualcosa da raccontare, per cui meriti complimenti e meriti d’esser seguito, o non ce l’hai. E se non ce l’hai, non ritornano.

Ecco la risposta di Daniele Di Gregorio aka Ikaro:

Il numero di commenti di un blog era ritenuto anche da autorevoli bloggers oltreoceano un indicatore di successo e popolarità, ma solo prima dell’avvento dei media sociali. Gli utenti più smaliziati ora sanno bene che il calo dei commenti nei nostri post è normale perchè i nuovi media sociali hanno frammentato e distribuito le conversazioni (anche sui nostri contenuti) altrove. Vedi Facebook, Friendfeed ecc. Quello che consiglio è: smetti di commentarti da solo o di organizzarti con altri bloggers a tal fine, piuttosto osserva in quale social si genera conversazione, vai li e crea una community basata sugli argomenti che tratti. Gli utenti ormai discutono dove più si trovano meglio: non pretendere di portarli da te ma vai tu da loro e aggregali.

Ecco la risposta di Riccardo Mares aka Merlinox:

Mi sento di consigliare che blog oggi = passione. E che il passo verso la prostituzione (http://blog.merlinox.com/blogosfere-meritocratica-autoreferenziale-prostitutica/) per guadagnare qualcosina è molto breve. Se poi la qualità porta a un blogger che riesce a mantenere una famiglia meglio ancora. Poi alla fine sono scelte, che ognuno porta avanti con il proprio modus vivendi.

Ecco la risposta di Francesco Napoletano aka Napolux:

Posso solo consigliare di investire il tempo sprecato con questi mezzucci nello scrivere post sempre migliori per il proprio blog: solo la qualità paga nel lungo periodo.

3) Pensi che esistono community manager che creano discussioni ad hoc per accrescere la popolarità di un blog/sito e che vengono pagati per questo? Cosa pensi al riguardo?

Ecco la risposta di Mirko D’Isidoro di Blographik:

Non avevo mai pensato a questo lato del blogging, che sinceramente non mi piace proprio. Ecco perchè reputo anche questo comportamento poco legittimo, inoltre c’è il rischio che si venga smascherati, e le cattive notizie girano subito in rete, e questo potrebbe penalizzare fortemente il brand dell’azienda o dell’autore del progetto. Riguardo al pagamento per creare discussioni del genere, è un metodo come un altro per monetizzare, ma non approvo assolutamente questa pratica. Ci sono tanti altri metodi per riuscire a guadagnare con il proprio lavoro, e non è sicuramente questo, quello che consiglierei 😉

Ecco la risposta di Caterina Policaro aka Catepol:

Certo che esistono. Il community manager per molti brand e aziende è una vera e propria professionalità. E il lavoro può consistere anche nel dover andare a “partecipare” a tutte le conversazioni che riguardano brand/argomento di interesse. Ed è giusto che vengano pagati per fare il loro mestiere. Devono però fare molta attenzione ed essere veramente bravi conoscitori delle dinamiche delle conversazioni in rete, saper gestire tutte le tipologie, conoscere bene la psicologia e le relazioni. Altrimenti, all’ occhio dell’ abitante della rete salta subito che il community manager o chi per lui, sta facendo SOLO marketing e pubblicità.

Ecco la risposta di Daniele Di Gregorio aka Ikaro:

Assolutamente si. Si chiama “social infiltration” e in molti casi viene messa in opera anche da grandi aziende in maniera decisamente poco avveduta. Commenti, feedback su prodotti e servizi, voti sui siti di social news… in grande parte sono generati proprio da community manager per creare la reputazione online dell’azienda per la quale operano. A volte le aziende reclutano gli utenti che si dimostrano particolarmente attivi nell’aggregazione e nella gestione di community direttamente sul social nei quali operano. Non mi meraviglierei se nelle aziende esistessero dei “talent scout” che monitorano i social network per scovare le figure più adatte in tal senso. Anche in questo caso un occhio attento non ci mette molto a capire… col rischio che al “commentator gentile” faccia seguito lo “sputtanamento 2.0”, di cui esistono vari esempi in passato. Con buona pace della reputazione online.

Ecco la risposta di Riccardo Mares aka Merlinox:

Certo. E’ il loro lavoro, mi stupirei del contrario. C’è gente che è pagata per segnalare gli articoli su alcuni social, figuriamoci un lavoro ben più mentale come creare una discussione.

Ecco la risposta di Francesco Napoletano aka Napolux:

Esistono, cacchio se esistono. Magari non lavorano per un blog ma per un brand specifico o gruppi di aziende. E’ un lavoro come un altro, sta al lettore di blog o al frequentatore di forum capire quando ci si trova davanti a persone del genere.

Ringrazio tutti per la grande disponibilità e per le interessanti risposte date. Buon blogging a tutti 🙂

p.s se anche tu hai qualcosa da dire o vuoi dare il tuo parere sull’argomento lascia un commento 😉

se il commento non è utile o se viene inserito solo per fare un complimento o per “piazzare un link” lo eliminerò senza pietà 😛

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